DOMENICA
MATTINA-seguito di sabato notte-
Kelly tornò dopo circa 10 minuti:
“Hai bisogno del bagno, piccola? Hai sete?”
“Fa segno di si o no con la tua testolina” Fujiko annuì, ne
aveva davvero bisogno. Sentiva il bisogno di bere e già da molto doveva usare
il bagno. Kelly iniziò a slegarle le caviglie, poi i piedi, gli alluci e quindi
le gambe, le ginocchia sopra e sotto, le cosce e infine sciolse la strettissima
crotch-rope e rimosse anche il morbidoso “pon pon” che era piazzato ad
accarezzarle le labbra della sua micetta. Quindi per ultima venne sciolta la
cordicella che bloccava e incollava allo spacco del suo culetto il sacchetto di
pelliccia che le ricopriva e fasciava interamente le mani fino alle dita, cordicella
che passando più volte e avvolta e annodata strettamente proprio sotto la sua
micetta, all’inizio delle cosce, non le permetteva di camminare.
Poi
toccò ai numerosissimi bavagli cadere uno ad uno. Appena finito Kelly fece segno
alla sua prigioniera di andare.
Fujiko
dovette procedere lentamente a piccoli passi, aveva le gambe intorpidite per la
lunga e totale immobilità impostagli per tanto tempo. Appena tornata Kelly le
diede da bere, placando la sua sete,
“Cosa vuoi farmi? Lasciami andare, lo sai che Lupin ti ritroverà dovunque andrai se mi fai del male. E mi
vendicherà”
“Io farti del male? Ma che dici mai piccola, io ti adoro! Non
potrei mai fare del male alla mia bambolina preferita” Fujiko si calmò a quelle parole e si distese sul
letto a riposarsi. Poi giocò la sua unica carta:
“Per favore non legarmi di nuovo le gambe, mi sento tutti i
muscoli intorpiditi, non ti darò problemi lo giuro, non scapperò di nuovo” Kelly non rispose
ma dopo pochi minuti la rimise in piedi e iniziò a slegarle anche la parte
superiore del corpo. Le braccia, i polsi, i gomiti sopra e sotto, gli
avambracci e la corda che collegava e bloccava i suoi polsi e gli avambracci
stessi alla schiena, le corde che le scorrevano sopra, sotto e al centro dei
suoi seni fasciandoli interamente, fu rimosso anche il morbido e soffice
sacchetto di pelliccia che le chiudeva e ricopriva interamente le mani, fino
alla punta delle dita. E per ultime Kelly le liberò le dita delle mani,
sciogliendole una ad una.
“Cavolo, mi ha liberata! Adesso con un po’ di fortuna potrò
agire” Pensò Fujiko.
“Non solo non ti farei mai del male, ma mi fido di te, piccola.”
“Adesso riposati, io ho un’altra cosuccia da sbrigare di là, poi
tornerò da te, ma mi raccomando stà buona” disse Kelly e ritornò
nell’altra stanza lasciando sola la sua preda. Fujiko esaminò la situazione.
Era
inutile scappare di nuovo, sarebbe stata ripresa certamente come prima. E per
scappare dove, poi? La porta scendeva in garage, garage che era chiuso, insomma
troppo complicato. Doveva trovare un'altra via di fuga che per il momento non
vedeva. Poi vide il guanto di pelliccia, Kelly l’aveva lasciato lì sul letto, accanto
a lei.
Adesso
era libera e la sua rapitrice non era a controllarla. Di colpo sapeva cosa
fare.
Prese
ad accarezzarsi col guanto, se lo passò sul viso, sul collo, sui suoi seni e i
capezzoli, sull’ombelico, scese tra le sue gambe, era una carezza
indescrivibile, morbidissima e soffice. Continuò ad accarezzarsi, sul viso, sul
collo, i seni, l’ombelico, tra le gambe, ad aumentare la sua eccitazione c’era
il fatto che il guanto era intriso dell’ “odore” di Kelly, quando se lo passava
in viso inspirava sempre il suo profumo ammaliante e si sentiva in paradiso.
Perse completamente il senso della realtà mentre si accarezzava, quel profumo
ormai la dominava e quella morbida carezza la faceva impazzire, andò avanti per
molti minuti, sentì per l’ennesima volta l’orgasmo arrivare..
