mercoledì 27 settembre 2017

ecco il seguito della prima storia, della serie Lupin/Occhi di Gatto

L’AMORE TRIONFA- seguito di Fujiko felice-

“E così volevi vendicarti? Volevi farmela pagare per quello che ti ho fatto? Mi spiace per te mia dolce Fujiko ma, non solo ti e andata male, ma adesso sarai tu ad assaporare la mia vendetta! Ti dimostrerò quanto so essere cattiva!”

Fujiko conosceva quella stanza, era la stessa dove era stata tenuta prigioniera. Riconobbe l’enorme specchio davanti a lei che copriva tutta la parete e dove poteva vedere perfettamente quale era la sua situazione. Ma non c’era più sul pavimento il morbido e soffice tappeto di pelliccia,.

Fujiko tremava, non solo per le parole minacciose di Kelly, anche perché era completamente nuda, nuda e immobilizzata, ma stavolta non era legata e mummificata con chilometri di corde, era stata bloccata su una croce greca. Le braccia e le gambe erano entrambe divaricate ed erano bloccate a forma di X.  Le dita delle mani le erano state chiuse a pugno, legate in quella posizione con delle corde strettissime e ricoperte totalmente da molti giri di nastro adesivo, che le sigillavano praticamente. E lo stesso era stato fatto per le dita dei piedi, legate una a una con cordicelle sottili e molto dolorose da sopportare e poi ricoperte interamente da numerosi giri di nastro adesivo. Le era impossibile usare le dita di mani e piedi ormai. Immobili, solo immobili potevano restarsene.

Le parve una cosa strana il fatto che le avessero legato e bloccato anche le dita dei piedi, ma non ci pensò molto data la sua situazione.

Le braccia erano bloccate in corrispondenza dei polsi e ai gomiti, non solo con robuste cinghie di cuoio ma anche con dei grossi lucchetti che le chiudevano inamovibilmente all’asta della croce, era quindi impossibile sciogliersi o allentare la presa, solo con la chiave Fujiko avrebbe potuto liberarsi.

Stesso dicasi per le sue gambe, erano bloccate alle ginocchia e alle caviglie, immobilizzate con cinghie di cuoio e chiuse all’estremità delle cinghie dai lucchetti. Stessa sorte era toccata alla vita, bloccata da due grosse e spesse cinghie strettissime che le causavano problemi a respirare normalmente data la loro forte stretta.

L’ultima cinghia Kelly l’aveva stretta, chiusa e lucchettata lei stessa attorno al collo di Fujiko. Avevo stretto al massimo possibile, all’ultima tacca disponibile, era davvero incazzata con Fujiko. Quasi la soffocò quando chiuse il lucchetto al collo.

Insomma era davvero impossibile per Fujiko liberarsi da sola, ancora peggio, nessuno poteva liberarla. Nemmeno Lupin poteva farlo stavolta, solo chi aveva le chiavi dei lucchetti poteva farla scendere da quella croce, quindi solo Kelly “La Gatta” poteva farlo. Pazzesco.

Kelly premette un bottone su una specie di telecomando che aveva tra le mani e Fujiko sentì come aprirsi qualcosa, poi dallo specchio davanti a lei vide tutto. Un’apertura si era creata nel muro dietro di lei e un macchinario infernale ne era uscito. C’erano degli enormi dildo avvitati su delle estremità e numerose fruste. Kelly gnignò leggermente di fronte alla sua indifesa prigioniera e premette un altro bottone. I bracci della macchina si allungarono e si posizionarono sotto Fujiko, i 2 enormi dildo, si infilarono lentamente sotto lo sguardo spietato di Kelly in entrambi i “buchi” della povera ragazza. Fujiko vedeva tutto dallo specchio ma non poteva fare assolutamente nulla, le sembrava di impazzire, poteva mai Kelly farle questo? Avrebbe voluto urlare dal dolore sentito, ma non poteva, un terzo enorme fallo di gomma le era stato ficcato in bocca da Kelly già da almeno 20 minuti, e a lei non restava che succhiarlo continuamente. Era enorme, almeno 25 centimetri lungo e molto molto spesso, come quelli che le avevano violato la micetta e il suo ano.

“Adesso che dici Fujiko, la mia vendetta e migliore della tua? Ahahahah!” Fujiko potè solo mugolare attraverso il gigantesco fallo che le riempiva totalmente la bocca scendendole fino in gola,

“Mmmmppffhh…Mmmmpffhh..Mmmmfph..”

