venerdì 27 ottobre 2017


SABATO NOTTE-seguito di SABATO SERA-

Un orologio lontano risuonò e Fujiko tornò al presente..

“Già le 3 di domenica mattina?” si sorprese. Era arrivata, o meglio Kelly l’aveva sequestrata e insieme a Tati l’avevano portata qui che era la sera del sabato. Fujiko impossibilitata a fare qualsiasi cosa ritornò con la mente a quello che era successo dopo il loro arrivo:

“Eccoci qua, piccola!” Kelly esclamò mentre la poggiava dolcemente su un letto. Fujiko sentì allentarsi e cadere la benda, poi Kelly parlò ancora:

“10 minuti e torno da te, goditi le corde e i bavagli nel frattempo” Fujiko notò che l’orologio di fronte a lei segnava le 10 di sera. Era passata un’ora esatta da quando era stata rapita da Kelly. Cercò ancora una volta di liberarsi, dimenandosi con forza più volte, ma fu inutile, riusciva solo ad eccitarsi di più, grazie alla carezza continua del grosso, morbidissimo “pon pon” di pelliccia piazzato da Kelly ad accarezzarle la sua micetta.

“Non posso restarmene qui così, devo fare qualcosa” pensò. Le sue caviglie, gli alluci e i piedi erano legatissimi, ma le cosce, le ginocchia e le gambe erano libere, si disse,:

“Saltellando posso raggiungere la porta e forse scappare con un po’ di fortuna”. Doveva almeno provarci. Sentì Kelly parlare al cellulare, prese un grosso respiro riempiendosi dell’“odore” della sua rapitrice e si alzò di scatto dal letto. Pian piano saltellando raggiunse la porta d’ingresso. Come avrebbe fatto ad aprirla? I polsi erano legati dietro la schiena, le dita delle mani legate una ad una, e il tutto poi era stato rinchiuso nel morbido e soffice sacchetto di pelliccia e bloccato alla sua schiena e sul davanti della vita. Ma non ebbe tempo di pensarci:

“Ma brava la mia bambolina! Cosa credevi di fare, eh?” Oh no, Kelly era tornata. Fujiko cercò di spingere la porta più forte che poteva ma fu inutile, in un attimo “la Gatta” la afferrò e la riportò sul letto.

“Che delusione mi hai dato piccola, non posso lasciarti 10 minuti da sola che cerchi di fuggire!” Fujiko non osò muoversi..

“Vuoi farmi diventare cattiva stasera?” Kelly prese delle matasse di corda dal suo borsone:

“Penso sia meglio finire subito il mio lavoro, non voglio rischiare di nuovo di perderti, piccola” le disse e cominciò a tirar fuori dal suo borsone altre matasse di corda con le quali iniziò a immobilizzarle le cosce, che vennero legate strettamente e con moltissimi giri di corda e annodate saldamente sul davanti, quindi fu la volta delle ginocchia, sopra e sotto, anche loro come le cosce vennero legate strettissime e avvolte in moltissimi giri di corda, e alla fine il tutto fu annodato strettissimo sul davanti. Anche le gambe non furono risparmiate da Kelly, che le avvolse e strinse in numerosissimi giri di corda, fasciandole totalmente fino a raggiungere le corde che le legavano le caviglie, e poi annodò il tutto saldamente sul davanti.

“Almeno e finita” pensò Fujiko sospirando…ma si sbagliava. Kelly la rigirò a pancia in giù e con delle cordicelle sottili iniziò ad avvolgere il sacchetto di pelliccia che le ricopriva e chiudeva le mani, all’estremità inferiore, in corrispondenza delle sue unghie delle dita in pratica. Avvolse e legò il tutto più volte strettissimo prima di far passare le cordicelle sul davanti delle cosce, avvolgendo numerose volte appena sotto la sua micetta e all’inizio delle cosce. Alla fine annodò saldamente e strettamente il tutto sul davanti, in pratica aveva incollato le mani e il sacchetto di pelliccia al centro delle sue chiappe del culo. In questo modo come i polsi che erano già legati e collegati alla schiena e alla vita, adesso, anche le mani erano incollate inamovibilmente al centro del suo culetto. Kelly subito prese ad solleticare Fujiko. Il pon pon morbido alla micetta e la crotch-rope fecero il loro “solito” lavoro, ma anche il sacchetto di pelliccia così immobilizzato al centro delle sue chiappe a ogni movimento accarezzava e stuzzicava la povera Fuiko continuamente, Kelly ancora una volta aveva fatto un ottimo lavoro.

