venerdì 27 ottobre 2017


DOMENICA MATTINA-seguito di sabato notte-

Kelly tornò dopo circa 10 minuti:

“Hai bisogno del bagno, piccola? Hai sete?”

“Fa segno di si o no con la tua testolina” Fujiko annuì, ne aveva davvero bisogno. Sentiva il bisogno di bere e già da molto doveva usare il bagno. Kelly iniziò a slegarle le caviglie, poi i piedi, gli alluci e quindi le gambe, le ginocchia sopra e sotto, le cosce e infine sciolse la strettissima crotch-rope e rimosse anche il morbidoso “pon pon” che era piazzato ad accarezzarle le labbra della sua micetta. Quindi per ultima venne sciolta la cordicella che bloccava e incollava allo spacco del suo culetto il sacchetto di pelliccia che le ricopriva e fasciava interamente le mani fino alle dita, cordicella che passando più volte e avvolta e annodata strettamente proprio sotto la sua micetta, all’inizio delle cosce, non le permetteva di camminare.

Poi toccò ai numerosissimi bavagli cadere uno ad uno. Appena finito Kelly fece segno alla sua prigioniera di andare.

Fujiko dovette procedere lentamente a piccoli passi, aveva le gambe intorpidite per la lunga e totale immobilità impostagli per tanto tempo. Appena tornata Kelly le diede da bere, placando la sua sete,

“Cosa vuoi farmi? Lasciami andare, lo sai che Lupin ti ritroverà dovunque andrai se mi fai del male. E mi vendicherà”

“Io farti del male? Ma che dici mai piccola, io ti adoro! Non potrei mai fare del male alla mia bambolina preferita” Fujiko si calmò a quelle parole e si distese sul letto a riposarsi. Poi giocò la sua unica carta:

“Per favore non legarmi di nuovo le gambe, mi sento tutti i muscoli intorpiditi, non ti darò problemi lo giuro, non scapperò di nuovo” Kelly non rispose ma dopo pochi minuti la rimise in piedi e iniziò a slegarle anche la parte superiore del corpo. Le braccia, i polsi, i gomiti sopra e sotto, gli avambracci e la corda che collegava e bloccava i suoi polsi e gli avambracci stessi alla schiena, le corde che le scorrevano sopra, sotto e al centro dei suoi seni fasciandoli interamente, fu rimosso anche il morbido e soffice sacchetto di pelliccia che le chiudeva e ricopriva interamente le mani, fino alla punta delle dita. E per ultime Kelly le liberò le dita delle mani, sciogliendole una ad una.

“Cavolo, mi ha liberata! Adesso con un po’ di fortuna potrò agire” Pensò Fujiko.

“Non solo non ti farei mai del male, ma mi fido di te, piccola.”

“Adesso riposati, io ho un’altra cosuccia da sbrigare di là, poi tornerò da te, ma mi raccomando stà buona” disse Kelly e ritornò nell’altra stanza lasciando sola la sua preda. Fujiko esaminò la situazione.

Era inutile scappare di nuovo, sarebbe stata ripresa certamente come prima. E per scappare dove, poi? La porta scendeva in garage, garage che era chiuso, insomma troppo complicato. Doveva trovare un'altra via di fuga che per il momento non vedeva. Poi vide il guanto di pelliccia, Kelly l’aveva lasciato lì sul letto, accanto a lei.

Adesso era libera e la sua rapitrice non era a controllarla. Di colpo sapeva cosa fare.

Prese ad accarezzarsi col guanto, se lo passò sul viso, sul collo, sui suoi seni e i capezzoli, sull’ombelico, scese tra le sue gambe, era una carezza indescrivibile, morbidissima e soffice. Continuò ad accarezzarsi, sul viso, sul collo, i seni, l’ombelico, tra le gambe, ad aumentare la sua eccitazione c’era il fatto che il guanto era intriso dell’ “odore” di Kelly, quando se lo passava in viso inspirava sempre il suo profumo ammaliante e si sentiva in paradiso. Perse completamente il senso della realtà mentre si accarezzava, quel profumo ormai la dominava e quella morbida carezza la faceva impazzire, andò avanti per molti minuti, sentì per l’ennesima volta l’orgasmo arrivare..