“Ecco brava continua a ciucciare il tuo bel cazzone, ahahaha! Gli altri ti soddisfano? O sei rimasta delusa, e sgualdrina? Volevi vendicarti, volevi ammazzare me e le mia sorelline ma adesso la pagherai cara, molto cara.” Ad un gesto di Kelly, la macchina si avviò e fortissime frustate iniziarono a colpire sulla schiena Fujiko, facendola barcollare, se non fosse stata così ben legata alla croce sarebbe caduta già al primo colpo, e insieme alle frustate anche i dildo cominciarono a muoversi e vibrare dentro di lei. Pazzia, questa era pazzia..

Dimenticavo, sul corpo di Fujiko erano stati incollati degli elettrodi, bagnati ovviamente, sui capezzoli, vicino alla micetta, e su tutto il corpo, Fujiko all’iniziò non capì a cosa servissero ma adesso le era tutto chiaro. Servivano per far passare la corrente all’interno del suo corpo! Voleva ammazzarla, Kelly voleva ammazzarla davvero! Perchè aveva ascoltato Lupin? Lei non voleva fare del male a Kelly e alle sue sorelle, non voleva vendicarsi, ma non voleva che Lupin scoprisse che in realtà si era eccitata da morire durante la sua prigionia e che adorava Kelly..e il suo profumo. Era il suo segreto e non voleva rivelarlo a nessuno.

Mentre continuava quella tortura Fujiko ritornò con la mente al giorno del suo rapimento, a quello che era successo dopo che Lupin l’aveva liberata..:

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“E in questo modo la nostra vendetta sarà totale e completa, che ne dici cherie? Che poi sarebbe la tua vendetta, sei tu che sei stata maltrattata e segregata da quelle gattacce cattive. A me i gatti non sono mai piaciuti.”

Lupin, tesoro, fermati un attimo con tutte queste chiacchiere. Ho bisogno del bagno.” Rispose Fujiko con aria assente, Lupin era giunto dopo pochi minuti come Kelly le aveva detto, l’aveva liberata da tutti quei chilometri di corde e dai numerosi bavagli cui “la Gatta cattiva” l’aveva sottoposta e subito aveva preparato un piano perfetto per vendicarsi della banda “Occhi di Gatto”. Un piano per ottenere la sua vendetta, o meglio la vendetta di Fujiko su Kelly.

Ma Fujiko in quel momento aveva altri pensieri, pensieri fissi che scorrevano nella sua mente. Oramai erano giunti a casa, Fujiko non vedeva l’ora. Una volta in bagno tirò fuori il foulard di Kelly, quello con cui era stata imbavagliata, e che la sua rapitrice le aveva regalato, e iniziò a strofinarselo in viso, passandoselo sulle guance, la fronte, e inspirando il suo forte odore, l’odore di Kelly. E automaticamente quasi senza accorgersene, prese a masturbarsi lentamente mentre riviveva nella sua mente tutto quello che le era accaduto solo poche ore prima, il rapimento, il risveglio, le corde che la mummificavano, il nastro adesivo alle mani e la stuzzicante crotch-rope tra le gambe, e il bavaglio, anzi i bavagli che l’avevano tenuta buona mentre era sequestrata. I 2 fazzolettoni ficcatigli in gola, il foulard a coprirle la bocca e l’ultimo, quello che aveva tra le mani, quello che le fasciava la parte inferiore del viso coprendole anche il naso e la imbavagliava definitivamente. Risentì per tutto il tempo pure il tocco del tappeto di pelliccia dove la sua rapitrice l’aveva tenuta poggiata, era così morbido e soffice, morbido e soffice..

“Mmmhh..Mmmhh..”, mugolò Fujiko.

E infine rivide lei, Kelly, la “Gatta cattiva” come le stava dicendo Lupin da più di 2 ore, la rivide nella sua bellezza, nel suo fisico scultoreo, i suoi lisci e lucenti capelli, ricci e lunghi sulle spalle, e più di tutto, ricordò annusando il foulard, il suo profumo, che per tutto il tempo della sua prigionia le aveva riempito le narici intossicandola lentamente e totalmente, eccitandola follemente, all’improvviso fu proprio come se stesse succedendo di nuovo in quel momento, Fujiko smise di ricordare e risentì le mani di Kelly che le accarezzavano e stuzzicavano la micetta attraverso la crotch-rope, e più di tutto risentì le labbra di Kelly che toccavano le sue, baciandola dolcemente con forza, unendole insieme in una passione mai sentita e provata prima. E mentre riviveva tutto questo, venne ancora una volta, eccitata come mai in vita sua.

