venerdì 27 ottobre 2017


RITORNO A CASA-seguito di Domenica mattina- Finale-

“Un altro brindisi alla Banda Occhi di Gatto, la migliore del mondo” la voce inconfondibile di Kelly “La Gatta” echeggiò nella casa, in salotto l’atmosfera era festosa ed allegra, “Le Gatte” avevano messo a segno un altro colpo perfetto. Doveva essere un nascondiglio molto sicuro, quella casa. Non avevano nessuna fretta di andarsene e nessun timore di essere scoperte.

Fujiko, in camera da letto poteva solo ascoltare e aspettare, e nell’attesa iniziò a rievocare quello che era successo, subito dopo essersi ripresa dal suo favoloso orgasmo...

Kelly la sollevò e se la caricò sulle spalle, trasportandola di nuovo in camera da letto. Avrebbe potuto farla saltellare fino a lì, ma le piaceva usarla come fosse un oggetto, un pezzo d’arredamento in casa, o un qualsiasi mobilio da spostare. Ci godeva a farlo, e si eccitava tantissimo a vederla e “sentirla” così indifesa e docile tra le sue mani.

“…., ….” Fujiko provò a protestare inutilmente data la condizione di silenzio totale cui Kelly l’aveva costretta con quell’ennesimo enorme bavaglio, e come sempre le bastarono un paio di inspirazioni forti per farla ricadere nella trappola infinita dei foulards e del guanto di pelliccia carichi dell’“odore”  di Kelly, odore da cui ormai  era dipendente, più protestava, più lo respirava e più docile diventava, una catena indissolubile e perfetta. Quando dopo pochi metri “La Gatta” la rimise sul letto Fujiko si sentiva davvero come una bambolina indifesa tra le braccia di Kelly, e godendosi il morbido tocco del pelliccioso guanto sul viso e alla sua micetta, inspirò ancora una volta, beandosi in quel profumo inebriante. Lo adorava quell’odore, l’odore della “sua” Kelly.

“La Gatta” si allontanò pochi minuti, Fujiko la sentì complimentarsi ancora con le sorelle per il colpo riuscito e darle appuntamento lì, in quella casa, poi tornò in camera da letto, le tolse i numerosissimi bavagli compreso il guanto di pelliccia al naso e le disse:

“Bene piccola mia, adesso che ti sei divertita anche tu, pensiamo alla tua punizione.” Fujiko sgranò gli occhi:

“Quale punizione? Hai detto che mi avresti riportata a casa.”

“L’ho detto e lo farò. Ma non penserai mica che io abbia dimenticato il tuo tentativo di fuga, vero?”

“E non discutere, in fondo te la sei voluta tu, la punizione! Ma tranquilla piccola, starai solo un po’ scomoda”, Il rumore di un’ennesima bottiglia che si stappava riportò Fujiko al presente..ripensandoci adesso Kelly aveva ragione, se l’era cercata la punizione e se la meritava, e Kelly era stata di parola, in fondo stava solo un po’ scomoda, da quasi 4 ore ormai. Poi Fujiko riprese a ricordare:

Subito dopo la loro brevissima chiacchierata Kelly prese ad armeggiare di nuovo con matasse di corda, fazzolettoni e foulards enormi, sempre contenuti nel suo borsone, Fujiko cominciò a pensare che fosse senza fondo. Le slegò e le rilegò immediatamente i polsi come voleva, e andò avanti aggiungendo altre corde a quelle che già la immobilizzavano totalmente, senza darle il tempo di rilassarsi o di parlare. I polsi appunto, vennero slegati e subito rilegati, non più incrociati ma appaiati dietro la schiena, strettissimi e saldissimi, e con i pollici legati l’un l’altro. Le mani e le dita erano state liberate dallo scotch da pacchi nero che le avvolgeva e ricoperte totalmente e chiuse di nuovo nel morbido e soffice sacchetto di pelliccia, che venne avvolto attorno alle dita e alle mani, e chiuso e legato con delle cordicelle sottili e strettissime. E i pollici appunto erano stati legati insieme. E dopo quasi 4 ore iniziavano a fare molto male. I polsi poi, già collegati e bloccati alla schiena, vennero fissati alla stessa anche tramite un’altra corda che Kelly ripassò in vita, una lunga corda, strettissima anche lei, che venne collegata anche alle altre corde che scendevano tra le sue gambe risalendo tra le sue natiche più volte, formando la crotch-rope.  

Crotch-rope che risultò alla fine anch’essa molto più stretta e salda dopo che Kelly tolse il guanto di pelliccia che accarezzava la micetta di Fujiko ormai da ore.

“devo” essere severa con te piccola, perché “devo” insegnarti a non scappare la prossima volta”, queste erano state le uniche parole della “Gatta” mentre la risistemava a suo piacimento. In pochi minuti altri metri di corde le fasciavano e nascondevano la parte superiore del corpo, oramai quasi interamente nascosta, corde che vennero aggiunte a quelle che già immobilizzavano totalmente le spalle di Fujiko, le braccia, le passavano sopra, sotto e tra i suoi seni, legavano i gomiti strettissimi tra loro fino a toccarsi, legati sia sopra che sotto, gli avambracci legatissimi e legati e bloccati anche alla schiena. Alla fine Fujiko era lei stessa incredula di come Kelly potesse riuscire sempre ad aggiungere corde su corde e a stringere e annodare ogni volta più forte di prima, quando si fermò era sottoposta a una legatura davvero inesorabile.

Ma Kelly aggiunse altre corde anche nella parte inferiore del corpo di Fujiko. Alla fine anche le sue cosce erano scomparse letteralmente sotto i metri e metri di corde che le ricoprivano, così come le ginocchia sopra e sotto e le gambe fino giù alle caviglie. E ovviamente gli alluci vennero lasciati legati e uniti tra loro e i anche i piedi. E il tutto annodato strettissimo e saldissimo sul davanti per impedirle di usare le dita delle mani per raggiungere i nodi e scioglierli. Anche se Kelly sapeva benissimo che Fujiko non era in condizione di usare le sue dita, legate, chiuse e ricoperte come erano nel morbido e soffice sacchetto di pelliccia.

TUTTO COME PREVISTO INSOMMA, SOLO MOLTO MOLTO PIU’ STRETTO E CON MOLTE MOLTE CORDE PIU’ DEL SOLITO.

Ma non era finita, con una corda molto corta Kelly rilegò, annodò e collegò saldamente tra loro, quasi facendoli toccare, le caviglie di Fujiko e i suoi polsi.

