LUCI
ACCESE- PRIMA PARTE-
Fujiko
era uscita da nemmeno 10 minuti quando le arrivò un messaggio sul cellulare da
un numero sconosciuto:
-Sono
a casa tua, ti aspetto - Chi era? Come aveva il suo numero? Ci pensò pochi
minuti poi decise di controllare. Tornò indietro e vide che la luce in casa era
accesa. C’era davvero qualcuno.
Salì
le scale senza fare il minimo rumore e vide che la porta era aperta, ma una
volta dentro si accorse che la casa era vuota. Era confusa, che significava
tutto questo? Si girò per uscire e... rimase pietrificata. Davanti a lei c’era
Kelly “La Gatta”!
“Ero certa che saresti corsa subito a casa piccola, sono
entrata, ho acceso la luce e sono uscita, ho bevuto qualcosa al bar di fronte in
attesa del tuo arrivo”
Fujiko
le mollò un calcio nell’addome, e la afferrò per i capelli, in quel momento si
accorse di non avere niente a portata di mano per legarla, fu un’esitazione
fatale. L’ attimo che decise quella lotta, Kelly con incredibile rapidità e
forza si liberò dalla presa e in pochi secondi era Fujiko quella sdraiata sul
letto a pancia in giù e con le mani bloccate. E “La Gatta” aveva molte corde
con cui legarla nel suo borsone, che tirò fuori da sotto il letto.
“Ah dimenticavo, prima di andare al bar ho lasciato qui il mio
borsone da lavoro” rise.
“Lasciami, come hai fatto ad avere il mio numero di
cellulare..”
“Stà buona piccola e lasciami lavorare” Il tono severo
della voce di Kelly non ammetteva repliche. E In pochi secondi Fujiko senza
nemmeno capire come, si ritrovò con indosso solo le sue mutandine di pizzo
nere. Quindi Kelly si mise all’opera.
Iniziò
dai suoi polsi, legandoli dietro la schiena incrociati tra loro. Una corda
messa in doppia venne avvolta più volte e annodata strettissima a
immobilizzarli totalmente. Fujiko mollò una testata all’indietro a Kelly, non
la colpì ma le fece perdere la presa per qualche secondo, riuscendo a liberarsi
e correre verso la porta d’ingresso. Ma si accorse che era stata chiusa a
chiave da Kelly.
“Oggi sei particolarmente cattiva e disubbidiente. E questo non
va bene bambolina”
le disse raggiungendola.
“Stavolta non vincerai, maledetta!”
“Ma io ho già vinto, mia cara” Fujiko riprese a lottare, ma Kelly
con grande facilità schivò i suoi calci volanti e l’afferrò di nuovo,
caricandosela sulle spalle e riportandola in camera da letto. Aveva solo i
polsi legati ma era già battuta, la sua dominatrice aveva ragione.
Con
calma Kelly si sedette sul letto e se la poggiò
a pancia in giù sulle ginocchia..
“Cosa si fa con le bamboline cattive e disubbidienti? Lo sai
piccola?”
e mentre lo diceva fece scivolare alle ginocchia le mutandine di Fujiko,
“Non vorrai mica..!”
“Io non voglio nulla, sei tu che mi costringi!”
“Non permetterti, ti avverto, non permettert..Aaaaahh..!” Fujiko
strillò per
il forte colpo della mano di Kelly. LA STAVA SCULACCIANDO A MANI NUDE.
“SCIAK” “SCIAK!”
“SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!”
“SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!”…
Fujiko
alla fine era in lacrime..
“Ecco qua, 15 belle e forti sculacciate sulle tue chiappette
nude! Te le senti rosso fuoco? Ti piace?”, Fujiko non rispose per la vergogna, il suo
culetto era davvero infuocato, Kelly la sentiva singhiozzare:
“Chi tace acconsente, e ne deduco che adesso starai buona e
lascerai lavorare in pace la tua Padrona” di nuovo quella parola, risuonò come un
eco nella testa di Fujiko, “Padrona, la tua
Padrona”…
Kelly
tolse le mutandine a Fujiko e controllò di nuovo la legatura ai polsi, ristrinse
le corde e le riannodò di nuovo belle strette per sicurezza, poi fu la volta
dei gomiti, legati sopra e sotto e stretti
fino a toccarsi tra loro, e annodati saldissimi, subito dopo gli avambracci scomparirono
sotto le corde che li ricoprirono totalmente, fino a raggiungere le corde che
legavano i polsi, poi toccò alle braccia essere avvolte in numerosi giri di
corda e strettamente collegate al busto, corde che passarono sopra e sotto i
seni nudi di Fujiko, e infine annodate inamovibilmente, come sempre. Kelly
asciugò una lacrima che bagnava il viso di Fujiko :
“Oh, piccola, a sentirti piangere mi si stringe il cuore, ma tu
sei sempre così cocciuta! Devo essere severa con te, non ce altro modo!”
