venerdì 16 febbraio 2018


TI PIACE IL TUO PROFUMO?-seguito di FINALMENTE L’ADDESTRAMENTO-

“Cosa mi succederà adesso?” Fujiko continuava a pensarci..il suono del campanello la svegliò dai suoi pensieri e cominciò a ricordare tutto dall’inizio, solo poche ore prima..

Era distesa legatissima e imbavagliatissima sul letto, come Kelly l’aveva lasciata quando d’improvviso sentì vibrare accanto a lei. Era un cellulare, quello di Kelly certamente, l’aveva lasciato lì dopo averla filmata mentre mugolava, si contorceva e si dimenava pazzamente per cercare di liberarsi. E tutto per ubbidire ai suoi ordini. Gli ordini della sua Padrona. La sua Padrona.

Eccitatissima, nella fretta di correre a masturbarsi, l’aveva poggiato sul letto accanto alla sua docile e indifesa bambolina/prigioniera dimenticandolo lì.

“Oddio!” pensò Fujiko,

“E il mio di cellulare? Dove sarà? Non lo controllo da giorni” si ricordò d’un tratto. Dato che il cellulare di Kelly continuava a vibrare abbassò lo sguardo e...non poteva essere vero!

Quel numero lo conosceva benissimo, era Lupin!

Lupin? Come fa a conosce il numero di Kelly? Perché la chiama? Ma proprio quando stava per raggiungerlo e cercare di rispondere la chiamata si staccò. Dopo pochi minuti però arrivò un messaggio e Fujiko decise che doveva leggerlo! Con la punta del naso riuscì ad aprirlo, una fortuna che i telefonini fossero touch screen.

Lesse:

-Fujiko e tua prigioniera, vero Kelly? Sono certo che e così, liberala subito. Sono giorni che non le parlo e non la vedo, non ce la faccio più. Non può essere che Cherì stia tanto tempo lontana da me e non risponda alle mie chiamate volontariamente, mi stai imbrogliando..e successo qualcosa. La trattieni con la forza. E se e con te volontariamente, allora perché il suo cellulare suona sempre a vuoto?..-

Fujiko non finì di leggere il messaggio. Improvvisamente si sentiva come risvegliata da un sogno stranissimo, come se fosse stata fuori dal mondo, fuori dalla realtà per molti giorni. Lupin? Il suo Lupin? La cercava chissà da quanto. A giudicare dal messaggio aveva certamente parlato altre volte con Kelly che l’aveva liquidato dicendogli che erano insieme, magari in vacanza. E tutto liberamente e volontariamente.

D’improvviso sentì la voce di Kelly venire dal bagno, cantava sotto la doccia, felice e appagata per gli orgasmi avuti grazie alla sua docile e indifesa bambolina/prigioniera. Prigioniera ecco quello che era, una prigioniera! La prigioniera di Kelly “La Gatta”!!

Tuttò sparì all’improvviso, l’eccitazione nell’essere legata e imbavagliata da Kelly non esisteva, l’incantesimo del suo profumo non funzionava più, Fujiko aveva solo una cosa in mente adesso, Lupin, il suo Lupin!!!

Con tutta la forza che le era rimasta decise che doveva liberarsi stavolta, doveva riuscirci assolutamente. Passarono 10 minuti circa..

“Mm..Mmph..” inutile non ce la farò mai, mai! E impossibile liberarmi da sola..non posso nemmeno usare le dita delle mani con tutto questo maledettissimo scotch a ricoprirle e fasciarle interamente, tutto il mio corpo e ricoperto da chilometri di corde e cordicelle e la parte superiore e come incollata alla schiena da corde strettissime e nodi saldissimi e le mie braccia e le mani  sono diventate un pezzo unico con il busto! Dalle gambe in giù poi, solo le ginocchia sono rimaste visibili insieme alle dita dei piedi, o meglio, gli alluci sono legati anche loro e stretti nelle corde e nei nodi. Senza contare che al minimo movimento la crotch-rope e i seni mi fanno male da morire..

Sono come una statua vivente, ecco cosa sono. I fazzolettoni che mi farciscono e riempiono in ogni suo millimetro la bocca si sono compattati ancora di più col tempo e con la mia saliva e adesso sono un enorme blocco unico di stoffa appallottolata, che male alle guance rigonfie all’inverosimile! Riesco appena a piegare leggermente le ginocchia! Solo questo, e meno male che stavolta Kelly non mi ha incaprettata per tutta la notte così almeno la testa e il collo sono liberi e la schiena non è arcuata in una posizione pazzesca!! Ma devo riuscirci, devo..

Inutile, dopo altri 10 minuti Fujiko si fermò stanchissima e sudata, doveva cambiare tattica, così sprecava solo energie.

Era cambiato tutto, non sentiva più il dolce odore della sua Padrona entrarle nelle narici e riempirle i sensi e i polmoni, non c’erano più pensieri di sottomissione dentro di lei, voleva liberarsi prima possibile e correre da Lupin. Solo questo.

Kelly ovviamente non sapeva nulla e tornò dopo altri 20 minuti in camera da letto dalla sua indifesa e docile bambolina.

Dopo pochi minuti a guadarla e registrare non aveva resistito e se ne era andata in bagno eccitatissima, e dopo aver avuto un favoloso orgasmo masturbandosi pensando a quello spettacolo aveva cenato da sola in cucina,

“Stasera digiuno per te, piccola. Sarà questa la tua punizione stavolta, niente sculacciate dolorose o incaprettamenti scomodi per tutta la notte, contenta?”

“Domani ti preparerò un’abbondante colazione e recupererai subito, vedrai”.. queste furono le sue parole di ritorno in camera da letto. Poi:

“Ti adoro bambolina! In quel video sei meravigliosa, meravigliosa!” E le stampò un bacio sulle labbra imbavagliate. Fujiko inspirò forte dai foulards che le coprivano il naso ma non sentì quella sensazione di piacere ed eccitazione che le sembrava di ricordare fino a circa un’ora prima, Lupin, solo Lupin c’era nella sua testa ormai.