“Non svenire lurida schiava” la voce severa di Kelly la riportò al presente,

“adesso viene il bello, hai sopportato bene le frustate, non me l’aspettavo, vediamo se ti piace anche l’elettricità!”

“Mmmmppffhh…Mmmppffhh..” Provò a ribellarsi Fujko ma era impossibile, Kelly spinse l’ennesimo bottone e all’improvviso iniziò il supplizio, Fujiko sentì il fuoco attraversarle il corpo, si sentì letteralmente bruciare dal didentro, urlò a squarciagola e si dimenò ma era inutile, non poteva parlare né muovere nulla, la bocca era tappata in ogni millimetro dall’enorme fallo di gomma che stantuffava avanti e indietro e le dita di mani e piedi le erano state legate e immobilizzate in corde e numerosi strati di nastro adesivo, adesso capiva il perché. Avrebbe voluto arricciare le dita dei piedi e spalancare quelle delle mani per il dolore ma non potè fare nemmeno quello. Poteva solo soffrire mentre i dildo e la frusta continuavano il loro lavoro senza sosta.

Poi Kelly sorridendo beffardamente le mostrò il suo foulard. Quel foulard. Lo teneva tra le mani e preso un accendino cominciò a bruciarlo davanti a Fujiko che rimase inorridita, non poteva farlo, non poteva distruggere il simbolo del loro amore, non poteva , questo era troppo…noooooooooooooooooo…

“Fujiko, che hai? Amore che ti succede?” gridò Lupin afferrandola dal letto, Fujiko fu come risvegliata da un incubo, aprì gli occhi e vide che erano corsi anche Jigen e Ghemon a soccorrerla, Lupin la teneva tra le sue forti braccia e le diede alcuni schiaffetti vedendo che non si riprendeva..

“Cherie’, rispondimi, tutto bene?”

“Là, là..” indicò Fujiko con la sua mano incapace di parlare ancora stordita.., Lupin guardò in direzione della mano e vide appallottolato per terra un foulard, indicò a Ghemon di passarglielo e quindi lo mise tra le mani, era grande e morbido, ed emanava un buon odore. Subito lo passò a Fujiko,

“Questo amore? Vuoi questo foulard?” Fujiko non rispose, si tirò subito il foulard al petto e ispirando il suo buon profumo fece cenno a Lupin che andava tutto bene. Lupin, il suo Lupin, sempre lui, era corso subito a salvarla.

Gijen e Ghemon se ne andarono imprecando un po’, Lupin diede un bacio sulla fronte alla sua Fujiko, si alzò con calma e per ultimo si allontanò verso la porta, girandosi poi disse:

“Io lo conosco quello. E uno dei foulard con cui eri imbavagliata ieri, perché l’hai tenuto di nascosto? Mi avevi detto di buttare via tutto, che non volevi ricordare nulla di quella brutta avventura con la Gatta..,”

Fujiko divenne rossissima in volto, Lupin aveva lo sguardo sicuro, di quando aveva qualcuna delle sue geniali intuizioni, aveva forse capito tutto? Non gli rispose, non poteva, abbassò gli occhi e assaporò ancora una volta il sapore del foulard di Kelly, la sua Kelly.

Lupin senza aspettare risposta la guardò sorridendo e spegnendo la luce se ne andò. Fujiko era ancora scombussolata, appallottolò e si ficcò in bocca il grosso fazzoletto che teneva sempre sotto il suo cuscino, con la cinta di seta della sua vestaglia si coprì le labbra avvolgendosi le guance e annodandola dietro il collo bella stretta e infine si imbavagliò col foulard di Kelly, piegandolo a triangolo e fasciandosi il viso passandolo anche sul naso a coprire le sue narici, lo annodò strettissimo dietro il suo collo e si rigirò tra le lenzuola numerose volte fino a immobilizzarcisi dentro, a mummificarsi totalmente nelle lenzuola, e iniziò a strofinarsi sul materasso la micetta, assaporando e riempiendosi di nuovo dell’odore inebriante di Kelly, la sua Kelly, non quella crudele e spietata del sogno, la rivede ancora una volta, come quella mattina in bagno, mentre la legava con metri e metri di corda, la imbavagliava con fazzolettoni e foulards e le copriva anche il naso, e rivivendo e “sentendo” il suo bacio e il suo tocco sulla sua micetta ebbe un orgasmo favoloso, favoloso…