Kelly andò avanti per almeno 10 minuti, e alla fine la povera Fujiko “costretta” a dimenarsi e lottare, era di nuovo eccitata al massimo dal morbido tocco che sentiva alla sua micetta e anche al suo culetto. Ma anche stavolta Kelly non la lasciò godere.

“Benissimo, proprio come volevo, tutto perfetto.” E si fermò con assoluta noncuranza. Fujiko strillava dentro di lei, desiderava godere più di qualsiasi altra cosa in quel momento, ma poteva solo affondare per l’ennesima volta in quel profumo inebriante e sensuale che sentiva ininterrottamente nelle sue narici, era l’“odore” della sua dominatrice, che la intossicava sempre di più. Eccitandola ulteriormente. E che stava diventando una tortura.

“…., …..” frustrata provò a mugolare qualcosa ma assolutamente niente si sentì nella stanza.

“E inutile che provi a parlare piccola, goditi il tuo bel bavaglione e sta buona, che io ho da fare” disse Kelly vedendo che si agitava, e si allontanò di nuovo.

Kelly preparò del cibo che mangiarono insieme. Tolse solo i numerosi bavagli a Fujiko, rifiutandosi di sciogliere le corde e la imboccò lei. Trattarla in questo modo la eccitava. Erano ormai l’una di notte quando finirono. Kelly si allontanò ancora una volta per discutere con le sue sorelle.

“Staranno facendo qualche difficile colpo” intuì Fujiko..dopo una mezz’ora “la gatta” ritornò:

“Io non posso dormire, le mie sorelline potrebbero aver bisogno di me, per questo ho pensato alla tua compagnia per tenermi sveglia stanotte” le disse, e subito:

“O di nuovo voglia di te, piccola” le disse e tirato fuori di nuovo il suo guanto di pelliccia iniziò ad accarezzare Fujiko ancora una volta, lo passò tra le sue gambe, usando il “pon pon” alla sua  micetta per stuzzicarla di più, poi salì fino al collo, ai capezzoli, sul viso, rigirandola le accarezzò anche il culetto, usando il sacchetto di pelliccia alle mani, le accarezzò lentamente e morbidamente tutto il suo corpo nudo più volte, la micetta, le cosce, le gambe, l’ombelico, i seni, la schiena, le spalle, il collo, il viso, davanti e dietro per molti minuti, baciandola dolcemente sulle labbra man mano che anche lei si eccitava, le piaceva dominarla, avere il controllo totale sulla sua preda. Trattarla come la sua bambolina indifesa. Fujiko ovviamente si eccitò e iniziò a gemere, Kelly le tappò la bocca con la mano, continuando a palpeggiarla dovunque.

La forte presa di Kelly eccitava ancora di più Fujiko, la vedeva come una prova di forza, di dominazione totale nei suoi confronti da parte della sua rapitrice, ma come sempre quella sera, sul più bello Kelly si fermò, lasciando la sua prigioniera sempre più frustrata. Fujiko sbottò:

“Nooo, non puoi fermarti di nuovo, io non sono un oggetto con cui giocare, capito stronz..Mmmh..” Fujiko non potè finire la frase. Kelly le coprì di nuovo la bocca con la sua mano.

“Vedo che ci vuole qualcosa per tenerti buona e docile come prima piccola, ma tranquilla, la tua Kelly sa cosa fare” Fujiko tremò, si ricordava benissimo della Kelly cattiva del suo sogno, e non voleva rivederla. Perchè non era stata zitta? Perché?

“La Gatta” tirò fuori dal suo borsone molti fazzolettoni e foulards, Fujiko capì tutto..

Kelly appallottolò 3 grossi fazzolettoni e uno alla volta li infilò nella sua bocca, allargandola a dismisura, Fujiko spinse fuori l’ultimo, era troppo per lei! Ma Kelly lo ricacciò con forza e lo spinse ancora di più in fondo alla sua gola. Anche gli altri 2 data la spinta dell’ultimo, si saldarono letteralmente nella sua bocca, riempiendola completamente. Le sue labbra non potevano chiudersi e le guance erano deformate..immancabile arrivò il fazzolettone a coprirle la bocca e passarle attorno alle guance, strettissimo  e saldissimo come sempre, a spingere se possibile ancora più in dentro i 3 fazzolettoni e a chiudere le sue labbra e strizzare le guance, quando Kelly annodò il tutto dietro il suo collo Fujiko quasi soffocò e mugolò fortemente agitando la testa.