D’improvviso Kelly iniziò a slegarla,

“E fatta!” pensò, “appena libera sarà facilissimo sopraffarla, non se l’aspetta di certo e sarà un vantaggio per me” Dopo pochi minuti suonò il cellulare di Kelly che si allontanò per rispondere, Fujiko che adesso aveva le mani libere ne approfittò per finire di slegarsi da sola.

“Tutto organizzato piccola, faremo una bella festa tra poco. Festeggeremo la fine del tuo addestramento, e la sua riuscita ovviamente”

“Ma c’è un’altra chiamata senza risposta, non me ne ero accorta..” Il tempo che Kelly abbassasse e rialzasse lo sguardo che Fujiko capì dalla sua espressione che aveva capito tutto..

“Lupin? Anche un messag...Mmm..mmh..” Troppo tardi, Fujiko le afferrò le mani e con uno dei foulards con cui era imbavagliata le immobilizzò i polsi incrociati dietro la schiena e con l’altra mano le coprì la bocca impedendole di gridare.

“Lupin, si Lupin! E finita brutta Gatta, non so come ci sei riuscita ma e finita”

“Mmmhh..mmpphh..mm..” Kelly gridò agitando la testa.

“Mi piacciono i tuoi mugolii gattina, mi eccitano..” Kelly non aveva bisogno di spiegazioni aveva visto la chiamata e anche il messaggio di Lupin ed era ormai chiaro che il suo “addestramento” era fallito sul più bello. Quando ormai sembrava riuscito perfettamente.

Fujiko appallottolò con forza un grosso fazzolettone, non uno dei “suoi”, ne prese altri dal borsone di Kelly che era sotto il letto.

“Ti piacciono i bavagli enormi, vero? Benissimo gattina, adesso ne assaporerai uno tu stessa..” disse mentre ficcava con forza il fazzolettone nella bocca di Kelly, e poi un secondo, un terzo..

“Mm..mmh…”

“Non dirmi che già sei piena gattina? Io ho appena iniziato!” Kelly rabbrividì a quelle parole, cercava di liberarsi le mani ma non ci riusciva, il foulard ai polsi era strettissimo e inamovibile, stavolta era lei la prigioniera..

Un quarto e un quinto grosso fazzolettone riempirono la sua bocca e gonfiarono le sue guance incredibilmente, la mascella gli faceva male spalancata com’era e si sentì soffocare..

Subito iniziarono i foulards, uno, due, tre, quattro arrivarono a fasciarle il viso e le guance e ricoprirle il naso e vennero annodati strettissimi dietro il suo collo più volte.

“Ti piace il tuo bavaglione? Che dici? Ti piace soffocare nel tuo profumo?” schernì Fujiko rigirandola e mostrandole la sua immagine nello specchio di fronte a loro,

“…., ..” Kelly non rispose, o meglio rispose ma non un solo fiato si sentì nella stanza e Fujiko fu soddisfatta.

Si girò spalle alla porta e sdraiò la Gatta sul letto a pancia in giù,

“Adesso comincio a prepararti. E vedremo se alla fine riuscirai a liberarti, Ahahah” Le caviglie di Kelly con rapidità ed efficacia vennero legate e immobilizzate completamente, i nodi fatti sul davanti in modo da impedirle di raggiungerli con le mani legate dietro la schiena. Nodi forti e saldissimi. Lo stesso vale per le cosce e le ginocchia sopra e sotto. In pochi minuti anche loro immobilizzate completamente.

Fujiko con molta determinazione rifece la legatura ai polsi e la sistemò per bene, stavolta usando le corde. Molte corde.

“Adesso voglio vedere se riesci a liberarti gattina..” Dicendolo chiuse a pugno le mani di Kelly, prese il rotolo di scotch da pacchi e le fasciò interamente fino alle dita, erano legate incrociate tra loro e alla fine ogni mano divenne un gigantesco bozzolo fatto di numerosi giri e strati strettissimi di scotch da pacchi nero.

Fujiko era come impazzita, i pensieri di ribellione che pochissime altre volte l’avevano sfiorata avevano preso il sopravvento ormai. E Lupin la aspettava. Lupin la aspettava…

Kelly non sapeva che fare, oramai la sua bambolina non era più tale e non sarebbe più tornata tale, solo liberandosi adesso avrebbe potuto ancora sperare di riaddestrarla come prima alla sua volontà, ma più tempo passava più veniva immobilizzata saldamente e le speranze di farlo diminuivano, capì solo allora che non voleva perderla, non poteva perderla, ripensò al video e  a tutte le foto che aveva di Fujiko legata e imbavagliata nelle sue mani, voleva che fosse la sua docile e indifesa bambolina, la desiderava ogni giorno, ne era dipendente…un rumore improvviso la distolse dai suoi pensieri. Veniva dalla cucina.

“Sta qui e non fare niente di stupido Gattina, se c’è qualche ospite inatteso basto io per sistemarlo. Ma credo di sapere chi potrebbe essere. Il mio Lupin” Fujiko lo disse con un sorriso sulle labbra, era lui, era già qui. Ne era sicura, era riuscito a trovarla ed era corso da lei..Lupin!

“E’ finita” pensò sospirando nel suo morbido e profumato bavaglio Kelly, se e Lupin e finita, perderò per sempre la mia bambolina preferita..

Una lacrima scorse sulle sue guance rigonfie, se ne era andata, la sua Fujiko se ne era andata per sempre. Era tornata da Lupin.


FINALMENTE L’ADDESTRAMENTO-seguito di una tenera mattinata-

“Su piccola, hai dormito abbastanza, e ora di svegliarsi” Fujiko sentendosi chiamare riaprì gli occhi.

Era Kelly, in piedi accanto al letto con indosso solo le sue mutandine di pizzo nere. Fujiko si era addormentata subito dopo aver pranzato.

Guardò l’orologio al muro e vide che erano le 7 e mezza del pomeriggio, aveva dormito 3 ore.