E mentre le si dilatavano gli occhi e tremava dal godimento immersa nel profumo di Kelly le parve di vedere la faccia stavolta allegra di Lupin che le sorrideva e le diceva:

“Tu non vuoi fare del male alle Gatte, vero cherie’? Allora non ci vendicheremo, non potrei mai fare del male a qualcuno che tu ami, lo sai tesoro. Perché anche io ti amo.”

Fujiko si sentì spalancare il cuore, era felice per le parole di Lupin, il suo Lupin, alla fine l’amore aveva trionfato, l’amore di Lupin per lei e l’amore suo per Kelly..

venerdì 22 settembre 2017

La storia che pubblicherò adesso e in pratica una fiction, sono più storie tutte collegate una all'altra e devono essere lette in ordine cronologico perché la trama sia ben chiara a tutti.
Storie come detto di tipo bondage, ispirate alla fantasia di un amico, a cui piacevano molto i cartoni animati di Lupin III e Occhi di Gatto.
Le storie appunto parlano delle avventure delle protagoniste di questi cartoni..
Buona lettura e fatemi sapere che ne pensate..:)

Fujiko felice

Fujiko sospirò ammirando ancora una volta la sua situazione, c’erano chilometri e chilometri di corde che le avvolgevano fasciavano e stritolavano il corpo.

“Cavolo!” pensò, la donna che l’aveva catturata sapeva fare bene i nodi, molto bene. E lei che era convinta e si vantava sempre con Lupin e i suoi amici di essere capace di uscire da qualsiasi tipo di legatura.

“Devo farcela, devo!” si disse. Ma era inutile. Rigirandosi sul morbidissimo e soffice - ed eccitante per lei, non poteva negarlo -, tappeto di pelliccia dove era stata poggiata, esaminò ancora una volta il suo corpo immobilizzato.

Vedeva corde dappertutto guardando nell’enorme specchio che occupava tutta la parete di fronte a lei. I suoi gomiti erano stati legati sia sopra che sotto e stretti e uniti fino a toccarsi tra loro, era anche doloroso da sopportare quella posizione adesso, dopo almeno un’ora in quello stato.

I polsi erano legati appaiati dietro la schiena e poi grazie a una corda che le avvolgeva la vita strettamente erano incollati praticamente alla sua schiena, così come gli avambracci, legatissimi tra loro, con le corde che giungevano fino sotto ai gomiti praticamente e poi collegati e uniti con un’altra lunga corda alla schiena e sul davanti della vita. La corda che le passava in vita oltre a servire da collegamento alla schiena per i polsi e gli avambracci le scendeva tra le gambe, risalendo poi dal didietro, era praticamente una crotch- rope, che ad ogni movimento le stuzzicava la sua micetta.., e specialmente quando dimenandosi si rigirava sulla morbida e soffice pelliccia del tappeto non poteva negare che un po’ si eccitava..

Altre corde le avvolgevano le spalle e le braccia, passando sopra e sotto i suoi seni, che così legati sporgevano ancora di più in fuori, quasi uscendo dalla magliettina con ampia scollatura che indossava. I suoi polsi erano immobilizzati anche con numerosi giri di nastro adesivo da imballaggio argentato, che li ricoprivano totalmente al di sopra delle corde che li legavano e poi scendevano tirati al massimo fino alle dita delle mani, avvolgendole strettamente e unendo i palmi uno all’altro fino a farli toccare e incollarsi tra loro, moltissimi giri erano stati fatti attorno alle sue mani fino ad ottenere un unico enorme bozzolo di nastro argentato che ricopriva sia i polsi sopra le corde, che le mani fino alla punta delle dita. In questo modo le era impossibile usare le stesse dita per cercare di raggiungere i nodi e scioglierli, liberandosi.

Le braccia poi erano un tutt’uno con il busto ormai, impossibile muoverle di un millimetro, sembravano come saldate al busto e al petto, diventate un blocco unico impossibile da dividere uno dall’altro. Tanto erano strette le corde che le immobilizzavano completamente che Fujiko sentiva come se le corde e i nodi, strettissimi fino all’inverosimile la stritolassero letteralmente.