Oddio, se c’era una cosa che Fujiko detestava era essere incaprettata,

“Nooo, ti prego, legami in qualsiasi posizione, ma non questa, ti pr…Mmmmhh..Mmm..” Kelly non la lasciò finire,

“Vedo che non apprezzi il mio duro lavoro bambolina, dovrò occuparmi anche di questo allora” rise

“Quando ti lego tu devi solo stare buona e lasciarmi finire!” e dicendolo le teneva la mano salda sulla bocca, soffocando le sue urla e le sue suppliche,

“Il sapere che non ami questa posizione e favoloso, lo sai piccola? Vuol dire che sarà la punizione giusta per te!”, ironicamente disse Kelly e subito tolse la sua mano e con forza cacciò in gola a Fujiko un fazzolettone appallottolato enorme! E subito un altro e un altro ancora! Fujiko si sentì la mascella scoppiare e la bocca era spalancata al massimo. Subito tornò la mano a impedirle di sputare via il tutto e un grosso foulard le venne avvolto e stretto attorno alle guance e annodato fortissimo dietro il collo. Fujiko si dimenò e lottò come mai prima, Kelly fece fatica a tenerla buona nonostante fosse legata. Immediatamente un altro foulard le ricoprì il viso, coprendole anche il naso e fasciandole tutta la parte che va dal naso fino a sotto il mento. Il tutto venne passato da Kelly strettissimo attorno alle guance e annodato più volte saldissimo dietro il suo collo. Ancora, un altro grosso foulard ricoprì subito l’altro, rifacendo lo stesso percorso, passando stretto attorno alle guance, a ricoprirle il naso e fin sotto al mento, tirato fin dietro la testa e annodato infine strettissimo dietro il collo. Fujiko vide Kelly sorridere ironicamente alla stretta dell’ultimo nodo, ormai aveva perso anche stavolta. Era stata per l’ennesima volta seppellita nell’odore della sua dominatrice, fortissimo ed eccitantissimo le entrava nelle narici e ricopriva tutto il suo viso, ammaliandola. La povera Fujiko si sentì indifesa e docile dopo pochi respiri, ad aggiungersi a questo poi, la sua “Gatta dominatrice” prese ad accarezzarle il viso e la fronte col suo guanto di pelliccia, pure lui intriso di quel “profumo”, a Kelly bastarono poche, morbide, dolci e lente carezze perché Fujiko smettesse di lottare. E anzi si eccitasse tutta..ancora una volta.

“Così piccola mia, inspira, espira e inspira di nuovo, senti il mio odore riempirti le narici e coprirti il viso? Respiralo forte e con passione, lo so che lo adori!” Fujiko non poteva fare altro che ubbidire, doveva respirare non poteva evitarlo, e finì di nuovo vittima dell’incantesimo della sua rapitrice.

“Brava, ubbidisci alla tua Padrona, respira e stà buona, senti anche la profumata e morbida carezza del mio guanto? Ti eccita da impazzire, vero?” continuò Kelly sempre accarezzandole il viso col guanto morbido e soffice.

“M.., ……” Fujiko tentò un ultimo disperato tentativo di ribellione ma ormai era vinta, era stata ridotta al silenzio totale e ancora una volta si sentiva docile e indifesa tra le mani di Kelly. Inspirò quell’odore per l’ennesima volta, eccitandosi lentamente e voluttuosamente mentre le risuonava nel cervello quella parola, Padrona..la sua Padrona…

Kelly una volta domata Fujiko, completò il suo lavoro, un’ennesima corda fu fatta passare attorno alle corde che già legavano i suoi piedi uniti tra loro, e fu collegata ai polsi, pazzesco, piedi e caviglie erano collegati ai suoi polsi, la corda venne annodata strettissima e saldissima come sempre. Fujiko sentì lo strattone alle sue ginocchia, costrette a piegarsi ancora di più e respirò con forza il suo foulard inebriandosi dell’odore di Kelly, come avrebbe fatto a sopportare quella posizione e quell’eccitazione ?.. MA NON ERA FINITA.

Kelly piegò in doppia e avvolse un altro gigantesco foulard attorno alla fronte e agli occhi della sua prigioniera, bendandola, e lo annodò con forza dietro la sua testa, legandolo poi ad una corda che andò a collegare ai suoi alluci, tirandola al massimo che poteva, legandola e annodandola saldissima e inamovibile. Fujiko si sentì quasi spezzare il collo al momento dello strattone di Kelly e della stretta del nodo. E i suoi poveri alluci li sentì stritolarsi e quasi staccarsi dal corpo! Kelly era pazza! Ma quando avrebbe smesso di avvolgere, tirare, legare e annodare corde su corde? Voleva spezzarla in 2? Mugolò inutilmente nel suo enorme e soffocante bavaglio..

“…., …..”

“Brava piccola, non una sola sillaba, io e le mie sorelline vogliamo stare tranquille mentre ci riposiamo e godiamo il frutto del nostro duro lavoro” disse Kelly e sollevandola con grande facilità, la poggiò sul comodino affianco al letto…

“Per essere completamente sicura che tu non mi crei problemi, ti terrò qui sul mio comodino, non è molto lungo e nemmeno largo, cerca di non muoverti troppo, mi raccomando bambolina”

“E per dimostrarti ancora una volta quanto ti adoro, ho ricoperto il comodino con una morbida copertina di pelliccia, la senti come è calda e soffice a contatto con la tua pelle? Ti piace vero? Ma cerca di resistere e non strofinartici sopra, ti faresti molto male cadendo”

“E se lo fai mi costringerai a punirti di nuovo per avermi disubbidito ancora e aver disturbato la nostra festa di là in salotto” Poi Kelly la rigirò di fianco e iniziò a mordicchiarle i capezzoli, ad accarezzarla tra le gambe e sui seni, accarezzandola tra le chiappe del culetto con il morbido guanto di pelliccia che indossava, la baciò più volte dolcemente sulla bocca imbavagliata, Fujiko eccitatissima dalla situazione si avvicinò presto all’orgasmo, ma proprio sul più bello Kelly le diede un altro bacio veloce sulle labbra imbavagliate e si allontanò, lasciandola di nuovo insoddisfatta e frustrata. Come sempre..

E la frustrazione di Fujiko aumentò dopo pochi minuti, quando la sentì per l’ennesima volta godere in bagno, e capì che anche Kelly la desiderava pazzamente. Ma perché giocava così con lei? Perché?..

Fujiko, era stritolatissima nelle corde, centinaia di metri di corde, soffocata da un bavaglio enorme che la “dominava”, rendendola docile e sottomessa alla sua rapitrice e scomodissima in un incaprettamento pauroso, ora che anche la sua testa era stata bloccata all’indietro non poteva muoversi di un millimetro in tutto il suo corpo! E poggiata sul comodino accanto al letto, era piccolo quel comodino, se l’ho ricordava benissimo, doveva immobilizzarsi totalmente, il rischio di cadere era davvero alto! Non poteva fare altro che aspettare, restarsene al buio, immobile e muta ad aspettare, inspirando continuamente l’“odore” di Kelly.

Poco dopo il citofono aveva suonato e le altre 2 sorelle erano arrivate, ed ora, dopo quasi 4 ore Fujiko era ancora lì, poggiata sul comodino, incaprettata inesorabilmente, al buio, immobile e zittita, dolorante e nello stesso tempo eccitata e sepolta completamente nel profumo intossicante della sua dominatrice per l’ennesima volta. Sempre più docile e indifesa nei suoi confronti.

In salotto intanto Tati finalmente si ricordò di Fujiko:

“Ehi sorellona, ma dov’è la tua bambolina?”

“Oh cavolo, e vero Kelly! Ma cosa ne hai fatto?” replicò Sheila. Dopo pochi secondi Fujiko sentì aprirsi la porta e dei passi si avvicinarono,

“Fantastico Kelly, e quando si slega più!” urlò Tati.

