LA
VITTORIA DI KELLY-Seguito di luci accese-finale-
Fujiko
non sapeva più da quanto tempo era legatissima e imbavagliatissima sul letto. Sapeva
solo che Kelly come sempre, era stata perfetta nel suo “lavoro”. Si era battuta
con tutte le sue forze per vedere se riusciva almeno ad allentare qualche
corda, qualche nodo, ma non era servito a nulla. Al contrario, più lottava e si
agitava più le sembrava che le corde si stringessero attorno a tutto il suo
corpo nudo.
Incapace
di muovere un solo millimetro del suo corpo alla fine aveva rinunciato, basta
con quegli inutili sforzi, erano serviti solo a sfinirla. Sudata e ansimante si
era fermata, con la testa, -l’unica cosa che poteva ancora muovere-, reclinata sul
cuscino, ad aspettare…poteva solo aspettare.. immergendosi ad ogni respiro di
più nel profumo intossicante della sua dominatrice.
Kelly
non si vedeva ancora, non si sentiva più l’acqua della doccia scorrere, aveva
finito di lavarsi. La si sentiva muoversi e cantare nel bagno, da sotto la
porta filtrava una luce leggera. Di colpo uscì. Indossava l’accappatoio rosa di
Fujiko, ai piedi le sue pantofole di spugna rosa e avvolto attorno alla testa
un asciugamano.
Tornò
in camera da letto, accese la luce e si avvicinò alla sua prigioniera.
“Tutto bene, bambolina?”
“…., …….” Fujiko provò a risponderle, ma non poteva emettere una sola
sillaba, il suo enorme bavaglio era ancora saldissimo da ore.
“Fai si o no con la tua testolina, piccola. Ma devo insegnarti
proprio tutto?” rise Kelly
Fujjko
fece segno di no, con forza.
“Noo? Piccola, forse sei tutta sudata e hai bisogno del bagno? Ho
indovinato?” Fujiko annuì .
“Il tempo di asciugarmi i capelli e potrai fare il tuo bisognino
e lavarti. E cerca di resistere mi raccomando, non vorrai costringermi a
sculacciarti forte forte il tuo culetto nudo
di nuovo, vero?”
“Ma come? Le dico che non resisto più e lei mi dice di aspettare
che si asciughi i capelli e resistere? “Costringerla” a sculacciarmi ancora? Maledetta..”
“Perché mi tratta così? Perché gioca con me come con una
bambolina?” pensò Fujiko.
“Piuttosto, sei stata buona mentre eri sola? Ti sei comportata
bene?”
“Dopo la sonora sculacciata di prima, sono certa di si piccola,
ma sarà meglio controllare”.
Kelly rialzandola
dal letto la rigirò più volte, controllando le corde una a una, tesandone
alcune che le sembravano lasche e stringendo al massimo i nodi. Controllò anche
lo scotch che le chiudeva e ricopriva interamente le mani e le dita e tutti i
nodi del “bavaglione”.
“Ma sì, dai, sei stata buona. A parte questo..” sorrise, mentre slacciava
e allacciava molto più stretto l’ultimo foulard del bavaglione attorno alle
guance di Fujiko e a coprirle il naso e lo annodava di nuovo saldissimo dietro
il suo collo. Un’esplosione del “profumo di Kelly” invase le narici di Fujiko…favoloso…favoloso.
“Va meglio adesso piccola? Senti il profumo della tua Padrona
riempirti i polmoni? Devi fare forti e lunghi respiri, mi raccomando..forti e
lunghi” Fujiko si sentì quasi ipnotizzare da quelle parole, che subito
sentì echeggiare più volte nelle sua mente “Senti
il profumo della tua Padrona riempirti i polmoni? Devi fare forti e lunghi
respiri, mi raccomando..forti e lunghi” “Senti
il profumo della tua Padrona riempirti i polmoni? Devi fare forti e lunghi
respiri, mi raccomando..forti e lunghi” erano come un “addestramento”
da parte della sua Dominatrice ..