“Impossibile!” si disse Fujiko,

“se non lo vedessi non ci crederei..!”

La parte inferiore del corpo non stava meglio, già detto della crotch- rope tra le gambe e le chiappe del culo, le cosce erano legate strettissime e con moltissimi giri di corda, quindi altre corde avvolgevano e immobilizzavano le ginocchia sopra e sotto, ancora altre passavano attorno alle gambe immobilizzandole totalmente e infine le caviglie erano state legate strettamente e inamovibilmente, ed e inutile dire che ognuna di queste legature era stata annodata saldamente sul davanti rendendo impossibile per Fujiko raggiungere i nodi e slegarsi con i polsi legati dietro la schiena, anche se avesse avuto le dita della mani libere.

“Pazzesco! Ma c’era bisogno di fare anche questo?”, si disse Fujiko, guardando le sue scarpe con tacco alto rosse poggiate in ordine accanto al tappeto di pelliccia, e abbassando lo sguardo poi, a controllare gli alluci dei suoi poveri piedi, legati e uniti insieme da una cordicella sottile messa in doppia e strettissima, che ogni volta che provava a muoversi le faceva vedere le stelle. E superfluo dire che le corde che le legavano le caviglie erano state tirate fino ad avvolgersi e stringersi anche attorno ai suoi piedi, immobilizzandoli proprio al centro ed erano annodate come sempre sul davanti e non sotto le suole.

Fujiko si sentiva stretta in una morsa inesorabile, come aveva potuto la sua rapitrice farle tutto questo? Trattarla in questo modo? Aveva provato la mummificazione, ma con le fasce era più facile da ottenere e da sopportare, ma così Fujiko non l’aveva mai pensata nemmeno possibile. Mummificare qualcuno usando le sole corde? Chilometri e chilometri di corde, pazzesco. E poi c’era bisogno del nastro adesivo a ricoprire e bloccarle anche le dita delle mani? Con i nodi tutti fatti sul davanti e impossibili da raggiungere! E questo legarle anche i piedi uniti? E gli alluci? Insomma o si legano gli uni o gli altri! Non tutti e due insieme! Pazzesco, si ripeteva mentre non poteva negare che a forza di dimenarsi e strofinarsi sul morbido e soffice tappeto di pelliccia si era eccitata..e iniziava a mugolare rumorosamente.., intanto il tempo passava e della sua rapitrice nessuna traccia..,

Da quando l’aveva immobilizzata e impacchettata se ne era andata chiudendo a chiave la porta e non si era più vista. Chi era? Cosa voleva? Fujiko ricordava solo di aver ricevuto una chiamata al telefonino da Lupin, che le aveva detto di recarsi a quel bar e aspettare il suo arrivo, nell’attesa lei aveva ordinato un semplice Campari e subito dopo averlo bevuto, il buio, non ricordava più nulla di tutto quello che era successo dopo. Si era risvegliata così, completamente legata e in quell’enorme stanza con quell’enorme specchio a parete. E su quel morbidissimo e soffice tappeto di pelliccia.

“Mmmmhh..Mmmmhh..” mugolò inerme Fujiko..intanto altro tempo passava..

“Maledizione, maledizione,maledizione!!!” pensò tra sé Fujiko. Pensò anche perchè poteva fare solo quello, dato che la sua bocca era riempita da 2 fazzolettoni enormi appallottolati e ficcatici dentro, che la farcivano in ogni suo millimetro come una torta piena zeppa di crema. Da più di un’ora cercava in tutti i modi di spingerli fuori con la lingua, ma inutilmente.

Fujiko sentiva la stretta del foulard che era stato avvolto attorno alle sue guance e annodato stretto dietro al suo collo, messo a ricoprire il tutto e a tenere saldamente dentro i 2 fazzolettoni, anzi a cacciarli ancora più in profondità, spingendoli fino in fondo alla sua gola, quasi soffocandola.

Si dimenava agitando la testa davanti e indietro, a destra e sinistra da almeno un’ora cercando di allentarlo, ma niente, assolutamente niente. La presa del foulard non diminuiva di un millimetro.