“Bugiarda, tu ci godi a trattarmi così, ma prima o poi riuscirò
a sopraffart…Mmmmhh..Mmmhh..” La mano di Kelly ancora una volta mise fine alle sue
grida:
“Ancora ti ribelli? Lo vedi che ho ragione? Adesso dovrò ridurti
al silenzio” Fujiko
scosse la testa più volte e più forte che poteva, ma senza alcun risultato, la
presa di Kelly era irremovibile. Dal borsone uscirono i “soliti” fazzolettoni e
foulards,
“Mmmhh..Mmmhh”
“Basta bambolina, non costringermi ad imbavagliarti davvero
saldamente, te lo sconsiglio, non ti piacerebbe”
“Mmmhh, Mmmhh, Mmmmmpphh..” Fujiko continuò ad urlare
e agitarsi quasi sfidando la sua dominatrice.
“Allora, se proprio ci tieni bambolina..” aggiunse sorridendo
maliziosa Kelly e
si mise al lavoro, dopo aver appallottolato un grosso fazzolettone glielo infilò
interamente in bocca, e subito dopo ne prese e appallottolò un altro che seguì
la stessa sorte del primo, quindi un terzo ancora più grande finì a riempire la
bocca e le guance della povera Fujiko.
“Su piccola, non deludermi, un piccolo sforzo e anche questo
entrerà nella tua boccuccia disubbidiente!” e dicendolo spinse un quarto enorme, appallottolato
fazzolettone fin dentro la bocca e alle labbra semichiuse della sua preda. Alla
spinta di Kelly, la povera Fujiko sentì i fazzolettoni raggiungerle il fondo
della gola, PAZZESCO! Guardandosi nello specchio di fronte al letto le sembrava
la sua mascella stesse per scoppiare! Le sue guance erano deformi e
gonfissime..
“Brava, visto che ce l’hai fatta a farli entrare tutti?” e le diede una
carezza sul culetto rosso e ancora infuocato per le forti sculacciate ricevute.
Fujiko non riusciva nemmeno a sputare fuori i quattro fazzolettoni tanto le
riempivano la bocca, INCREDIBILE! Era la prima volta che le capitava una cosa
del genere..
La mano di Kelly era sempre lì però, a tenere il tutto più dentro
possibile, salda e forte le copriva la bocca e chiudeva le labbra.
Un
grosso foulard venne usato per ricoprire e avvolgere le guance di Fujiko,
strettissimo, girato fin dietro alla testa e annodato strettamente dietro il
suo collo. Immediatamente un altro foulard ricoprì il tutto, allacciato attorno
alle guance gonfissime e passato a coprirle il naso, e annodato saldamente
dietro la testa.
“Mmh..” Fujiko mugolò per la forte stretta dei nodi.
“Piccola, ancora insisti? Sei incredibile, ma per questo ti
adoro” Kelly la baciò con passione sulla bocca imbavagliata mentre tirava fuori
un altro grosso foulard, lo passò da sotto il naso fino al mento di Fujiko,
tirandolo forte fin dietro al suo collo e annodandolo se possibile ancora più
forte degli altri due. Infine con studiata calma, prese un ennesimo gigantesco
foulard e lo piegò a triangolo,
“Mm....” Fujiko agitò la testa come una forsennata, protestando, ma
Kelly si limitò a sorriderle dolcemente.
“Ma sei proprio insaziabile bambolina! Già lo adori questo mio
foulard?” detto
questo fasciò interamente il volto di Fujiko, da sotto il naso fino a sotto il
mento, passando e rigirando il foulard, data la sua grandezza, molte volte sulla
bocca e dietro la testa, e dopo averlo ripassato attorno alle guance e a ricoprirle il
naso per
la terza volta, annodò il tutto fortissimo e saldissimo più volte dietro il
collo.