“Forse hai un po’ esagerato con le corde, sorellona! E quel bavaglio e davvero enorme!” replicò con sarcasmo Sheila

“La mia dolce e morbida bambolina e in punizione per aver cercato di scappare. E tranquilla Sheila, ti assicuro che adora i miei giganteschi bavagli” E giù a ridere tutte e tre. Fujiko era nuda, bendata, legata, incaprettata e imbavagliata in maniera mostruosa, e si sentì imbarazzatissima ad essere mostrata così alle altre 2 Gatte. Ma   era anche eccitatissima, e in preda alla frustrazione aveva provato seppur leggerissimamente a strofinarsi sulla morbida e soffice copertina di pelliccia che ricopriva il comodino per raggiungere l’orgasmo, ovviamente senza riuscirci. Era stato un inferno di 4 ore per lei, eccitatissima dalla situazione e dall’essere immersa completamente nell’odore di Kelly e permanentemente accarezzata dalla morbida e soffice peluria della copertina, ma incapace di potere toccarsi e godere. L’ennesima crudele tortura della sua “Gatta dominatrice”. Le fu tolta la benda e venne liberata dall’incaprettamento, e una alla volta anche le altre corde vennero sciolte, era libera finalmente. Per ultimo le fu tolto il bavaglio, anzi i numerosissimi bavagli che tanto divertivano le sue rivali. Dopo tutto quel tempo potè distendere e muovere le gambe e il resto del corpo.

“Bevi un po’ piccola, la punizione e finita, sei stata brava e ubbidiente stavolta, come premio Sheila ti accompagnerà in bagno e Tati ti porterà da bere, e avrai anche qualcosa da mangiare te lo sei meritato”

Fujiko non fiatò, si vergognava della situazione, “Le Gatte” le portarono acqua e del cibo, poi le dissero di dormire un po’ se ne aveva bisogno. Non l’avevano legata, erano in superiorità numerica e Kelly era sicura che dopo la punizione Fujiko non avrebbe tentato nulla. E aveva ragione.

Fujiko era stanca e si addormentò quasi subito risvegliandosi solo dopo molte ore, con un bacio di Kelly:

“Bene piccola, mentre le mie sorelline vanno a nascondere la refurtiva, io preparerò la mia bambolina per il suo ritorno a casa.” Prepararla? Come prepararla? Cosa altro aveva in mente? Una volta di nuovo sole Kelly le ripassò i suoi vestiti, la sua biancheria intima e le scarpe e le disse di rivestirsi. Subito dopo iniziò a legarle i polsi dietro la schiena. Li mise appaiati l’un l’altro e le mani e le dita vennero chiuse e ricoperte interamente nello scotch da pacchi nero. Quindi vennero legati e saldati alla schiena e ai fianchi di Fujiko tramite la corda che le passava in vita e che Kelly usò per la “solita” crotch-rope che le scese tra le gambe e risalì dal di dietro stuzzicandole la micetta ad ogni movimento. I gomiti come sempre vennero legati tra loro fino a toccarsi e poi incollati alla schiena così come gli avambracci, legatissimi fin giù ai polsi e immobilizzati alla schiena tramite le corde che passavano davanti al busto, numerosi giri di corda avvolsero le braccia e le spalle di Fujiko incollandole al busto e passando sopra e sotto i suoi seni, quindi fu la volta di caviglie, cosce e ginocchia sopra e sotto. Tutte legate, immobilizzate, annodate e ricoperte con i soliti metri e metri di corde e con la solita maestria da Kelly.

“Su apri la tua bocca bella..”

“No, per favore non imbavagliarmi stavolta, non grid..Mmmh..Mm..” Kelly come sempre, non le fece terminare la frase. Un grosso fazzolettone appallottolato le riempì la bocca e un altro della stessa grandezza le gonfiò le guance, subito un foulard le venne avvolto stretto attorno alle guance e annodato dietro al suo collo saldamente, a impedirle di sputare fuori il tutto. Un altro grosso foulard venne piegato a triangolo da Kelly e avvolto a fasciarle il viso, passato attorno alle sue guance e a coprirle il naso, rigirato fin dietro al collo e lì annodato inamovibilmente. E “la trappola” di Kelly ricominciò, Fujiko agitò la testa con forza per provare ad allentarlo e farlo cadere, ma inutilmente, dopo fu costretta anzi ad inspirare più forte per lo sforzo fatto, facendo il gioco di Kelly. Pochi respiri ed era sopraffatta da quel forte, inebriante ed eccitantissimo odore. Docile e indifesa tra le mani di Kelly, come sempre.

Una forte sculacciata sulla natica sinistra la fece sobbalzare:

“Mmhh..Mm..”

“Benissimo, ricordati di urlare con la stessa intensità dopo” Fujiko non capì cosa volesse dire la sua dominatrice.., e si meravigliò che stavolta le avesse lasciato la possibilità “almeno” di mugolare.

Poi Kelly aggiunse alla crotch-rope di nuovo il grosso morbido “pon pon” di pelliccia, piazzandolo ad accarezzarle le labbra della sua micetta, e ne fissò uno per parte ad entrambi i capezzoli di Fujiko. La baciò con forza e le disse:

“Perdonami tesoro mio, vorrei tanto farti godere con le mie mani un’ultima volta ma non c’è tempo. Anzi siamo un po’ in ritardo” e la accarezzò dolcemente, strofinando i morbidi pon pon e la baciò di nuovo facendola eccitare ancora di più, Fujiko ancora una volta non poteva fare nulla di fronte alla dominazione e al controllo totale che Kelly aveva su di lei.

Ormai docile, venne fatta entrare in quella che era una scatola per giocattoli a grandezza naturale. Fu messa all’in piedi e venne bloccata al fondo della scatola con numerose cinghie di cuoio, all’altezza della fronte, del collo, delle spalle, sotto i seni, all’addome, alle cosce, le ginocchia sopra e sotto, alle gambe e alle caviglie. Venne assicurata anche ai lati della scatola, all’altezza dei fianchi, delle spalle e alle caviglie, e sia verso il basso che verso l’alto. Insomma come un vero giocattolo. Infine un grosso nastro rosa le fu fissato ai capelli e Kelly lo usò per formare un fiocco enorme, proprio come quelli che hanno le bambole/giocattolo. Alla fine Fujiko era pronta e Kelly fissò alla scatola un biglietto che lesse ad alta voce:

“Grazie per avermi prestato la mia docile bambolina, come d’accordo ti riconsegno Fujiko sana e salva, tua Kelly. A presto” Poi si rivolse a Fujiko:

“Bello vero? Sono sicura Lupin lo apprezzerà” Lupin? Fujiko mugolò e si agitò forte ma ormai era inutile, immobilizzata, impacchettata e inscatolata come era. Con una macchina di quelle per avvolgere le scatole nel cellophane Kelly completò il pacchetto, confezionandolo con una carta da regalo rosa e con un altro enorme nastro rosso col quale fece un grosso fiocco al centro.