Si sentiva bene adesso, il culetto non le faceva più molto male, come tutto il corpo. Poi Kelly parlò:

“Io mi allontano un attimo piccola, quando torno voglio trovarti dove sei ora, capito? Ho organizzato una splendida seratina tra noi 2 sole! Non mi deludere!”

“Non preoccuparti Kelly, io faccio tutto quello che dici, lo sai.” subito rispose Fujiko e la Gatta si allontanò lasciando aperta la porta della camera da letto.

“Non preoccuparti Kelly, io faccio tutto quello che dici, lo sai.” ma che ho detto? Pensò rimasta sola Fujiko.

Quindi sentì improvvisamente un pensiero rimbombarle nel cervello:

“Ma che stò facendo? Io dovrei lottare duramente con Kelly, dovrei liberarmi e scappare, anzi dovrei vendicarmi, catturarla, legarla e imbavagliarla! Come lei si diverte a fare con me da tanto tempo..” continuamente continuava a sentire nella sua mente quelle parole..

Guardandosi nello specchio vide che non era più imbavagliata e anche le sue caviglie erano state liberate da Kelly, solo i suoi polsi erano ancora legati, ma non più incrociati tra loro come prima, ma con i palmi delle mani appaiati l’uno l’altro dietro la schiena..

decise di ascoltare quelle parole.

“Sarà un gioco da ragazzi per una ladra esperta come me” si ripetè e iniziò a muovere le dita delle mani nel tentativo di raggiungere i nodi e scioglierli. Ma dopo venti minuti rinunciò,

“Cavolo, ma com’è possibile? Nemmeno adesso riesco a liberarmi? Sono solo 4 corde attorno ai polsi e 2 nodi e non riesco a scioglierli? Io? La più grande artista delle fughe al mondo? Ma che mi succede?”

“Non ti succede niente piccola, e solo che la tua Padrona sa fare molto bene i nodi” le rispose Kelly che nel frattempo era tornata e stava entrando.

Poi la guardò ridacchiando

“Non hai nessuna colpa, tranquillizzati” Fujiko sospirò, aveva fallito anche stavolta.

“Ma vedo e sento con grande dispiacere che per l’ennesima volta non mi hai ubbidito e come sempre adesso sarò costretta a punirti per questo” dicendolo tirò fuori da sotto il letto il “solito” borsone..

“Ma non c’è nessun bisogno di legarmi di più, l’hai visto anche tu che non sono riuscita a liberarmi e scappare nemmeno con solo i polsi legati”

“Ma a me piace legarti di più..sempre di più..”

“Ti adoro quando sei ben legata e imbavagliata nelle mie mani..”

La risposta e il tono della voce di Kelly, così sicura e nello stesso tempo dolce, non ammettevano nessuna ulteriore replica.

Ma quei pensieri tornarono nella testa di Fujiko:

“Ma che stò facendo? Io dovrei lottare duramente con Kelly, dovrei liberarmi e scappare, anzi dovrei vendicarmi, catturarla, legarla e imbavagliarla! Come lei si diverte a fare con me da tanto tempo..”, d’improvviso la voce di Kelly la richiamò ancora:

“Apri la boccuccia su” La vista della sua Padrona con quel grosso fazzolettone appallottolato tra le mani pronta a ficcarglielo tutto in gola fece scomparire quei pensieri, immediatamente Fujiko seguì gli ordini della sua Padrona, ..la sua Padrona..di nuovo quelle parole..

“Brava piccola, non fare storie, tu adori i miei bavagli giganteschi, lo so! E inutile che provi a negarlo..” e con studiata calma infilò il primo fazzolettone completamente  nella bocca di Fujiko.

“Mmmmhh..Mmm..” mugolò la confusa Fujiko, perché quei pensieri di ribellione erano improvvisamente scomparsi? Perché si stava lasciando imbavagliare da Kelly senza opporre la minima resistenza?

“Continuiamo su, e l’ora del tuo secondo fazzolettone” sorrise Kelly spingendo con forza dentro il fazzolettone e riempendo ancora di più la bocca della sua prigioniera, sorridendo compiaciuta del comportamento docile e sottomesso della sua bambolina.

“Questo ti piacerà ancora di più piccola, vedrai, e davvero enorme..” riprese mostrandole un terzo grosso fazzolettone..

“Mm..Mmhh..”mugolò Fujiko alla vista di quel terzo gigantesco fazzolettone che Kelly aveva appena appallottolato e si apprestava a infilare nella sua già ripiena bocca..

“Buona piccola, vedrai che ci riuscirai a ingoiarlo tutto, nella tua bella boccuccia c’è sempre spazio per un fazzolettone in più..lo sai, Ahah” rise, spingendo con forza e piantando letteralmente in gola a Fujiko il fazzolettone, compattandolo di fatto insieme con gli altri 2 e unendoli come fossero un’unica enorme palla di stoffa a farcire e riempire completamente, in ogni suo millimetro la bocca della sua prigioniera. Anche le guance di Fujiko erano ormai rigonfie all’ inverosimile..

Fu subito la volta dei foulards, il primo fu avvolto stretto sopra la bocca semiaperta e attorno alle guance di Fujiko, e annodato saldamente più volte dietro il suo collo, il secondo, con calma venne piegato a triangolo e fatto passare sulla bocca imbavagliata, attorno alle guance e a coprire il naso di Fujiko, prima di essere annodato strettissimo dietro il suo collo, “l’odore” di Kelly tornò ad avvolgere l’indifesa Fujiko. Le bastarono poche inspirazioni per ritornare preda dell’infinito e ininterrotto incantesimo dei suoi foulards.

Kelly poi ne aggiunse un terzo e un quarto, a imbavagliarla ancora più pesantemente e inesorabilmente, ed entrambi a ricoprirle anche il naso, consapevole che quell’ennesima, piccola “voglia” di ribellione della sua prigioniera doveva essere cancellata dalla sua mente, fino a scomparire.

