sabato 9 dicembre 2017


LA VITTORIA DI KELLY-Seguito di luci accese-finale-

Fujiko non sapeva più da quanto tempo era legatissima e imbavagliatissima sul letto. Sapeva solo che Kelly come sempre, era stata perfetta nel suo “lavoro”. Si era battuta con tutte le sue forze per vedere se riusciva almeno ad allentare qualche corda, qualche nodo, ma non era servito a nulla. Al contrario, più lottava e si agitava più le sembrava che le corde si stringessero attorno a tutto il suo corpo nudo.

Incapace di muovere un solo millimetro del suo corpo alla fine aveva rinunciato, basta con quegli inutili sforzi, erano serviti solo a sfinirla. Sudata e ansimante si era fermata, con la testa, -l’unica cosa che poteva ancora muovere-, reclinata sul cuscino, ad aspettare…poteva solo aspettare.. immergendosi ad ogni respiro di più nel profumo intossicante della sua dominatrice.

Kelly non si vedeva ancora, non si sentiva più l’acqua della doccia scorrere, aveva finito di lavarsi. La si sentiva muoversi e cantare nel bagno, da sotto la porta filtrava una luce leggera. Di colpo uscì. Indossava l’accappatoio rosa di Fujiko, ai piedi le sue pantofole di spugna rosa e avvolto attorno alla testa un asciugamano.

Tornò in camera da letto, accese la luce e si avvicinò alla sua prigioniera.

“Tutto bene, bambolina?”

“…., …….” Fujiko provò a risponderle, ma non poteva emettere una sola sillaba, il suo enorme bavaglio era ancora saldissimo da ore.

“Fai si o no con la tua testolina, piccola. Ma devo insegnarti proprio tutto?” rise Kelly

Fujjko fece segno di no, con forza.

“Noo? Piccola, forse sei tutta sudata e hai bisogno del bagno? Ho indovinato?” Fujiko annuì .

“Il tempo di asciugarmi i capelli e potrai fare il tuo bisognino e lavarti. E cerca di resistere mi raccomando, non vorrai costringermi a sculacciarti forte forte il tuo culetto nudo di nuovo, vero?”

“Ma come? Le dico che non resisto più e lei mi dice di aspettare che si asciughi i capelli e resistere? “Costringerla” a sculacciarmi ancora? Maledetta..”

“Perché mi tratta così? Perché gioca con me come con una bambolina?” pensò Fujiko.

“Piuttosto, sei stata buona mentre eri sola? Ti sei comportata bene?”

“Dopo la sonora sculacciata di prima, sono certa di si piccola, ma sarà meglio controllare”.

Kelly rialzandola dal letto la rigirò più volte, controllando le corde una a una, tesandone alcune che le sembravano lasche e stringendo al massimo i nodi. Controllò anche lo scotch che le chiudeva e ricopriva interamente le mani e le dita e tutti i nodi del “bavaglione”.

“Ma sì, dai, sei stata buona. A parte questo..” sorrise, mentre slacciava e allacciava molto più stretto l’ultimo foulard del bavaglione attorno alle guance di Fujiko e a coprirle il naso e lo annodava di nuovo saldissimo dietro il suo collo. Un’esplosione del “profumo di Kelly” invase le narici di Fujiko…favoloso…favoloso.

“Va meglio adesso piccola? Senti il profumo della tua Padrona riempirti i polmoni? Devi fare forti e lunghi respiri, mi raccomando..forti e lunghi” Fujiko si sentì quasi ipnotizzare da quelle parole, che subito sentì echeggiare più volte nelle sua mente “Senti il profumo della tua Padrona riempirti i polmoni? Devi fare forti e lunghi respiri, mi raccomando..forti e lunghi” “Senti il profumo della tua Padrona riempirti i polmoni? Devi fare forti e lunghi respiri, mi raccomando..forti e lunghi” erano come un “addestramento” da parte della sua Dominatrice ..

Ed era letteralmente incantata da Kelly, anche con il suo accappatoio indosso e le sue morbide pantofoline rosa era bellissima ai suoi occhi. Quel suo modo di fare sempre dolce, crudele e dominante nello stesso tempo la faceva impazzire.

O forse era il “trattamento” cui Kelly la stava sottoponendo che la mostrava sempre più bella e irresistibile ai suoi occhi? Quel suo profumo sempre nelle narici, ammaliante e fortissimo, ad ogni respiro la “catturava” sempre di più.

Kelly improvvisamente la baciò con forza facendola affondare letteralmente in quell’odore favoloso ed eccitante..

“Dopo tutto questo tempo legatissima e imbavagliatissima, totalmente impotente e soffocata nel mio bavaglione, ti senti ancora più docile e sottomessa a me, piccola? Ti senti sempre più preda del mio odore? Lo senti il mio meraviglioso profumo entrarti dentro? Capisci che ormai fa parte di te? Che ne hai bisogno ad ogni respiro di più? Ogni volta che inspiri aria nei tuoi polmoni devi sentirlo, hai bisogno di sentirlo, non puoi più farne a meno, ti senti persa se non lo senti. Ne sei dipendente”

“Se ancora non e così, lo sarà, credimi. Non puoi evitarlo” affermò con tono dominante Kelly.

Fujiko non rispose, non poteva per via del bavaglio, ma anche quelle parole insieme con il “meraviglioso profumo” della sua Padrona che le inondava le narici e fasciava il viso completamente le risuonavano continuamente nel cervello, “ti senti ancora più docile e sottomessa a me, piccola? Ti senti sempre più preda del mio odore? Lo senti il mio meraviglioso profumo entrarti dentro? Capisci che ormai fa parte di te? Che ne hai bisogno ad ogni respiro di più? Ogni volta che inspiri aria nei tuoi polmoni devi sentirlo, hai bisogno di sentirlo, non puoi più farne a meno, ti senti persa se non lo senti. Ne sei dipendente”

Voleva ribellarsi, lottare, ma non poteva. Cosa le stava facendo Kelly? Era davvero vittima di un incantesimo? E incapace di qualsiasi cosa, si abbandonò totalmente nelle parole e nell’odore della sua Dominatrice..ancora una volta.

“La Gatta” la rimise sul letto e si allontanò, tornando con il phon tra le mani. Si sedette su una sedia che posizionò accanto al letto:

“Mi metto qui piccola, così ti tengo sotto controllo, sento che ce n’è bisogno, e poi adoro i tuoi occhioni da cucciolotta indifesa” Kelly si tolse l’accappatoio lasciandolo cadere sul letto accanto a Fujiko, era ancora completamente nuda sotto, e sedutasi iniziò ad asciugarsi i capelli.

Fujiko si sentì impazzire dal desiderio, Kelly agiva con fare malizioso, si vedeva che voleva stuzzicarla lasciandosi vedere di nuovo nuda, vicinissima e irraggiungibile. Poi parlò:

“Vuoi giocare bambolina? Su, dimenati un po’e cerca di liberarti, se ci riesci in premio ti concederò quello che fino ad ora ti ho negato.” Fujiko spalancò gli occhi e le orecchie:

“Impegnati ad uscire dall’abbraccio delle mie corde e del mio bel bavaglione che ti piace tanto respirare e avrai il tuo meritato orgasmo stasera, anzi stamattina, ormai sono le 7”

“Anzi facciamo così, se riesci a sciogliere anche una sola corda o almeno a far cadere uno solo dei foulards che ti imbavagliano ti permetterò di godere. Ti piace questo gioco? Su adesso metticela tutta, ubbidisci alla tua Padrona”

Fujiko pur con la poca forza rimastale iniziò a contorcersi con forza, a lottare e dimenarsi di nuovo, una sola corda o un solo foulard, doveva riuscirci, doveva! Solo poche settimane prima si considerava la regina delle fughe! Poi era arrivata Kelly con le sue corde, i suoi nodi e i suoi foulards e tutto era cambiato. Incredibile a pensarci.

Kelly dopo pochi minuti a guardarla iniziò ad accarezzarsi il corpo. Vederla così davanti a lei, legatissima, imbavagliatissima, docile e indifesa alla sua totale mercè, tanto sottomessa che ormai eseguiva immediatamente i suoi ordini con la speranza di poter ottenere un orgasmo, la fece tremare letteralmente dal desiderio, e non resistette a toccarsi di nuovo. Anche Fujiko si eccitò dimenandosi, ma come sempre la crotch-rope le impediva di arrivare al culmine, d’altronde Kelly l’aveva messa lì per questo.