“Brutta monella, ti avevo detto di stare buona!” era Kelly, era tornata e lei non se n’era accorta
“Lo vedi che non posso fidarmi di te! Poi ti lamenti! Sei una
bambolina disubbidiente!” disse
ironicamente. Fujiko non era legata nè
imbavagliata mentre Kelly le strappava di mano il guanto, ma non ebbe il tempo
di fare nè dire nulla, la sua dominatrice era lì a guardarla chissà da quanto
tempo ed aveva già preparato tutto l’occorrente, infatti numerose matasse di
corda e molti foulards e fazzolettoni erano poggiati su una sedia accanto al
letto, in un attimo “La Gatta” la rigirò a pancia in giù e iniziò il suo lavoro
preferito, trasformare Fujiko nella sua docile bambolina indifesa:
con
una corda piegata in doppia iniziò a legarle i polsi incrociati dietro la
schiena, avvolgendoli strettissimi e annodandoli saldamente più volte. Quando
finì le dita di Fujiko, si agitavano inutilmente, tutti i nodi erano
assolutamente fuori portata e impossibili da raggiungere. Poi i gomiti vennero
avvolti dalle corde sia sopra che sotto, e uniti fino a toccarsi tra loro, il
tutto fu annodato più volte strettamente e saldamente.
Kelly
era davvero incazzata stavolta, si capiva dalla determinazione che ci stava
mettendo a legarla. Le braccia subirono il solito trattamento, avvolte e
strette da numerosissimi giri di corda, che passarono attorno alle spalle,
sopra, sotto e tra i seni nudi di Fujiko, e infine il tutto fu strettamente annodato
più volte, saldamente e inamovibilmente. Gli avambracci ugualmente vennero
fasciati totalmente nelle corde con moltissimi giri, stretti e annodati in più
punti, anche loro impossibili da slegare. Una lunga corda messa in doppia fu
passata più volte attorno alla vita di Fujiko e usata per collegare e
immobilizzare alla schiena i suoi polsi e subito un’altra corda molto più lunga
fece lo stesso lavoro con gli avambracci. Venne avvolta da sotto i suoi seni
fino all’ombelico, fino in pratica a raggiungere la corda che le stringeva i
fianchi e immobilizzava i polsi alla schiena, ed è inutile dire che il tutto fu
avvolto strettissimo e annodato in numerosi punti saldamente e inesorabilmente.
In questo
modo anche gli avambracci, legati a quella stessa corda vennero saldati
letteralmente alla schiena. Fujiko quando alla fine sia i polsi che gli avambracci
furono “sistemati” da Kelly era costretta a fare piccoli respiri, i suoi
fianchi e l’addome erano davvero stritolati in tutti quei metri e metri di
corda e faceva fatica a non lamentarsi. Quindi venne il momento della
crotch-rope. Le corde scesero tra le sue gambe e risalirono tra le sue chiappe
numerosissime volte, una più stretta dell’altra, le labbra della sue micetta le
facevano male, Kelly era “cattiva” adesso, non c’era più niente di morbido e
soffice, niente “pon pon” e niente sacchetto di pelliccia o guanto ad accarezzarla,
la sua “Gatta Dominatrice” voleva solo farla soffrire. Quando diede lo
strattone finale e annodò il tutto stavolta Fujiko strillò, e ancora una volta
ricordò con paura il suo sogno.
Poi
sentì il rumore dello scotch aperto e tirato:
“Metti le mani a pugno piccola, da brava” Fujiko
poteva solo ubbidire stavolta.
Con grande precisione Kelly fasciò e coprì interamente numerose volte le sue
dita delle mani nello scotch da pacchi nero, rendendole inutilizzabili. Era
davvero finita, con le dita libere, seppur i nodi erano irraggiungibili, almeno
c’era qualche speranza di liberarsi, ma così oramai Fujiko poteva solo
aspettare che Kelly la liberasse, da sola era impossibile farlo.
“La
Gatta” una volta finito, ricontrollò con grande minuziosità il tutto, corda per
corda e nodo per nodo, aggiustando le legature e stringendo i nodi dove lo
riteneva necessario, e ripassò anche altre strisce di scotch attorno alle mani,
alla fine ridotte a 2 bozzoli strettissimi e inamovibili di scotch da pacchi di
colore nero incrociati dietro la schiena di Fujiko.