Ed
era letteralmente incantata da Kelly, anche con il suo accappatoio indosso e le
sue morbide pantofoline rosa era bellissima ai suoi occhi. Quel suo modo di
fare sempre dolce, crudele e dominante nello stesso tempo la faceva impazzire.
O
forse era il “trattamento” cui Kelly la stava sottoponendo che la mostrava
sempre più bella e irresistibile ai suoi occhi? Quel suo profumo sempre nelle
narici, ammaliante e fortissimo, ad ogni respiro la “catturava” sempre di più.
Kelly
improvvisamente la baciò con forza facendola affondare letteralmente in
quell’odore favoloso ed eccitante..
“Dopo tutto questo tempo legatissima e imbavagliatissima,
totalmente impotente e soffocata nel mio bavaglione, ti senti ancora più docile
e sottomessa a me, piccola? Ti senti sempre più preda del mio odore? Lo senti
il mio meraviglioso profumo entrarti dentro? Capisci che ormai fa parte di te?
Che ne hai bisogno ad ogni respiro di più? Ogni volta che inspiri aria nei tuoi
polmoni devi sentirlo, hai bisogno di sentirlo, non puoi più farne a meno, ti senti persa se non lo senti. Ne sei dipendente”
“Se ancora non e così, lo sarà, credimi. Non puoi evitarlo” affermò
con tono dominante Kelly.
Fujiko
non rispose, non poteva per via del bavaglio, ma anche quelle parole insieme
con il “meraviglioso profumo” della sua Padrona che le inondava le narici e fasciava
il viso completamente le risuonavano continuamente nel cervello, “ti senti ancora più docile e sottomessa a
me, piccola? Ti senti sempre più preda del mio odore? Lo senti il mio
meraviglioso profumo entrarti dentro? Capisci che ormai fa parte di te? Che ne
hai bisogno ad ogni respiro di più? Ogni volta che inspiri aria nei tuoi
polmoni devi sentirlo, hai bisogno di sentirlo, non puoi più farne a meno, ti
senti persa se non lo senti. Ne sei dipendente”
Voleva
ribellarsi, lottare, ma non poteva. Cosa le stava facendo Kelly? Era davvero vittima
di un incantesimo? E incapace di qualsiasi cosa, si abbandonò totalmente nelle
parole e nell’odore della sua Dominatrice..ancora una volta.
“La
Gatta” la rimise sul letto e si allontanò, tornando con il phon tra le mani. Si
sedette su una sedia che posizionò accanto al letto:
“Mi metto qui piccola, così ti tengo sotto controllo, sento che
ce n’è bisogno, e poi adoro i tuoi occhioni da cucciolotta indifesa” Kelly si tolse
l’accappatoio lasciandolo cadere sul letto accanto a Fujiko, era ancora
completamente nuda sotto, e sedutasi iniziò ad asciugarsi i capelli.
Fujiko
si sentì impazzire dal desiderio, Kelly agiva con fare malizioso, si vedeva che
voleva stuzzicarla lasciandosi vedere di nuovo nuda, vicinissima e
irraggiungibile. Poi parlò:
“Vuoi giocare bambolina? Su, dimenati un po’e cerca di liberarti,
se ci riesci in premio ti concederò quello che fino ad ora ti ho negato.” Fujiko spalancò gli
occhi e le orecchie:
“Impegnati ad uscire dall’abbraccio delle mie corde e del mio
bel bavaglione che ti piace tanto respirare e avrai il tuo meritato orgasmo stasera,
anzi stamattina, ormai sono le 7”
“Anzi facciamo così, se riesci a sciogliere anche una sola corda
o almeno a far cadere uno solo dei foulards che ti imbavagliano ti permetterò
di godere. Ti piace questo gioco? Su adesso metticela tutta, ubbidisci alla tua
Padrona”
Fujiko
pur con la poca forza rimastale iniziò a contorcersi con forza, a lottare e dimenarsi
di nuovo, una sola corda o un solo foulard, doveva riuscirci, doveva! Solo
poche settimane prima si considerava la regina delle fughe! Poi era arrivata
Kelly con le sue corde, i suoi nodi e i suoi foulards e tutto era cambiato.
