RITORNO A
CASA-seguito di Domenica mattina- Finale-
“Un altro brindisi alla Banda Occhi di Gatto, la migliore del
mondo” la voce inconfondibile di Kelly “La Gatta” echeggiò nella casa, in salotto l’atmosfera
era festosa ed allegra, “Le Gatte” avevano messo a segno un altro colpo
perfetto. Doveva essere un nascondiglio molto sicuro, quella casa. Non avevano
nessuna fretta di andarsene e nessun timore di essere scoperte.
Fujiko,
in camera da letto poteva solo ascoltare e aspettare, e nell’attesa iniziò a
rievocare quello che era successo, subito dopo essersi ripresa dal suo favoloso
orgasmo...
Kelly
la sollevò e se la caricò sulle spalle, trasportandola di nuovo in camera da
letto. Avrebbe potuto farla saltellare fino a lì, ma le piaceva usarla come
fosse un oggetto, un pezzo d’arredamento in casa, o un qualsiasi mobilio da
spostare. Ci godeva a farlo, e si eccitava tantissimo a vederla e “sentirla”
così indifesa e docile tra le sue mani.
“…., ….” Fujiko provò a protestare inutilmente data la condizione di
silenzio totale cui Kelly l’aveva costretta con quell’ennesimo enorme bavaglio,
e come sempre le bastarono un paio di inspirazioni forti per farla ricadere
nella trappola infinita dei foulards e del guanto di pelliccia carichi dell’“odore”
di Kelly, odore da cui ormai era dipendente, più protestava, più lo
respirava e più docile diventava, una catena indissolubile e perfetta. Quando
dopo pochi metri “La Gatta” la rimise sul letto Fujiko si sentiva davvero come
una bambolina indifesa tra le braccia di Kelly, e godendosi il morbido tocco
del pelliccioso guanto sul viso e alla sua micetta, inspirò ancora una volta,
beandosi in quel profumo inebriante. Lo adorava quell’odore, l’odore della
“sua” Kelly.
“La
Gatta” si allontanò pochi minuti, Fujiko la sentì complimentarsi ancora con le
sorelle per il colpo riuscito e darle appuntamento lì, in quella casa, poi
tornò in camera da letto, le tolse i numerosissimi bavagli compreso il guanto
di pelliccia al naso e le disse:
“Bene piccola mia, adesso che ti sei divertita anche tu, pensiamo
alla tua punizione.” Fujiko
sgranò gli occhi:
“Quale punizione? Hai detto che mi avresti riportata a casa.”
“L’ho detto e lo farò. Ma non penserai mica che io abbia
dimenticato il tuo tentativo di fuga, vero?”
“E non discutere, in fondo te la sei voluta tu, la punizione! Ma
tranquilla piccola, starai solo un po’ scomoda”, Il rumore di un’ennesima bottiglia
che si stappava riportò Fujiko al presente..ripensandoci adesso Kelly aveva
ragione, se l’era cercata la punizione e se la meritava, e Kelly era stata di
parola, in fondo stava solo un po’ scomoda, da quasi 4 ore ormai. Poi Fujiko
riprese a ricordare:
Subito
dopo la loro brevissima chiacchierata Kelly prese ad armeggiare di nuovo con
matasse di corda, fazzolettoni e foulards enormi, sempre contenuti nel suo
borsone, Fujiko cominciò a pensare che fosse senza fondo. Le slegò e le rilegò
immediatamente i polsi come voleva, e andò avanti aggiungendo altre corde a
quelle che già la immobilizzavano totalmente, senza darle il tempo di
rilassarsi o di parlare. I polsi appunto, vennero slegati e subito rilegati,
non più incrociati ma appaiati dietro la schiena, strettissimi e saldissimi, e con
i pollici legati l’un l’altro. Le mani e le dita erano state liberate dallo
scotch da pacchi nero che le avvolgeva e ricoperte totalmente e chiuse di nuovo
nel morbido e soffice sacchetto di pelliccia, che venne avvolto attorno alle
dita e alle mani, e chiuso e legato con delle cordicelle sottili e strettissime.