“Apri la tua boccuccia, su !” ordinò Kelly, ma Fujiko non si
mosse. Non le piaceva che la si comandasse a bacchetta. Senza scomporsi Kelly
le chiuse le narici del naso con 2 dita e aspettò tranquilla..
Appena
Fujiko fu costretta ad aprire la bocca per respirare ci infilò dentro un enorme
fazzolettone appallottolato in precedenza, e senza darle il tempo di fare nulla
subito ne afferrò un altro, lo appallottolò e glielo ficcò in gola
letteralmente, e con una mano trattenne i 2 enormi fazzolettoni nella bocca ormai
spalancata di Fujiko. Le sue guance erano deformate, gonfissime e doloranti, un
secondo dopo un ennesimo fazzolettone venne avvolto attorno alle guance di
Fujiko, girato fin dietro alla testa e annodato più volte dietro al suo collo,
strettissimo e saldissimo.
“Mmmhh..” quello
che sarebbe stato un grido di dolore al momento della forte stretta al nodo, si
trasformò in un leggero incomprensibile mugolio.. Kelly non aspettava
altro.
“Perché fai così piccola, lo sai che io ti voglio zitta e buona”
“E tu invece continui ad agitarti, sei proprio incorreggibile!”, e così dicendo con
studiata calma prese un suo foulard dalla sedia e lo piegò a triangolo, quindi
lo avvolse stretto sul fazzolettone, facendolo passare a ricoprire anche il
naso di Fujiko e scendendolo fin sotto il mento, rigirò e strinse il tutto fin
dietro la testa e lo annodò saldamente dietro il suo collo. Un attimo dopo
l’ennesimo fazzolettone ricoprì ancora il tutto, andava da sotto il naso fino
al mento, avvolse strettamente le guance di Fujiko prima di essere annodato
strettissimo dietro il collo. Infine il viso della povera Fujiko venne fasciato
da un gigantesco foulard, che venne passato con cura a ricoprirle anche il naso
e sceso fino al mento, stretto e rigirato attorno alle sue guance e annodato
dietro il suo collo, a ricoprire e quasi saldare tutti quegli enormi bavagli
tra loro, trasformandoli in uno solo. Alla fine del suo mostruoso
imbavagliamento, Fujiko si sentì “sepolta” nel profumo di Kelly, lo sentiva
dovunque, sul suo volto, nelle sue narici, si dimenticò della dolorosa stretta
delle corde, e in pochi minuti si sentì eccitare tutta da quel profumo oramai
così familiare per lei,
“il
profumo della sua Dominatrice” che la fece sentire subito docile e indifesa tra
le mani di Kelly.
Kelly
le diede una pacchetta sulla testa e un bacino sulle guance imbavagliate,
“Ti adoro quando hai quegli occhioni da cucciola indifesa” e prese ad
accarezzarla tra le gambe stuzzicandola con la crotch-rope, poi le mordicchiò i
capezzoli, le orecchie, le accarezzò i seni nudi, la baciò dolcemente e con
passione infinita. Fujiko continuamente palpata e maneggiata a piacimento da
Kelly poteva solo respirare eccitata attraverso i profumati foulards della sua
rapitrice ed eccitarsi ancora di più con il loro odore,
“Dai cucciola che e la volta buona” e continuò ad accarezzarla e
palparla,
“Finalmente” pensò Fujiko che gemeva e si dimenava per quel che
poteva, immobilizzata come era. Ma poi, ancora una volta Kelly si fermò proprio
all’ultimo secondo, senza darle la possibilità di godere.
“Scusami, ma ho un improvviso bisogno del bagno” ridacchiò,
“Non te la sei presa, vero piccola?” la schernì sarcasticamente. Fujiko era stremata da quella continua tortura,
era come passare dal paradiso all’inferno ogni volta. Perché Kelly si divertiva così tanto a tormentarla in
quel modo? Perché?
Anche
“La Gatta” era eccitatissima da quella situazione, trattare così Fujiko la
faceva godere infinitamente, ma resistette a non toccarsi.