Alla fine un quinto, bellissimo e profumatissimo foulard, venne fasciato attorno alla parte inferiore del viso di Fujiko, ad avvolgerle strette le guance rigonfie e a coprirle la bocca e ancora ripassato a coprirle il naso e saldamente annodato dietro il suo collo più volte, strettissimo e inamovibile.

Fujiko si sentì come immersa in un mare infinito del profumo di Kelly, oramai era tutto inutile, l’unica cosa a cui avrebbe pensato da allora, e per i seguenti minuti e le ore in cui sarebbe stata lasciata imbavagliata in quel modo era la volontà assoluta di ubbidire ciecamente alla sua Padrona..la sua Padrona, di nuovo quelle parole.., quelle ribelli di solo pochi minuti prima non esistevano più, come non ci fossero mai state..

Kelly una volta finito di imbavagliarla la rigirò più volte mostrandole nello specchio di fronte a loro il bavaglio, Fujiko per la prima volta si sentì eccitata vedendosi imbavagliata in quel modo pazzesco, anzi in quel modo favoloso!!!

“Adesso occupiamoci di tutto il resto piccola.” Riprese Kelly armeggiando con alcune lunghe corde tirate fuori dal suo borsone. Fujiko senza pensare subito unì le caviglie una all’altra, che le stava succedendo? Era eccitatissima dal suo profumato bavaglio gigante e agiva prima ancora che Kelly parlasse, e quell’odore non sembrava più solo piacerle, eccitarla, ma addirittura dominarla, comandare la sua mente, doveva ubbidire alla sua Padrona, e ancora prima che lei parlasse sembrava sapere cosa fare, cosa Kelly volesse da lei.

Ripensò a quel che era successo, si era lasciata imbavagliare come una fedele e docile schiavetta e adesso le caviglie messe unite prima ancora che Kelly le comandasse di farlo! Riguardandosi nello specchio e mugolando qualcosa nel bavaglio si sentì eccitare ancora di più.., voleva essere imbavagliata da Kelly, voleva essere legata da lei, voleva ubbidirle e nel mentre continuava a inspirare il suo meraviglioso “odore”.. eccitandosi ancora di più ad ogni respiro.

Che le stava succedendo? Non aveva più voglia di lottare? Di liberarsi e correre dal suo Lupin?

Intanto Kelly sorridendo, iniziò a legarle le caviglie, numerosi giri di corda le avvolsero più volte e infine vennero annodate con forza al centro e sul davanti in modo che con i polsi legati appaiati dietro la schiena non ci fossero possibilità per Fujiko di raggiungere i nodi e scioglierli. A Fujiko bastarono pochi strattoni per capire che non sarebbe mai riuscita a sciogliere le corde da sola e nemmeno ad allentarle, come sempre, ma la cosa strana e che si sentì compiaciuta da questo fatto, voleva che solo la sua Padrona potesse liberarla. Voleva essere indifesa e impotente nelle sue mani.

Nel momento esatto in cui la sua Gatta dominatrice finì di immobilizzarle le caviglie iniziò a muovere freneticamente le dita dei piedi, in particolare gli alluci.

La Gatta ridacchiando con una cordicella lunga e sottile li avvolse più volte, strettissimi e uniti tra loro e infine annodò saldamente il tutto bloccandoli totalmente.

“Anche questi, vero?” le disse, prendendole i piedi tra le mani e guardandola, Fujiko ancora una volta annuì istantaneamente. In pochi minuti i suoi piedi erano uniti tra loro e completamente ricoperti dalle corde, fino ai talloni e alle dita dei piedi, numerosi giri di corda li avvolsero e moltissimi nodi alla fine bloccarono il tutto unendoli insieme. Quando Kelly strinse l’ultimo nodo, ormai caviglie, piedi e alluci erano inutilizzabili e ridotti all’impotenza.

Fujiko provò a muoverli e vedendo che era impossibile farlo sentì la sua eccitazione crescere. Ma cosa le stava succedendo?

Kelly forse capendo il suo stato di eccitazione le sollevò il mento e la baciò dolcemente sulle labbra imbavagliate..

“Così mi piaci piccola, così ti ho sempre desiderata, docile e sottomessa nelle mia mani..” Fujiko si sentì impazzire dal desiderio dopo quel bacio e immediatamente allargò per quel che poteva le gambe lasciando lo spazio necessario a Kelly per ottenere una solida e sicura crotch-rope.

Ancora? L’aveva fatto ancora? Perché aveva aperto le gambe senza che Kelly lo comandasse o la costringesse a farlo? Ma che le stava succedendo?

“Bravissima piccola, tranquilla, adesso ci penso io alla tua micetta..” dicendo questo la Gatta iniziò a lavorare con le corde, facendone passare una lunga attorno ai fianchi più volte e collegandovene un’altra che fece scendere tra le gambe di Fujiko più volte, avanti e indietro, tra le gambe e tra le chiappe del suo culetto, salire e scendere finchè alla fine dopo averla annodata tra le chiappe del culo di Fujiko la collegò ai suoi polsi già legati appaiati tra loro. Polsi che vennero così bloccati e incollati letteralmente anche alla schiena, e nello stesso tempo ogni loro minimo movimento provocava lo stuzzicamento alle labbra della micetta di Fujiko.

“Meraviglioso”, pensò tra se Fujiko quando la sua Padrona finì il suo lavoro.

Subito Fujiko si rivoltò sul letto iniziando a muovere freneticamente le dita delle mani, un altro inequivocabile segnale per Kelly.

Con molta calma la Gatta iniziò a legare le dita delle mani della sua prigioniera con delle sottili cordicelle, pollici con pollici, indici con indici, medio con medio, uno ad uno, finchè tutte le dita erano legate e immobilizzate tra loro. La posizione dei polsi appaiati tra loro le permetteva di farlo senza il minimo sforzo.

Alla fine venne il momento di usare lo scotch da pacchi nero. Quando Kelly finì di avvolgere e ricoprire le mani e le dita di Fujiko le sue mani erano scomparse così come le dita, sotto numerosissimi giri e strati di scotch da pacchi, al posto delle mani e delle dita c’era un unico enorme bozzolo di scotch da pacchi nero.