“Tranquilla, non ti lascerei mai soffocare bambolina mia, lo sai” Fujiko mugolò più forte che poteva quando sentì la scatola sollevarsi e si calmò solo quando sentì l’aria entrare, dovevano esserci delle aperture, Kelly le aveva detto la verità. Venne caricata su quello che facilmente era un camioncino e viaggiarono per circa un’ora, poi fu scaricata e sentì un campanello suonare…non poteva fare nulla, poteva solo starsene immobile, zitta e aspettare, come sempre, aspettare che Lupin la liberasse, urlò più forte che poteva quando sentì il rumore del cancelletto che si apriva e la voce inconfondibile di Lupin:

“Mmmh..Mmm..” “Mmmh..Mm..Mmh..”

“Cheriè, sei tu? Sei lì dentro? Cosa ti hanno fatto?”

Mentre Lupin la portava in casa e scartava il “pacchetto”, Fujiko nella scatola ripensava al biglietto di Kelly, - Grazie per avermi prestato la mia docile bambolina, come d’accordo ti riconsegno Fujiko sana e salva, tua Kelly- ..ora che ci pensava, Lupin sapeva da molto che doveva assentarsi per qualche giorno, e aveva insistito un po’ troppo, perchè lei non lo seguisse quel sabato. E sapeva certamente come avvisare “Le Gatte” che lei sarebbe stata sola, visto che era andato a cena con Kelly pochi giorni prima e le aveva dato anche le chiavi del suo appartamento. Che fosse stato lui ad organizzare tutto anche stavolta? E nel dubbio mugolò forte, inspirando e abbandonandosi nel profumo di Kelly e nelle morbida carezza dei pon pon per l’ennesima volta, ringraziando il suo Lupin per i meravigliosi 2 giorni trascorsi con la “sua” Kelly.. era felice come mai in vita sua.

DOMENICA MATTINA-seguito di sabato notte-

Kelly tornò dopo circa 10 minuti:

“Hai bisogno del bagno, piccola? Hai sete?”

“Fa segno di si o no con la tua testolina” Fujiko annuì, ne aveva davvero bisogno. Sentiva il bisogno di bere e già da molto doveva usare il bagno. Kelly iniziò a slegarle le caviglie, poi i piedi, gli alluci e quindi le gambe, le ginocchia sopra e sotto, le cosce e infine sciolse la strettissima crotch-rope e rimosse anche il morbidoso “pon pon” che era piazzato ad accarezzarle le labbra della sua micetta. Quindi per ultima venne sciolta la cordicella che bloccava e incollava allo spacco del suo culetto il sacchetto di pelliccia che le ricopriva e fasciava interamente le mani fino alle dita, cordicella che passando più volte e avvolta e annodata strettamente proprio sotto la sua micetta, all’inizio delle cosce, non le permetteva di camminare.

Poi toccò ai numerosissimi bavagli cadere uno ad uno. Appena finito Kelly fece segno alla sua prigioniera di andare.

Fujiko dovette procedere lentamente a piccoli passi, aveva le gambe intorpidite per la lunga e totale immobilità impostagli per tanto tempo. Appena tornata Kelly le diede da bere, placando la sua sete,

“Cosa vuoi farmi? Lasciami andare, lo sai che Lupin ti ritroverà dovunque andrai se mi fai del male. E mi vendicherà”

“Io farti del male? Ma che dici mai piccola, io ti adoro! Non potrei mai fare del male alla mia bambolina preferita” Fujiko si calmò a quelle parole e si distese sul letto a riposarsi. Poi giocò la sua unica carta:

“Per favore non legarmi di nuovo le gambe, mi sento tutti i muscoli intorpiditi, non ti darò problemi lo giuro, non scapperò di nuovo” Kelly non rispose ma dopo pochi minuti la rimise in piedi e iniziò a slegarle anche la parte superiore del corpo. Le braccia, i polsi, i gomiti sopra e sotto, gli avambracci e la corda che collegava e bloccava i suoi polsi e gli avambracci stessi alla schiena, le corde che le scorrevano sopra, sotto e al centro dei suoi seni fasciandoli interamente, fu rimosso anche il morbido e soffice sacchetto di pelliccia che le chiudeva e ricopriva interamente le mani, fino alla punta delle dita. E per ultime Kelly le liberò le dita delle mani, sciogliendole una ad una.

“Cavolo, mi ha liberata! Adesso con un po’ di fortuna potrò agire” Pensò Fujiko.

“Non solo non ti farei mai del male, ma mi fido di te, piccola.”

“Adesso riposati, io ho un’altra cosuccia da sbrigare di là, poi tornerò da te, ma mi raccomando stà buona” disse Kelly e ritornò nell’altra stanza lasciando sola la sua preda. Fujiko esaminò la situazione.

Era inutile scappare di nuovo, sarebbe stata ripresa certamente come prima. E per scappare dove, poi? La porta scendeva in garage, garage che era chiuso, insomma troppo complicato. Doveva trovare un'altra via di fuga che per il momento non vedeva. Poi vide il guanto di pelliccia, Kelly l’aveva lasciato lì sul letto, accanto a lei.

Adesso era libera e la sua rapitrice non era a controllarla. Di colpo sapeva cosa fare.

Prese ad accarezzarsi col guanto, se lo passò sul viso, sul collo, sui suoi seni e i capezzoli, sull’ombelico, scese tra le sue gambe, era una carezza indescrivibile, morbidissima e soffice. Continuò ad accarezzarsi, sul viso, sul collo, i seni, l’ombelico, tra le gambe, ad aumentare la sua eccitazione c’era il fatto che il guanto era intriso dell’ “odore” di Kelly, quando se lo passava in viso inspirava sempre il suo profumo ammaliante e si sentiva in paradiso. Perse completamente il senso della realtà mentre si accarezzava, quel profumo ormai la dominava e quella morbida carezza la faceva impazzire, andò avanti per molti minuti, sentì per l’ennesima volta l’orgasmo arrivare..

“Brutta monella, ti avevo detto di stare buona!” era Kelly, era tornata e lei non se n’era accorta

“Lo vedi che non posso fidarmi di te! Poi ti lamenti! Sei una bambolina disubbidiente!” disse ironicamente. Fujiko non era legata nè imbavagliata mentre Kelly le strappava di mano il guanto, ma non ebbe il tempo di fare nè dire nulla, la sua dominatrice era lì a guardarla chissà da quanto tempo ed aveva già preparato tutto l’occorrente, infatti numerose matasse di corda e molti foulards e fazzolettoni erano poggiati su una sedia accanto al letto, in un attimo “La Gatta” la rigirò a pancia in giù e iniziò il suo lavoro preferito, trasformare Fujiko nella sua docile bambolina indifesa:

con una corda piegata in doppia iniziò a legarle i polsi incrociati dietro la schiena, avvolgendoli strettissimi e annodandoli saldamente più volte. Quando finì le dita di Fujiko, si agitavano inutilmente, tutti i nodi erano assolutamente fuori portata e impossibili da raggiungere. Poi i gomiti vennero avvolti dalle corde sia sopra che sotto, e uniti fino a toccarsi tra loro, il tutto fu annodato più volte strettamente e saldamente.