Kelly le diede un bacio sulla bocca imbavagliata,

“Perchè fai così piccola? Ma forse i miei bavagli ti piacciono? Per questo mi costringi sempre ad aggiungerne altri!” E così dicendo piegò un gigantesco foulard a triangolo e lo passò a ricoprire il fazzolettone, girandolo attorno alle guance di Fujiko e passandolo a coprirgli anche il naso, annodandolo strettamente dietro il suo collo più volte. Subito ne arrivò un altro, le fu passato da sotto il naso fino al mento, allacciato strettissimo attorno alle sue guance e annodato saldissimo dietro il suo collo!

Immediatamente Kelly infilò di nuovo il morbido e soffice guanto di pelliccia e iniziò a stuzzicare di nuovo Fujiko, accarezzandole la micetta e i capezzoli, Fujiko voleva resistere, ma non ce la fece, la diabolica Kelly sapeva benissimo come fare, quando vide che Fujiko resisteva, le bastò accarezzarla leggermente col grosso morbido pon pon di pelliccia e strofinarla col sacchetto di pelliccia tra le chiappe del culo, e le bastarono pochi minuti di carezze impellicciate, palpeggiamenti e toccatine per portare la sua prigioniera di nuovo sull’orlo dell’orgasmo. L’indifesa Fujiko cedette, era davvero al limite.

“Mssmmh..Ms.Mmmm..” “.si,siiii..stavolta si…” si agitò e mugolò così forte che si sentì sotto tutti quegli enormi bavagli..

“Lo sapevo piccola, non ti bastano mai, lo sapevo!” Kelly con la scusa dei bavagli si fermò di nuovo. E subito l’ennesimo profumato foulards venne fasciato attorno al viso di Fujiko, passato di nuovo a ricoprirle anche il naso e annodato saldamente dietro il suo collo. Subito dopo Fujiko, come in un film già visto venne rigirata sul letto da Kelly e una sonora sculacciata colpì ognuna delle sue natiche, stuzzicandola grazie al sacchetto di pelliccia, e l’indifesa Fujiko strillò e saltò sul letto dalla forza dei colpi subiti, ma non una parola si udì uscire dalle sue labbra, non una sola singola sillaba,

“….., …..”

“Brava bambolina mia, brava, così ti voglio, docile e sottomessa” Kelly la baciò di nuovo, un lungo, caldo, appassionato bacio unì le loro labbra per qualche minuto. Fujiko non potè fare altro che respirare il profumo di Kelly attraverso i foulards che le coprivano il naso, e si sentì eccitare alla follia.

Kelly sapeva benissimo l’effetto che il suo “odore” aveva su Fujiko, per questo i foulards con cui la imbavagliava erano sempre carichi del suo profumo, e Fujiko stava diventando sempre più “dipendente” dal suo odore. Quando non era imbavagliata, lottava e si dimenava, imprecando contro di lei, ma appena usava i suoi foulards, seppellendola nel suo profumo, Fujiko cambiava completamente, diventava docile e sottomessa. E a Kelly piaceva questo, si eccitava solo a pensarci e voleva avere Fujiko sempre più nelle sue mani.

“Brava piccola mia, su, questa e la volta buona, goditi il tanto desiderato orgasmo” Fujiko a quelle parole spalancò gli occhi,

“Finalmente!” Kelly come sempre prese ad accarezzarla e palpeggiarla dolcemente e lentamente col guanto di pelliccia, a baciarla come fosse una bambola indifesa tra le sua braccia, si eccitava da impazzire a tormentarla in quel modo, d’un tratto squillò il suo cellulare,

“Oh, che sfortuna! Decisamente questa non e la tua serata, piccola.”, e alzatasi, si allontanò per rispondere al cellulare.

Fujiko stava impazzendo, tutto questo era troppo:

il profumo dei foulards di Kelly che sentiva continuamente nelle narici e sul viso che la stordiva, tenendola in un perenne stato di eccitazione totale, l’essere tutta nuda  di fronte a Kelly, il morbidissimo guanto di pelliccia con cui Kelly l’ha accarezzava, i suoi dolcissimi e passionali baci, il soffice sacchetto di pelliccia che le ricopriva e avvolgeva totalmente le mani e la accarezzava tra le chiappe del culo, il pon pon di pelliccia morbidissimo e soffice che era stato legato e bloccato alle labbra della sua micetta e la faceva impazzire ad ogni minimo movimento, e la crotch-rope che accentuava il tutto, tutte cose che la eccitavano e stuzzicavano insieme, ma più di tutto la eccitava follemente l’essere alla totale mercè di Kelly, legatissima e imbavagliatissima come sempre, non ce la faceva più, desiderava godere più di ogni altra cosa al mondo, ma chissà per quanto tempo ancora la sua dominatrice voleva andare avanti a stuzzicarla e poi a negarle l’orgasmo..

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