“….., ….., ……,……” Fujiko ancora una volta si agitò e strillò più
che poteva ma stavolta era finita, nemmeno una sillaba uscì dalle sue labbra e
nemmeno un millimetro era stato lasciato
libero dai quattro enormi fazzolettoni che le riempivano la bocca e gonfiavano
le guance completamente.
Kelly
ammirandola le rigirava avanti e dietro il viso, poi parlò:
“Non ci siamo, piccola, non mi piace assolutamente l’effetto
estetico del bavaglio, e il mio lavoro deve essere sempre perfetto lo sai!” E dicendolo, attraverso
lo specchio mostrò a Fujiko una piccolissima piega sul foulard annodato per
ultimo, si vedeva appena, ovviamente era un scusa per imbavagliarla ancora.
Ma
l’indifesa Fujiko poteva solo aspettare, come sempre quando era nelle mani
della sua Padrona. “La sua Padrona” continuava a risentire quelle parole..
Kelly
tirò fuori dal borsone un altro grosso foulard, e si vedeva che le serviva per
aggiustare l’estetica del bavaglio. Era multicolore, bellissimo, le sarebbe
stato benissimo, Fujiko non poteva negarlo.
Kelly
lo ripassò con molta calma e altrettanta cura al di sopra di tutti gli altri,
assicurandosi che fosse perfettamente dritto, liscio e piegato, lo passò con
attenzione attorno alle guance e a coprire il naso di Fujiko, il bellissimo
foulards le fasciò il viso fino a sotto il mento, e venne annodato saldamente
più volte dietro il suo collo. Appena finito Kelly baciò dolcemente sulle
labbra imbavagliate Fujiko, era eccitatissima si vedeva. Amava giocare così con
la sua bambolina. Legarla e imbavagliarla in maniera sempre più incredibile e
con sempre più corde e chiuderle la bocca con bavagli sempre più enormi.., la
baciò ancora, e ancora, e ancora..anche Fujiko si eccitò tutta…
Oramai
era intrappolata nell’incantesimo della sua Kelly, respirava a fatica e facendolo
inspirava continuamente il suo “odore”, ancora, ancora e ancora.., continuamente,
quell’ultimo foulard aveva accentuato il tutto, era totalmente saturo dell’odore
di Kelly che fortissimo le entrava nelle narici e le avvolgeva tutto il viso! Fujiko
si sentiva di nuovo docile e indifesa, seppellita in quel profumo favoloso ed
eccitantissimo.
E
Kelly guardandola ghignò maliziosa:
“Eccoli finalmente, sono tornati! Adoro i tuoi occhioni da
cucciola indifesa!” e
la baciò ancora una volta mentre le accarezzava la micetta..
“Ehi! Brutta monella, ma sei tutta bagnata! Oggi sei proprio
indisciplinata! Dovrò occuparmi anche di questo!” sospirò.
Fujiko
non poteva negare l’evidenza, ad ogni respiro dell’odore della sua “Gatta
Dominatrice” cadeva sempre di più tra le sue mani ed era eccitatissima dalla
situazione.
Kelly
mantenne la promessa e confezionò per la sua bambolina monella una crotch-rope
coi fiocchi, perfetta, strettissima e dolorosissima. Annodandola saldissima tra
le chiappe del culetto di Fujiko. La corda che le cingeva la vita e quelle che
le scendevano tra le gambe più volte le stuzzicavano la micetta ad ogni minimo
movimento, ma data la forte tensione e la stretta le causavano anche dolore
alle labbra della micetta.