Kelly per sicurezza, -come se ce ne fosse bisogno- ripassò lo scotch a ricoprire anche le corde che legavano i polsi di Fujiko, rendendo ormai vana ogni possibilità di liberarsi e scappare per la sua docile e indifesa bambolina.

Dopo pochi secondi Fujiko per l’ennesima volta incollò le cosce unite tra loro e anche le ginocchia e subito Kelly iniziò a legarle entrambe con numerosissime corde, le cosce furono avvolte da moltissimi giri di corda, strettissimi e saldissimi e il tutto fu annodato con forza più volte sul davanti. Quindi toccò alle ginocchia essere completamente immobilizzate, sia sopra che sotto, le corde le fasciarono e scesero fino a raggiungere quelle che già legavano saldamente le caviglie, legando e bloccando di fatto anche le gambe di Fujiko, mentre le altre avvolsero strette le ginocchia e salirono fino ad unirsi a quelle che bloccavano e immobilizzavano inamovibilmente le cosce.

“Adesso a chi tocca?” domandò Kelly.

“Mmmhh..Mmm..” mugolò Fujiko girandosi di spalle e immediatamente unendo i gomiti e gli avambracci tra loro per quel che poteva, rispondendo alla sua Padrona..la sua Padrona.., ancora quelle parole.

In pochi minuti anche i gomiti erano avvolti nelle corde, sopra a e sotto, e gli avambracci scomparvero sotto giri e giri di strettissima corda che li avvolgeva totalmente fino a raggiungere i polsi già legati.

Infine le braccia vennero sistemate da Kelly e legate al busto strettamente, le corde passavano sopra e sotto i seni di Fujiko facendoli risaltare maggiormente. Gli avambracci vennero bloccati e incollati anche all’addome di Fujiko tramite un’altra lunga corda che Kelly fece passare e avvolse,scendendo da sotto i suoi seni fino alla vita e alla quale infine collegò saldamente gli avambracci stessi annodandoli strettamente più volte.

Kelly si allontanò qualche secondo, tornando con un bicchiere d’aranciata e parlò:

“Un ennesimo lavoro perfetto, vero piccola? Eppure mi pare manchi qualcosa, tu che dici?” Fujiko senza perdere nemmeno un secondo iniziò a mugolare nel suo bavaglio:

“Mmmhh..Mmmphh..Mmm..” Kelly le sorrise,

“Mi spiace piccola ma non riesco a capirti così imbavagliata e non ho assolutamente voglia di toglierti e poi rifarti il tuo bel bavaglio” Ma Fujiko non si arrese,

“Mmm..Mmh..Mmmpf..” mentre mugolava abbassava continuamente la testa guardandosi il petto..

“Oh cavolo! Hai ragione! Grazie piccola, se non fosse stato per te avrei dimenticato di legare i tuoi splendidi seni”

“E dire che mi piace tanto farlo.., avvolgerli tante tante volte e stringerli e strizzarli per bene nelle corde facendoli rigonfiare e diventare come palloni che sembrano quasi esplodere al minimo tocco..Ahahah!”

Dopo pochi minuti i seni di Fujiko erano stati sistemati e impacchettati alla perfezione da Kelly, e i suoi capezzoli già parevano dritti e duri dalla forte eccitazione.

Fujiko si guardò nello specchio e si sentì felice del “risultato ottenuto”, poi Kelly la sollevò e la rigirò più volte nello specchio per ammirare il suo lavoro, le scattò anche molte foto col suo telefonino, anche lei era eccitatissima,

“Ti adoro piccola mia, ti adoro quando sei legatissima, imbavagliatissima e indifesa nelle mie mani” le ripetè più volte..poi prese di nuovo il suo telefonino cellulare:

“Fammi vedere come ti dimeni un po’, su!”

“Lotta e dimenati cercando di liberarti, voglio un bel video da poter rivedere quando voglio, dove voglio e ogni volta che voglio, le tue foto non mi bastano più, ti desidero troppo, voglio sentire i tuoi mugolii soffocati e il tuo ansimare, voglio vederti completamente impotente nelle mie mani.”

“Fallo subito, non resisto” Fujiko diede l’ennesima inspirata nei foulards della sua Padrona e immergendosi nel suo profumo irresistibile le ubbidì. Voleva ubbidirle, voleva fare tutto quello che Kelly le diceva di fare. Ma cosa le stava succedendo?

Passarono circa 10 minuti poi, ormai stanca si fermò..come al solito fu tutto inutile, aveva solo sprecato fiato ed energie. Era impossibile liberarsi da quelle corde e quei nodi, per non parlare dello scotch da pacchi che era inamovibile e talmente spesso, dati i numerosissimi strati e giri che le coprivano le mani, le dita e i polsi, che anche con una forbice si sarebbe fatta molta fatica a tagliarlo. Era tutta sudata e solo allora si accorse dai rumori che sentì giungere dal bagno, che la sua Padrona aveva raggiunto il culmine, aveva avuto un orgasmo favoloso guardandola. Le mutandine di Kelly erano sul letto accanto a lei, inzuppatissime e fradicie dei suoi umori..

Fujiko invece nonostante i suoi sforzi non era riuscita a godere,

“Ma io non devo godere, solo la mia padrona può darmi il permesso di godere, solo lei, e non l’ha fatto” pensò convinta tra sé. Cosa le stava succedendo?

Si era lasciata imbavagliare docilmente e aveva suggerito praticamente a Kelly cosa e come legarla, senza lottare e prima ancora che lei le ordinasse di farlo, quell’odore, quel profumo intossicante la dominava, forse l’addestramento di Kelly alla fine stava iniziando a dare i suoi frutti?

Perché pochi minuti prima voleva scappare e farla pagare a Kelly e invece, una volta visti i fazzolettoni e i foulards tra le mani di Kelly era diventata docile e ubbidiente? Senza contare che lei odiava quando le venivano legati i seni e invece stavolta era stata lei a suggerirlo a Kelly? Come con le caviglie, gli alluci, i piedi, la crotch-rope, i gomiti e tutto il resto? Cosa le stava succedendo?