“Brutta monella, ti avevo detto di stare buona!” era Kelly, era tornata e lei non se n’era accorta

“Lo vedi che non posso fidarmi di te! Poi ti lamenti! Sei una bambolina disubbidiente!” disse ironicamente. Fujiko non era legata nè imbavagliata mentre Kelly le strappava di mano il guanto, ma non ebbe il tempo di fare nè dire nulla, la sua dominatrice era lì a guardarla chissà da quanto tempo ed aveva già preparato tutto l’occorrente, infatti numerose matasse di corda e molti foulards e fazzolettoni erano poggiati su una sedia accanto al letto, in un attimo “La Gatta” la rigirò a pancia in giù e iniziò il suo lavoro preferito, trasformare Fujiko nella sua docile bambolina indifesa:

con una corda piegata in doppia iniziò a legarle i polsi incrociati dietro la schiena, avvolgendoli strettissimi e annodandoli saldamente più volte. Quando finì le dita di Fujiko, si agitavano inutilmente, tutti i nodi erano assolutamente fuori portata e impossibili da raggiungere. Poi i gomiti vennero avvolti dalle corde sia sopra che sotto, e uniti fino a toccarsi tra loro, il tutto fu annodato più volte strettamente e saldamente.

Kelly era davvero incazzata stavolta, si capiva dalla determinazione che ci stava mettendo a legarla. Le braccia subirono il solito trattamento, avvolte e strette da numerosissimi giri di corda, che passarono attorno alle spalle, sopra, sotto e tra i seni nudi di Fujiko, e infine il tutto fu strettamente annodato più volte, saldamente e inamovibilmente. Gli avambracci ugualmente vennero fasciati totalmente nelle corde con moltissimi giri, stretti e annodati in più punti, anche loro impossibili da slegare. Una lunga corda messa in doppia fu passata più volte attorno alla vita di Fujiko e usata per collegare e immobilizzare alla schiena i suoi polsi e subito un’altra corda molto più lunga fece lo stesso lavoro con gli avambracci. Venne avvolta da sotto i suoi seni fino all’ombelico, fino in pratica a raggiungere la corda che le stringeva i fianchi e immobilizzava i polsi alla schiena, ed è inutile dire che il tutto fu avvolto strettissimo e annodato in numerosi punti saldamente e inesorabilmente. In questo modo anche gli avambracci, legati a quella stessa corda vennero saldati letteralmente alla schiena. Fujiko quando alla fine sia i polsi che gli avambracci furono “sistemati” da Kelly era costretta a fare piccoli respiri, i suoi fianchi e l’addome erano davvero stritolati in tutti quei metri e metri di corda e faceva fatica a non lamentarsi. Quindi venne il momento della crotch-rope. Le corde scesero tra le sue gambe e risalirono tra le sue chiappe numerosissime volte, una più stretta dell’altra, le labbra della sue micetta le facevano male, Kelly era “cattiva” adesso, non c’era più niente di morbido e soffice, niente “pon pon” e niente sacchetto di pelliccia o guanto ad accarezzarla, la sua “Gatta Dominatrice” voleva solo farla soffrire. Quando diede lo strattone finale e annodò il tutto stavolta Fujiko strillò, e ancora una volta ricordò con paura il suo sogno.

Poi sentì il rumore dello scotch aperto e tirato:

“Metti le mani a pugno piccola, da brava” Fujiko poteva solo ubbidire stavolta. Con grande precisione Kelly fasciò e coprì interamente numerose volte le sue dita delle mani nello scotch da pacchi nero, rendendole inutilizzabili. Era davvero finita, con le dita libere, seppur i nodi erano irraggiungibili, almeno c’era qualche speranza di liberarsi, ma così oramai Fujiko poteva solo aspettare che Kelly la liberasse, da sola era impossibile farlo.

“La Gatta” una volta finito, ricontrollò con grande minuziosità il tutto, corda per corda e nodo per nodo, aggiustando le legature e stringendo i nodi dove lo riteneva necessario, e ripassò anche altre strisce di scotch attorno alle mani, alla fine ridotte a 2 bozzoli strettissimi e inamovibili di scotch da pacchi di colore nero incrociati dietro la schiena di Fujiko.