Era
la solita tortura ideata da Kelly per stuzzicarla continuamente, ma senza
lasciarla godere. Kelly collegò alla corda in vita i polsi legati dietro la
schiena, e con un’altra corda molto più lunga passò numerose volte attorno ai
fianchi e all’addome di Fujiko, e collegò anche gli avambracci alla schiena. Alla
fine polsi e avambracci erano impacchettati per bene, legatissimi tra loro e
bloccati e incollati alla schiena. Rumore di scotch da pacchi aperto e tirato
si sentì, e dopo pochi minuti le mani e le dita di Fujiko erano ricoperte e
totalmente avvolte in numerosissimi giri dello scotch stesso, e Kelly passò a
ricoprire e avvolgere anche le corde che già le legavano i polsi incrociati
dietro la schiena. Quindi rigirò Fujiko facendole ammirare nello specchio il
suo lavoro:
“Bello vero? Una crotch-rope inesorabile che si occuperà della
tua disubbidiente, eccitata micetta e due perfetti bozzoli di scotch da pacchi
nero al posto delle tue manine e le tue dita disubbidienti, che adesso sono
sistemate anche loro” Fujiko
si sentì persa ormai senza più l’uso delle dita e sospirò forte..
“Brava piccola, mi raccomando, respira forte i miei foulards,
non devi mai scordarlo, tu dipendi dal mio profumo, non puoi farne a meno, ne
hai bisogno”
“E grazie ai miei bavagli te ne ricorderai ad ogni respiro” La povera Fujiko
scalciò con forza, ma ci guadagnò solo un’altra forte stretta della crotch-rope
e sentì dolore alla micetta. Strillò e non potè fare a meno di inspirare forte
i profumati foulards della sua Dominatrice, cadendo sempre più preda del loro
potere, mentre quelle parole echeggiavano nella sua mente, “non devi mai scordarlo, tu dipendi dal mio
profumo, non puoi farne a meno, ne hai bisogno e te ne ricorderai ad ogni respiro” “non
devi mai scordarlo, tu dipendi dal mio profumo, non puoi farne a meno, ne hai
bisogno e te ne ricorderai ad ogni respiro”. E si sentì sempre
più in balia di quel profumo intossicante ed eccitante..un profumo che oramai
dominava la sua volontà.
Nel
frattempo “La Gatta” riprese il suo lavoro. Le caviglie vennero avvolte e
legate unite tra loro, numerosi giri di corda e un bel nodo inamovibile fu
fatto alla fine sul davanti delle stesse. Idem per le ginocchia, legate sia
sopra che sotto con numerosissimi giri di corda ad avvolgere tutto e dei bei
nodi finali, saldissimi e strettissimi a bloccare il tutto. Le gambe vennero
legate con metri e metri di corde, che andavano da sotto le ginocchia fino a
raggiungere la corda che già legava le caviglie stesse, e furono annodate
strettamente e saldamente. Le cosce per ultime vennero fasciate nelle corde da
sotto la corda della crotch-rope fino a quelle che legavano la parte superiore
delle ginocchia e infine vennero annodate saldamente. Tutti i nodi come sempre
erano stati fatti sul davanti delle gambe, in modo che con i polsi legati
dietro la schiena Fujiko non potesse mai raggiungerli, nè cercare di
scioglierli. Non era importante che le dita delle mani della poveretta erano inutilizzabili,
dati gli strati di scotch da pacchi che le ricoprivano e incollavano tra loro
inesorabilmente. A Kelly le precauzioni sembravano
non bastare mai.
Fu
la volta degli alluci, una cordicella sottile venne avvolta strettamente più
volte ad unirli tra loro, e annodata saldissima. E per ultimi, i piedi di
Fujiko vennero fasciati in numerosi giri di corda, che ricoprirono tutta la
pianta del piede sopra e sotto e alla fine vennero annodati saldamente sul
davanti in maniera inamovibile. PAZZESCO!
Kelly
mise la sua impotente bambolina in piedi davanti allo specchio, rigirandola più
volte e commentando ad alta voce il suo lavoro perfetto e minuzioso.
“Ti piace vero? Stavolta con te ho fatto un capolavoro,
piccola!” e
prese a maneggiare e tastare i seni e i capezzoli di Fujiko, accarezzandola tra
le gambe e mordicchiandole i lobi, la distese sul letto inerme come era, e
prese a baciarla con passione infinita, continuando a palparla. Era
eccitatissima e andò avanti per molti minuti, fermandosi proprio quando Fujiko
stava per raggiungere l’orgasmo, come sempre d’altronde. Sorrise alla impotente
e frustrata Fujiko, si alzò e di colpo iniziò a spogliarsi davanti a lei. Era
bellissima, alta, formosa, i suoi lunghi capelli ricci sembravano di seta, e
parevano luccicare attraverso lo specchio, le sue lunghe e toniche gambe erano
perfette in ogni millimetro, i suoi seni grandi e sodi così come il suo sedere,
sembravano appartenere a una Dea dell’antica Grecia, e i suoi capezzoli dritti
e turgidi confermavano lo stato di eccitazione in cui era, le unghie di mani e
piedi erano favolose e smaltate di rosso fuoco.
