La storia che pubblicherò adesso e in pratica una fiction, sono più storie tutte collegate una all'altra e devono essere lette in ordine cronologico perché la trama sia ben chiara a tutti.
Storie come detto di tipo bondage, ispirate alla fantasia di un amico, a cui piacevano molto i cartoni animati di Lupin III e Occhi di Gatto.
Le storie appunto parlano delle avventure delle protagoniste di questi cartoni..
Buona lettura e fatemi sapere che ne pensate..:)
Fujiko sospirò ammirando ancora una volta la sua situazione, c’erano chilometri
e chilometri di corde che le avvolgevano fasciavano e stritolavano il corpo.
“Cavolo!” pensò,
la donna che l’aveva catturata sapeva fare bene i nodi, molto bene. E lei che
era convinta e si vantava sempre con Lupin e i suoi amici di essere capace di
uscire da qualsiasi tipo di legatura.
“Devo farcela, devo!” si disse. Ma era inutile. Rigirandosi sul morbidissimo e soffice - ed eccitante per lei, non poteva negarlo
-, tappeto di pelliccia dove era stata poggiata, esaminò ancora una volta il
suo corpo immobilizzato.
Vedeva
corde dappertutto guardando nell’enorme specchio che occupava tutta la parete
di fronte a lei. I suoi gomiti erano stati legati sia sopra che sotto e stretti
e uniti fino a toccarsi tra loro, era anche doloroso da sopportare quella
posizione adesso, dopo almeno un’ora in quello stato.
I
polsi erano legati appaiati dietro la schiena e poi grazie a una corda che le
avvolgeva la vita strettamente erano incollati praticamente alla sua schiena,
così come gli avambracci, legatissimi tra loro, con le corde che giungevano fino
sotto ai gomiti praticamente e poi collegati e uniti con un’altra lunga corda
alla schiena e sul davanti della vita. La corda che le passava in vita oltre a
servire da collegamento alla schiena per i polsi e gli avambracci le scendeva
tra le gambe, risalendo poi dal didietro, era praticamente una crotch- rope,
che ad ogni movimento le stuzzicava la sua micetta.., e specialmente quando
dimenandosi si rigirava sulla morbida e
soffice pelliccia del tappeto non poteva negare che un po’ si eccitava..
Altre
corde le avvolgevano le spalle e le braccia, passando sopra e sotto i suoi
seni, che così legati sporgevano ancora di più in fuori, quasi uscendo dalla
magliettina con ampia scollatura che indossava. I suoi polsi erano
immobilizzati anche con numerosi giri di nastro adesivo da imballaggio
argentato, che li ricoprivano totalmente al di sopra delle corde che li
legavano e poi scendevano tirati al massimo fino alle dita delle mani,
avvolgendole strettamente e unendo i palmi uno all’altro fino a farli toccare e
incollarsi tra loro, moltissimi giri erano stati fatti attorno alle sue mani
fino ad ottenere un unico enorme bozzolo di nastro argentato che ricopriva sia
i polsi sopra le corde, che le mani fino alla punta delle dita. In questo modo
le era impossibile usare le stesse dita per cercare di raggiungere i nodi e
scioglierli, liberandosi.
Le
braccia poi erano un tutt’uno con il busto ormai, impossibile muoverle di un
millimetro, sembravano come saldate al busto e al petto, diventate un blocco
unico impossibile da dividere uno dall’altro. Tanto erano strette le corde che
le immobilizzavano completamente che Fujiko
sentiva come se le corde e i nodi, strettissimi fino all’inverosimile la
stritolassero letteralmente.
“Impossibile!” si disse Fujiko,
“se non lo vedessi non ci crederei..!”
La
parte inferiore del corpo non stava meglio, già detto della crotch- rope tra le
gambe e le chiappe del culo, le cosce erano legate strettissime e con
moltissimi giri di corda, quindi altre corde avvolgevano e immobilizzavano le
ginocchia sopra e sotto, ancora altre passavano attorno alle gambe
immobilizzandole totalmente e infine le caviglie erano state legate strettamente
e inamovibilmente, ed e inutile dire che ognuna di queste legature era stata
annodata saldamente sul davanti rendendo impossibile per Fujiko raggiungere i nodi e slegarsi con i polsi
legati dietro la schiena, anche se avesse avuto le dita della mani libere.