“Apri la tua boccuccia, su !” ordinò Kelly, ma Fujiko non si mosse. Non le piaceva che la si comandasse a bacchetta. Senza scomporsi Kelly le chiuse le narici del naso con 2 dita e aspettò tranquilla..

Appena Fujiko fu costretta ad aprire la bocca per respirare ci infilò dentro un enorme fazzolettone appallottolato in precedenza, e senza darle il tempo di fare nulla subito ne afferrò un altro, lo appallottolò e glielo ficcò in gola letteralmente, e con una mano trattenne i 2 enormi fazzolettoni nella bocca ormai spalancata di Fujiko. Le sue guance erano deformate, gonfissime e doloranti, un secondo dopo un ennesimo fazzolettone venne avvolto attorno alle guance di Fujiko, girato fin dietro alla testa e annodato più volte dietro al suo collo, strettissimo e saldissimo.

“Mmmhh..” quello che sarebbe stato un grido di dolore al momento della forte stretta al nodo, si trasformò in un leggero incomprensibile mugolio.. Kelly non aspettava altro.

“Perché fai così piccola, lo sai che io ti voglio zitta e buona”

“E tu invece continui ad agitarti, sei proprio incorreggibile!”, e così dicendo con studiata calma prese un suo foulard dalla sedia e lo piegò a triangolo, quindi lo avvolse stretto sul fazzolettone, facendolo passare a ricoprire anche il naso di Fujiko e scendendolo fin sotto il mento, rigirò e strinse il tutto fin dietro la testa e lo annodò saldamente dietro il suo collo. Un attimo dopo l’ennesimo fazzolettone ricoprì ancora il tutto, andava da sotto il naso fino al mento, avvolse strettamente le guance di Fujiko prima di essere annodato strettissimo dietro il collo. Infine il viso della povera Fujiko venne fasciato da un gigantesco foulard, che venne passato con cura a ricoprirle anche il naso e sceso fino al mento, stretto e rigirato attorno alle sue guance e annodato dietro il suo collo, a ricoprire e quasi saldare tutti quegli enormi bavagli tra loro, trasformandoli in uno solo. Alla fine del suo mostruoso imbavagliamento, Fujiko si sentì “sepolta” nel profumo di Kelly, lo sentiva dovunque, sul suo volto, nelle sue narici, si dimenticò della dolorosa stretta delle corde, e in pochi minuti si sentì eccitare tutta da quel profumo oramai così familiare per lei,

“il profumo della sua Dominatrice” che la fece sentire subito docile e indifesa tra le mani di Kelly.

Kelly le diede una pacchetta sulla testa e un bacino sulle guance imbavagliate,

“Ti adoro quando hai quegli occhioni da cucciola indifesa” e prese ad accarezzarla tra le gambe stuzzicandola con la crotch-rope, poi le mordicchiò i capezzoli, le orecchie, le accarezzò i seni nudi, la baciò dolcemente e con passione infinita. Fujiko continuamente palpata e maneggiata a piacimento da Kelly poteva solo respirare eccitata attraverso i profumati foulards della sua rapitrice ed eccitarsi ancora di più con il loro odore,

“Dai cucciola che e la volta buona” e continuò ad accarezzarla e palparla,

“Finalmente” pensò Fujiko che gemeva e si dimenava per quel che poteva, immobilizzata come era. Ma poi, ancora una volta Kelly si fermò proprio all’ultimo secondo, senza darle la possibilità di godere.

“Scusami, ma ho un improvviso bisogno del bagno” ridacchiò,

“Non te la sei presa, vero piccola?” la schernì sarcasticamente. Fujiko era stremata da quella continua tortura, era come passare dal paradiso all’inferno ogni volta. Perché Kelly si divertiva così tanto a tormentarla in quel modo? Perché?

Anche “La Gatta” era eccitatissima da quella situazione, trattare così Fujiko la faceva godere infinitamente, ma resistette a non toccarsi.