E i pollici appunto erano stati legati insieme. E dopo quasi 4 ore iniziavano a
fare molto male. I polsi poi, già collegati e bloccati alla schiena, vennero
fissati alla stessa anche tramite un’altra corda che Kelly ripassò in vita, una
lunga corda, strettissima anche lei, che venne collegata anche alle altre corde
che scendevano tra le sue gambe risalendo tra le sue natiche più volte,
formando la crotch-rope.
Crotch-rope
che risultò alla fine anch’essa molto più stretta e salda dopo che Kelly tolse
il guanto di pelliccia che accarezzava la micetta di Fujiko ormai da ore.
“devo” essere severa con te piccola, perché “devo” insegnarti a
non scappare la prossima volta”, queste erano state le uniche parole della
“Gatta” mentre la risistemava a suo piacimento. In pochi minuti altri metri di corde
le fasciavano e nascondevano la parte superiore del corpo, oramai quasi
interamente nascosta, corde che vennero aggiunte a quelle che già
immobilizzavano totalmente le spalle di Fujiko, le braccia, le passavano sopra,
sotto e tra i suoi seni, legavano i gomiti strettissimi tra loro fino a
toccarsi, legati sia sopra che sotto, gli avambracci legatissimi e legati e
bloccati anche alla schiena. Alla fine Fujiko era lei stessa incredula di come
Kelly potesse riuscire sempre ad aggiungere corde su corde e a stringere e
annodare ogni volta più forte di prima, quando si fermò era sottoposta a una legatura
davvero inesorabile.
Ma
Kelly aggiunse altre corde anche nella parte inferiore del corpo di Fujiko.
Alla fine anche le sue cosce erano scomparse letteralmente sotto i metri e
metri di corde che le ricoprivano, così come le ginocchia sopra e sotto e le gambe
fino giù alle caviglie. E ovviamente gli alluci vennero lasciati legati e uniti
tra loro e i anche i piedi. E il tutto annodato strettissimo e saldissimo sul
davanti per impedirle di usare le dita delle mani per raggiungere i nodi e
scioglierli. Anche se Kelly sapeva benissimo che Fujiko non era in condizione
di usare le sue dita, legate, chiuse e ricoperte come erano nel morbido e
soffice sacchetto di pelliccia.
TUTTO
COME PREVISTO INSOMMA, SOLO MOLTO MOLTO PIU’ STRETTO E CON MOLTE MOLTE CORDE
PIU’ DEL SOLITO.
Ma
non era finita, con una corda molto corta Kelly rilegò, annodò e collegò
saldamente tra loro, quasi facendoli toccare, le caviglie di Fujiko e i suoi
polsi.
Oddio,
se c’era una cosa che Fujiko detestava era essere incaprettata,
“Nooo, ti prego, legami in qualsiasi posizione, ma non questa,
ti pr…Mmmmhh..Mmm..” Kelly
non la lasciò finire,
“Vedo che non apprezzi il mio duro lavoro bambolina, dovrò
occuparmi anche di questo allora” rise
“Quando ti lego tu devi solo stare buona e lasciarmi finire!” e dicendolo le
teneva la mano salda sulla bocca, soffocando le sue urla e le sue suppliche,
“Il sapere che non ami questa posizione e favoloso, lo sai
piccola? Vuol dire che sarà la punizione giusta per te!”, ironicamente
disse Kelly e subito tolse la sua mano e con forza cacciò in gola a Fujiko un
fazzolettone appallottolato enorme! E subito un altro e un altro ancora! Fujiko
si sentì la mascella scoppiare e la bocca era spalancata al massimo. Subito
tornò la mano a impedirle di sputare via il tutto e un grosso foulard le venne
avvolto e stretto attorno alle guance e annodato fortissimo dietro il collo.