Kelly era davvero incazzata stavolta, si capiva dalla determinazione che ci stava mettendo a legarla. Le braccia subirono il solito trattamento, avvolte e strette da numerosissimi giri di corda, che passarono attorno alle spalle, sopra, sotto e tra i seni nudi di Fujiko, e infine il tutto fu strettamente annodato più volte, saldamente e inamovibilmente. Gli avambracci ugualmente vennero fasciati totalmente nelle corde con moltissimi giri, stretti e annodati in più punti, anche loro impossibili da slegare. Una lunga corda messa in doppia fu passata più volte attorno alla vita di Fujiko e usata per collegare e immobilizzare alla schiena i suoi polsi e subito un’altra corda molto più lunga fece lo stesso lavoro con gli avambracci. Venne avvolta da sotto i suoi seni fino all’ombelico, fino in pratica a raggiungere la corda che le stringeva i fianchi e immobilizzava i polsi alla schiena, ed è inutile dire che il tutto fu avvolto strettissimo e annodato in numerosi punti saldamente e inesorabilmente. In questo modo anche gli avambracci, legati a quella stessa corda vennero saldati letteralmente alla schiena. Fujiko quando alla fine sia i polsi che gli avambracci furono “sistemati” da Kelly era costretta a fare piccoli respiri, i suoi fianchi e l’addome erano davvero stritolati in tutti quei metri e metri di corda e faceva fatica a non lamentarsi. Quindi venne il momento della crotch-rope. Le corde scesero tra le sue gambe e risalirono tra le sue chiappe numerosissime volte, una più stretta dell’altra, le labbra della sue micetta le facevano male, Kelly era “cattiva” adesso, non c’era più niente di morbido e soffice, niente “pon pon” e niente sacchetto di pelliccia o guanto ad accarezzarla, la sua “Gatta Dominatrice” voleva solo farla soffrire. Quando diede lo strattone finale e annodò il tutto stavolta Fujiko strillò, e ancora una volta ricordò con paura il suo sogno.

Poi sentì il rumore dello scotch aperto e tirato:

“Metti le mani a pugno piccola, da brava” Fujiko poteva solo ubbidire stavolta. Con grande precisione Kelly fasciò e coprì interamente numerose volte le sue dita delle mani nello scotch da pacchi nero, rendendole inutilizzabili. Era davvero finita, con le dita libere, seppur i nodi erano irraggiungibili, almeno c’era qualche speranza di liberarsi, ma così oramai Fujiko poteva solo aspettare che Kelly la liberasse, da sola era impossibile farlo.

“La Gatta” una volta finito, ricontrollò con grande minuziosità il tutto, corda per corda e nodo per nodo, aggiustando le legature e stringendo i nodi dove lo riteneva necessario, e ripassò anche altre strisce di scotch attorno alle mani, alla fine ridotte a 2 bozzoli strettissimi e inamovibili di scotch da pacchi di colore nero incrociati dietro la schiena di Fujiko.

“Apri la tua boccuccia, su !” ordinò Kelly, ma Fujiko non si mosse. Non le piaceva che la si comandasse a bacchetta. Senza scomporsi Kelly le chiuse le narici del naso con 2 dita e aspettò tranquilla..

Appena Fujiko fu costretta ad aprire la bocca per respirare ci infilò dentro un enorme fazzolettone appallottolato in precedenza, e senza darle il tempo di fare nulla subito ne afferrò un altro, lo appallottolò e glielo ficcò in gola letteralmente, e con una mano trattenne i 2 enormi fazzolettoni nella bocca ormai spalancata di Fujiko. Le sue guance erano deformate, gonfissime e doloranti, un secondo dopo un ennesimo fazzolettone venne avvolto attorno alle guance di Fujiko, girato fin dietro alla testa e annodato più volte dietro al suo collo, strettissimo e saldissimo.

“Mmmhh..” quello che sarebbe stato un grido di dolore al momento della forte stretta al nodo, si trasformò in un leggero incomprensibile mugolio.. Kelly non aspettava altro.

“Perché fai così piccola, lo sai che io ti voglio zitta e buona”

“E tu invece continui ad agitarti, sei proprio incorreggibile!”, e così dicendo con studiata calma prese un suo foulard dalla sedia e lo piegò a triangolo, quindi lo avvolse stretto sul fazzolettone, facendolo passare a ricoprire anche il naso di Fujiko e scendendolo fin sotto il mento, rigirò e strinse il tutto fin dietro la testa e lo annodò saldamente dietro il suo collo. Un attimo dopo l’ennesimo fazzolettone ricoprì ancora il tutto, andava da sotto il naso fino al mento, avvolse strettamente le guance di Fujiko prima di essere annodato strettissimo dietro il collo. Infine il viso della povera Fujiko venne fasciato da un gigantesco foulard, che venne passato con cura a ricoprirle anche il naso e sceso fino al mento, stretto e rigirato attorno alle sue guance e annodato dietro il suo collo, a ricoprire e quasi saldare tutti quegli enormi bavagli tra loro, trasformandoli in uno solo. Alla fine del suo mostruoso imbavagliamento, Fujiko si sentì “sepolta” nel profumo di Kelly, lo sentiva dovunque, sul suo volto, nelle sue narici, si dimenticò della dolorosa stretta delle corde, e in pochi minuti si sentì eccitare tutta da quel profumo oramai così familiare per lei,

“il profumo della sua Dominatrice” che la fece sentire subito docile e indifesa tra le mani di Kelly.

Kelly le diede una pacchetta sulla testa e un bacino sulle guance imbavagliate,

“Ti adoro quando hai quegli occhioni da cucciola indifesa” e prese ad accarezzarla tra le gambe stuzzicandola con la crotch-rope, poi le mordicchiò i capezzoli, le orecchie, le accarezzò i seni nudi, la baciò dolcemente e con passione infinita. Fujiko continuamente palpata e maneggiata a piacimento da Kelly poteva solo respirare eccitata attraverso i profumati foulards della sua rapitrice ed eccitarsi ancora di più con il loro odore,

“Dai cucciola che e la volta buona” e continuò ad accarezzarla e palparla,

“Finalmente” pensò Fujiko che gemeva e si dimenava per quel che poteva, immobilizzata come era. Ma poi, ancora una volta Kelly si fermò proprio all’ultimo secondo, senza darle la possibilità di godere.

“Scusami, ma ho un improvviso bisogno del bagno” ridacchiò,

“Non te la sei presa, vero piccola?” la schernì sarcasticamente. Fujiko era stremata da quella continua tortura, era come passare dal paradiso all’inferno ogni volta. Perché Kelly si divertiva così tanto a tormentarla in quel modo? Perché?

Anche “La Gatta” era eccitatissima da quella situazione, trattare così Fujiko la faceva godere infinitamente, ma resistette a non toccarsi.

Appena tornata ammirò per pochi secondi la sua indifesa bambolina, tutta nuda, legatissima, imbavagliatissima e ormai completamente impotente tra le sue mani e quindi senza parlare riprese il suo lavoro.

