FINALMENTE
L’ADDESTRAMENTO-seguito di una tenera mattinata-
“Su piccola, hai dormito abbastanza, e ora di svegliarsi” Fujiko
sentendosi chiamare riaprì gli occhi.
Era Kelly,
in piedi accanto al letto con indosso solo le sue mutandine di pizzo nere.
Fujiko si era addormentata subito dopo aver pranzato.
Guardò
l’orologio al muro e vide che erano le 7 e mezza del pomeriggio, aveva dormito
3 ore.
Si
sentiva bene adesso, il culetto non le faceva più molto male, come tutto il
corpo. Poi Kelly parlò:
“Io mi allontano un attimo piccola, quando torno voglio trovarti
dove sei ora, capito? Ho organizzato una splendida seratina tra noi 2 sole! Non
mi deludere!”
“Non preoccuparti Kelly, io
faccio tutto quello che dici, lo sai.” subito rispose Fujiko e la
Gatta si allontanò lasciando
aperta la porta della camera da letto.
“Non
preoccuparti Kelly, io faccio tutto quello che dici, lo sai.” ma che ho detto?
Pensò rimasta sola Fujiko.
Quindi
sentì improvvisamente un pensiero rimbombarle nel cervello:
“Ma
che stò facendo? Io dovrei lottare duramente con Kelly, dovrei liberarmi e
scappare, anzi dovrei vendicarmi, catturarla, legarla e imbavagliarla! Come lei
si diverte a fare con me da tanto tempo..” continuamente continuava a sentire
nella sua mente quelle parole..
Guardandosi
nello specchio vide che non era più imbavagliata e anche le sue caviglie erano
state liberate da Kelly, solo i suoi polsi erano ancora legati, ma non più
incrociati tra loro come prima, ma con i palmi delle mani appaiati l’uno l’altro
dietro la schiena..
decise
di ascoltare quelle parole.
“Sarà un gioco da ragazzi per una ladra esperta come me” si
ripetè e
iniziò a muovere le dita delle mani nel tentativo di raggiungere i nodi e
scioglierli. Ma dopo venti minuti rinunciò,
“Cavolo, ma com’è possibile? Nemmeno adesso riesco a liberarmi?
Sono solo 4 corde attorno ai polsi e 2 nodi e non riesco a scioglierli? Io? La
più grande artista delle fughe al mondo? Ma che mi succede?”
“Non ti succede niente piccola, e solo che la tua Padrona sa
fare molto bene i nodi” le rispose Kelly che nel frattempo era tornata e stava
entrando.
Poi la guardò ridacchiando
“Non hai nessuna colpa, tranquillizzati” Fujiko sospirò,
aveva fallito anche stavolta.
“Ma vedo e sento con grande dispiacere che per l’ennesima volta
non mi hai ubbidito e come sempre adesso sarò costretta a punirti per questo” dicendolo tirò
fuori da sotto il letto il “solito” borsone..
“Ma non c’è nessun bisogno di legarmi di più, l’hai visto anche
tu che non sono riuscita a liberarmi e scappare nemmeno con solo i polsi
legati”
“Ma a me piace legarti di più..sempre di più..”
“Ti adoro quando sei ben legata e imbavagliata nelle mie mani..”
La
risposta e il tono della voce di Kelly, così sicura e nello stesso tempo dolce,
non ammettevano nessuna ulteriore replica.
Ma
quei pensieri tornarono nella testa di Fujiko:
“Ma
che stò facendo? Io dovrei lottare duramente con Kelly, dovrei liberarmi e
scappare, anzi dovrei vendicarmi, catturarla, legarla e imbavagliarla! Come lei
si diverte a fare con me da tanto tempo..”, d’improvviso la voce di Kelly la
richiamò ancora:
“Apri la boccuccia su” La vista della sua Padrona con quel
grosso fazzolettone appallottolato tra le mani pronta a ficcarglielo tutto in
gola fece scomparire quei pensieri, immediatamente Fujiko seguì gli ordini
della sua Padrona, ..la sua Padrona..di nuovo quelle parole..