Vide la sua Padrona eccitarsi e accarezzarsi lentamente i suoi grandi e sodi seni, i capezzoli, la micetta, mentre la incitava:

“Così non ci riuscirai mai, bambolina. Sforzati di più! Rotolati sul letto, agita la testa più forte” Ma Fujiko dopo 15 minuti cedette. Nessuno poteva liberarsi da solo da quelle legature così inesorabili e saldissime, nemmeno da una sola di quelle corde, nè allentare e sciogliere uno solo di quei nodi, e lo stesso valeva per i foulards che la imbavagliavano da ore, nemmeno Houdini ci sarebbe riuscito.

E sfinita e di nuovo tutta sudata guardando la sua Kelly capì che quell’ordine e quel “giochino” erano serviti solo alla sua “Dominatrice” per eccitarsi di nuovo e masturbarsi davanti a lei, mentre a lei restava solo la frustrazione e la negazione dell’orgasmo. Come una bambolina, la trattava come una bambolina, ancora una volta. Diabolica Kelly.

“…..,…, …..” mugolò forte Fujiko, ma il tutto fu soffocato dal suo enorme bavaglio. Incapace di fare qualsiasi cosa si lasciò per l’infinitesima volta seppellire nel profumo di Kelly, distrutta da quello sforzo respirò fortemente i suoi foulards, ricadendo nella trappola della sua dominatrice. E tornò a sentire quelle parole: “Senti il profumo della tua Padrona riempirti i polmoni? Devi fare forti e lunghi respiri, mi raccomando..forti e lunghi” Non poteva evitarlo, doveva fare come La sua Padrona le comandava. E ancora altre parole: “ti senti ancora più docile e sottomessa a me, piccola? Ti senti sempre più preda del mio odore? Lo senti il mio meraviglioso profumo entrarti dentro? Capisci che ormai fa parte di te? Che ne hai bisogno ad ogni respiro di più? Ogni volta che inspiri aria nei tuoi polmoni devi sentirlo, hai bisogno di sentirlo, non puoi più farne a meno, ti senti persa se non lo senti. Ne sei dipendente” Era ormai come incastrata nella tela di un ragno..impossibile liberarsi da sola..

Kelly era in estasi lussuriosa, aveva avuto l’ennesimo orgasmo quella sera, favoloso e potentissimo. Guardare quello spettacolo era stato indescrivibile, inimitabile per lei. Si alzò dalla sedia e si sdraiò accanto a Fujiko sfinita anche lei,

“Brava bambolina, bravissima”

“Sei stata ubbidiente e docile, proprio come mi piaci” e le accarezzò la fronte e i capelli, poi prese ad accarezzarla lentamente tra le gambe stuzzicandola ancora.

“……, ……, …” “Si si, continua, ti preg..”

“Peccato che abbia perso il gioco, dovrai aspettare ancora per guadagnarti il tuo orgasmo” si fermò all’improvviso.

Fujiko si sentì impazzire dalla frustrazione, anche lei era eccitatissima, e aveva anche dovuto sopportare la visione di Kelly che si masturbava e godeva di fronte a lei e grazie a lei! Una lacrima le solcò le guance,

“Oh piccola, perché piangi? La prossima volta riuscirai a liberarti da una sola delle mie corde cattive e da uno solo dei miei adorati foulards, vedrai. Prima o poi devi imparare! Non vorrai mica restare mia prigioniera per sempre? Vero?” disse accarezzandole la guancia bagnata. Alzandosi dal letto poi andò a ripulirsi in bagno. Fujiko oramai piangeva, non per il dolore della crotch-rope alle labbra della sua micetta, né per i bavagli incantati che la tenevano schiava di Kelly, ma perchè si sentiva come un giocattolo nelle mani della sua adorata, Kelly giocava letteralmente con lei come si fa con un oggetto qualsiasi, una bambola ecco cos’era per lei, la sua bambolina preferita e niente di più. Poi sentì i passi di Kelly tornare.

“Hai evitato la seconda sculacciata oggi, brava! Adesso e il momento del bisognino e della doccia per te bambolina. Su vieni ti porto io.”

Alzandola la caricò sulle sue spalle e le diede una pacca sul culetto. Fujiko ebbe l’ennesima conferma dei suoi pensieri, quella di essere trasportata in spalla era la cosa che più di tutto la faceva sentire impotente, Kelly poteva farla saltellare, poteva liberarle le caviglie e farla camminare a piccoli passi, invece no, la portava in spalla, come fosse un qualsiasi oggetto da spostare in un altro posto della casa.

Una volta in bagno “La Gatta” le liberò le caviglie e tutta la parte inferiore del corpo, finalmente l’odiata crotch-rope fu tolta insieme con le cordicelle agli alluci, che erano le più dolorose da sopportare dopo molte ore. La lasciò andare in bagno e poi riprese a slegarla. Anche i polsi vennero liberati dalle corde, come i gomiti e gli avambracci. Le mani e le dita vennero liberate dagli strati di scotch da pacchi che le ricoprivano interamente da ore. Per ultime caddero le corde che legavano le braccia al busto e avvolgevano i seni di Fujiko, sopra e sotto. Infine con grande calma le tolse il bavaglio, uno ad uno tutti i foulards vennero sciolti e i fazzolettoni finalmente liberarono la bocca di Fujiko. Poi Kelly si allontanò, tornando poco dopo:

“Bevi questo bel bicchierone d’acqua che ti ho preso, ne hai bisogno, hai sudato parecchio” le disse, facendole placare la sua sete. Lasciò riposare Fujiko per 15 minuti, mettendola seduta sul bagno ma finalmente libera da tutti quei metri e metri di corda. Fujiko era stanchissima e non tentò di scappare.

“E ora di lavarsi piccola! Passami le tue manine su!” esclamò prendendo delle corde

“Ma come faccio a lavarmi con le mani legate?”

“Oh bambolina mia, non penserai mica che io ti lasci da sola, libera e tutta nuda nella tua vasca da bagno, vero?”

“Libera di accarezzarti e venire per tutto il tempo e tutte le volte che vuoi? Sarò io a lavarti bambolina mia. Te lo ripeto, devi guadagnartelo il tuo orgasmo, e come ben sai non sei riuscita a guadagnarlo!” Fujiko esplose:

“Per favore non legarmi di nuovo, ti supplico, ho le dita intorpidite e mi fanno male i muscoli..” Kelly le fece cenno di tacere, poi:

“Voglio fidarmi stavolta, sdraiati nella tua bella vasca e lavati, ma non ci provare a toccarti, capito?”

“Capito Kelly. Non lo farò, non preoccuparti”

“Lo spero per te bambolina” e se ne andò chiudendo la porta del bagno. Fujiko, si insaponò lentamente e dolcemente tutto il corpo, centimetro per centimetro, stavolta le corde avevano lasciato dei segni attorno ai suoi seni e alle gambe e le faceva male in quei punti. Impiegò circa mezz’ora a lavarsi, era eccitatissima ma resistette alla tentazione di toccarsi. La sua non era paura, era quasi come se sentisse il bisogno di ubbidire a Kelly, non poteva deluderla, adesso era la sua Padrona e lei doveva seguire i suoi ordini. Capì in quei minuti che qualcosa stava davvero cambiando nel suo modo di pensare e agire, e di nuovo quella domanda: cosa le stava facendo Kelly?

Era rimasta sola e libera nel suo bagno, eccitata come mai, dopo essere stata stuzzicata per ore da Kelly senza mai poter godere di un solo orgasmo, e adesso che era sola e libera e poteva farlo quante volte voleva non ci riusciva.., si insaponò per almeno 10 minuti i suoi seni e la sua micetta dolorante per la stretta della crotch-rope ma non doveva godere, non doveva. Kelly non voleva.

Si asciugò il corpo e i capelli e tornò in camera da letto. Erano ormai le 9 del mattino e aveva fame. Sentì Kelly parlare al Cellulare, ma non la vide nel corridoio e nemmeno in salotto o fuori sul balcone. Sul letto c’era un mazzo di chiavi, erano quelle della porta, le riconobbe. Le afferrò e in punta di piedi si avvicinò alla porta, sotto l’accappatoio era nuda ma:

“Chiamo Lupin appena fuori dalla porta” pensò,

“Correrà da me come un fulmine! Non passeranno più di 5 minuti come sempre” Aprì in silenzio la porta d’ingresso e restò paralizzata..di fronte a lei c’era Kelly. Era lì fuori a telefonare! Sorrideva mentre le mostrava il suo Cellulare, in realtà spento. Era tutta una trappola. E lei c’era cascata in pieno. Kelly le sorrise maliziosa:

“Bene bene piccola, come vedi non posso ancora fidarmi di te” In un attimo l’afferrò e la trascinò di nuovo in casa. Con delle corde che aveva già preparato le legò i polsi appaiati dietro la schiena. Numerosi giri belli stretti e un bel nodo finale a saldare il tutto inamovibilmente.