Kelly le aveva confessato che la adorava quando era legata e imbavagliata, che non poteva fare a meno di pensare a lei in quel modo, e adesso aveva anche girato un video, oramai aveva moltissime sue foto e il video da rivedere quando voleva, dove voleva e tutte le volte che voleva, ma la cosa più strana era che…

Anche lei adesso era eccitatissima dall’essere legata e imbavagliata da Kelly, si ammirò per l’ennesima volta nello specchio di fronte e capì che voleva restare sempre così, legatissima, imbavagliatissima, nelle mani della sua Padrona. Nella speranza di guadagnare prima o poi un agognato, favoloso orgasmo..

“Mm..Mmh..” e mugolando inutilmente nel suo enorme bavaglio Fujiko si accorse che era felice…erano ormai le 9 e mezza di sera..

UNA TENERA MATTINATA-seguito di una meravigliosa nottata-

L’acqua della doccia si chiuse. Kelly aveva finito di lavarsi. Aveva dormito una favola. Si era risvegliata rilassata e ritemprata, nel corpo e nello spirito. Uscì dalla doccia e con la massima calma si asciugò il corpo e i lunghi e ricci capelli, quindi tornò in camera da letto. Guardò l’orologio sul comodino, ormai era tardi per la colazione, avrebbe pranzato direttamente. Aveva impiegato esattamente un’ora e mezza per lavarsi e asciugarsi. Era ancora tutta nuda e si rimirò più volte nel grande specchio a parete della stanza, si vide più bella e attraente del solito e la sua felicità e la soddisfazione le si leggevano negli occhi. Era stata una nottata indimenticabile per lei, aveva perso il conto di quanti favolosi e potentissimi orgasmi avesse avuto.

L’enorme specchio rifletteva anche il letto..

Lei era ancora lì, esattamente come l’aveva lasciata, completamente immobilizzata e alla sua totale mercè, legatissima, imbavagliatissima, incaprettata e bendata inesorabilmente, immobile, cieca e muta sul letto. A respirare ogni secondo che passava, ininterrottamente il “suo profumo”, il “profumo dominante” della sua Padrona..

“L’addestramento procede alla grande” ridacchiò Kelly ammirando la sua indifesa bambolina, ormai ridotta a niente più che un pezzo d’arredamento, a un qualsiasi mobilio in casa sua.

Si avvicinò fino a farle sentire il suo respiro e si accorse che era sveglia..e allora le accarezzò il seno destro e poi il sinistro. I suoi seni erano rigonfi, legatissimi e stritolati nelle corde da troppe ore,

“chissà come soffre!” pensò con un po’ di rimorso Kelly,

“Ma è necessario, deve imparare” si disse severa. E anche il resto del corpo non scherzava..

Erano passate circa 12 ore da quando, appena arrivata, l’aveva legata così severamente, poi prima di addormentarsi e senza lasciarla godere, l’aveva incaprettata e bendata e lasciata così per tutta la notte e parte della mattinata.

Non era caduta dal letto, era restata zitta e immobile come la sua Padrona le aveva ordinato, per quanto non le fosse difficile farlo, impacchettata come era.

“Brava, sta imparando ad ubbidirmi, vuole ubbidirmi” si disse Kelly, guardandola con orgoglio, come fosse una sua opera d’arte di inestimabile valore.

Era una posizione davvero scomodissima da sopportare, la testa ripiegata in modo pazzesco, come le ginocchia e le gambe, la schiena inarcata al massimo, i suoi splendidi e lisci capelli legati strettissimi e tirati in quel modo! C’erano davvero chilometri e chilometri di corde ad avvolgere strettamente tutto il suo corpo e metri di strati di scotch da pacchi a bloccarle e ricoprirle interamente le mani e le dita, già legate in precedenza anche con le corde peraltro, senza contare l’enorme bavaglio cui l’aveva sottoposta, con i 4 giganteschi fazzolettoni piantatigli fino in gola e i 4 grandi e strettissimi foulards aggiunti, a zittirla completamente. Anche la benda era stretta e salda come fosse appena stata legata e annodata. Forse aveva davvero esagerato stavolta.

“Ma è necessario, deve imparare” si ripetè Kelly.

Sentendo prima il respiro accanto a lei e poi il tocco di Kelly, Fujiko strillò. Voleva essere liberata, l’eccitazione le era passata da un pezzo, aveva tutto il corpo intorpidito, al dolore che sentiva dall’inizio ai seni e alla micetta, causa le numerose strettissime corde che li stritolavano e la spietata crotch-rope tra le labbra, una volta incaprettata così severamente, si era aggiunto quello al collo, alla schiena, alle ginocchia e alle gambe ripiegati tutti in quel modo pazzesco! Ed era incaprettata per i capelli! Pazzesco! Il tutto era diventato insopportabile già dopo pochi minuti, figuriamoci dopo tutte quelle ore.

Inutile dire che dato l’enorme bavaglio, lo strillo fu appena udibile nella stanza. La sua Padrona se ne accorse perché era esperta in queste cose.

“Ciao dormigliona, dormito bene?”

“Sappi che io sono sveglia da quasi 2 ore ormai, e ora di alzarsi” e non riuscendo a trattenersi a quella vista, la accarezzò tra le gambe dolcemente e delicatamente più volte, le strizzò leggermente i capezzoli, scese di nuovo tra le gambe, le accarezzò i seni, ancora la micetta, un’altra strizzatina ai capezzoli.. andò avanti per molti minuti. Le piaceva troppo giocare così con la sua bambolina, doveva farlo, voleva farlo..ne era dipendente. Fujiko la dominava. Dominava la mente di Kelly inconsapevolmente.

Non un fiato si sentì nell’aria né Fujiko si mosse di un millimetro,- non che potesse farlo, legatissima e imbavagliatissima come era -, ma Kelly sapeva che era vicinissima all’orgasmo, ormai conosceva bene la sua bambolina, i suoi limiti..