“Brava piccola, non fare storie, tu adori i miei bavagli
giganteschi, lo so! E inutile che provi a negarlo..” e con studiata
calma infilò il primo fazzolettone completamente nella bocca di Fujiko.
“Mmmmhh..Mmm..” mugolò la confusa Fujiko, perché quei
pensieri di ribellione erano improvvisamente scomparsi? Perché si stava
lasciando imbavagliare da Kelly senza opporre la minima resistenza?
“Continuiamo su, e l’ora del tuo secondo fazzolettone” sorrise
Kelly spingendo con forza dentro il fazzolettone e riempendo ancora di più la
bocca della sua prigioniera, sorridendo compiaciuta del comportamento docile e
sottomesso della sua bambolina.
“Questo ti piacerà ancora di più piccola, vedrai, e davvero
enorme..”
riprese mostrandole un terzo grosso fazzolettone..
“Mm..Mmhh..”mugolò Fujiko alla vista di quel terzo gigantesco
fazzolettone che Kelly aveva appena appallottolato
e si apprestava a infilare nella sua già ripiena bocca..
“Buona piccola, vedrai che ci riuscirai a ingoiarlo tutto, nella
tua bella boccuccia c’è sempre spazio per un fazzolettone in più..lo sai, Ahah”
rise, spingendo
con forza e piantando letteralmente in gola a Fujiko il fazzolettone, compattandolo
di fatto insieme con gli altri 2 e unendoli come fossero un’unica enorme palla
di stoffa a farcire e riempire completamente, in ogni suo millimetro la bocca
della sua prigioniera. Anche le guance di Fujiko erano ormai rigonfie all’
inverosimile..
Fu
subito la volta dei foulards, il primo fu avvolto stretto sopra la bocca
semiaperta e attorno alle guance di Fujiko, e annodato saldamente più volte
dietro il suo collo, il secondo, con calma venne piegato a triangolo e fatto
passare sulla bocca imbavagliata, attorno alle guance e a coprire il naso di
Fujiko, prima di essere annodato strettissimo dietro il suo collo, “l’odore” di
Kelly tornò ad avvolgere l’indifesa Fujiko. Le bastarono poche inspirazioni per
ritornare preda dell’infinito e ininterrotto incantesimo dei suoi foulards.
Kelly
poi ne aggiunse un terzo e un quarto, a imbavagliarla ancora più pesantemente e
inesorabilmente, ed entrambi a ricoprirle anche il naso, consapevole che quell’ennesima,
piccola “voglia” di ribellione della sua prigioniera doveva essere cancellata
dalla sua mente, fino a scomparire.
Alla
fine un quinto, bellissimo e profumatissimo foulard, venne fasciato attorno
alla parte inferiore del viso di Fujiko, ad avvolgerle strette le guance
rigonfie e a coprirle la bocca e ancora ripassato a coprirle il naso e
saldamente annodato dietro il suo collo più volte, strettissimo e inamovibile.
Fujiko
si sentì come immersa in un mare infinito del profumo di Kelly, oramai era
tutto inutile, l’unica cosa a cui avrebbe pensato da allora, e per i seguenti
minuti e le ore in cui sarebbe stata lasciata imbavagliata in quel modo era la
volontà assoluta di ubbidire ciecamente alla sua Padrona..la sua Padrona, di
nuovo quelle parole.., quelle ribelli di solo pochi minuti prima non esistevano
più, come non ci fossero mai state..
Kelly
una volta finito di imbavagliarla la rigirò più volte mostrandole nello
specchio di fronte a loro il bavaglio, Fujiko per la prima volta si sentì
eccitata vedendosi imbavagliata in quel modo pazzesco, anzi in quel modo favoloso!!!
“Adesso occupiamoci di tutto il resto piccola.” Riprese Kelly
armeggiando con alcune lunghe corde tirate fuori dal suo borsone. Fujiko senza
pensare subito unì le caviglie una all’altra, che le stava succedendo? Era
eccitatissima dal suo profumato bavaglio gigante e agiva prima ancora che Kelly
parlasse, e quell’odore non sembrava più solo piacerle, eccitarla, ma
addirittura dominarla, comandare la sua mente, doveva ubbidire alla sua
Padrona, e ancora prima che lei parlasse sembrava sapere cosa fare, cosa Kelly volesse
da lei.