“Come devo fare con te? Appena non senti più l’odore dei miei foulards nei tuoi respiri diventi cattiva e disubbidiente!” continuò Kelly, mentre con la mano le teneva chiusa la bocca.

“Mmmmhh…Mmmm..Mmmhh..”

“Basta agitarti, piccola monella! C’è una sola soluzione, lo sai!” Ghignò, prendendo dal suo borsone un grosso fazzolettone.

“MNo..m..No,.nMMmhh..mm”

“E inutile che dici di no, l’hai voluto tu come sempre!” Continuò, mentre con 2 dita chiuse le narici di Fujiko aspettando tranquilla che passassero i secondi, mentre con l’altra mano appallottolava il gigantesco fazzolettone..

Fujiko provava a scalciare e si agitava ma Kelly l’aveva sdraiata a pancia in giù sul letto e si era seduta sulla sua schiena, impedendole di muoversi. Tenne le labbra chiuse più che potè, ma doveva respirare, inevitabilmente aprì la bocca,

“Brava piccola, 35 secondi, stai migliorando!” fu l’unico commento di Kelly, e subito il fazzolettone le finì interamente in bocca, accompagnato da un altro che Kelly con grande velocità e pratica aveva già appallottolato e pronto. Un film già visto, un terzo enorme fazzolettone riempì la bocca di Fujiko tappandola completamente  in ogni suo millimetro e gonfiando a dismisura le sue guance, tanto che le labbra non potevano chiudersi. Poi arrivarono i foulards, il primo da sotto il naso fino al mento, allacciato strettissimo attorno alle guance e annodato saldamente dietro il collo, il secondo seguì l’identico percorso, ma andò a coprire anche il naso di Fujiko, così come il terzo e il quarto. Alla fine dei quattro foulards usati da Kelly per imbavagliarla, tre vennero passati a ricoprire il naso di Fujiko, riempendole le narici del loro “odore” e facendola sprofondare subito e inesorabilmente di nuovo nel loro “incantesimo”.

Fujiko provò a urlare e mugolare più che poteva, ma oramai era tutto inutile, facendolo finiva col dover fare respiri più forti e più lunghi, che la facevano solo affondare sempre più nel meraviglioso, “dominante” profumo di Kelly.

Alla fine, dopo circa 25 minuti era di nuovo saldamente e inesorabilmente legatissima e imbavagliatissima sul suo letto e ricoperta di corde e nodi. Anche lo scotch da pacchi a ricoprirle interamente le mani e le dita era al suo solito posto e gli alluci erano uniti, stretti e annodati ben saldi tra loro, legatissimi con numerosi giri di cordicelle sottili ad avvolgerli. I suoi piedi erano ricoperti interamente e saldati insieme dalle corde e ben annodati. Solo i talloni erano visibili ma di fatto anche loro immobilizzati grazie alle corde che le legavano saldamente le caviglie. Così come le ginocchia sopra e sotto, le gambe e le cosce, tutte sepolte in metri e metri di tesissime e strettissime corde, annodate saldissime sul davanti di ognuna. Impossibile raggiungere i loro nodi e scioglierli con le mani legate dietro la schiena, anche se le dita fossero state utilizzabili e non nascoste e imbozzolate in numerosissimi giri e strati di scotch da pacchi argentato. Gli avambracci erano addirittura scomparsi sotto le corde che li ricoprivano totalmente fino ai polsi, i gomiti legati sia sopra che sotto uniti tra loro fino a toccarsi e polsi e avambracci erano collegati e bloccati anche alla schiena di Fujiko, tramite le strettissime corde che le avvolgevano più volte la vita, i fianchi e l’addome. La crotch-rope fu eseguita per prima da Kelly, che si assicurò subito che la sua prigioniera una volta rimasta sola non potesse in nessun modo godere dell’orgasmo tanto desiderato disubbidendo ai suoi ordini. Le braccia furono legate strette e incollate al busto, le corde ad avvolgerla sopra, sotto e tra i suoi seni, legandoli stretti ognuno. Molti strettissimi giri di corda li fasciarono, dividendoli uno dall’altro molto più del normale. Era la prima volta che Kelly legava anche i seni di Fujiko, era davvero incazzata. Quando finì a Fujiko sembrò che i seni le si staccassero dal corpo, e la forte stretta dei numerosi giri di corda la facevano davvero soffrire così come i nodi che furono inesorabilmente stretti da Kelly. Guardandosi il petto Fujiko li vedeva gonfissimi e più lontani di molti centimetri e ad ogni minimo movimento del busto le facevano male..PAZZESCO!

Kelly la rigirò nello specchio mostrandole e lodando il suo lavoro come sempre:

“Ti piacciono così i tuoi seni? Belli, vero? Sembrano più grandi e così rigonfi quasi ti escono dal petto” E ridendo li schiaffeggiava leggermente..

“……, ……, ..” Fujiko agitò la testa e urlò dal dolore sentito, ma il tutto fu soffocato dal suo “bavaglione”

“Fa male? Eh? Bene, deve far male altrimenti non funziona” rise Kelly.

“D’ora in poi anche la legatura dei tuoi seni farà parte del tuo Bondage ordinario, piccola! Così impari a provare a scappare!”

“Mi ci hai costretta tu, come sempre.., quindi non lamentarti!” E giù stavolta un forte ceffone, che fece sobbalzare la povera, inerme Fujiko. Se Kelly non l’avesse tenuta sarebbe caduta in terra. Una lacrima le scorse dagli occhi..

“Brava, piangi, vedrai, la prossima volta imparerai che devi ubbidire alla tua Padrona sempre!” A quelle parole Fujiko ebbe paura, Kelly era crudele, voleva farla soffrire stavolta, le aveva legato apposta i seni così stretti, per farle sentire dolore.

La Kelly “cattiva” del suo sogno tornò nei suoi pensieri..perchè aveva cercato di scappare? Perché?

D’improvviso suonò il suo cellulare, con non curanza Kelly rispose:

Lupin? Sono io Kelly, sono venuta a giocare un po’ con la tua Fujiko..” poi si allontanò andando a parlare in bagno per non farsi sentire. Fujiko si sentì morire, cosa avrebbe pensato Lupin? Cosa gli avrebbe detto “La Gatta”? Kelly gli parlava con così tanta confidenza! Poi tornò :

“Abbiamo solo 15 minuti piccola, poi dovrò andare purtroppo..il tuo Lupin sta correndo da te. ”

“Su diamoci da fare..” Kelly iniziò ad accarezzarla tra le gambe, stuzzicandola con la corda della crotch-rope, le mordicchiò i capezzoli, accarezzò i seni, anche loro fonte di dolore adesso e la baciò dolcemente, insomma come un film già visto..e alla fine quando la sua prigioniera nonostante la dolorosa crotch-rope alle labbra della micetta e le corde che le stritolavano i seni era vicinissima al godimento, si fermò di colpo.

“Peccato, ero sicura di farcela a farti raggiungere l’orgasmo, bambolina. Invece hai solo sofferto. Oh bè, sarà per un'altra volta” rise sarcastica. Fujiko oramai non reagiva più, aveva di nuovo le lacrime agli occhi..erano passati nemmeno 10 minuti, avrebbe potuto benissimo raggiungere e godere del suo orgasmo, invece Kelly non gli e l’aveva permesso, ancora una volta..Perchè giocava così con lei? Perché ci godeva tanto a tormentarla?

“Da un bacio a Lupin da parte mia quando arriva, e mi raccomando inspira ed espira continuamente, forte e a lungo il mio odore! ciao!” e strizzandole un’ultima volta i capezzoli e passandole l’altra mano tra le gambe mentre la baciava sul bavaglio facendola seppellire nel suo profumo ammaliante se ne andò.

Fujiko ormai vinta dalla frustrazione e dal dolore, riusciva a pensare solo a una cosa, perché non si era masturbata nella vasca da bagno? Perché poteva farlo e non era riuscita a farlo? Semplice, doveva ubbidire a Kelly, la sua Padrona.

E abbandonandosi nella sua immobilità totale e completa e nel suo forzato silenzio, fece l’unica cosa che Kelly le aveva lasciato il permesso di fare quel giorno: riprese a respirare, respirare il “suo odore”, e vi si immerse, mentre quelle parole le risuonavano di nuovo nella mente,

“Senti il profumo della tua Padrona riempirti i polmoni? Devi fare forti e lunghi respiri, mi raccomando..forti e lunghi” “ti senti ancora più docile e sottomessa a me, piccola? Ti senti sempre più preda del mio odore? Lo senti il mio meraviglioso profumo entrarti dentro? Capisci che ormai fa parte di te? Che ne hai bisogno ad ogni respiro di più? Ogni volta che inspiri aria nei tuoi polmoni devi sentirlo, hai bisogno di sentirlo, non puoi più farne a meno, ti senti persa se non lo senti. Ne sei dipendente” e facendo forti e lunghi respiri si seppellì nel profumo della sua Padrona e capì che stavolta Kelly aveva vinto e lei per qualche strana ragione ne era felice…

LUCI ACCESE- PRIMA PARTE-

Fujiko era uscita da nemmeno 10 minuti quando le arrivò un messaggio sul cellulare da un numero sconosciuto:

-Sono a casa tua, ti aspetto - Chi era? Come aveva il suo numero? Ci pensò pochi minuti poi decise di controllare. Tornò indietro e vide che la luce in casa era accesa. C’era davvero qualcuno.