Incredibile a pensarci.
Kelly
dopo pochi minuti a guardarla iniziò ad accarezzarsi il corpo. Vederla così
davanti a lei, legatissima, imbavagliatissima, docile e indifesa alla sua
totale mercè, tanto sottomessa che ormai eseguiva immediatamente i suoi ordini
con la speranza di poter ottenere un orgasmo, la fece tremare letteralmente dal
desiderio, e non resistette a toccarsi di nuovo. Anche Fujiko si eccitò
dimenandosi, ma come sempre la crotch-rope le impediva di arrivare al culmine,
d’altronde Kelly l’aveva messa lì per questo.
Vide
la sua Padrona eccitarsi e accarezzarsi lentamente i suoi grandi e sodi seni, i
capezzoli, la micetta, mentre la incitava:
“Così non ci riuscirai mai, bambolina. Sforzati di più! Rotolati
sul letto, agita la testa più forte” Ma Fujiko dopo 15 minuti cedette. Nessuno
poteva liberarsi da solo da quelle legature così inesorabili e saldissime,
nemmeno da una sola di quelle corde, nè allentare e sciogliere uno solo di quei
nodi, e lo stesso valeva per i foulards che la imbavagliavano da ore, nemmeno
Houdini ci sarebbe riuscito.
E
sfinita e di nuovo tutta sudata guardando la sua Kelly capì che quell’ordine e
quel “giochino” erano serviti solo alla sua “Dominatrice” per eccitarsi di
nuovo e masturbarsi davanti a lei, mentre a lei restava solo la frustrazione e
la negazione dell’orgasmo. Come una bambolina, la trattava come una bambolina,
ancora una volta. Diabolica Kelly.
“…..,…, …..” mugolò forte Fujiko, ma il tutto fu soffocato dal suo
enorme bavaglio. Incapace di fare qualsiasi cosa si lasciò per l’infinitesima
volta seppellire nel profumo di Kelly, distrutta da quello sforzo respirò
fortemente i suoi foulards, ricadendo nella trappola della sua dominatrice. E
tornò a sentire quelle parole: “Senti il
profumo della tua Padrona riempirti i polmoni? Devi fare forti e lunghi
respiri, mi raccomando..forti e lunghi” Non poteva evitarlo, doveva fare come
La sua Padrona le comandava. E ancora altre parole: “ti senti ancora più docile e sottomessa a me, piccola? Ti senti sempre
più preda del mio odore? Lo senti il mio meraviglioso profumo entrarti dentro?
Capisci che ormai fa parte di te? Che ne hai bisogno ad ogni respiro di più?
Ogni volta che inspiri aria nei tuoi polmoni devi sentirlo, hai bisogno di
sentirlo, non puoi più farne a meno, ti senti persa se non lo senti. Ne sei
dipendente” Era ormai come incastrata nella tela di un ragno..impossibile
liberarsi da sola..
Kelly
era in estasi lussuriosa, aveva avuto l’ennesimo orgasmo quella sera, favoloso
e potentissimo. Guardare quello spettacolo era stato indescrivibile, inimitabile
per lei. Si alzò dalla sedia e si sdraiò accanto a Fujiko sfinita anche lei,
“Brava bambolina, bravissima”
“Sei stata ubbidiente e docile, proprio come mi piaci” e le accarezzò la
fronte e i capelli, poi prese ad accarezzarla lentamente tra le gambe
stuzzicandola ancora.
“……, ……, …” “Si si, continua, ti preg..”
“Peccato che abbia perso il gioco, dovrai aspettare ancora per
guadagnarti il tuo orgasmo” si fermò all’improvviso.