Ripensò
a quel che era successo, si era lasciata imbavagliare come una fedele e docile
schiavetta e adesso le caviglie messe unite prima ancora che Kelly le
comandasse di farlo! Riguardandosi nello specchio e mugolando qualcosa nel
bavaglio si sentì eccitare ancora di più.., voleva essere imbavagliata da
Kelly, voleva essere legata da lei, voleva ubbidirle e nel mentre continuava a
inspirare il suo meraviglioso “odore”.. eccitandosi ancora di più ad ogni
respiro.
Che
le stava succedendo? Non aveva più voglia di lottare? Di liberarsi e correre
dal suo Lupin?
Intanto
Kelly sorridendo, iniziò a legarle le caviglie, numerosi giri di corda le
avvolsero più volte e infine vennero annodate con forza al centro e sul davanti
in modo che con i polsi legati appaiati dietro la schiena non ci fossero
possibilità per Fujiko di raggiungere i nodi e scioglierli. A Fujiko bastarono
pochi strattoni per capire che non sarebbe mai riuscita a sciogliere le corde da
sola e nemmeno ad allentarle, come sempre, ma la cosa strana e che si sentì
compiaciuta da questo fatto, voleva che solo la sua Padrona potesse liberarla.
Voleva essere indifesa e impotente nelle sue mani.
Nel
momento esatto in cui la sua Gatta dominatrice finì di immobilizzarle le
caviglie iniziò a muovere freneticamente le dita dei piedi, in particolare gli
alluci.
La
Gatta ridacchiando con una cordicella lunga e sottile li avvolse più volte,
strettissimi e uniti tra loro e infine annodò saldamente il tutto bloccandoli
totalmente.
“Anche questi, vero?” le disse, prendendole i piedi tra le mani
e guardandola, Fujiko ancora una volta annuì istantaneamente. In pochi minuti i
suoi piedi erano uniti tra loro e completamente ricoperti dalle corde, fino ai
talloni e alle dita dei piedi, numerosi giri di corda li avvolsero e moltissimi
nodi alla fine bloccarono il tutto unendoli insieme. Quando Kelly strinse
l’ultimo nodo, ormai caviglie, piedi e alluci erano inutilizzabili e ridotti
all’impotenza.
Fujiko
provò a muoverli e vedendo che era impossibile farlo sentì la sua eccitazione
crescere. Ma cosa le stava succedendo?
Kelly
forse capendo il suo stato di eccitazione le sollevò il mento e la baciò
dolcemente sulle labbra imbavagliate..
“Così mi piaci piccola, così ti ho sempre desiderata, docile e
sottomessa nelle mia mani..” Fujiko si sentì impazzire dal desiderio dopo quel
bacio e immediatamente allargò per quel che poteva le gambe lasciando lo spazio
necessario a Kelly per ottenere una solida e sicura crotch-rope.
Ancora?
L’aveva fatto ancora? Perché aveva aperto le gambe senza che Kelly lo
comandasse o la costringesse a farlo? Ma che le stava succedendo?
“Bravissima piccola, tranquilla, adesso ci penso io alla tua
micetta..” dicendo
questo la Gatta iniziò a lavorare con le
corde, facendone passare una lunga attorno ai fianchi più volte e collegandovene
un’altra che fece scendere tra le gambe di Fujiko più volte, avanti e indietro,
tra le gambe e tra le chiappe del suo culetto, salire e scendere finchè alla
fine dopo averla annodata tra le chiappe del culo di Fujiko la collegò ai suoi polsi
già legati appaiati tra loro. Polsi che vennero così bloccati e incollati
letteralmente anche alla schiena, e nello stesso tempo ogni loro minimo
movimento provocava lo stuzzicamento alle labbra della micetta di Fujiko.