Salì le scale senza fare il minimo rumore e vide che la porta era aperta, ma una volta dentro si accorse che la casa era vuota. Era confusa, che significava tutto questo? Si girò per uscire e... rimase pietrificata. Davanti a lei c’era Kelly “La Gatta”!

“Ero certa che saresti corsa subito a casa piccola, sono entrata, ho acceso la luce e sono uscita, ho bevuto qualcosa al bar di fronte in attesa del tuo arrivo”

Fujiko le mollò un calcio nell’addome, e la afferrò per i capelli, in quel momento si accorse di non avere niente a portata di mano per legarla, fu un’esitazione fatale. L’ attimo che decise quella lotta, Kelly con incredibile rapidità e forza si liberò dalla presa e in pochi secondi era Fujiko quella sdraiata sul letto a pancia in giù e con le mani bloccate. E “La Gatta” aveva molte corde con cui legarla nel suo borsone, che tirò fuori da sotto il letto.

“Ah dimenticavo, prima di andare al bar ho lasciato qui il mio borsone da lavoro” rise.

Lasciami, come hai fatto ad avere il mio numero di cellulare..”

“Stà buona piccola e lasciami lavorare” Il tono severo della voce di Kelly non ammetteva repliche. E In pochi secondi Fujiko senza nemmeno capire come, si ritrovò con indosso solo le sue mutandine di pizzo nere. Quindi Kelly si mise all’opera.

Iniziò dai suoi polsi, legandoli dietro la schiena incrociati tra loro. Una corda messa in doppia venne avvolta più volte e annodata strettissima a immobilizzarli totalmente. Fujiko mollò una testata all’indietro a Kelly, non la colpì ma le fece perdere la presa per qualche secondo, riuscendo a liberarsi e correre verso la porta d’ingresso. Ma si accorse che era stata chiusa a chiave da Kelly.

“Oggi sei particolarmente cattiva e disubbidiente. E questo non va bene bambolina” le disse raggiungendola.

“Stavolta non vincerai, maledetta!”

“Ma io ho già vinto, mia cara” Fujiko riprese a lottare, ma Kelly con grande facilità schivò i suoi calci volanti e l’afferrò di nuovo, caricandosela sulle spalle e riportandola in camera da letto. Aveva solo i polsi legati ma era già battuta, la sua dominatrice aveva ragione.

Con calma Kelly si sedette sul letto e se la poggiò a pancia in giù sulle ginocchia..

“Cosa si fa con le bamboline cattive e disubbidienti? Lo sai piccola?” e mentre lo diceva fece scivolare alle ginocchia le mutandine di Fujiko,

“Non vorrai mica..!”

“Io non voglio nulla, sei tu che mi costringi!”

“Non permetterti, ti avverto, non permettert..Aaaaahh..!” Fujiko strillò per il forte colpo della mano di Kelly. LA STAVA SCULACCIANDO A MANI NUDE.

“SCIAK” “SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!”…

Fujiko alla fine era in lacrime..

“Ecco qua, 15 belle e forti sculacciate sulle tue chiappette nude! Te le senti rosso fuoco? Ti piace?”, Fujiko non rispose per la vergogna, il suo culetto era davvero infuocato, Kelly la sentiva singhiozzare:

“Chi tace acconsente, e ne deduco che adesso starai buona e lascerai lavorare in pace la tua Padrona” di nuovo quella parola, risuonò come un eco nella testa di Fujiko, “Padrona, la tua Padrona”…

Kelly tolse le mutandine a Fujiko e controllò di nuovo la legatura ai polsi, ristrinse le corde e le riannodò di nuovo belle strette per sicurezza, poi fu la volta dei gomiti, legati sopra  e sotto e stretti fino a toccarsi tra loro, e annodati saldissimi, subito dopo gli avambracci scomparirono sotto le corde che li ricoprirono totalmente, fino a raggiungere le corde che legavano i polsi, poi toccò alle braccia essere avvolte in numerosi giri di corda e strettamente collegate al busto, corde che passarono sopra e sotto i seni nudi di Fujiko, e infine annodate inamovibilmente, come sempre. Kelly asciugò una lacrima che bagnava il viso di Fujiko :

“Oh, piccola, a sentirti piangere mi si stringe il cuore, ma tu sei sempre così cocciuta! Devo essere severa con te, non ce altro modo!”

“Bugiarda, tu ci godi a trattarmi così, ma prima o poi riuscirò a sopraffart…Mmmmhh..Mmmhh..” La mano di Kelly ancora una volta mise fine alle sue grida:

“Ancora ti ribelli? Lo vedi che ho ragione? Adesso dovrò ridurti al silenzio” Fujiko scosse la testa più volte e più forte che poteva, ma senza alcun risultato, la presa di Kelly era irremovibile. Dal borsone uscirono i “soliti” fazzolettoni e foulards,

“Mmmhh..Mmmhh”

“Basta bambolina, non costringermi ad imbavagliarti davvero saldamente, te lo sconsiglio, non ti piacerebbe”

“Mmmhh, Mmmhh, Mmmmmpphh..” Fujiko continuò ad urlare e agitarsi quasi sfidando la sua dominatrice.

“Allora, se proprio ci tieni bambolina..” aggiunse sorridendo maliziosa Kelly e si mise al lavoro, dopo aver appallottolato un grosso fazzolettone glielo infilò interamente in bocca, e subito dopo ne prese e appallottolò un altro che seguì la stessa sorte del primo, quindi un terzo ancora più grande finì a riempire la bocca e le guance della povera Fujiko.

“Su piccola, non deludermi, un piccolo sforzo e anche questo entrerà nella tua boccuccia disubbidiente!” e dicendolo spinse un quarto enorme, appallottolato fazzolettone fin dentro la bocca e alle labbra semichiuse della sua preda. Alla spinta di Kelly, la povera Fujiko sentì i fazzolettoni raggiungerle il fondo della gola, PAZZESCO! Guardandosi nello specchio di fronte al letto le sembrava la sua mascella stesse per scoppiare! Le sue guance erano deformi e gonfissime..

“Brava, visto che ce l’hai fatta a farli entrare tutti?” e le diede una carezza sul culetto rosso e ancora infuocato per le forti sculacciate ricevute. Fujiko non riusciva nemmeno a sputare fuori i quattro fazzolettoni tanto le riempivano la bocca, INCREDIBILE! Era la prima volta che le capitava una cosa del genere..

La mano di Kelly era sempre lì però, a tenere il tutto più dentro possibile, salda e forte le copriva la bocca e chiudeva le labbra.

Un grosso foulard venne usato per ricoprire e avvolgere le guance di Fujiko, strettissimo, girato fin dietro alla testa e annodato strettamente dietro il suo collo. Immediatamente un altro foulard ricoprì il tutto, allacciato attorno alle guance gonfissime e passato a coprirle il naso, e annodato saldamente dietro la testa.

“Mmh..” Fujiko mugolò per la forte stretta dei nodi.

“Piccola, ancora insisti? Sei incredibile, ma per questo ti adoro” Kelly la baciò con passione sulla bocca imbavagliata mentre tirava fuori un altro grosso foulard, lo passò da sotto il naso fino al mento di Fujiko, tirandolo forte fin dietro al suo collo e annodandolo se possibile ancora più forte degli altri due. Infine con studiata calma, prese un ennesimo gigantesco foulard e lo piegò a triangolo,

“Mm....” Fujiko agitò la testa come una forsennata, protestando, ma Kelly si limitò a sorriderle dolcemente.

“Ma sei proprio insaziabile bambolina! Già lo adori questo mio foulard?” detto questo fasciò interamente il volto di Fujiko, da sotto il naso fino a sotto il mento, passando e rigirando il foulard, data la sua grandezza, molte volte sulla bocca e dietro la testa, e dopo averlo ripassato attorno alle guance e a ricoprirle il naso per la terza volta, annodò il tutto fortissimo e saldissimo più volte dietro il collo.

“….., ….., ……,……” Fujiko ancora una volta si agitò e strillò più che poteva ma stavolta era finita, nemmeno una sillaba uscì dalle sue labbra e nemmeno un millimetro  era stato lasciato libero dai quattro enormi fazzolettoni che le riempivano la bocca e gonfiavano le guance completamente.