Fujiko
si sentì impazzire dalla frustrazione, anche lei era eccitatissima, e aveva anche
dovuto sopportare la visione di Kelly che si masturbava e godeva di fronte a
lei e grazie a lei! Una lacrima le solcò le guance,
“Oh piccola, perché piangi? La prossima volta riuscirai a liberarti
da una sola delle mie corde cattive e da uno solo dei miei adorati foulards, vedrai.
Prima o poi devi imparare! Non vorrai mica restare mia prigioniera per sempre?
Vero?” disse
accarezzandole la guancia bagnata. Alzandosi dal letto poi andò a ripulirsi in
bagno. Fujiko oramai piangeva, non per il
dolore della crotch-rope alle labbra della sua micetta, né per i bavagli
incantati che la tenevano schiava di Kelly, ma perchè si sentiva come un
giocattolo nelle mani della sua adorata, Kelly giocava letteralmente con lei
come si fa con un oggetto qualsiasi, una bambola ecco cos’era per lei, la sua
bambolina preferita e niente di più. Poi sentì i passi di Kelly tornare.
“Hai evitato la seconda sculacciata oggi, brava! Adesso e il
momento del bisognino e della doccia per te bambolina. Su vieni ti porto io.”
Alzandola
la caricò sulle sue spalle e le diede una pacca sul culetto. Fujiko ebbe
l’ennesima conferma dei suoi pensieri, quella di essere trasportata in spalla era
la cosa che più di tutto la faceva sentire impotente, Kelly poteva farla saltellare,
poteva liberarle le caviglie e farla camminare a piccoli passi, invece no, la
portava in spalla, come fosse un qualsiasi oggetto da spostare in un altro
posto della casa.
Una
volta in bagno “La Gatta” le liberò le caviglie e tutta la parte inferiore del
corpo, finalmente l’odiata crotch-rope fu tolta insieme con le cordicelle agli
alluci, che erano le più dolorose da sopportare dopo molte ore. La lasciò andare in
bagno e poi riprese a slegarla. Anche i polsi vennero liberati dalle corde,
come i gomiti e gli avambracci. Le mani e le dita vennero liberate dagli strati
di scotch da pacchi che le ricoprivano interamente da ore. Per ultime caddero
le corde che legavano le braccia al busto e avvolgevano i seni di Fujiko, sopra
e sotto. Infine con grande calma le tolse il bavaglio, uno ad uno tutti i
foulards vennero sciolti e i fazzolettoni finalmente liberarono la bocca di
Fujiko. Poi Kelly si allontanò, tornando poco dopo:
“Bevi questo bel bicchierone d’acqua che ti ho preso, ne hai
bisogno, hai sudato parecchio” le disse, facendole placare la sua sete. Lasciò
riposare Fujiko per 15 minuti, mettendola seduta sul bagno ma finalmente libera
da tutti quei metri e metri di corda. Fujiko era stanchissima e non tentò di
scappare.
“E ora di lavarsi piccola! Passami le tue manine su!” esclamò prendendo
delle corde
“Ma come faccio a lavarmi con le mani legate?”
“Oh bambolina mia, non penserai mica che io ti lasci da sola,
libera e tutta nuda nella tua vasca da bagno, vero?”
“Libera di accarezzarti e venire per tutto il tempo e tutte le
volte che vuoi? Sarò io a lavarti bambolina mia. Te lo ripeto, devi
guadagnartelo il tuo orgasmo, e come ben sai non sei riuscita a guadagnarlo!” Fujiko esplose:
“Per favore non legarmi di nuovo, ti supplico, ho le dita
intorpidite e mi fanno male i muscoli..” Kelly le fece cenno di tacere, poi:
“Voglio fidarmi stavolta, sdraiati nella tua bella vasca e lavati,
ma non ci provare a toccarti, capito?”
“Capito Kelly. Non lo farò, non preoccuparti”
“Lo spero per te bambolina” e se ne andò chiudendo la porta del bagno.