Le caviglie di Fujiko furono letteralmente sepolte nelle corde, nascoste completamente da metri e metri di strettissima corda e il tutto fu annodato come da copione sul davanti per impedirle di raggiungere e sciogliere i nodi con le dita delle mani, anche se era come sempre impossibile farlo per Fujiko con le sue mani ricoperte e rinchiuse in 2 bozzoli di scotch da pacchi nero. Dopo le caviglie toccò agli alluci essere legati con una cordicella sottile e molto dolorosa da sopportare, alla fine il tutto fu annodato sul davanti delle dita. Un’altra corda messa in doppia fu rigirata più volte attorno ai suoi piedi, ma stavolta Kelly non li legò solo al centro, ma passò la corda fino a ricoprire tutta la pianta dei piedi, sopra e sotto, e una volta al tallone la corda fu rigirata e bloccata saldamente attorno alle caviglie, al di sopra di quella che già le legava, altri numerosi giri vennero fatti ad avvolgere e stringere ancora di più la presa sui piedi di Fujiko e infine molti forti e inamovibili nodi sul davanti delle caviglie conclusero e assicurarono il tutto anche stavolta.

PAZZESCO. Fujiko si sentì stritolatissima nelle corde e Kelly era ancora lontana dal finire la sua opera.

Ad uno ad uno fu la volta di gambe, ginocchia sopra e sotto e cosce, metri e metri di corde e centinaia di nodi coprivano il corpo immobilizzato di Fujiko alla fine. Kelly la sollevò sulle sue spalle e la trasportò in un’altra stanza, piazzandola davanti ad un grande specchio che la rifletteva interamente. La rigirò più volte avanti e indietro descrivendole con gioia il suo lavoro con le corde, i nodi, i bavagli e lo scotch, quasi come se la sua prigioniera fosse un’opera d’arte di cui vantarsi.

A quella vista Fujiko rimase sbalordita! Era praticamente coperta dalle corde in tutto il suo corpo, erano visibili solo una parte del suo collo, i suoi seni e i capezzoli, la sua micetta dolorante per la crotch-rope e il culo, le ginocchia, i talloni e le dita dei piedi tranne gli alluci, di cui si vedeva solo la parte finale date le cordicelle che li ricoprivano e legavano strettamente. Ma nonostante i suoi sforzi non potè evitare di eccitarsi a quella visione di impotenza e dominazione totale, l’impotenza sua e la dominazione completa e totale di Kelly su di lei..

Kelly si allontanò pochi secondi per ritornare indossando il guanto di pelliccia, Fujiko trasalì…

“La Gatta” subito prese per l’ennesima volta a palparla, maneggiarla e accarezzarla dolcemente e morbidamente, quando le passava sul viso indugiava sempre qualche secondo a coprirle il naso con il morbido guanto, facendole inspirare il suo “odore”, sapeva benissimo che “quell’odore” eccitava Fujiko da impazzire, e la tormentava in questo modo, per molte ore continuò a stuzzicarla senza però mai lasciarla venire, ogni volta si fermava sempre senza mai lasciarla godere.

“Tu godi quando io ti dico che puoi farlo, capito bambolina?” le diceva e la lasciava lì frustrata e sempre più eccitata.

Infine prese un altro guanto di pelliccia, e con non poco sforzo, sollevò leggermente la corda della crotch-rope e lo infilò tra le gambe di Fujiko, bloccandolo alle labbra della sua micetta. Sollevò i 2 foulards che ricoprivano il naso di Fujiko, poggiandole alle narici e sul viso l’altro guanto di pelliccia, e afferrato un altro suo grosso e profumato foulard, lo usò per bloccare il guanto in quella posizione, piegatolo a triangolo lo ripassò sul guanto stesso, posizionandolo e bloccandolo a ricoprire anche il naso, girando poi il foulard e annodandolo dietro la testa saldissimo come gli altri. PAZZESCO!

Fujiko si sentì sulla luna, mentre Kelly la impacchettava lei poteva vedere tutto nello specchio e alla fine guardandosi così ridotta, con i 2 soffici e morbidissimi guanti di pelliccia, uno ad accarezzarle e palparle le labbra della sua micetta e l’altro a coprirle interamente le narici e coperto dall’ennesimo foulard si eccitò come non mai in vita sua..le bastarono pochi respiri per arrivare quasi all’orgasmo, ora non c’era solo “l’odore” di Kelly ad eccitarla ma anche la morbida carezza del profumato guanto si univa a tutto questo, e lo stesso valeva per la sua micetta, provò a muoversi leggermente e sentì quella soffice e morbida peluria eccitarla pazzamente, Kelly le sorrise semplicemente, accarezzandole leggermente la micetta e il guanto al naso,

“Devo ammettere che stavolta con te o fatto un capolavoro! Non sei d’accordo?”

“Morbidissima, soffice e indifesa nelle mie mani, ti adoro mia dolce bambolina” e prese a scattarle numerose foto col telefonino. Fujiko si sentì in imbarazzo, ma non poteva fare nulla, poteva solo starsene lì inerme e aspettare, poi Kelly la baciò sulla bocca dolcemente e se ne andò senza parlare.

Ancora una volta la campana risuonò e Fujiko per l’ennesima volta tornò al presente, Kelly dopo averla lasciata lì, davanti allo specchio, si era certamente masturbata più volte, aveva sentito dei gemiti inconfondibili venire dal bagno. E questo non aveva fatto altro che aumentare la frustrazione e il tormento di Fujiko che anche volendo non poteva sottrarsi alla dolce tortura studiata per lei dalla sua dominatrice, doveva respirare per forza, e ad  ogni respiro il profumo dei foulards e del guanto di pelliccia alle sue narici la mandavano in estasi, insieme al morbido tocco che sentiva continuamente sulla pelle e che la intossicava ad ogni respiro di più, e lo stesso valeva per il guanto messo tra le sue gambe, ogni tanto doveva per forza muoversi, o almeno provare a muoversi nelle sue condizioni, e il morbido tocco del guanto di pelliccia insieme con la sua carezza soffice e morbidissima che sentiva continuamente alle labbra della sua micetta la mandava in paradiso, ma sempre senza poter soddisfare le sue voglie alla fine. NON POTEVA FARE NIENTE, ASSOLUTAMENTE NIENTE, ERA UN GIRO CONTINUO DI ECCITAZIONE  E NEGAZIONE TOTALE..Poi dei passi si avvicinarono:

“Eccomi qua piccola, scusami se ci ho messo un po’, ma ero occupata a festeggiare di là!” era Kelly, era tornata. Era bellissima nei suoi lunghi e ricci capelli, e con indosso la sua tuta da lavoro risplendeva letteralmente nelle prime luci del mattino:

“Sono le 5 di domenica mattina e ti porto ottime notizie mia morbida bambolina, il colpo e stato perfetto, tutto secondo i piani, e per questo ho deciso di farti un regalo.”

“Vedrai che ti piacerà” E prese ad accarezzarla e palparla per l’ennesima volta, altri dolcissimi baci sulla bocca, morbide e soffici carezze alla micetta e ai seni, ai capezzoli, al collo, dovunque, Kelly era di nuovo eccitatissima, vedere la “sua” Fujiko in quello stato, completamente alla sua mercè l’aveva eccitava di nuovo da morire, Fujiko gemette sotto i suoi numerosissimi bavagli e al guanto di pelliccia, si seppellì felicemente nel profumo della sua dominatrice che stavolta lasciò che la sua prigioniera godesse il suo tanto agognato orgasmo.