Fujiko si dimenò e lottò come mai prima, Kelly fece fatica a tenerla buona
nonostante fosse legata. Immediatamente un altro foulard le ricoprì il viso, coprendole
anche il naso e fasciandole tutta la parte che va dal naso fino a sotto il
mento. Il tutto venne passato da Kelly strettissimo attorno alle guance e
annodato più volte saldissimo dietro il suo collo. Ancora, un altro grosso foulard
ricoprì subito l’altro, rifacendo lo stesso percorso, passando stretto attorno
alle guance, a ricoprirle il naso e fin sotto al mento, tirato fin dietro la
testa e annodato infine strettissimo dietro il collo. Fujiko
vide Kelly sorridere ironicamente alla stretta dell’ultimo nodo, ormai aveva
perso anche stavolta. Era stata per l’ennesima volta seppellita nell’odore
della sua dominatrice, fortissimo ed eccitantissimo le entrava nelle narici e
ricopriva tutto il suo viso, ammaliandola. La povera Fujiko si sentì indifesa e
docile dopo pochi respiri, ad aggiungersi a questo poi, la sua “Gatta
dominatrice” prese ad accarezzarle il viso e la fronte col suo guanto di
pelliccia, pure lui intriso di quel “profumo”, a Kelly bastarono poche,
morbide, dolci e lente carezze perché Fujiko smettesse di lottare. E anzi si
eccitasse tutta..ancora una volta.
“Così piccola mia, inspira, espira e inspira di nuovo, senti il
mio odore riempirti le narici e coprirti il viso? Respiralo forte e con
passione, lo so che lo adori!” Fujiko non poteva fare altro che ubbidire, doveva
respirare non poteva evitarlo, e finì di nuovo vittima dell’incantesimo della
sua rapitrice.
“Brava, ubbidisci alla tua Padrona, respira e stà buona, senti
anche la profumata e morbida carezza del mio guanto? Ti eccita da impazzire,
vero?” continuò Kelly sempre accarezzandole il viso col guanto morbido e
soffice.
“M.., ……” Fujiko tentò un ultimo disperato tentativo di ribellione ma
ormai era vinta, era stata ridotta al silenzio totale e ancora una volta si
sentiva docile e indifesa tra le mani di Kelly. Inspirò quell’odore per
l’ennesima volta, eccitandosi lentamente e voluttuosamente mentre le risuonava
nel cervello quella parola, Padrona..la sua Padrona…
Kelly
una volta domata Fujiko, completò il suo lavoro, un’ennesima corda fu fatta
passare attorno alle corde che già legavano i suoi piedi uniti tra loro, e fu collegata
ai polsi, pazzesco, piedi e caviglie erano collegati ai suoi polsi, la corda venne
annodata strettissima e saldissima come sempre. Fujiko sentì lo strattone alle
sue ginocchia, costrette a piegarsi ancora di più e respirò con forza il suo
foulard inebriandosi dell’odore di Kelly, come avrebbe fatto a sopportare
quella posizione e quell’eccitazione ?.. MA NON ERA FINITA.
Kelly
piegò in doppia e avvolse un altro gigantesco foulard attorno alla fronte e
agli occhi della sua prigioniera, bendandola, e lo annodò con forza dietro la sua
testa, legandolo poi ad una corda che andò a collegare ai suoi alluci, tirandola
al massimo che poteva, legandola e annodandola saldissima e inamovibile. Fujiko
si sentì quasi spezzare il collo al momento dello strattone di Kelly e della
stretta del nodo. E i suoi poveri alluci li sentì stritolarsi e quasi staccarsi
dal corpo! Kelly era pazza! Ma quando avrebbe smesso di avvolgere, tirare,
legare e annodare corde su corde? Voleva spezzarla in 2? Mugolò inutilmente nel
suo enorme e soffocante bavaglio..
“…., …..”