Appena
tornata ammirò per pochi secondi la sua indifesa bambolina, tutta nuda,
legatissima, imbavagliatissima e ormai completamente impotente tra le sue mani
e quindi senza parlare riprese il suo lavoro.
Le
caviglie di Fujiko furono letteralmente sepolte nelle corde, nascoste
completamente da metri e metri di strettissima corda e il tutto fu annodato
come da copione sul davanti per impedirle di raggiungere e sciogliere i nodi
con le dita delle mani, anche se era come sempre impossibile farlo per Fujiko
con le sue mani ricoperte e rinchiuse in 2 bozzoli di scotch da pacchi nero. Dopo
le caviglie toccò agli alluci essere legati con una cordicella sottile e molto
dolorosa da sopportare, alla fine il tutto fu annodato sul davanti delle dita.
Un’altra corda messa in doppia fu rigirata più volte attorno ai suoi piedi, ma
stavolta Kelly non li legò solo al centro, ma passò la corda fino a ricoprire
tutta la pianta dei piedi, sopra e sotto, e una volta al tallone la corda fu rigirata
e bloccata saldamente attorno alle caviglie, al di sopra di quella che già le
legava, altri numerosi giri vennero fatti ad avvolgere e stringere ancora di
più la presa sui piedi di Fujiko e infine molti forti e inamovibili nodi sul
davanti delle caviglie conclusero e assicurarono il tutto anche stavolta.
PAZZESCO.
Fujiko si sentì stritolatissima nelle corde e Kelly era ancora lontana dal
finire la sua opera.
Ad
uno ad uno fu la volta di gambe, ginocchia sopra e sotto e cosce, metri e metri
di corde e centinaia di nodi coprivano il corpo immobilizzato di Fujiko alla
fine. Kelly la sollevò sulle sue spalle e la trasportò in un’altra stanza,
piazzandola davanti ad un grande specchio che la rifletteva interamente. La
rigirò più volte avanti e indietro descrivendole con gioia il suo lavoro con le
corde, i nodi, i bavagli e lo scotch, quasi come se la sua prigioniera fosse
un’opera d’arte di cui vantarsi.
A
quella vista Fujiko rimase sbalordita! Era praticamente coperta dalle corde in
tutto il suo corpo, erano visibili solo una parte del suo collo, i suoi seni e
i capezzoli, la sua micetta dolorante per la crotch-rope e il culo, le
ginocchia, i talloni e le dita dei piedi tranne gli alluci, di cui si vedeva solo
la parte finale date le cordicelle che li ricoprivano e legavano strettamente.
Ma nonostante i suoi sforzi non potè evitare di eccitarsi a quella visione di
impotenza e dominazione totale, l’impotenza sua e la dominazione completa e
totale di Kelly su di lei..
Kelly
si allontanò pochi secondi per ritornare indossando il guanto di pelliccia,
Fujiko trasalì…
“La
Gatta” subito prese per l’ennesima volta a palparla, maneggiarla e accarezzarla
dolcemente e morbidamente, quando le passava sul viso indugiava sempre qualche
secondo a coprirle il naso con il morbido guanto, facendole inspirare il suo
“odore”, sapeva benissimo che “quell’odore” eccitava Fujiko da impazzire, e la
tormentava in questo modo, per molte ore continuò a stuzzicarla senza però mai
lasciarla venire, ogni volta si fermava sempre senza mai lasciarla godere.
“Tu godi quando io ti dico che puoi farlo, capito bambolina?” le diceva e la
lasciava lì frustrata e sempre più eccitata.
Infine
prese un altro guanto di pelliccia, e con non poco sforzo, sollevò leggermente
la corda della crotch-rope e lo infilò tra le gambe di Fujiko, bloccandolo alle
labbra della sua micetta. Sollevò i 2 foulards che ricoprivano il naso di
Fujiko, poggiandole alle narici e sul viso l’altro guanto di pelliccia, e
afferrato un altro suo grosso e profumato foulard, lo usò per bloccare il
guanto in quella posizione, piegatolo a triangolo lo ripassò sul guanto stesso,
posizionandolo e bloccandolo a ricoprire anche il naso, girando poi il foulard
e annodandolo dietro la testa saldissimo come gli altri. PAZZESCO!