Kelly ammirandola le rigirava avanti e dietro il viso, poi parlò:

“Non ci siamo, piccola, non mi piace assolutamente l’effetto estetico del bavaglio, e il mio lavoro deve essere sempre perfetto lo sai!” E dicendolo, attraverso lo specchio mostrò a Fujiko una piccolissima piega sul foulard annodato per ultimo, si vedeva appena, ovviamente era un scusa per imbavagliarla ancora.

Ma l’indifesa Fujiko poteva solo aspettare, come sempre quando era nelle mani della sua Padrona. “La sua Padrona” continuava a risentire quelle parole..

Kelly tirò fuori dal borsone un altro grosso foulard, e si vedeva che le serviva per aggiustare l’estetica del bavaglio. Era multicolore, bellissimo, le sarebbe stato benissimo, Fujiko non poteva negarlo.

Kelly lo ripassò con molta calma e altrettanta cura al di sopra di tutti gli altri, assicurandosi che fosse perfettamente dritto, liscio e piegato, lo passò con attenzione attorno alle guance e a coprire il naso di Fujiko, il bellissimo foulards le fasciò il viso fino a sotto il mento, e venne annodato saldamente più volte dietro il suo collo. Appena finito Kelly baciò dolcemente sulle labbra imbavagliate Fujiko, era eccitatissima si vedeva. Amava giocare così con la sua bambolina. Legarla e imbavagliarla in maniera sempre più incredibile e con sempre più corde e chiuderle la bocca con bavagli sempre più enormi.., la baciò ancora, e ancora, e ancora..anche Fujiko si eccitò tutta…

Oramai era intrappolata nell’incantesimo della sua Kelly, respirava a fatica e facendolo inspirava continuamente il suo “odore”, ancora, ancora e ancora.., continuamente, quell’ultimo foulard aveva accentuato il tutto, era totalmente saturo dell’odore di Kelly che fortissimo le entrava nelle narici e le avvolgeva tutto il viso! Fujiko si sentiva di nuovo docile e indifesa, seppellita in quel profumo favoloso ed eccitantissimo.

E Kelly guardandola ghignò maliziosa:

“Eccoli finalmente, sono tornati! Adoro i tuoi occhioni da cucciola indifesa!” e la baciò ancora una volta mentre le accarezzava la micetta..

“Ehi! Brutta monella, ma sei tutta bagnata! Oggi sei proprio indisciplinata! Dovrò occuparmi anche di questo!” sospirò.

Fujiko non poteva negare l’evidenza, ad ogni respiro dell’odore della sua “Gatta Dominatrice” cadeva sempre di più tra le sue mani ed era eccitatissima dalla situazione.

Kelly mantenne la promessa e confezionò per la sua bambolina monella una crotch-rope coi fiocchi, perfetta, strettissima e dolorosissima. Annodandola saldissima tra le chiappe del culetto di Fujiko. La corda che le cingeva la vita e quelle che le scendevano tra le gambe più volte le stuzzicavano la micetta ad ogni minimo movimento, ma data la forte tensione e la stretta le causavano anche dolore alle labbra della micetta.

Era la solita tortura ideata da Kelly per stuzzicarla continuamente, ma senza lasciarla godere. Kelly collegò alla corda in vita i polsi legati dietro la schiena, e con un’altra corda molto più lunga passò numerose volte attorno ai fianchi e all’addome di Fujiko, e collegò anche gli avambracci alla schiena. Alla fine polsi e avambracci erano impacchettati per bene, legatissimi tra loro e bloccati e incollati alla schiena. Rumore di scotch da pacchi aperto e tirato si sentì, e dopo pochi minuti le mani e le dita di Fujiko erano ricoperte e totalmente avvolte in numerosissimi giri dello scotch stesso, e Kelly passò a ricoprire e avvolgere anche le corde che già le legavano i polsi incrociati dietro la schiena. Quindi rigirò Fujiko facendole ammirare nello specchio il suo lavoro:

“Bello vero? Una crotch-rope inesorabile che si occuperà della tua disubbidiente, eccitata micetta e due perfetti bozzoli di scotch da pacchi nero al posto delle tue manine e le tue dita disubbidienti, che adesso sono sistemate anche loro” Fujiko si sentì persa ormai senza più l’uso delle dita e sospirò forte..

“Brava piccola, mi raccomando, respira forte i miei foulards, non devi mai scordarlo, tu dipendi dal mio profumo, non puoi farne a meno, ne hai bisogno”

“E grazie ai miei bavagli te ne ricorderai ad ogni respiro” La povera Fujiko scalciò con forza, ma ci guadagnò solo un’altra forte stretta della crotch-rope e sentì dolore alla micetta. Strillò e non potè fare a meno di inspirare forte i profumati foulards della sua Dominatrice, cadendo sempre più preda del loro potere, mentre quelle parole echeggiavano nella sua mente, “non devi mai scordarlo, tu dipendi dal mio profumo, non puoi farne a meno, ne hai bisogno e te ne ricorderai ad ogni respiro” “non devi mai scordarlo, tu dipendi dal mio profumo, non puoi farne a meno, ne hai bisogno e te ne ricorderai ad ogni respiro”. E si sentì sempre più in balia di quel profumo intossicante ed eccitante..un profumo che oramai dominava la sua volontà.

Nel frattempo “La Gatta” riprese il suo lavoro. Le caviglie vennero avvolte e legate unite tra loro, numerosi giri di corda e un bel nodo inamovibile fu fatto alla fine sul davanti delle stesse. Idem per le ginocchia, legate sia sopra che sotto con numerosissimi giri di corda ad avvolgere tutto e dei bei nodi finali, saldissimi e strettissimi a bloccare il tutto. Le gambe vennero legate con metri e metri di corde, che andavano da sotto le ginocchia fino a raggiungere la corda che già legava le caviglie stesse, e furono annodate strettamente e saldamente. Le cosce per ultime vennero fasciate nelle corde da sotto la corda della crotch-rope fino a quelle che legavano la parte superiore delle ginocchia e infine vennero annodate saldamente. Tutti i nodi come sempre erano stati fatti sul davanti delle gambe, in modo che con i polsi legati dietro la schiena Fujiko non potesse mai raggiungerli, nè cercare di scioglierli. Non era importante che le dita delle mani della poveretta erano inutilizzabili, dati gli strati di scotch da pacchi che le ricoprivano e incollavano tra loro inesorabilmente. A Kelly le precauzioni sembravano non bastare mai.

Fu la volta degli alluci, una cordicella sottile venne avvolta strettamente più volte ad unirli tra loro, e annodata saldissima. E per ultimi, i piedi di Fujiko vennero fasciati in numerosi giri di corda, che ricoprirono tutta la pianta del piede sopra e sotto e alla fine vennero annodati saldamente sul davanti in maniera inamovibile. PAZZESCO! 

Kelly mise la sua impotente bambolina in piedi davanti allo specchio, rigirandola più volte e commentando ad alta voce il suo lavoro perfetto e minuzioso.

“Ti piace vero? Stavolta con te ho fatto un capolavoro, piccola!” e prese a maneggiare e tastare i seni e i capezzoli di Fujiko, accarezzandola tra le gambe e mordicchiandole i lobi, la distese sul letto inerme come era, e prese a baciarla con passione infinita, continuando a palparla. Era eccitatissima e andò avanti per molti minuti, fermandosi proprio quando Fujiko stava per raggiungere l’orgasmo, come sempre d’altronde. Sorrise alla impotente e frustrata Fujiko, si alzò e di colpo iniziò a spogliarsi davanti a lei. Era bellissima, alta, formosa, i suoi lunghi capelli ricci sembravano di seta, e parevano luccicare attraverso lo specchio, le sue lunghe e toniche gambe erano perfette in ogni millimetro, i suoi seni grandi e sodi così come il suo sedere, sembravano appartenere a una Dea dell’antica Grecia, e i suoi capezzoli dritti e turgidi confermavano lo stato di eccitazione in cui era, le unghie di mani e piedi erano favolose e smaltate di rosso fuoco.

“Ti piace questo corpo, bambolina? Vorresti possederlo stasera?” Fujiko rimase estasiata da quella visione e inspirò fortissimo, inebriandosi del profumo di Kelly. Era pazza di lei, del suo odore, del suo carattere dominante, e adesso che l’aveva vista nuda per la prima volta si accorse di desiderarla follemente. E annuì.