Fujiko, si insaponò lentamente e dolcemente tutto il corpo, centimetro per
centimetro, stavolta le corde avevano lasciato dei segni attorno ai suoi seni e
alle gambe e le faceva male in quei punti. Impiegò circa mezz’ora a lavarsi, era
eccitatissima ma resistette alla tentazione di toccarsi. La sua non era paura,
era quasi come se sentisse il bisogno di ubbidire a Kelly, non poteva deluderla,
adesso era la sua Padrona e lei doveva seguire i suoi ordini. Capì in quei
minuti che qualcosa stava davvero cambiando nel suo modo di pensare e agire, e
di nuovo quella domanda: cosa le stava facendo Kelly?
Era
rimasta sola e libera nel suo bagno, eccitata come mai, dopo essere stata stuzzicata
per ore da Kelly senza mai poter godere di un solo orgasmo, e adesso che era
sola e libera e poteva farlo quante volte voleva non ci riusciva.., si insaponò
per almeno 10 minuti i suoi seni e la sua micetta dolorante per la stretta
della crotch-rope ma non doveva godere, non doveva. Kelly
non voleva.
Si
asciugò il corpo e i capelli e tornò in camera da letto. Erano ormai le 9 del
mattino e aveva fame. Sentì Kelly parlare al Cellulare, ma non la vide nel
corridoio e nemmeno in salotto o fuori sul balcone. Sul letto c’era un mazzo di
chiavi, erano quelle della porta, le riconobbe. Le afferrò e in punta di piedi si
avvicinò alla porta, sotto l’accappatoio era nuda ma:
“Chiamo
Lupin appena fuori dalla porta” pensò,
“Correrà
da me come un fulmine! Non passeranno più di 5 minuti come sempre” Aprì in
silenzio la porta d’ingresso e restò paralizzata..di fronte a lei c’era Kelly.
Era lì fuori a telefonare! Sorrideva mentre le mostrava il suo Cellulare, in
realtà spento. Era tutta una trappola. E lei c’era cascata in pieno. Kelly le sorrise maliziosa:
“Bene bene piccola, come vedi non posso ancora fidarmi di te” In un attimo l’afferrò
e la trascinò di nuovo in casa. Con delle corde che aveva già preparato le legò
i polsi appaiati dietro la schiena. Numerosi giri belli stretti e un bel nodo
finale a saldare il tutto inamovibilmente.
“Come devo fare con te? Appena non senti più l’odore dei miei
foulards nei tuoi respiri diventi cattiva e disubbidiente!” continuò Kelly, mentre con la
mano le teneva chiusa la bocca.
“Mmmmhh…Mmmm..Mmmhh..”
“Basta agitarti, piccola monella! C’è una sola soluzione, lo
sai!”
Ghignò, prendendo dal suo borsone un grosso fazzolettone.
“MNo..m..No,.nMMmhh..mm”
“E inutile che dici di no, l’hai voluto tu come sempre!”
Continuò,
mentre con 2 dita chiuse le narici di Fujiko
aspettando tranquilla che passassero i secondi, mentre con l’altra mano
appallottolava il gigantesco fazzolettone..
Fujiko provava a scalciare e si agitava ma Kelly l’aveva
sdraiata a pancia in giù sul letto e si era seduta sulla sua schiena, impedendole
di muoversi. Tenne le labbra chiuse più che potè, ma doveva respirare,
inevitabilmente aprì la bocca,
“Brava piccola, 35 secondi, stai migliorando!” fu l’unico commento
di Kelly, e subito il fazzolettone le finì interamente in bocca, accompagnato
da un altro che Kelly con grande velocità e pratica aveva già appallottolato e
pronto. Un film già visto, un terzo enorme fazzolettone riempì la bocca di
Fujiko tappandola completamente in ogni
suo millimetro e gonfiando a dismisura le sue guance, tanto che le labbra non
potevano chiudersi. Poi arrivarono i foulards, il primo da sotto il naso fino
al mento, allacciato strettissimo attorno alle guance e annodato saldamente
dietro il collo, il secondo seguì l’identico percorso, ma andò a coprire anche
il naso di Fujiko, così come il terzo e il quarto. Alla fine dei quattro
foulards usati da Kelly per imbavagliarla, tre vennero passati a ricoprire il
naso di Fujiko, riempendole le narici del loro “odore” e facendola sprofondare subito
e inesorabilmente di nuovo nel loro “incantesimo”.