Fujiko
si sentì sulla luna, mentre Kelly la impacchettava lei poteva vedere tutto
nello specchio e alla fine guardandosi così ridotta, con i 2 soffici e
morbidissimi guanti di pelliccia, uno ad accarezzarle e palparle le labbra
della sua micetta e l’altro a coprirle interamente le narici e coperto dall’ennesimo
foulard si eccitò come non mai in vita sua..le bastarono pochi respiri per arrivare
quasi all’orgasmo, ora non c’era solo “l’odore” di Kelly ad eccitarla ma anche
la morbida carezza del profumato guanto si univa a tutto questo, e lo stesso
valeva per la sua micetta, provò a muoversi leggermente e sentì quella soffice
e morbida peluria eccitarla pazzamente, Kelly le sorrise semplicemente,
accarezzandole leggermente la micetta e il guanto al naso,
“Devo ammettere che stavolta con te o fatto un capolavoro! Non
sei d’accordo?”
“Morbidissima, soffice e indifesa nelle mie mani, ti adoro mia
dolce bambolina” e
prese a scattarle numerose foto col telefonino. Fujiko si sentì in imbarazzo, ma
non poteva fare nulla, poteva solo starsene lì inerme e aspettare, poi Kelly la
baciò sulla bocca dolcemente e se ne andò senza parlare.
Ancora
una volta la campana risuonò e Fujiko per l’ennesima volta tornò al presente,
Kelly dopo averla lasciata lì, davanti allo specchio, si era certamente
masturbata più volte, aveva sentito dei gemiti inconfondibili venire dal bagno.
E questo non aveva fatto altro che aumentare la frustrazione e il tormento di Fujiko
che anche volendo non poteva sottrarsi alla dolce tortura studiata per lei dalla
sua dominatrice, doveva respirare per forza, e ad ogni respiro il profumo dei foulards e del
guanto di pelliccia alle sue narici la mandavano in estasi, insieme al morbido
tocco che sentiva continuamente sulla pelle e che la intossicava ad ogni
respiro di più, e lo stesso valeva per il guanto messo tra le sue gambe, ogni
tanto doveva per forza muoversi, o almeno provare a muoversi nelle sue
condizioni, e il morbido tocco del guanto di pelliccia insieme con la sua carezza soffice
e morbidissima che sentiva continuamente alle labbra della sua micetta la mandava
in paradiso, ma sempre senza poter soddisfare le sue voglie alla fine. NON POTEVA
FARE NIENTE, ASSOLUTAMENTE NIENTE, ERA UN GIRO CONTINUO DI ECCITAZIONE E NEGAZIONE TOTALE..Poi dei passi si avvicinarono:
“Eccomi qua piccola, scusami se ci ho messo un po’, ma ero
occupata a festeggiare di là!” era Kelly, era tornata. Era bellissima nei suoi
lunghi e ricci capelli, e con indosso la sua tuta da lavoro risplendeva
letteralmente nelle prime luci del mattino:
“Sono le 5 di domenica mattina e ti porto ottime notizie mia
morbida bambolina, il colpo e stato perfetto, tutto secondo i piani, e per
questo ho deciso di farti un regalo.”
“Vedrai che ti piacerà” E prese ad accarezzarla e palparla per
l’ennesima volta, altri dolcissimi baci sulla bocca, morbide e soffici carezze
alla micetta e ai seni, ai capezzoli, al collo, dovunque, Kelly era di nuovo eccitatissima,
vedere la “sua” Fujiko
in quello stato, completamente alla sua mercè l’aveva eccitava di nuovo
da morire, Fujiko gemette sotto i suoi
numerosissimi bavagli e al guanto di pelliccia, si seppellì felicemente nel
profumo della sua dominatrice che
stavolta lasciò che la sua prigioniera godesse il suo tanto agognato orgasmo.
Fujiko si sentì impazzire dal godimento. Un orgasmo
spaventoso, enorme, mai provato prima.., quando si riprese Kelly la abbracciò forte e le disse in un
orecchio:
“Ora dovrò riportarti a casa, che peccato piccola.., ma vedrai
che ci ritroveremo presto, non puoi sfuggirmi lo sai,” e le diede un altro
bacio sulla bocca imbavagliata, con una
passione che Fujiko non aveva mai sentito prima..e in quel momento capì per
l’ennesima volta che era felice.
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