Kelly si sdraiò nuda accanto a lei, e riprese a baciarla dolcemente sulle labbra imbavagliate,

“Respira bambolina, respira forte, quello che senti è l’odore della tua Padrona, tu ne hai bisogno, tu devi respirarlo sempre e continuamente, ogni secondo devi sentirlo nelle tue narici” e riprese a baciarla mentre con la mano le accarezzava i seni, poi salì sopra di lei. Fujiko già ammaliata dalle parole e dal profumo di Kelly si sentì impazzire al contatto tra i loro corpi nudi. I loro seni si toccarono, come le loro micette bagnate fradicie dall’eccitazione, voleva toccarla, palparla, sentire il suo caldo e morbido corpo sotto le sue mani e invece era incapace di fare qualsiasi cosa, eccetto inspirare ed espirare il profumo della sua Kelly, e più lottava e si dimenava, più lo respirava e più docile e sottomessa diventava. E le ultime parole di Kelly le risuonavano ancora nella testa “Respira bambolina, respira forte, quello che senti è l’odore della tua Padrona, tu ne hai bisogno, tu devi respirarlo sempre e continuamente, ogni secondo devi sentirlo nelle tue narici”

Il diabolico piano di Kelly aveva funzionato alla perfezione, ormai era davvero dipendente da quell’odore, il “suo” odore, mugolava pazzamente attraverso i suoi numerosissimi bavagli eccitandosi sempre di più mentre lo respirava, e Kelly vedendola e sentendola si eccitava anche lei sempre di più.

“Così, brava bambolina, lotta e dimenati più che puoi, e senti il mio controllo totale su di te, sentilo aumentare ad ogni respiro che fai” e continuava a tastarla e maneggiarla continuamente. Tra le gambe, sui seni, i capezzoli, quando la baciava, a lungo e dolcemente Fujiko si sentiva davvero come sepolta nel profumo dei suoi foulards, e quando poteva riprendere fiato erano respiri lunghi e forti che la intrappolavano sempre più nell’incantesimo di quel profumo, il profumo favoloso e dominante della sua Padrona. Insieme alle sue parole “Così, brava bambolina, lotta e dimenati più che puoi, e senti il mio controllo totale su di te, sentilo aumentare ad ogni respiro che fai” Oramai era diventata una trappola perfetta e infinita per lei.

Kelly venne molte volte, ma negò alla sua prigioniera il meritato orgasmo. Alla fine si alzò e andò a fare una doccia, lasciandola lì, impotente e docile, legatissima e imbavagliatissima sul letto. Pazza di frustrazione ed ancora eccitatissima e sommersa nel suo magnifico odore.

Vedendola andare via Fujiko si sentì morire, non poteva lasciarla insoddisfatta dopo tutto quello che era successo, non poteva.

“Maledetta, maledetta Kelly. Perché mi tratti così, perché ti diverti a giocare così con me!” Pensò, ridotta quasi alle lacrime.

Sentì la porta del suo bagno aprirsi e Kelly iniziare a cantare felice sotto la sua doccia, e il rumore dell’acqua che scorreva…era ormai quasi l’alba.. inspirò per l’ennesima volta attraverso i foulards di Kelly, maledisse il loro odore che la dominava ad ogni respiro di più e iniziò ad aspettare..aspettare..non poteva fare altro che aspettare…

venerdì 27 ottobre 2017


RITORNO A CASA-seguito di Domenica mattina- Finale-

“Un altro brindisi alla Banda Occhi di Gatto, la migliore del mondo” la voce inconfondibile di Kelly “La Gatta” echeggiò nella casa, in salotto l’atmosfera era festosa ed allegra, “Le Gatte” avevano messo a segno un altro colpo perfetto. Doveva essere un nascondiglio molto sicuro, quella casa. Non avevano nessuna fretta di andarsene e nessun timore di essere scoperte.

Fujiko, in camera da letto poteva solo ascoltare e aspettare, e nell’attesa iniziò a rievocare quello che era successo, subito dopo essersi ripresa dal suo favoloso orgasmo...

Kelly la sollevò e se la caricò sulle spalle, trasportandola di nuovo in camera da letto. Avrebbe potuto farla saltellare fino a lì, ma le piaceva usarla come fosse un oggetto, un pezzo d’arredamento in casa, o un qualsiasi mobilio da spostare. Ci godeva a farlo, e si eccitava tantissimo a vederla e “sentirla” così indifesa e docile tra le sue mani.

“…., ….” Fujiko provò a protestare inutilmente data la condizione di silenzio totale cui Kelly l’aveva costretta con quell’ennesimo enorme bavaglio, e come sempre le bastarono un paio di inspirazioni forti per farla ricadere nella trappola infinita dei foulards e del guanto di pelliccia carichi dell’“odore”  di Kelly, odore da cui ormai  era dipendente, più protestava, più lo respirava e più docile diventava, una catena indissolubile e perfetta. Quando dopo pochi metri “La Gatta” la rimise sul letto Fujiko si sentiva davvero come una bambolina indifesa tra le braccia di Kelly, e godendosi il morbido tocco del pelliccioso guanto sul viso e alla sua micetta, inspirò ancora una volta, beandosi in quel profumo inebriante. Lo adorava quell’odore, l’odore della “sua” Kelly.

“La Gatta” si allontanò pochi minuti, Fujiko la sentì complimentarsi ancora con le sorelle per il colpo riuscito e darle appuntamento lì, in quella casa, poi tornò in camera da letto, le tolse i numerosissimi bavagli compreso il guanto di pelliccia al naso e le disse:

“Bene piccola mia, adesso che ti sei divertita anche tu, pensiamo alla tua punizione.” Fujiko sgranò gli occhi:

“Quale punizione? Hai detto che mi avresti riportata a casa.”

“L’ho detto e lo farò. Ma non penserai mica che io abbia dimenticato il tuo tentativo di fuga, vero?”

“E non discutere, in fondo te la sei voluta tu, la punizione! Ma tranquilla piccola, starai solo un po’ scomoda”, Il rumore di un’ennesima bottiglia che si stappava riportò Fujiko al presente..ripensandoci adesso Kelly aveva ragione, se l’era cercata la punizione e se la meritava, e Kelly era stata di parola, in fondo stava solo un po’ scomoda, da quasi 4 ore ormai. Poi Fujiko riprese a ricordare:

Subito dopo la loro brevissima chiacchierata Kelly prese ad armeggiare di nuovo con matasse di corda, fazzolettoni e foulards enormi, sempre contenuti nel suo borsone, Fujiko cominciò a pensare che fosse senza fondo. Le slegò e le rilegò immediatamente i polsi come voleva, e andò avanti aggiungendo altre corde a quelle che già la immobilizzavano totalmente, senza darle il tempo di rilassarsi o di parlare. I polsi appunto, vennero slegati e subito rilegati, non più incrociati ma appaiati dietro la schiena, strettissimi e saldissimi, e con i pollici legati l’un l’altro. Le mani e le dita erano state liberate dallo scotch da pacchi nero che le avvolgeva e ricoperte totalmente e chiuse di nuovo nel morbido e soffice sacchetto di pelliccia, che venne avvolto attorno alle dita e alle mani, e chiuso e legato con delle cordicelle sottili e strettissime. E i pollici appunto erano stati legati insieme. E dopo quasi 4 ore iniziavano a fare molto male. I polsi poi, già collegati e bloccati alla schiena, vennero fissati alla stessa anche tramite un’altra corda che Kelly ripassò in vita, una lunga corda, strettissima anche lei, che venne collegata anche alle altre corde che scendevano tra le sue gambe risalendo tra le sue natiche più volte, formando la crotch-rope.  

Crotch-rope che risultò alla fine anch’essa molto più stretta e salda dopo che Kelly tolse il guanto di pelliccia che accarezzava la micetta di Fujiko ormai da ore.

“devo” essere severa con te piccola, perché “devo” insegnarti a non scappare la prossima volta”, queste erano state le uniche parole della “Gatta” mentre la risistemava a suo piacimento. In pochi minuti altri metri di corde le fasciavano e nascondevano la parte superiore del corpo, oramai quasi interamente nascosta, corde che vennero aggiunte a quelle che già immobilizzavano totalmente le spalle di Fujiko, le braccia, le passavano sopra, sotto e tra i suoi seni, legavano i gomiti strettissimi tra loro fino a toccarsi, legati sia sopra che sotto, gli avambracci legatissimi e legati e bloccati anche alla schiena. Alla fine Fujiko era lei stessa incredula di come Kelly potesse riuscire sempre ad aggiungere corde su corde e a stringere e annodare ogni volta più forte di prima, quando si fermò era sottoposta a una legatura davvero inesorabile.