Appena tornata ammirò per pochi secondi la sua indifesa bambolina, tutta nuda, legatissima, imbavagliatissima e ormai completamente impotente tra le sue mani e quindi senza parlare riprese il suo lavoro.

Le caviglie di Fujiko furono letteralmente sepolte nelle corde, nascoste completamente da metri e metri di strettissima corda e il tutto fu annodato come da copione sul davanti per impedirle di raggiungere e sciogliere i nodi con le dita delle mani, anche se era come sempre impossibile farlo per Fujiko con le sue mani ricoperte e rinchiuse in 2 bozzoli di scotch da pacchi nero. Dopo le caviglie toccò agli alluci essere legati con una cordicella sottile e molto dolorosa da sopportare, alla fine il tutto fu annodato sul davanti delle dita. Un’altra corda messa in doppia fu rigirata più volte attorno ai suoi piedi, ma stavolta Kelly non li legò solo al centro, ma passò la corda fino a ricoprire tutta la pianta dei piedi, sopra e sotto, e una volta al tallone la corda fu rigirata e bloccata saldamente attorno alle caviglie, al di sopra di quella che già le legava, altri numerosi giri vennero fatti ad avvolgere e stringere ancora di più la presa sui piedi di Fujiko e infine molti forti e inamovibili nodi sul davanti delle caviglie conclusero e assicurarono il tutto anche stavolta.

PAZZESCO. Fujiko si sentì stritolatissima nelle corde e Kelly era ancora lontana dal finire la sua opera.

Ad uno ad uno fu la volta di gambe, ginocchia sopra e sotto e cosce, metri e metri di corde e centinaia di nodi coprivano il corpo immobilizzato di Fujiko alla fine. Kelly la sollevò sulle sue spalle e la trasportò in un’altra stanza, piazzandola davanti ad un grande specchio che la rifletteva interamente. La rigirò più volte avanti e indietro descrivendole con gioia il suo lavoro con le corde, i nodi, i bavagli e lo scotch, quasi come se la sua prigioniera fosse un’opera d’arte di cui vantarsi.

A quella vista Fujiko rimase sbalordita! Era praticamente coperta dalle corde in tutto il suo corpo, erano visibili solo una parte del suo collo, i suoi seni e i capezzoli, la sua micetta dolorante per la crotch-rope e il culo, le ginocchia, i talloni e le dita dei piedi tranne gli alluci, di cui si vedeva solo la parte finale date le cordicelle che li ricoprivano e legavano strettamente. Ma nonostante i suoi sforzi non potè evitare di eccitarsi a quella visione di impotenza e dominazione totale, l’impotenza sua e la dominazione completa e totale di Kelly su di lei..

Kelly si allontanò pochi secondi per ritornare indossando il guanto di pelliccia, Fujiko trasalì…

“La Gatta” subito prese per l’ennesima volta a palparla, maneggiarla e accarezzarla dolcemente e morbidamente, quando le passava sul viso indugiava sempre qualche secondo a coprirle il naso con il morbido guanto, facendole inspirare il suo “odore”, sapeva benissimo che “quell’odore” eccitava Fujiko da impazzire, e la tormentava in questo modo, per molte ore continuò a stuzzicarla senza però mai lasciarla venire, ogni volta si fermava sempre senza mai lasciarla godere.

“Tu godi quando io ti dico che puoi farlo, capito bambolina?” le diceva e la lasciava lì frustrata e sempre più eccitata.

Infine prese un altro guanto di pelliccia, e con non poco sforzo, sollevò leggermente la corda della crotch-rope e lo infilò tra le gambe di Fujiko, bloccandolo alle labbra della sua micetta. Sollevò i 2 foulards che ricoprivano il naso di Fujiko, poggiandole alle narici e sul viso l’altro guanto di pelliccia, e afferrato un altro suo grosso e profumato foulard, lo usò per bloccare il guanto in quella posizione, piegatolo a triangolo lo ripassò sul guanto stesso, posizionandolo e bloccandolo a ricoprire anche il naso, girando poi il foulard e annodandolo dietro la testa saldissimo come gli altri. PAZZESCO!