Fujiko
provò a urlare e mugolare più che poteva, ma oramai era tutto inutile, facendolo
finiva col dover fare respiri più forti e più lunghi, che la facevano solo affondare
sempre più nel meraviglioso, “dominante” profumo di Kelly.
Alla
fine, dopo circa 25 minuti era di nuovo saldamente e inesorabilmente legatissima
e imbavagliatissima sul suo letto e ricoperta di corde e nodi. Anche lo scotch
da pacchi a ricoprirle interamente le mani e le dita era al suo solito posto e gli
alluci erano uniti, stretti e annodati ben saldi tra loro, legatissimi con numerosi
giri di cordicelle sottili ad avvolgerli. I suoi piedi erano ricoperti
interamente e saldati insieme dalle corde e ben annodati. Solo i talloni erano
visibili ma di fatto anche loro immobilizzati grazie alle corde che le legavano
saldamente le caviglie. Così come le ginocchia sopra e sotto, le gambe e le
cosce, tutte sepolte in metri e metri di tesissime e strettissime corde,
annodate saldissime sul davanti di ognuna. Impossibile raggiungere i loro nodi
e scioglierli con
le mani legate dietro la schiena, anche se le dita fossero state utilizzabili e
non nascoste e imbozzolate in numerosissimi giri e strati di scotch da pacchi
argentato. Gli avambracci erano addirittura scomparsi sotto le corde che li
ricoprivano totalmente fino ai polsi, i gomiti legati sia sopra che sotto uniti
tra loro fino a toccarsi e polsi e avambracci erano collegati e bloccati anche
alla schiena di Fujiko, tramite le strettissime corde che le avvolgevano più
volte la vita, i fianchi e l’addome. La crotch-rope fu eseguita per prima da
Kelly, che si assicurò subito che la sua prigioniera una volta rimasta sola non
potesse in nessun modo godere dell’orgasmo tanto desiderato disubbidendo ai
suoi ordini. Le braccia furono legate strette e incollate al busto, le corde ad
avvolgerla sopra, sotto e tra i suoi seni, legandoli stretti ognuno. Molti
strettissimi giri di corda li fasciarono, dividendoli uno dall’altro molto più
del normale. Era la prima volta che Kelly legava anche i seni di Fujiko, era
davvero incazzata. Quando finì a Fujiko sembrò che i seni le si staccassero dal
corpo, e la forte stretta dei numerosi giri di corda la facevano davvero
soffrire così come i nodi che furono inesorabilmente stretti da Kelly. Guardandosi
il petto Fujiko li vedeva gonfissimi e più lontani di molti centimetri e ad
ogni minimo movimento del busto le facevano male..PAZZESCO!
Kelly
la rigirò nello specchio mostrandole e lodando il suo lavoro come sempre:
“Ti piacciono così i tuoi seni? Belli, vero? Sembrano più grandi
e così rigonfi quasi ti escono dal petto” E ridendo li schiaffeggiava leggermente..
“……, ……, ..” Fujiko agitò la testa e urlò dal dolore
sentito, ma il tutto fu soffocato dal suo “bavaglione”
“Fa male? Eh? Bene, deve far male altrimenti non funziona” rise
Kelly.
“D’ora in poi anche la legatura dei tuoi seni farà parte del tuo
Bondage
ordinario, piccola! Così impari a provare a scappare!”