Almeno c’era quel buon odore a riempierle le narici, un odore che un po’ la eccitava. Veniva dall’altro morbidissimo e profumato foulard che le era stato aggiunto alla fine, un foulard bello grosso che praticamente le avvolgeva e fasciava tutta la parte inferiore del viso, era stato piegato a triangolo e passato a ricoprirle anche il naso, prima di essere saldamente annodato più volte strettissimamente dietro il collo, lasciandola a “godersi” quel favoloso intossicante profumo femminile. Il profumo della sua rapitrice.

Dopo altri buoni 10 minuti di inutili eccitanti e morbidi dimenamenti, Fujiko sentì la chiave girare nella toppa e la porta si aprì..,

“Sono qui Lupin, aiutami amore!” gridò Fujiko, anzi avrebbe gridato se avesse potuto. Era sicura che Lupin l’avrebbe trovata e salvata, come sempre.

Ma solo un impercettibile e incomprensibile mugolio uscì dalla sua bocca.

“Mmmhh..Mmmmhh..”

“Sta buona piccola, non vorrai che stringa ancora di più il tuo bavaglio? O che ti leghi di più?”

“Come se fosse possibile legarmi di più”, pensò Fujiko. Si era sbagliata stavolta, non era Lupin, era la sua rapitrice, prima indossava una maschera perché stavolta Fujiko la riconobbe subito, la conosceva benissimo, era Kelly della banda “occhi di gatto”, era tornata finalmente.

“Ma lo sai che questo bel bavaglione ti sta benissimo? Sono sicura che a Lupin le tue foto sono piaciute moltissimo! Peccato non sia riuscito a portarti fuori di qui! Ahahahah!”

“Io vado dolcezza, ci vediamo alla prossima, a proposito la collezione di gioielli che desideravi tanto Lupin l’ha regalata a me, e proprio innamorato cotto di te, appena Sheila e Tati gli hanno detto che eri nelle mie mani e che ti avrei liberata solo dopo aver avuto la collezione a subito accettato lo scambio”.

“In effetti non proprio subito, prima a cercato di trovarti e liberarti, ma da uomo intelligente e furbo quale è sì e subito reso conto che era impossibile per lui liberarti e che solo io potevo lasciarti andare. Devo dire che ha accettato la sconfitta con grande dignità, un vero gentiluomo”

Fujiko si agitò e mugolò nel suo bavaglio, cercando chissà come di ribellarsi alla sua rapitrice, era impossibile, nessun poteva fregare Lupin, nessuno. Ma Kelly con calma le accarezzò un po’ la micetta strofinandola con la corda della crotch rope che passava tra le labbra, nello stesso tempo la baciò dolcemente sul foulard che la imbavagliava coprendogli anche il naso, facendola intossicare ancora di più del profumo di cui lo stesso foulard era intriso e in pochi secondi le due cose portarono Fujiko a raggiungere un orgasmo potentissimo..

“Mmmmh..Mmmmmmmmhh..Mmmmmmhh..” un rumoroso mugolio riempì la stanza mentre Kelly staccò le sue labbra da quelle di Fujiko e rialzandosi le disse.

“Il mio foulard puoi tenerlo, o visto che ti piace il mio profumo. Tra 20 minuti il tuo Lupin sarà qui e ti libererà bellezza, spero di rivederti presto, ma allenati mi raccomando, come hai visto non sei poi così brava come artista della fuga..” E lanciandole un ultimo bacio con le mano sinistra si allontanò, Fujiko ancora mezza tremante per il fortissimo orgasmo raggiunto ammirò il suo meraviglioso fondoschiena, le sue lunghe affusolate gambe poggiate sui suoi tacchi a spillo e i suoi lunghi e ricci capelli muoversi sulle spalle, e sperò di ritrovarsi al più presto indifesa tra le mani di Kelly.., annusò ancora una volta il suo profumato foulards che le copriva il naso e si distese stanca ad aspettare Lupin immergendosi per l’ennesima volta nel favoloso odore della sua dominante e bellissima nemica rivale.

Era stata sconfitta, incredibile a dirsi, ma chissà quanto tempo avrebbe resistito una volta liberata prima di correre a riassaporare quel profumo strofinandosi col foulard regalatole da Kelly.  

Era sconfitta..ma felice.

 

 
buongiorno a tutti. O creato questo mio blog per pubblicare delle mie storie di tipo bondage, la mia grande passione. A chiunque le leggerà spero che piacciano. :) Trattasi di pura e semplice fantasia ovviamente..