“Però, i miei bavaglioni funzionano davvero bene, questo qui e ancora saldissimo dopo tutte queste ore..” disse con sarcasmo, ammirando i numerosissimi sovrapposti foulards che zittivano completamente la sua prigioniera..

“Sono davvero brava, devi ammetterlo piccola, non potevi trovare Padrona migliore” disse, mentre con le mani continuava a stuzzicare la micetta e i seni di Fujiko,

“Anche se, forse, qualche foulards andrebbe ricontrollato, se proprio il bavaglio si allentasse tu ci rimarresti molto male, vero piccola? Tu adori sentirti avvolgere, fasciare e ricoprire il viso e il naso dai miei profumati foulards, respirare forte attraverso di loro e perderti nel mio odore, lo so.”..e con la scusa di controllare e stringere di nuovo alcuni nodi si fermò all’improvviso, lasciando la sua prigioniera di nuovo insoddisfatta e frustrata sul più bello.. la giornata iniziava come l’altra era terminata per la povera Fujiko.

Il bavaglio fu risistemato, anzi rifatto da Kelly, l’enorme massa di stoffa dei fazzolettoni che riempivano la bocca di Fujiko rimase al suo posto, mentre tutti i foulards vennero tolti e rimessi al loro posto, se possibile stretti a annodati molto più saldamente di prima, alla fine una nuova “ondata del profumo di Kelly” seppellì letteralmente la sua indifesa prigioniera.

Poi Fujiko sentì cadere le corde che la incaprettavano. Finalmente potè distendere le gambe e far riposare il collo. Anche la benda cadde e il suo primo pensiero, dopo qualche secondo per riabituarsi alla luce, fu per i suoi capelli! Lei ci teneva tanto, Lupin le diceva che amava i suoi lisci e splendidi capelli,

“sono unici, risplendono alla luce del sole, sono favolosi cheriè” le ripeteva sempre. Adesso si erano rovinati, pensò.

Poi fu interrotta:

“E il momento della punizione, non penserai che l’abbia dimenticato, vero?”

“Punizione?” Fujiko agitò la testa più volte in segno di no,

“Sta buona, dopo ti libererò del tutto e potrai lavarti e riposarti prima di pranzo. Ma devo punirti per la tua ribellione di ieri, lo sai che devo farlo. Che Padrona sarei se ti perdonassi sempre?”

“Sempre? Quando mai mi hai perdonata!”, strillò dentro di lei Fujiko.

La sculacciata promessale! Se ne era completamente scordata. Si era ribellata a Kelly quando l’aveva incaprettata!

“Ribellata? Ho solo strillato perché a stretto troppo i nodi! Una reazione normalissima, la spina dorsale a momenti mi si spezzava in due ripiegata in quel modo! Come il collo e le gambe!”

“E il foulards aggiunto al bavaglio? A momenti soffocavo! E la stretta della benda? Pazzesca! Ma cosa pretende che diventi davvero una bambola senza vita..?” tutti questi pensieri riempirono la mente della povera prigioniera mentre si dimenava come un’ossessa con la pochissima forza rimastale.

Kelly si incazzò per la reazione di Fujiko,

“Allora non vuoi proprio imparare? E io che pensavo che dopo tutta la notte trascorsa legatissima, imbavagliatissima, incaprettata severamente e bendata strettissima e sentendo ad ogni respiro continuamente e ininterrottamente il mio profumo saresti finalmente diventata docile e sottomessa al mio risveglio!” Fujiko lottò ancora, ma finì con l’inspirare ancora di più l’odore di Kelly alla fine infatti, l’unica conseguenza di questa sua inutile ribellione fu come sempre, respirare più forte e più a lungo, molte volte l’odore di Kelly, ricadendo nel suo incantesimo.. Kelly pazza di rabbia le diede un fortissimo ceffone sulla guancia sinistra,

“Basta ti ho detto! Sei proprio incorreggibile!”

“Ma sono sicura che altre 30 belle sculacciate sulle tue chiappette nude ti insegneranno a comportarti col dovuto rispetto in presenza della tua Padrona”

“Su, piccola monella, inizia a contare e mugola forte mi raccomando, se anche una sola volta, non sento la tua vocina ricomincio d’accapo ti avverto”

“Saranno 15 per ogni tua bella chiappa se ubbidisci bambolina” ridacchiò crudelmente “La Gatta”

“SCIAK” “SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK” “SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!”…, Fujiko pensò di essere perduta, era l’ennesimo trucco di KELLY per punirla di più, per quanto strillasse, attraverso il suo gigantesco bavaglio, peraltro appena rinforzato, non si sentiva assolutamente nulla, non poteva mugolare, e avrebbe ricevuto chissà quante sculacciate in più..

“per colpa sua e per aver disubbidito alla sua Padrona”..PAZZESCO!

“M…” “M..” “M…” “M…” “M..” “M…”“M…” “M..” “M…”“M…” “M..” “M…”“M…” “M…” “M..” “M…”“M…” “M..” “M…” “M…” “M..” “M…”“M…” “M..” “M…” “M…” “M..” “M…”“M…” “M..” invece per sua “fortuna” i colpi di Kelly furono così duri e forti, e dovette strillare così forte, che un piccolo, minuscolo mugolio si sentì ad ogni sculacciata! Salate lacrime alla fine le solcavano le guance mentre singhiozzava, il suo culetto era infuocato.. oltretutto la corda della crotch-rope le aveva dato molto fastidio durante la sculacciata, che era stata molto più dolorosa in quel modo, e Kelly certamente lo sapeva.

Lo sapeva ma era stata di nuovo spietata,

“perché si era ribellata, perché?” E singhiozzando si immerse ancora nel profumo meraviglioso della sua Padrona..

“Perché gioca così con me? Perché ci gode tanto a trattarmi così! Maledetta Kelly” strillò ancora dentro di lei, e facendo l’ennesimo forte e lungo respiro affondò nel profumo favoloso e intossicante di Kelly…si sentì docile e indifesa, ancora una volta..