“Pazzesco! Ma c’era bisogno di fare anche questo?”, si disse
Fujiko,
guardando le sue scarpe con tacco alto rosse poggiate in ordine accanto al
tappeto di pelliccia, e abbassando lo sguardo poi, a controllare gli alluci dei
suoi poveri piedi, legati e uniti insieme da una cordicella sottile messa in
doppia e strettissima, che ogni volta che provava a muoversi le faceva vedere
le stelle. E superfluo dire che le corde che le legavano le caviglie erano
state tirate fino ad avvolgersi e stringersi anche attorno ai suoi piedi,
immobilizzandoli proprio al centro ed erano annodate come sempre sul davanti e
non sotto le suole.
Fujiko
si sentiva stretta in una morsa inesorabile, come aveva potuto la sua rapitrice
farle tutto questo? Trattarla in questo modo? Aveva provato la mummificazione,
ma con le fasce era più facile da ottenere e da sopportare, ma così Fujiko non l’aveva mai pensata nemmeno possibile.
Mummificare qualcuno usando le sole corde? Chilometri e chilometri di corde,
pazzesco. E poi c’era bisogno del nastro adesivo a ricoprire e bloccarle anche le
dita delle mani? Con i nodi tutti fatti sul davanti e impossibili da
raggiungere! E questo legarle anche i piedi uniti? E gli alluci? Insomma o si
legano gli uni o gli altri! Non tutti e due insieme! Pazzesco, si ripeteva
mentre non poteva negare che a forza di dimenarsi e strofinarsi sul morbido e soffice tappeto di
pelliccia si era eccitata..e iniziava
a mugolare rumorosamente.., intanto il tempo passava e della sua rapitrice
nessuna traccia..,
Da
quando l’aveva immobilizzata e impacchettata se ne era andata chiudendo a
chiave la porta e non si era più vista. Chi era? Cosa voleva? Fujiko ricordava solo di aver ricevuto una
chiamata al telefonino da Lupin, che le aveva detto di recarsi a quel bar e aspettare
il suo arrivo, nell’attesa lei aveva ordinato un semplice Campari e subito dopo
averlo bevuto, il buio, non ricordava più nulla di tutto quello che era
successo dopo. Si era risvegliata così, completamente legata e in quell’enorme
stanza con quell’enorme specchio a parete. E su quel morbidissimo e soffice tappeto
di pelliccia.
“Mmmmhh..Mmmmhh..” mugolò inerme Fujiko..intanto
altro tempo passava..
“Maledizione, maledizione,maledizione!!!” pensò tra sé Fujiko. Pensò anche perchè poteva fare solo quello,
dato che la sua bocca era riempita da 2 fazzolettoni enormi appallottolati e
ficcatici dentro, che la farcivano in ogni suo millimetro come una torta piena zeppa
di crema. Da più di un’ora cercava in tutti i modi di spingerli fuori con la
lingua, ma inutilmente.
Fujiko
sentiva la stretta del foulard che era stato avvolto attorno alle sue guance e
annodato stretto dietro al suo collo, messo a ricoprire il tutto e a tenere
saldamente dentro i 2 fazzolettoni, anzi a cacciarli ancora più in profondità,
spingendoli fino in fondo alla sua gola, quasi soffocandola.
Si
dimenava agitando la testa davanti e indietro, a destra e sinistra da almeno un’ora
cercando di allentarlo, ma niente, assolutamente niente. La presa del foulard
non diminuiva di un millimetro.
Almeno
c’era quel buon odore a riempierle le narici, un odore che un po’ la eccitava.
Veniva dall’altro morbidissimo e profumato foulard che le era stato aggiunto alla
fine, un foulard bello grosso che praticamente le avvolgeva e fasciava tutta la
parte inferiore del viso, era stato piegato a triangolo e passato a ricoprirle anche
il naso, prima di essere saldamente annodato più volte strettissimamente dietro
il collo, lasciandola a “godersi” quel favoloso intossicante profumo femminile.