“Ti piace questo corpo, bambolina? Vorresti possederlo stasera?”
Fujiko
rimase estasiata da quella visione e inspirò fortissimo, inebriandosi del
profumo di Kelly. Era pazza di lei, del suo odore, del suo carattere dominante,
e adesso che l’aveva vista nuda per la prima volta si accorse di desiderarla
follemente. E annuì.
Kelly
si sdraiò nuda accanto a lei, e riprese a baciarla dolcemente sulle labbra
imbavagliate,
“Respira bambolina, respira forte, quello che senti è l’odore
della tua Padrona, tu ne hai bisogno, tu devi respirarlo sempre e continuamente,
ogni secondo devi sentirlo nelle tue narici” e riprese a baciarla mentre con la mano
le accarezzava i seni, poi salì sopra di lei. Fujiko già ammaliata dalle parole
e dal profumo di Kelly si sentì impazzire al contatto tra i loro corpi nudi. I
loro seni si toccarono, come le loro micette bagnate fradicie dall’eccitazione,
voleva toccarla, palparla, sentire il suo caldo e morbido corpo sotto le sue
mani e invece era incapace di fare qualsiasi cosa, eccetto inspirare ed
espirare il profumo della sua Kelly, e più lottava e si dimenava, più lo
respirava e più docile e sottomessa diventava. E le ultime parole di Kelly le
risuonavano ancora nella testa “Respira
bambolina, respira forte, quello che senti è l’odore della tua Padrona, tu ne
hai bisogno, tu devi respirarlo sempre e continuamente, ogni secondo devi
sentirlo nelle tue narici”
Il
diabolico piano di Kelly aveva funzionato
alla perfezione, ormai era davvero dipendente da quell’odore, il “suo” odore, mugolava
pazzamente attraverso i suoi numerosissimi bavagli eccitandosi sempre di più
mentre lo respirava, e Kelly vedendola e sentendola
si eccitava anche lei sempre di più.
“Così, brava bambolina, lotta e dimenati più che puoi, e senti
il mio controllo totale su di te, sentilo aumentare ad ogni respiro che fai” e
continuava a
tastarla e maneggiarla continuamente. Tra le gambe, sui seni, i capezzoli,
quando la baciava, a lungo e dolcemente Fujiko si sentiva davvero come sepolta
nel profumo dei suoi foulards, e quando poteva riprendere fiato erano respiri
lunghi e forti che la intrappolavano sempre più nell’incantesimo di quel profumo,
il profumo favoloso e dominante della sua Padrona. Insieme alle sue parole “Così, brava bambolina, lotta e dimenati
più che puoi, e senti il mio controllo totale su di te, sentilo aumentare ad
ogni respiro che fai” Oramai era diventata una trappola perfetta e infinita
per lei.
Kelly
venne molte volte, ma negò alla sua prigioniera il meritato orgasmo. Alla fine
si alzò e andò a fare una doccia, lasciandola lì, impotente e docile,
legatissima e imbavagliatissima sul letto. Pazza di frustrazione ed ancora
eccitatissima e sommersa nel suo magnifico odore.
Vedendola
andare via Fujiko si sentì morire, non poteva lasciarla insoddisfatta dopo
tutto quello che era successo, non poteva.
“Maledetta, maledetta Kelly.
Perché mi tratti così, perché ti diverti a giocare così con me!” Pensò, ridotta quasi
alle lacrime.
Sentì
la porta del suo bagno aprirsi e Kelly
iniziare a cantare felice sotto la sua doccia, e il rumore dell’acqua che
scorreva…era ormai quasi l’alba.. inspirò per l’ennesima volta attraverso i
foulards di Kelly, maledisse il loro odore
che la dominava ad ogni respiro di più e iniziò ad aspettare..aspettare..non
poteva fare altro che aspettare…
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