“Adesso, appena riesci ad alzarti, va a lavarti e non toccarti assolutamente, capito?” comandò severa Kelly, mentre la slegava definitivamente. Una ad una tutte le numerosissime corde liberarono ogni millimetro del suo corpo, anche le mani e le dita vennero liberate dallo scotch che le avvolgeva e ricopriva da ore, Fujiko si sentì senza forze, le gambe e il culetto le tremavano pazzamente per la sculacciata appena ricevuta, non si reggeva in piedi. Sentiva letteralmente dolore fino alla cima dei capelli..,

Dopo tutto quel tempo delle forti fitte le colpirono gli arti e dovette strillare, ma per fortuna durarono pochissimi minuti. Kelly non c’era, era uscita dalla camera da letto appena liberatala, ma una volta tornata non le disse nulla per quelle urla, sapeva che così tante ore legata in quel modo avrebbero portato a quelle conseguenze causa la circolazione del sangue.

Anzi, dopo averle liberato i seni prese ad accarezzarli dolcemente, erano quasi viola, gonfissimi e sensibilissimi al minimo tocco.

“Perché mi costringi ad essere tanto cattiva con te, piccola? Io ti amo, l’ultima cosa che vorrei al mondo e farti del male!”

“Ma tu sei sempre così indisciplinata e ribelle, imparerai mai ad ubbidirmi?” Era cambiata, era come se la dolorosissima sculacciata inflittale l’avesse svuotata da tutta la rabbia che sentiva verso di lei. Dopo alcuni minuti a guardarla, sdraiata sul letto, sfinita e col culetto rosso fuoco per le forti sculacciate avute aggiunse:

“Vieni bambolina, mi occuperò io di te” La prese nelle sue braccia come una mamma affettuosa con la sua bambina e la portò in bagno. Una volta lì la lasciò rilassarsi per molti minuti nella vasca da bagno che aveva preparato, per questo si era allontanata, un mare di schiuma e bolle profumate accolsero le stanche membra di Fujiko. Kelly lavò e insaponò dolcemente e morbidamente tutto il suo corpo, si soffermò dove i segni delle corde erano più chiari, alla micetta e ai seni, agli alluci anche loro quasi viola, e alla schiena, le lavò e massaggiò dolcemente anche i capelli, stritolati anche loro nelle corde per tutta la notte e la mattinata, Fujiko fu sorpresa, quella era la sua Kelly, quella che amava e adorava. Dolce e premurosa con la sua bambolina. Era tornata.

Alla fine la ripose sul letto e le asciugò i capelli, poi vide che erano ormai le 3 del pomeriggio:

“Adesso bisogna pensare al pranzo, e già molto tardi” allontanatasi prese delle corde dal suo borsone e le legò i polsi incrociati dietro la schiena, non forte, Fujiko non sentì dolore alla dura stretta dei nodi, ma ugualmente erano impossibili da allentare. Ugualmente fece con le caviglie legate unite una accanto all’altra. Non erano nodi strettissimi e dolorosi, ma saldissimi e impossibili da sciogliere.

Infine “La Gatta” tirò fuori un grosso fazzolettone, Fujiko non capì perché, ma d’istinto prima che la sua Padrona parlasse spalancò la bocca,

Kelly si limitò a sorriderle con dolcezza, senza parlare.. , il grosso fazzolettone venne appallottolato e infilato interamente nella sua bocca e subito un altro lo seguì, e un grande, bellissimo foulard di Kelly fu aggiunto a ricoprire il tutto, coprendo la bocca e le guance di Fujiko e tirato e annodato stretto dietro il suo collo. Subito un altro foulards molto più grande e piegato a triangolo, fu aggiunto da Kelly, ripassato sull’altro, sopra la bocca e attorno alle guance di Fujiko e passato a coprirle anche il naso, e infine tirato stretto dietro il suo collo e annodato saldamente e strettamente. Una tempesta del “profumo di Kelly” invase le narici di Fujiko. Meraviglioso!

Anche il bavaglio non era enorme e insopportabile, anzi. Ma certamente era fuori discussione allentarlo o farlo cadere..erano pochi nodi ma saldissimi.

“Eccoti sistemata piccola, scusami ma vado di fretta, dovrai accontentarti di solo polsi e caviglie legate e di un bel bavaglio profumato in versione minuscola” le sorrise Kelly,

“Qualsiasi cosa mugola forte e io arriverò da te, bambolina”

“E non guardarmi male, l’ho fatto per te, se non ti avessi legata sicuramente avresti cercato di scappare e sarei stata costretta a punirti ancora più duramente, lo sai anche tu” le diede un bacio sulle labbra imbavagliate, dolce e passionale e se ne andò in cucina.

Fujiko iniziò a ricadere nella trappola dei foulards, erano solo 2 stavolta, ma l’effetto era identico, pochi minuti e pochi respiri ed era già di nuovo docile e indifesa nelle mani della sua Padrona..

Kelly stavolta era stata buona con lei, non sentiva nulla a polsi e caviglie, le corde erano saldissime ma indolori al massimo. Dopo circa mezz’ora “la Gatta” tornò a prenderla, caricandosela sulle sue spalle la portò in cucina, dove pranzarono insieme. O meglio, Kelly la lasciò legata mani e piedi e le tolse solo il bavaglio, imboccandola come fosse una neonata, le piaceva farlo, voleva e doveva farlo, trattarla così la eccitava pazzamente, il pensiero di Fujiko docile e indifesa nelle sue mani la dominava. Ne era dipendente.

Fujiko era ancora stanca e non protestò stavolta, quando Kelly la riportò sul letto e la imbavagliò di nuovo si limitò a mugolare dolcemente e si lasciò ricadere e sommergere dall’ormai inebriante e intossicante profumo della sua Padrona, voleva sentirlo ad ogni respiro che faceva, doveva sentirlo, ne era dipendente..

e mentre Kelly si sdraiava accanto a lei capì che era stanca ma felice, ed erano solo le 4 e mezza del pomeriggio…