Il profumo della sua rapitrice.
Dopo
altri buoni 10 minuti di inutili eccitanti e morbidi dimenamenti, Fujiko sentì la chiave girare nella toppa e la
porta si aprì..,
“Sono qui Lupin, aiutami amore!” gridò Fujiko, anzi avrebbe
gridato se avesse potuto. Era sicura che Lupin l’avrebbe trovata e salvata,
come sempre.
Ma
solo un impercettibile e incomprensibile mugolio uscì dalla sua bocca.
“Mmmhh..Mmmmhh..”
“Sta buona piccola, non vorrai che stringa ancora di più il tuo
bavaglio? O che ti leghi di più?”
“Come se fosse possibile legarmi di più”, pensò Fujiko. Si era
sbagliata stavolta, non
era Lupin, era la sua rapitrice, prima indossava
una maschera perché stavolta Fujiko la riconobbe subito, la conosceva benissimo, era Kelly
della banda “occhi di gatto”, era tornata finalmente.
“Ma lo sai che questo bel bavaglione ti sta benissimo? Sono
sicura che a Lupin
le tue foto sono piaciute moltissimo! Peccato non sia
riuscito a portarti fuori di qui! Ahahahah!”
“Io vado dolcezza, ci vediamo alla prossima, a proposito la
collezione di gioielli che desideravi tanto Lupin l’ha
regalata a me, e proprio innamorato cotto di te, appena Sheila e Tati gli hanno detto
che eri nelle mie mani e che ti avrei liberata solo dopo aver avuto la
collezione a subito accettato lo scambio”.
“In effetti non proprio subito, prima a cercato di trovarti e
liberarti, ma da uomo intelligente e furbo quale è sì e subito reso conto che
era impossibile per lui liberarti e che solo io potevo lasciarti andare. Devo
dire che ha accettato la sconfitta con grande dignità, un vero gentiluomo”
Fujiko si agitò e mugolò nel suo bavaglio, cercando chissà come di
ribellarsi alla sua rapitrice, era impossibile, nessun poteva fregare Lupin, nessuno. Ma Kelly con calma le accarezzò un po’ la micetta
strofinandola con la corda della crotch rope che passava tra le labbra, nello
stesso tempo la baciò dolcemente sul foulard che la imbavagliava coprendogli
anche il naso, facendola intossicare ancora di più del profumo di cui lo stesso
foulard era intriso e in pochi secondi le due cose portarono Fujiko a raggiungere
un orgasmo potentissimo..
“Mmmmh..Mmmmmmmmhh..Mmmmmmhh..” un rumoroso mugolio riempì
la stanza mentre Kelly staccò le sue labbra da quelle di Fujiko e
rialzandosi le disse.
“Il mio foulard puoi tenerlo, o visto che ti piace il mio
profumo. Tra 20 minuti il tuo Lupin sarà qui e ti
libererà bellezza, spero di rivederti presto, ma allenati mi raccomando, come
hai visto non sei poi così brava come artista della fuga..” E lanciandole un
ultimo bacio con le mano sinistra si allontanò, Fujiko ancora mezza tremante
per il fortissimo orgasmo raggiunto ammirò il
suo meraviglioso fondoschiena, le sue lunghe affusolate gambe poggiate sui suoi
tacchi a spillo e i suoi lunghi e ricci capelli muoversi sulle spalle, e sperò di ritrovarsi al più presto indifesa tra le mani di Kelly.., annusò ancora una volta il suo
profumato foulards che le copriva il naso e si distese stanca ad aspettare Lupin immergendosi per l’ennesima volta nel favoloso odore
della sua dominante e bellissima nemica rivale.
Era stata sconfitta, incredibile a dirsi, ma chissà quanto tempo
avrebbe resistito una volta liberata prima di correre a riassaporare quel
profumo strofinandosi col foulard regalatole da Kelly.
Era sconfitta..ma felice.
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