Fujiko si sentì sulla luna, mentre Kelly la impacchettava lei poteva vedere tutto nello specchio e alla fine guardandosi così ridotta, con i 2 soffici e morbidissimi guanti di pelliccia, uno ad accarezzarle e palparle le labbra della sua micetta e l’altro a coprirle interamente le narici e coperto dall’ennesimo foulard si eccitò come non mai in vita sua..le bastarono pochi respiri per arrivare quasi all’orgasmo, ora non c’era solo “l’odore” di Kelly ad eccitarla ma anche la morbida carezza del profumato guanto si univa a tutto questo, e lo stesso valeva per la sua micetta, provò a muoversi leggermente e sentì quella soffice e morbida peluria eccitarla pazzamente, Kelly le sorrise semplicemente, accarezzandole leggermente la micetta e il guanto al naso,

“Devo ammettere che stavolta con te o fatto un capolavoro! Non sei d’accordo?”

“Morbidissima, soffice e indifesa nelle mie mani, ti adoro mia dolce bambolina” e prese a scattarle numerose foto col telefonino. Fujiko si sentì in imbarazzo, ma non poteva fare nulla, poteva solo starsene lì inerme e aspettare, poi Kelly la baciò sulla bocca dolcemente e se ne andò senza parlare.

Ancora una volta la campana risuonò e Fujiko per l’ennesima volta tornò al presente, Kelly dopo averla lasciata lì, davanti allo specchio, si era certamente masturbata più volte, aveva sentito dei gemiti inconfondibili venire dal bagno. E questo non aveva fatto altro che aumentare la frustrazione e il tormento di Fujiko che anche volendo non poteva sottrarsi alla dolce tortura studiata per lei dalla sua dominatrice, doveva respirare per forza, e ad  ogni respiro il profumo dei foulards e del guanto di pelliccia alle sue narici la mandavano in estasi, insieme al morbido tocco che sentiva continuamente sulla pelle e che la intossicava ad ogni respiro di più, e lo stesso valeva per il guanto messo tra le sue gambe, ogni tanto doveva per forza muoversi, o almeno provare a muoversi nelle sue condizioni, e il morbido tocco del guanto di pelliccia insieme con la sua carezza soffice e morbidissima che sentiva continuamente alle labbra della sua micetta la mandava in paradiso, ma sempre senza poter soddisfare le sue voglie alla fine. NON POTEVA FARE NIENTE, ASSOLUTAMENTE NIENTE, ERA UN GIRO CONTINUO DI ECCITAZIONE  E NEGAZIONE TOTALE..Poi dei passi si avvicinarono:

“Eccomi qua piccola, scusami se ci ho messo un po’, ma ero occupata a festeggiare di là!” era Kelly, era tornata. Era bellissima nei suoi lunghi e ricci capelli, e con indosso la sua tuta da lavoro risplendeva letteralmente nelle prime luci del mattino:

“Sono le 5 di domenica mattina e ti porto ottime notizie mia morbida bambolina, il colpo e stato perfetto, tutto secondo i piani, e per questo ho deciso di farti un regalo.”

“Vedrai che ti piacerà” E prese ad accarezzarla e palparla per l’ennesima volta, altri dolcissimi baci sulla bocca, morbide e soffici carezze alla micetta e ai seni, ai capezzoli, al collo, dovunque, Kelly era di nuovo eccitatissima, vedere la “sua” Fujiko in quello stato, completamente alla sua mercè l’aveva eccitava di nuovo da morire, Fujiko gemette sotto i suoi numerosissimi bavagli e al guanto di pelliccia, si seppellì felicemente nel profumo della sua dominatrice che stavolta lasciò che la sua prigioniera godesse il suo tanto agognato orgasmo.

Fujiko si sentì impazzire dal godimento. Un orgasmo spaventoso, enorme, mai provato prima.., quando si riprese Kelly la abbracciò forte e le disse in un orecchio:

“Ora dovrò riportarti a casa, che peccato piccola.., ma vedrai che ci ritroveremo presto, non puoi sfuggirmi lo sai,” e le diede un altro bacio sulla  bocca imbavagliata, con una passione che Fujiko non aveva mai sentito prima..e in quel momento capì per l’ennesima volta che era felice.

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