“Brava piccola, non una sola sillaba, io e le mie sorelline
vogliamo stare tranquille mentre ci riposiamo e godiamo il frutto del nostro
duro lavoro” disse Kelly e
sollevandola con grande facilità, la poggiò sul comodino affianco al letto…
“Per essere completamente sicura che tu non mi crei problemi, ti
terrò qui sul mio comodino, non è molto lungo e nemmeno largo, cerca di non
muoverti troppo, mi raccomando bambolina”
“E per dimostrarti ancora una volta quanto ti adoro, ho
ricoperto il comodino con una morbida copertina di pelliccia, la senti come è
calda e soffice a contatto con la tua pelle? Ti piace vero? Ma cerca di resistere
e non strofinartici sopra, ti faresti molto male cadendo”
“E se lo fai mi costringerai a punirti di nuovo per avermi
disubbidito ancora e aver disturbato la nostra festa di là in salotto” Poi
Kelly la rigirò di fianco e iniziò a mordicchiarle i capezzoli, ad accarezzarla
tra le gambe e sui seni, accarezzandola tra le chiappe del culetto con il
morbido guanto di pelliccia che indossava, la baciò più volte dolcemente sulla
bocca imbavagliata, Fujiko eccitatissima dalla situazione si
avvicinò presto all’orgasmo, ma proprio sul più bello Kelly le
diede un altro bacio veloce sulle labbra imbavagliate e si allontanò,
lasciandola di nuovo insoddisfatta e frustrata. Come sempre..
E la frustrazione di Fujiko aumentò dopo pochi minuti, quando la
sentì per l’ennesima volta godere in bagno, e capì che
anche Kelly la desiderava pazzamente. Ma perché giocava così con lei? Perché?..
Fujiko,
era stritolatissima nelle corde, centinaia di metri di corde, soffocata da un
bavaglio enorme che la “dominava”, rendendola docile e sottomessa alla sua
rapitrice e scomodissima in un incaprettamento pauroso, ora che anche la sua
testa era stata bloccata all’indietro non poteva muoversi di un millimetro in
tutto il suo corpo! E poggiata sul comodino accanto al letto, era piccolo quel
comodino, se l’ho ricordava benissimo, doveva immobilizzarsi totalmente, il
rischio di cadere era davvero alto! Non poteva fare altro che aspettare,
restarsene al buio, immobile e muta ad aspettare, inspirando continuamente l’“odore”
di Kelly.
Poco
dopo il citofono aveva suonato e le altre 2 sorelle erano arrivate, ed ora,
dopo quasi 4 ore Fujiko era ancora lì, poggiata
sul comodino, incaprettata inesorabilmente, al buio, immobile e zittita, dolorante
e nello stesso tempo eccitata e sepolta completamente nel profumo intossicante
della sua dominatrice per l’ennesima volta. Sempre più docile e indifesa nei
suoi confronti.
In
salotto intanto Tati finalmente si ricordò
di Fujiko:
“Ehi sorellona, ma dov’è la tua bambolina?”
“Oh cavolo, e vero Kelly! Ma
cosa ne hai fatto?” replicò Sheila. Dopo pochi secondi Fujiko sentì aprirsi la porta e dei passi si
avvicinarono,
“Fantastico Kelly, e quando si slega più!”
urlò Tati.
“Forse hai un po’ esagerato con le corde, sorellona! E quel
bavaglio e davvero enorme!” replicò con sarcasmo Sheila
“La mia dolce e morbida bambolina e in punizione per aver
cercato di scappare. E tranquilla Sheila, ti assicuro
che adora i miei giganteschi bavagli” E giù a ridere tutte e tre. Fujiko era nuda, bendata, legata, incaprettata e
imbavagliata in maniera mostruosa, e si sentì imbarazzatissima ad essere
mostrata così alle altre 2 Gatte. Ma era anche eccitatissima, e in preda alla
frustrazione aveva provato seppur leggerissimamente a strofinarsi sulla morbida
e soffice copertina di pelliccia che ricopriva il comodino per raggiungere
l’orgasmo, ovviamente senza riuscirci. Era stato un inferno di 4 ore per lei,
eccitatissima dalla situazione e dall’essere immersa completamente nell’odore
di Kelly e permanentemente accarezzata dalla morbida e soffice peluria della
copertina, ma incapace di potere toccarsi e godere. L’ennesima crudele tortura
della sua “Gatta dominatrice”. Le fu tolta la benda e venne liberata dall’incaprettamento,
e una alla volta anche le altre corde vennero sciolte, era libera finalmente. Per
ultimo le fu tolto il bavaglio, anzi i numerosissimi bavagli che tanto
divertivano le sue rivali. Dopo tutto quel tempo potè distendere e muovere le
gambe e il resto del corpo.