Ma Kelly aggiunse altre corde anche nella parte inferiore del corpo di Fujiko. Alla fine anche le sue cosce erano scomparse letteralmente sotto i metri e metri di corde che le ricoprivano, così come le ginocchia sopra e sotto e le gambe fino giù alle caviglie. E ovviamente gli alluci vennero lasciati legati e uniti tra loro e i anche i piedi. E il tutto annodato strettissimo e saldissimo sul davanti per impedirle di usare le dita delle mani per raggiungere i nodi e scioglierli. Anche se Kelly sapeva benissimo che Fujiko non era in condizione di usare le sue dita, legate, chiuse e ricoperte come erano nel morbido e soffice sacchetto di pelliccia.

TUTTO COME PREVISTO INSOMMA, SOLO MOLTO MOLTO PIU’ STRETTO E CON MOLTE MOLTE CORDE PIU’ DEL SOLITO.

Ma non era finita, con una corda molto corta Kelly rilegò, annodò e collegò saldamente tra loro, quasi facendoli toccare, le caviglie di Fujiko e i suoi polsi.

Oddio, se c’era una cosa che Fujiko detestava era essere incaprettata,

“Nooo, ti prego, legami in qualsiasi posizione, ma non questa, ti pr…Mmmmhh..Mmm..” Kelly non la lasciò finire,

“Vedo che non apprezzi il mio duro lavoro bambolina, dovrò occuparmi anche di questo allora” rise

“Quando ti lego tu devi solo stare buona e lasciarmi finire!” e dicendolo le teneva la mano salda sulla bocca, soffocando le sue urla e le sue suppliche,

“Il sapere che non ami questa posizione e favoloso, lo sai piccola? Vuol dire che sarà la punizione giusta per te!”, ironicamente disse Kelly e subito tolse la sua mano e con forza cacciò in gola a Fujiko un fazzolettone appallottolato enorme! E subito un altro e un altro ancora! Fujiko si sentì la mascella scoppiare e la bocca era spalancata al massimo. Subito tornò la mano a impedirle di sputare via il tutto e un grosso foulard le venne avvolto e stretto attorno alle guance e annodato fortissimo dietro il collo. Fujiko si dimenò e lottò come mai prima, Kelly fece fatica a tenerla buona nonostante fosse legata. Immediatamente un altro foulard le ricoprì il viso, coprendole anche il naso e fasciandole tutta la parte che va dal naso fino a sotto il mento. Il tutto venne passato da Kelly strettissimo attorno alle guance e annodato più volte saldissimo dietro il suo collo. Ancora, un altro grosso foulard ricoprì subito l’altro, rifacendo lo stesso percorso, passando stretto attorno alle guance, a ricoprirle il naso e fin sotto al mento, tirato fin dietro la testa e annodato infine strettissimo dietro il collo. Fujiko vide Kelly sorridere ironicamente alla stretta dell’ultimo nodo, ormai aveva perso anche stavolta. Era stata per l’ennesima volta seppellita nell’odore della sua dominatrice, fortissimo ed eccitantissimo le entrava nelle narici e ricopriva tutto il suo viso, ammaliandola. La povera Fujiko si sentì indifesa e docile dopo pochi respiri, ad aggiungersi a questo poi, la sua “Gatta dominatrice” prese ad accarezzarle il viso e la fronte col suo guanto di pelliccia, pure lui intriso di quel “profumo”, a Kelly bastarono poche, morbide, dolci e lente carezze perché Fujiko smettesse di lottare. E anzi si eccitasse tutta..ancora una volta.

“Così piccola mia, inspira, espira e inspira di nuovo, senti il mio odore riempirti le narici e coprirti il viso? Respiralo forte e con passione, lo so che lo adori!” Fujiko non poteva fare altro che ubbidire, doveva respirare non poteva evitarlo, e finì di nuovo vittima dell’incantesimo della sua rapitrice.

“Brava, ubbidisci alla tua Padrona, respira e stà buona, senti anche la profumata e morbida carezza del mio guanto? Ti eccita da impazzire, vero?” continuò Kelly sempre accarezzandole il viso col guanto morbido e soffice.

“M.., ……” Fujiko tentò un ultimo disperato tentativo di ribellione ma ormai era vinta, era stata ridotta al silenzio totale e ancora una volta si sentiva docile e indifesa tra le mani di Kelly. Inspirò quell’odore per l’ennesima volta, eccitandosi lentamente e voluttuosamente mentre le risuonava nel cervello quella parola, Padrona..la sua Padrona…

Kelly una volta domata Fujiko, completò il suo lavoro, un’ennesima corda fu fatta passare attorno alle corde che già legavano i suoi piedi uniti tra loro, e fu collegata ai polsi, pazzesco, piedi e caviglie erano collegati ai suoi polsi, la corda venne annodata strettissima e saldissima come sempre. Fujiko sentì lo strattone alle sue ginocchia, costrette a piegarsi ancora di più e respirò con forza il suo foulard inebriandosi dell’odore di Kelly, come avrebbe fatto a sopportare quella posizione e quell’eccitazione ?.. MA NON ERA FINITA.

Kelly piegò in doppia e avvolse un altro gigantesco foulard attorno alla fronte e agli occhi della sua prigioniera, bendandola, e lo annodò con forza dietro la sua testa, legandolo poi ad una corda che andò a collegare ai suoi alluci, tirandola al massimo che poteva, legandola e annodandola saldissima e inamovibile. Fujiko si sentì quasi spezzare il collo al momento dello strattone di Kelly e della stretta del nodo. E i suoi poveri alluci li sentì stritolarsi e quasi staccarsi dal corpo! Kelly era pazza! Ma quando avrebbe smesso di avvolgere, tirare, legare e annodare corde su corde? Voleva spezzarla in 2? Mugolò inutilmente nel suo enorme e soffocante bavaglio..

“…., …..”

“Brava piccola, non una sola sillaba, io e le mie sorelline vogliamo stare tranquille mentre ci riposiamo e godiamo il frutto del nostro duro lavoro” disse Kelly e sollevandola con grande facilità, la poggiò sul comodino affianco al letto…

“Per essere completamente sicura che tu non mi crei problemi, ti terrò qui sul mio comodino, non è molto lungo e nemmeno largo, cerca di non muoverti troppo, mi raccomando bambolina”

“E per dimostrarti ancora una volta quanto ti adoro, ho ricoperto il comodino con una morbida copertina di pelliccia, la senti come è calda e soffice a contatto con la tua pelle? Ti piace vero? Ma cerca di resistere e non strofinartici sopra, ti faresti molto male cadendo”

“E se lo fai mi costringerai a punirti di nuovo per avermi disubbidito ancora e aver disturbato la nostra festa di là in salotto” Poi Kelly la rigirò di fianco e iniziò a mordicchiarle i capezzoli, ad accarezzarla tra le gambe e sui seni, accarezzandola tra le chiappe del culetto con il morbido guanto di pelliccia che indossava, la baciò più volte dolcemente sulla bocca imbavagliata, Fujiko eccitatissima dalla situazione si avvicinò presto all’orgasmo, ma proprio sul più bello Kelly le diede un altro bacio veloce sulle labbra imbavagliate e si allontanò, lasciandola di nuovo insoddisfatta e frustrata. Come sempre..

E la frustrazione di Fujiko aumentò dopo pochi minuti, quando la sentì per l’ennesima volta godere in bagno, e capì che anche Kelly la desiderava pazzamente. Ma perché giocava così con lei? Perché?..

Fujiko, era stritolatissima nelle corde, centinaia di metri di corde, soffocata da un bavaglio enorme che la “dominava”, rendendola docile e sottomessa alla sua rapitrice e scomodissima in un incaprettamento pauroso, ora che anche la sua testa era stata bloccata all’indietro non poteva muoversi di un millimetro in tutto il suo corpo! E poggiata sul comodino accanto al letto, era piccolo quel comodino, se l’ho ricordava benissimo, doveva immobilizzarsi totalmente, il rischio di cadere era davvero alto! Non poteva fare altro che aspettare, restarsene al buio, immobile e muta ad aspettare, inspirando continuamente l’“odore” di Kelly.

Poco dopo il citofono aveva suonato e le altre 2 sorelle erano arrivate, ed ora, dopo quasi 4 ore Fujiko era ancora lì, poggiata sul comodino, incaprettata inesorabilmente, al buio, immobile e zittita, dolorante e nello stesso tempo eccitata e sepolta completamente nel profumo intossicante della sua dominatrice per l’ennesima volta. Sempre più docile e indifesa nei suoi confronti.

In salotto intanto Tati finalmente si ricordò di Fujiko:

“Ehi sorellona, ma dov’è la tua bambolina?”

“Oh cavolo, e vero Kelly! Ma cosa ne hai fatto?” replicò Sheila. Dopo pochi secondi Fujiko sentì aprirsi la porta e dei passi si avvicinarono,

“Fantastico Kelly, e quando si slega più!” urlò Tati.