“Meraviglioso”, pensò tra se Fujiko quando la sua Padrona finì il
suo lavoro.
Subito
Fujiko si rivoltò sul letto iniziando a muovere freneticamente le dita delle
mani, un altro inequivocabile segnale per Kelly.
Con
molta calma la Gatta iniziò a legare le dita delle mani della sua prigioniera
con delle sottili cordicelle, pollici con pollici, indici con indici, medio con
medio, uno ad uno, finchè tutte le dita erano legate e immobilizzate tra loro.
La posizione dei polsi appaiati tra loro le permetteva di farlo senza il minimo
sforzo.
Alla
fine venne il momento di usare lo scotch da pacchi nero. Quando Kelly finì di
avvolgere e ricoprire le mani e le dita di Fujiko le sue mani erano scomparse
così come le dita, sotto numerosissimi giri e strati di scotch da pacchi, al
posto delle mani e delle dita c’era un unico enorme bozzolo di scotch da pacchi
nero.
Kelly
per sicurezza, -come se ce ne fosse bisogno- ripassò lo scotch a ricoprire
anche le corde che legavano i polsi di Fujiko, rendendo ormai vana ogni
possibilità di liberarsi e scappare per la sua docile e indifesa bambolina.
Dopo
pochi secondi Fujiko per l’ennesima volta incollò le cosce unite tra loro e anche
le ginocchia e subito Kelly iniziò a legarle entrambe con numerosissime corde,
le cosce furono avvolte da moltissimi giri di corda, strettissimi e saldissimi
e il tutto fu annodato con forza più volte sul davanti. Quindi toccò alle
ginocchia essere completamente immobilizzate, sia sopra che sotto, le corde le fasciarono
e scesero fino a raggiungere quelle che già legavano saldamente le caviglie,
legando e bloccando di fatto anche le gambe di Fujiko, mentre le altre
avvolsero strette le ginocchia e salirono fino ad unirsi a quelle che
bloccavano e immobilizzavano inamovibilmente le cosce.
“Adesso a chi tocca?” domandò Kelly.
“Mmmhh..Mmm..” mugolò Fujiko girandosi
di spalle e immediatamente unendo i gomiti e gli avambracci tra loro per quel
che poteva, rispondendo alla sua Padrona..la sua Padrona.., ancora quelle
parole.
In
pochi minuti anche i gomiti erano avvolti nelle corde, sopra a e sotto, e gli
avambracci scomparvero sotto giri e giri di strettissima corda che li avvolgeva
totalmente fino a raggiungere i polsi già legati.
Infine
le braccia vennero sistemate da Kelly e legate al busto strettamente, le corde
passavano sopra e sotto i seni di Fujiko facendoli risaltare maggiormente. Gli
avambracci vennero bloccati e incollati anche all’addome di Fujiko tramite
un’altra lunga corda che Kelly fece passare e avvolse,scendendo da sotto i suoi
seni fino alla vita e alla quale infine collegò saldamente gli avambracci
stessi annodandoli strettamente più volte.
Kelly
si allontanò qualche secondo, tornando con un bicchiere d’aranciata e parlò:
“Un ennesimo lavoro perfetto, vero piccola? Eppure mi pare
manchi qualcosa, tu che dici?” Fujiko senza perdere nemmeno un secondo iniziò a
mugolare nel suo bavaglio:
“Mmmhh..Mmmphh..Mmm..” Kelly le sorrise,
“Mi spiace piccola ma non riesco a capirti così imbavagliata e
non ho assolutamente voglia di toglierti e poi rifarti il tuo bel bavaglio” Ma Fujiko non si
arrese,
“Mmm..Mmh..Mmmpf..” mentre mugolava abbassava continuamente la
testa guardandosi il petto..
“Oh cavolo! Hai ragione! Grazie piccola, se non fosse stato per
te avrei dimenticato di legare i tuoi splendidi seni”
“E dire che mi piace tanto farlo.., avvolgerli tante tante volte
e stringerli e strizzarli per bene nelle corde facendoli rigonfiare e diventare
come palloni che sembrano quasi esplodere al minimo tocco..Ahahah!”