“Bevi un po’ piccola, la punizione e finita, sei stata brava e
ubbidiente stavolta, come premio Sheila ti
accompagnerà in bagno e Tati ti porterà da bere, e avrai anche qualcosa da mangiare te lo sei
meritato”
Fujiko
non fiatò, si vergognava della situazione, “Le Gatte” le portarono acqua e del
cibo, poi le dissero di dormire un po’ se ne aveva bisogno. Non l’avevano
legata, erano in superiorità numerica e Kelly era sicura che dopo la punizione Fujiko
non avrebbe tentato nulla. E aveva ragione.
Fujiko
era stanca e si addormentò quasi subito risvegliandosi solo dopo molte ore, con
un bacio di Kelly:
“Bene piccola, mentre le mie sorelline vanno a nascondere la
refurtiva, io preparerò la mia bambolina per il suo ritorno a casa.” Prepararla? Come
prepararla? Cosa altro aveva in mente? Una volta di nuovo sole Kelly le ripassò
i suoi vestiti, la sua biancheria intima e le scarpe e le disse di rivestirsi.
Subito dopo iniziò a legarle i polsi dietro la schiena. Li mise appaiati l’un
l’altro e le mani e le dita vennero chiuse e ricoperte interamente nello scotch
da pacchi nero. Quindi vennero legati e saldati alla schiena e ai fianchi di
Fujiko tramite la corda che le passava in vita e che Kelly usò per la “solita”
crotch-rope che le scese tra le gambe e risalì dal di dietro stuzzicandole la
micetta ad ogni movimento. I gomiti come sempre vennero legati tra loro fino a
toccarsi e poi incollati alla schiena così come gli avambracci, legatissimi fin
giù ai polsi e immobilizzati alla schiena tramite le corde che passavano
davanti al busto, numerosi giri di corda avvolsero le braccia e le spalle di
Fujiko incollandole al busto e passando sopra e sotto i suoi seni, quindi fu la
volta di caviglie, cosce e ginocchia sopra e sotto. Tutte legate, immobilizzate,
annodate e ricoperte con i soliti metri e metri di corde e con la solita
maestria da Kelly.
“Su apri la tua bocca bella..”
“No, per favore non imbavagliarmi stavolta, non
grid..Mmmh..Mm..” Kelly
come sempre, non le fece terminare la frase. Un grosso fazzolettone
appallottolato le riempì la bocca e un altro della stessa grandezza le gonfiò
le guance, subito un foulard le venne avvolto stretto attorno alle guance e
annodato dietro al suo collo saldamente, a impedirle di sputare fuori il tutto.
Un altro grosso foulard venne piegato a triangolo da Kelly e avvolto a
fasciarle il viso, passato attorno alle sue guance e a coprirle il naso, rigirato
fin dietro al collo e lì annodato inamovibilmente. E “la trappola” di Kelly
ricominciò, Fujiko agitò la testa con forza per provare ad allentarlo e farlo
cadere, ma inutilmente, dopo fu costretta anzi ad inspirare più forte per lo
sforzo fatto, facendo il gioco di Kelly. Pochi respiri ed era sopraffatta da
quel forte, inebriante ed eccitantissimo odore. Docile e indifesa tra le mani
di Kelly, come sempre.
Una
forte sculacciata sulla natica sinistra la fece sobbalzare:
“Mmhh..Mm..”
“Benissimo, ricordati di urlare con la stessa intensità dopo” Fujiko non capì
cosa volesse dire la sua dominatrice.., e si meravigliò che stavolta le avesse
lasciato la possibilità “almeno” di mugolare.