“Forse hai un po’ esagerato con le corde, sorellona! E quel bavaglio e davvero enorme!” replicò con sarcasmo Sheila

“La mia dolce e morbida bambolina e in punizione per aver cercato di scappare. E tranquilla Sheila, ti assicuro che adora i miei giganteschi bavagli” E giù a ridere tutte e tre. Fujiko era nuda, bendata, legata, incaprettata e imbavagliata in maniera mostruosa, e si sentì imbarazzatissima ad essere mostrata così alle altre 2 Gatte. Ma   era anche eccitatissima, e in preda alla frustrazione aveva provato seppur leggerissimamente a strofinarsi sulla morbida e soffice copertina di pelliccia che ricopriva il comodino per raggiungere l’orgasmo, ovviamente senza riuscirci. Era stato un inferno di 4 ore per lei, eccitatissima dalla situazione e dall’essere immersa completamente nell’odore di Kelly e permanentemente accarezzata dalla morbida e soffice peluria della copertina, ma incapace di potere toccarsi e godere. L’ennesima crudele tortura della sua “Gatta dominatrice”. Le fu tolta la benda e venne liberata dall’incaprettamento, e una alla volta anche le altre corde vennero sciolte, era libera finalmente. Per ultimo le fu tolto il bavaglio, anzi i numerosissimi bavagli che tanto divertivano le sue rivali. Dopo tutto quel tempo potè distendere e muovere le gambe e il resto del corpo.

“Bevi un po’ piccola, la punizione e finita, sei stata brava e ubbidiente stavolta, come premio Sheila ti accompagnerà in bagno e Tati ti porterà da bere, e avrai anche qualcosa da mangiare te lo sei meritato”

Fujiko non fiatò, si vergognava della situazione, “Le Gatte” le portarono acqua e del cibo, poi le dissero di dormire un po’ se ne aveva bisogno. Non l’avevano legata, erano in superiorità numerica e Kelly era sicura che dopo la punizione Fujiko non avrebbe tentato nulla. E aveva ragione.

Fujiko era stanca e si addormentò quasi subito risvegliandosi solo dopo molte ore, con un bacio di Kelly:

“Bene piccola, mentre le mie sorelline vanno a nascondere la refurtiva, io preparerò la mia bambolina per il suo ritorno a casa.” Prepararla? Come prepararla? Cosa altro aveva in mente? Una volta di nuovo sole Kelly le ripassò i suoi vestiti, la sua biancheria intima e le scarpe e le disse di rivestirsi. Subito dopo iniziò a legarle i polsi dietro la schiena. Li mise appaiati l’un l’altro e le mani e le dita vennero chiuse e ricoperte interamente nello scotch da pacchi nero. Quindi vennero legati e saldati alla schiena e ai fianchi di Fujiko tramite la corda che le passava in vita e che Kelly usò per la “solita” crotch-rope che le scese tra le gambe e risalì dal di dietro stuzzicandole la micetta ad ogni movimento. I gomiti come sempre vennero legati tra loro fino a toccarsi e poi incollati alla schiena così come gli avambracci, legatissimi fin giù ai polsi e immobilizzati alla schiena tramite le corde che passavano davanti al busto, numerosi giri di corda avvolsero le braccia e le spalle di Fujiko incollandole al busto e passando sopra e sotto i suoi seni, quindi fu la volta di caviglie, cosce e ginocchia sopra e sotto. Tutte legate, immobilizzate, annodate e ricoperte con i soliti metri e metri di corde e con la solita maestria da Kelly.

“Su apri la tua bocca bella..”

“No, per favore non imbavagliarmi stavolta, non grid..Mmmh..Mm..” Kelly come sempre, non le fece terminare la frase. Un grosso fazzolettone appallottolato le riempì la bocca e un altro della stessa grandezza le gonfiò le guance, subito un foulard le venne avvolto stretto attorno alle guance e annodato dietro al suo collo saldamente, a impedirle di sputare fuori il tutto. Un altro grosso foulard venne piegato a triangolo da Kelly e avvolto a fasciarle il viso, passato attorno alle sue guance e a coprirle il naso, rigirato fin dietro al collo e lì annodato inamovibilmente. E “la trappola” di Kelly ricominciò, Fujiko agitò la testa con forza per provare ad allentarlo e farlo cadere, ma inutilmente, dopo fu costretta anzi ad inspirare più forte per lo sforzo fatto, facendo il gioco di Kelly. Pochi respiri ed era sopraffatta da quel forte, inebriante ed eccitantissimo odore. Docile e indifesa tra le mani di Kelly, come sempre.

Una forte sculacciata sulla natica sinistra la fece sobbalzare:

“Mmhh..Mm..”

“Benissimo, ricordati di urlare con la stessa intensità dopo” Fujiko non capì cosa volesse dire la sua dominatrice.., e si meravigliò che stavolta le avesse lasciato la possibilità “almeno” di mugolare.

Poi Kelly aggiunse alla crotch-rope di nuovo il grosso morbido “pon pon” di pelliccia, piazzandolo ad accarezzarle le labbra della sua micetta, e ne fissò uno per parte ad entrambi i capezzoli di Fujiko. La baciò con forza e le disse:

“Perdonami tesoro mio, vorrei tanto farti godere con le mie mani un’ultima volta ma non c’è tempo. Anzi siamo un po’ in ritardo” e la accarezzò dolcemente, strofinando i morbidi pon pon e la baciò di nuovo facendola eccitare ancora di più, Fujiko ancora una volta non poteva fare nulla di fronte alla dominazione e al controllo totale che Kelly aveva su di lei.

Ormai docile, venne fatta entrare in quella che era una scatola per giocattoli a grandezza naturale. Fu messa all’in piedi e venne bloccata al fondo della scatola con numerose cinghie di cuoio, all’altezza della fronte, del collo, delle spalle, sotto i seni, all’addome, alle cosce, le ginocchia sopra e sotto, alle gambe e alle caviglie. Venne assicurata anche ai lati della scatola, all’altezza dei fianchi, delle spalle e alle caviglie, e sia verso il basso che verso l’alto. Insomma come un vero giocattolo. Infine un grosso nastro rosa le fu fissato ai capelli e Kelly lo usò per formare un fiocco enorme, proprio come quelli che hanno le bambole/giocattolo. Alla fine Fujiko era pronta e Kelly fissò alla scatola un biglietto che lesse ad alta voce:

“Grazie per avermi prestato la mia docile bambolina, come d’accordo ti riconsegno Fujiko sana e salva, tua Kelly. A presto” Poi si rivolse a Fujiko:

“Bello vero? Sono sicura Lupin lo apprezzerà” Lupin? Fujiko mugolò e si agitò forte ma ormai era inutile, immobilizzata, impacchettata e inscatolata come era. Con una macchina di quelle per avvolgere le scatole nel cellophane Kelly completò il pacchetto, confezionandolo con una carta da regalo rosa e con un altro enorme nastro rosso col quale fece un grosso fiocco al centro.

“Tranquilla, non ti lascerei mai soffocare bambolina mia, lo sai” Fujiko mugolò più forte che poteva quando sentì la scatola sollevarsi e si calmò solo quando sentì l’aria entrare, dovevano esserci delle aperture, Kelly le aveva detto la verità. Venne caricata su quello che facilmente era un camioncino e viaggiarono per circa un’ora, poi fu scaricata e sentì un campanello suonare…non poteva fare nulla, poteva solo starsene immobile, zitta e aspettare, come sempre, aspettare che Lupin la liberasse, urlò più forte che poteva quando sentì il rumore del cancelletto che si apriva e la voce inconfondibile di Lupin:

“Mmmh..Mmm..” “Mmmh..Mm..Mmh..”

“Cheriè, sei tu? Sei lì dentro? Cosa ti hanno fatto?”

Mentre Lupin la portava in casa e scartava il “pacchetto”, Fujiko nella scatola ripensava al biglietto di Kelly, - Grazie per avermi prestato la mia docile bambolina, come d’accordo ti riconsegno Fujiko sana e salva, tua Kelly- ..ora che ci pensava, Lupin sapeva da molto che doveva assentarsi per qualche giorno, e aveva insistito un po’ troppo, perchè lei non lo seguisse quel sabato. E sapeva certamente come avvisare “Le Gatte” che lei sarebbe stata sola, visto che era andato a cena con Kelly pochi giorni prima e le aveva dato anche le chiavi del suo appartamento. Che fosse stato lui ad organizzare tutto anche stavolta? E nel dubbio mugolò forte, inspirando e abbandonandosi nel profumo di Kelly e nelle morbida carezza dei pon pon per l’ennesima volta, ringraziando il suo Lupin per i meravigliosi 2 giorni trascorsi con la “sua” Kelly.. era felice come mai in vita sua.