Fujiko si sentì impazzire dal godimento. Un orgasmo spaventoso, enorme, mai provato prima.., quando si riprese Kelly la abbracciò forte e le disse in un orecchio:

“Ora dovrò riportarti a casa, che peccato piccola.., ma vedrai che ci ritroveremo presto, non puoi sfuggirmi lo sai,” e le diede un altro bacio sulla  bocca imbavagliata, con una passione che Fujiko non aveva mai sentito prima..e in quel momento capì per l’ennesima volta che era felice.

SABATO NOTTE-seguito di SABATO SERA-

Un orologio lontano risuonò e Fujiko tornò al presente..

“Già le 3 di domenica mattina?” si sorprese. Era arrivata, o meglio Kelly l’aveva sequestrata e insieme a Tati l’avevano portata qui che era la sera del sabato. Fujiko impossibilitata a fare qualsiasi cosa ritornò con la mente a quello che era successo dopo il loro arrivo:

“Eccoci qua, piccola!” Kelly esclamò mentre la poggiava dolcemente su un letto. Fujiko sentì allentarsi e cadere la benda, poi Kelly parlò ancora:

“10 minuti e torno da te, goditi le corde e i bavagli nel frattempo” Fujiko notò che l’orologio di fronte a lei segnava le 10 di sera. Era passata un’ora esatta da quando era stata rapita da Kelly. Cercò ancora una volta di liberarsi, dimenandosi con forza più volte, ma fu inutile, riusciva solo ad eccitarsi di più, grazie alla carezza continua del grosso, morbidissimo “pon pon” di pelliccia piazzato da Kelly ad accarezzarle la sua micetta.

“Non posso restarmene qui così, devo fare qualcosa” pensò. Le sue caviglie, gli alluci e i piedi erano legatissimi, ma le cosce, le ginocchia e le gambe erano libere, si disse,:

“Saltellando posso raggiungere la porta e forse scappare con un po’ di fortuna”. Doveva almeno provarci. Sentì Kelly parlare al cellulare, prese un grosso respiro riempiendosi dell’“odore” della sua rapitrice e si alzò di scatto dal letto. Pian piano saltellando raggiunse la porta d’ingresso. Come avrebbe fatto ad aprirla? I polsi erano legati dietro la schiena, le dita delle mani legate una ad una, e il tutto poi era stato rinchiuso nel morbido e soffice sacchetto di pelliccia e bloccato alla sua schiena e sul davanti della vita. Ma non ebbe tempo di pensarci:

“Ma brava la mia bambolina! Cosa credevi di fare, eh?” Oh no, Kelly era tornata. Fujiko cercò di spingere la porta più forte che poteva ma fu inutile, in un attimo “la Gatta” la afferrò e la riportò sul letto.

“Che delusione mi hai dato piccola, non posso lasciarti 10 minuti da sola che cerchi di fuggire!” Fujiko non osò muoversi..

“Vuoi farmi diventare cattiva stasera?” Kelly prese delle matasse di corda dal suo borsone:

“Penso sia meglio finire subito il mio lavoro, non voglio rischiare di nuovo di perderti, piccola” le disse e cominciò a tirar fuori dal suo borsone altre matasse di corda con le quali iniziò a immobilizzarle le cosce, che vennero legate strettamente e con moltissimi giri di corda e annodate saldamente sul davanti, quindi fu la volta delle ginocchia, sopra e sotto, anche loro come le cosce vennero legate strettissime e avvolte in moltissimi giri di corda, e alla fine il tutto fu annodato strettissimo sul davanti. Anche le gambe non furono risparmiate da Kelly, che le avvolse e strinse in numerosissimi giri di corda, fasciandole totalmente fino a raggiungere le corde che le legavano le caviglie, e poi annodò il tutto saldamente sul davanti.

“Almeno e finita” pensò Fujiko sospirando…ma si sbagliava. Kelly la rigirò a pancia in giù e con delle cordicelle sottili iniziò ad avvolgere il sacchetto di pelliccia che le ricopriva e chiudeva le mani, all’estremità inferiore, in corrispondenza delle sue unghie delle dita in pratica. Avvolse e legò il tutto più volte strettissimo prima di far passare le cordicelle sul davanti delle cosce, avvolgendo numerose volte appena sotto la sua micetta e all’inizio delle cosce. Alla fine annodò saldamente e strettamente il tutto sul davanti, in pratica aveva incollato le mani e il sacchetto di pelliccia al centro delle sue chiappe del culo. In questo modo come i polsi che erano già legati e collegati alla schiena e alla vita, adesso, anche le mani erano incollate inamovibilmente al centro del suo culetto. Kelly subito prese ad solleticare Fujiko. Il pon pon morbido alla micetta e la crotch-rope fecero il loro “solito” lavoro, ma anche il sacchetto di pelliccia così immobilizzato al centro delle sue chiappe a ogni movimento accarezzava e stuzzicava la povera Fuiko continuamente, Kelly ancora una volta aveva fatto un ottimo lavoro.

Kelly andò avanti per almeno 10 minuti, e alla fine la povera Fujiko “costretta” a dimenarsi e lottare, era di nuovo eccitata al massimo dal morbido tocco che sentiva alla sua micetta e anche al suo culetto. Ma anche stavolta Kelly non la lasciò godere.

“Benissimo, proprio come volevo, tutto perfetto.” E si fermò con assoluta noncuranza. Fujiko strillava dentro di lei, desiderava godere più di qualsiasi altra cosa in quel momento, ma poteva solo affondare per l’ennesima volta in quel profumo inebriante e sensuale che sentiva ininterrottamente nelle sue narici, era l’“odore” della sua dominatrice, che la intossicava sempre di più. Eccitandola ulteriormente. E che stava diventando una tortura.

“…., …..” frustrata provò a mugolare qualcosa ma assolutamente niente si sentì nella stanza.

“E inutile che provi a parlare piccola, goditi il tuo bel bavaglione e sta buona, che io ho da fare” disse Kelly vedendo che si agitava, e si allontanò di nuovo.

Kelly preparò del cibo che mangiarono insieme. Tolse solo i numerosi bavagli a Fujiko, rifiutandosi di sciogliere le corde e la imboccò lei. Trattarla in questo modo la eccitava. Erano ormai l’una di notte quando finirono. Kelly si allontanò ancora una volta per discutere con le sue sorelle.

“Staranno facendo qualche difficile colpo” intuì Fujiko..dopo una mezz’ora “la gatta” ritornò:

“Io non posso dormire, le mie sorelline potrebbero aver bisogno di me, per questo ho pensato alla tua compagnia per tenermi sveglia stanotte” le disse, e subito:

“O di nuovo voglia di te, piccola” le disse e tirato fuori di nuovo il suo guanto di pelliccia iniziò ad accarezzare Fujiko ancora una volta, lo passò tra le sue gambe, usando il “pon pon” alla sua  micetta per stuzzicarla di più, poi salì fino al collo, ai capezzoli, sul viso, rigirandola le accarezzò anche il culetto, usando il sacchetto di pelliccia alle mani, le accarezzò lentamente e morbidamente tutto il suo corpo nudo più volte, la micetta, le cosce, le gambe, l’ombelico, i seni, la schiena, le spalle, il collo, il viso, davanti e dietro per molti minuti, baciandola dolcemente sulle labbra man mano che anche lei si eccitava, le piaceva dominarla, avere il controllo totale sulla sua preda. Trattarla come la sua bambolina indifesa. Fujiko ovviamente si eccitò e iniziò a gemere, Kelly le tappò la bocca con la mano, continuando a palpeggiarla dovunque.