Poi
Kelly aggiunse alla crotch-rope di nuovo il grosso morbido “pon pon” di
pelliccia, piazzandolo ad accarezzarle le labbra della sua micetta, e ne fissò
uno per parte ad entrambi i capezzoli di Fujiko. La baciò con forza e le disse:
“Perdonami tesoro mio, vorrei tanto farti godere con le mie mani
un’ultima volta ma non c’è tempo. Anzi siamo un po’ in ritardo” e la accarezzò
dolcemente, strofinando i morbidi pon pon e la baciò di nuovo facendola
eccitare ancora di più, Fujiko ancora una volta non poteva fare nulla di fronte
alla dominazione e al controllo totale che Kelly aveva su di lei.
Ormai
docile, venne fatta entrare in quella che era una scatola per giocattoli a
grandezza naturale. Fu messa all’in piedi e venne bloccata al fondo della
scatola con numerose cinghie di cuoio, all’altezza della fronte, del collo, delle
spalle, sotto i seni, all’addome, alle cosce, le ginocchia sopra e sotto, alle
gambe e alle caviglie. Venne assicurata anche ai lati della scatola, all’altezza
dei fianchi, delle spalle e alle caviglie, e sia verso il basso che verso
l’alto. Insomma come un vero giocattolo. Infine un grosso nastro rosa le fu
fissato ai capelli e Kelly lo usò per formare un fiocco enorme, proprio come
quelli che hanno le bambole/giocattolo. Alla fine Fujiko era pronta e Kelly
fissò alla scatola un biglietto che lesse ad alta voce:
“Grazie per avermi prestato la mia docile bambolina, come
d’accordo ti riconsegno Fujiko sana e salva, tua Kelly. A presto” Poi si rivolse a Fujiko:
“Bello vero? Sono sicura Lupin lo
apprezzerà” Lupin? Fujiko mugolò e si agitò forte ma ormai era inutile,
immobilizzata, impacchettata e inscatolata come era. Con una macchina di quelle
per avvolgere le scatole nel cellophane Kelly completò il pacchetto, confezionandolo
con una carta da regalo rosa e con un altro enorme nastro rosso col quale fece
un grosso fiocco al centro.
“Tranquilla, non ti lascerei mai soffocare bambolina mia, lo
sai” Fujiko
mugolò più forte che poteva quando sentì la scatola sollevarsi e si calmò solo
quando sentì l’aria entrare, dovevano esserci delle aperture, Kelly le aveva
detto la verità. Venne caricata su quello che facilmente era un camioncino e
viaggiarono per circa un’ora, poi fu scaricata e sentì un campanello suonare…non
poteva fare nulla, poteva solo starsene immobile, zitta e aspettare, come
sempre, aspettare che Lupin la liberasse, urlò più forte che poteva quando
sentì il rumore del cancelletto che si apriva e la voce inconfondibile di Lupin:
“Mmmh..Mmm..” “Mmmh..Mm..Mmh..”
“Cheriè,
sei tu? Sei lì dentro? Cosa
ti hanno fatto?”
Mentre
Lupin la portava in casa e scartava il “pacchetto”, Fujiko nella scatola
ripensava al biglietto di Kelly, - Grazie per avermi prestato la mia docile
bambolina, come d’accordo ti riconsegno Fujiko sana e salva, tua Kelly- ..ora
che ci pensava, Lupin sapeva da molto che doveva assentarsi per qualche giorno,
e aveva insistito un po’ troppo, perchè lei non lo seguisse quel sabato. E
sapeva certamente come avvisare “Le Gatte” che lei sarebbe stata sola, visto
che era andato a cena con Kelly pochi giorni prima e le aveva dato anche le
chiavi del suo appartamento. Che fosse stato lui ad organizzare tutto anche
stavolta? E nel dubbio mugolò forte, inspirando e abbandonandosi nel profumo di
Kelly e nelle morbida carezza dei pon pon per l’ennesima volta, ringraziando il
suo Lupin per i meravigliosi 2 giorni trascorsi con la “sua” Kelly.. era felice
come mai in vita sua.
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