Dopo
pochi minuti i seni di Fujiko erano stati sistemati e impacchettati alla
perfezione da Kelly, e i suoi capezzoli già parevano dritti e duri dalla forte
eccitazione.
Fujiko
si guardò nello specchio e si sentì felice del “risultato ottenuto”, poi Kelly
la sollevò e la rigirò più volte nello specchio per ammirare il suo lavoro, le
scattò anche molte foto col suo telefonino, anche lei era eccitatissima,
“Ti adoro piccola mia, ti adoro quando sei legatissima,
imbavagliatissima e indifesa nelle mie mani” le ripetè più volte..poi prese di nuovo
il suo telefonino cellulare:
“Fammi vedere come ti dimeni un po’, su!”
“Lotta e dimenati cercando di liberarti, voglio un bel video da
poter rivedere quando voglio, dove voglio e ogni volta che voglio, le tue foto
non mi bastano più, ti desidero troppo, voglio sentire i tuoi mugolii soffocati
e il tuo ansimare, voglio vederti completamente impotente nelle mie mani.”
“Fallo subito, non resisto” Fujiko diede l’ennesima inspirata nei
foulards della sua Padrona e immergendosi nel suo profumo irresistibile le
ubbidì. Voleva ubbidirle, voleva fare tutto quello che Kelly le diceva di fare.
Ma cosa le stava succedendo?
Passarono
circa 10 minuti poi, ormai stanca si fermò..come al solito fu tutto inutile,
aveva solo sprecato fiato ed energie. Era impossibile liberarsi da quelle corde
e quei nodi, per non parlare dello scotch da pacchi che era inamovibile e
talmente spesso, dati i numerosissimi strati e giri che le coprivano le mani,
le dita e i polsi, che anche con una forbice si sarebbe fatta molta fatica a
tagliarlo. Era tutta sudata e solo allora si accorse dai rumori che sentì
giungere dal bagno, che la sua Padrona aveva raggiunto il culmine, aveva avuto
un orgasmo favoloso guardandola. Le mutandine di Kelly erano sul letto accanto
a lei, inzuppatissime e fradicie dei suoi umori..
Fujiko
invece nonostante i suoi sforzi non era riuscita a godere,
“Ma io non devo godere, solo la mia padrona può darmi il
permesso di godere, solo lei, e non l’ha fatto” pensò convinta tra sé. Cosa le stava
succedendo?
Si
era lasciata imbavagliare docilmente e aveva suggerito praticamente a Kelly
cosa e come legarla, senza lottare e prima ancora che lei le ordinasse di
farlo, quell’odore, quel profumo intossicante la dominava, forse l’addestramento
di Kelly alla fine stava iniziando a dare i suoi frutti?
Perché
pochi minuti prima voleva scappare e farla pagare a Kelly e invece, una volta
visti i fazzolettoni e i foulards tra le mani di Kelly era diventata docile e
ubbidiente? Senza contare che lei odiava quando le venivano legati i seni e
invece stavolta era stata lei a suggerirlo a Kelly? Come con le caviglie, gli
alluci, i piedi, la crotch-rope, i gomiti e tutto il resto? Cosa le stava
succedendo?
Kelly
le aveva confessato che la adorava quando era legata e imbavagliata, che non
poteva fare a meno di pensare a lei in quel modo, e adesso aveva anche girato
un video, oramai aveva moltissime sue foto e il video da rivedere quando
voleva, dove voleva e tutte le volte che voleva, ma la cosa più strana era che…
Anche
lei adesso era eccitatissima dall’essere legata e imbavagliata da Kelly, si
ammirò per l’ennesima volta nello specchio di fronte e capì che voleva restare
sempre così, legatissima, imbavagliatissima, nelle mani della sua Padrona.
Nella speranza di guadagnare prima o poi un agognato, favoloso orgasmo..
“Mm..Mmh..” e mugolando inutilmente nel suo enorme bavaglio Fujiko
si
accorse che era felice…erano ormai le 9 e mezza di sera..
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