“Mi ci hai costretta tu, come sempre.., quindi non lamentarti!” E giù stavolta un
forte ceffone, che fece sobbalzare la povera, inerme Fujiko. Se Kelly non
l’avesse tenuta sarebbe caduta in terra. Una lacrima le scorse dagli occhi..
“Brava, piangi, vedrai, la prossima volta imparerai che devi
ubbidire alla tua Padrona sempre!” A quelle parole Fujiko ebbe paura, Kelly
era crudele, voleva farla soffrire stavolta, le aveva legato apposta i seni
così stretti, per farle sentire dolore.
La
Kelly “cattiva” del suo sogno tornò nei suoi pensieri..perchè aveva cercato di
scappare? Perché?
D’improvviso
suonò il suo cellulare, con non curanza Kelly rispose:
“Lupin? Sono io Kelly, sono venuta a giocare un po’ con la tua Fujiko..” poi si
allontanò andando a parlare in bagno per non farsi sentire. Fujiko si sentì
morire, cosa avrebbe pensato Lupin? Cosa gli avrebbe detto “La Gatta”? Kelly
gli parlava con così tanta confidenza! Poi tornò :
“Abbiamo solo 15 minuti piccola, poi dovrò andare purtroppo..il
tuo Lupin sta correndo da te. ”
“Su diamoci da fare..” Kelly iniziò ad accarezzarla tra le gambe,
stuzzicandola con la corda della crotch-rope, le mordicchiò i capezzoli,
accarezzò i seni, anche loro fonte di dolore adesso e la baciò dolcemente,
insomma come un film già visto..e alla fine quando la sua prigioniera nonostante
la dolorosa crotch-rope alle labbra della micetta e le corde che le
stritolavano i seni era vicinissima al godimento, si fermò di colpo.
“Peccato, ero sicura di farcela a farti raggiungere l’orgasmo,
bambolina. Invece hai solo sofferto. Oh bè, sarà per un'altra volta” rise
sarcastica.
Fujiko oramai non reagiva più, aveva di nuovo le lacrime agli occhi..erano
passati nemmeno 10 minuti, avrebbe potuto benissimo raggiungere e godere del
suo orgasmo, invece Kelly non gli e l’aveva permesso, ancora una volta..Perchè giocava così con lei? Perché ci godeva tanto a
tormentarla?
“Da un bacio a Lupin da parte mia quando arriva,
e mi raccomando inspira ed espira continuamente, forte e a
lungo il mio odore! ciao!”
e strizzandole un’ultima volta i capezzoli e passandole l’altra mano tra le gambe
mentre la baciava sul bavaglio facendola seppellire nel suo profumo ammaliante se
ne andò.
Fujiko
ormai vinta dalla frustrazione e dal dolore, riusciva a pensare solo a una
cosa, perché non si era masturbata nella vasca da bagno? Perché poteva farlo e
non era riuscita a farlo? Semplice, doveva ubbidire
a Kelly, la sua Padrona.
E
abbandonandosi nella sua immobilità totale e completa e nel suo forzato
silenzio, fece l’unica cosa che Kelly le aveva lasciato il permesso di fare
quel giorno: riprese a respirare, respirare il “suo odore”, e vi si immerse,
mentre quelle parole le risuonavano di nuovo nella mente,
“Senti il profumo
della tua Padrona riempirti i polmoni? Devi fare forti e lunghi respiri, mi
raccomando..forti e lunghi” “ti senti ancora più docile e sottomessa a me,
piccola? Ti senti sempre più preda del mio odore? Lo senti il mio meraviglioso
profumo entrarti dentro? Capisci che ormai fa parte di te? Che ne hai bisogno
ad ogni respiro di più? Ogni volta che inspiri aria nei tuoi polmoni devi
sentirlo, hai bisogno di sentirlo, non puoi più farne a meno, ti senti persa se
non lo senti. Ne sei dipendente” e facendo
forti e lunghi respiri si seppellì nel profumo della sua Padrona e capì che stavolta Kelly aveva vinto e lei per qualche strana ragione ne era felice…
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