La forte presa di Kelly eccitava ancora di più Fujiko, la vedeva come una prova di forza, di dominazione totale nei suoi confronti da parte della sua rapitrice, ma come sempre quella sera, sul più bello Kelly si fermò, lasciando la sua prigioniera sempre più frustrata. Fujiko sbottò:

“Nooo, non puoi fermarti di nuovo, io non sono un oggetto con cui giocare, capito stronz..Mmmh..” Fujiko non potè finire la frase. Kelly le coprì di nuovo la bocca con la sua mano.

“Vedo che ci vuole qualcosa per tenerti buona e docile come prima piccola, ma tranquilla, la tua Kelly sa cosa fare” Fujiko tremò, si ricordava benissimo della Kelly cattiva del suo sogno, e non voleva rivederla. Perchè non era stata zitta? Perché?

“La Gatta” tirò fuori dal suo borsone molti fazzolettoni e foulards, Fujiko capì tutto..

Kelly appallottolò 3 grossi fazzolettoni e uno alla volta li infilò nella sua bocca, allargandola a dismisura, Fujiko spinse fuori l’ultimo, era troppo per lei! Ma Kelly lo ricacciò con forza e lo spinse ancora di più in fondo alla sua gola. Anche gli altri 2 data la spinta dell’ultimo, si saldarono letteralmente nella sua bocca, riempiendola completamente. Le sue labbra non potevano chiudersi e le guance erano deformate..immancabile arrivò il fazzolettone a coprirle la bocca e passarle attorno alle guance, strettissimo  e saldissimo come sempre, a spingere se possibile ancora più in dentro i 3 fazzolettoni e a chiudere le sue labbra e strizzare le guance, quando Kelly annodò il tutto dietro il suo collo Fujiko quasi soffocò e mugolò fortemente agitando la testa.

Kelly le diede un bacio sulla bocca imbavagliata,

“Perchè fai così piccola? Ma forse i miei bavagli ti piacciono? Per questo mi costringi sempre ad aggiungerne altri!” E così dicendo piegò un gigantesco foulard a triangolo e lo passò a ricoprire il fazzolettone, girandolo attorno alle guance di Fujiko e passandolo a coprirgli anche il naso, annodandolo strettamente dietro il suo collo più volte. Subito ne arrivò un altro, le fu passato da sotto il naso fino al mento, allacciato strettissimo attorno alle sue guance e annodato saldissimo dietro il suo collo!

Immediatamente Kelly infilò di nuovo il morbido e soffice guanto di pelliccia e iniziò a stuzzicare di nuovo Fujiko, accarezzandole la micetta e i capezzoli, Fujiko voleva resistere, ma non ce la fece, la diabolica Kelly sapeva benissimo come fare, quando vide che Fujiko resisteva, le bastò accarezzarla leggermente col grosso morbido pon pon di pelliccia e strofinarla col sacchetto di pelliccia tra le chiappe del culo, e le bastarono pochi minuti di carezze impellicciate, palpeggiamenti e toccatine per portare la sua prigioniera di nuovo sull’orlo dell’orgasmo. L’indifesa Fujiko cedette, era davvero al limite.

“Mssmmh..Ms.Mmmm..” “.si,siiii..stavolta si…” si agitò e mugolò così forte che si sentì sotto tutti quegli enormi bavagli..

“Lo sapevo piccola, non ti bastano mai, lo sapevo!” Kelly con la scusa dei bavagli si fermò di nuovo. E subito l’ennesimo profumato foulards venne fasciato attorno al viso di Fujiko, passato di nuovo a ricoprirle anche il naso e annodato saldamente dietro il suo collo. Subito dopo Fujiko, come in un film già visto venne rigirata sul letto da Kelly e una sonora sculacciata colpì ognuna delle sue natiche, stuzzicandola grazie al sacchetto di pelliccia, e l’indifesa Fujiko strillò e saltò sul letto dalla forza dei colpi subiti, ma non una parola si udì uscire dalle sue labbra, non una sola singola sillaba,

“….., …..”

“Brava bambolina mia, brava, così ti voglio, docile e sottomessa” Kelly la baciò di nuovo, un lungo, caldo, appassionato bacio unì le loro labbra per qualche minuto. Fujiko non potè fare altro che respirare il profumo di Kelly attraverso i foulards che le coprivano il naso, e si sentì eccitare alla follia.

Kelly sapeva benissimo l’effetto che il suo “odore” aveva su Fujiko, per questo i foulards con cui la imbavagliava erano sempre carichi del suo profumo, e Fujiko stava diventando sempre più “dipendente” dal suo odore. Quando non era imbavagliata, lottava e si dimenava, imprecando contro di lei, ma appena usava i suoi foulards, seppellendola nel suo profumo, Fujiko cambiava completamente, diventava docile e sottomessa. E a Kelly piaceva questo, si eccitava solo a pensarci e voleva avere Fujiko sempre più nelle sue mani.

“Brava piccola mia, su, questa e la volta buona, goditi il tanto desiderato orgasmo” Fujiko a quelle parole spalancò gli occhi,

“Finalmente!” Kelly come sempre prese ad accarezzarla e palpeggiarla dolcemente e lentamente col guanto di pelliccia, a baciarla come fosse una bambola indifesa tra le sua braccia, si eccitava da impazzire a tormentarla in quel modo, d’un tratto squillò il suo cellulare,

“Oh, che sfortuna! Decisamente questa non e la tua serata, piccola.”, e alzatasi, si allontanò per rispondere al cellulare.

Fujiko stava impazzendo, tutto questo era troppo:

il profumo dei foulards di Kelly che sentiva continuamente nelle narici e sul viso che la stordiva, tenendola in un perenne stato di eccitazione totale, l’essere tutta nuda  di fronte a Kelly, il morbidissimo guanto di pelliccia con cui Kelly l’ha accarezzava, i suoi dolcissimi e passionali baci, il soffice sacchetto di pelliccia che le ricopriva e avvolgeva totalmente le mani e la accarezzava tra le chiappe del culo, il pon pon di pelliccia morbidissimo e soffice che era stato legato e bloccato alle labbra della sua micetta e la faceva impazzire ad ogni minimo movimento, e la crotch-rope che accentuava il tutto, tutte cose che la eccitavano e stuzzicavano insieme, ma più di tutto la eccitava follemente l’essere alla totale mercè di Kelly, legatissima e imbavagliatissima come sempre, non ce la faceva più, desiderava godere più di ogni altra cosa al mondo, ma chissà per quanto tempo ancora la sua dominatrice voleva andare avanti a stuzzicarla e poi a negarle l’orgasmo..