UNA MERAVIGLIOSA NOTTATA-seguito di Una
nottata movimentata-
Fujiko
guardava impotente Kelly avvicinarsi:
“Mi raccomando non farli cadere, potrei arrabbiami, e tu non
vuoi che mi arrabbi vero?”
“Tu devi ubbidirmi, o meglio, tu vuoi ubbidirmi, giusto?” Così
dicendo le baciò la fronte e poggiò i 2 morbidi e soffici guanti di pelliccia sulle
sue ginocchia. Le ginocchia erano l’unica parte del corpo di Fujiko insieme ai
talloni, alle dita dei piedi tranne gli alluci, ai suoi capezzoli, e a parte
del collo e la parte superiore del viso, libera da corde, bavagli o scotch da
pacchi. Kelly l’aveva studiata quella mossa, di sicuro. Voleva stuzzicarla
prima ancora di iniziare.
Fujiko
eccitata come era sentì il morbido e caldo tocco dei guanti e subito desiderava
strofinarcisi vicino, muovendosi, ma quelle parole le riecheggiavano
continuamente nella mente “Mi raccomando non farli cadere, potrei arrabbiami e tu non
vuoi che mi arrabbi vero?” “Tu devi ubbidirmi, o meglio, tu vuoi ubbidirmi, giusto?” “Mi raccomando
non farli cadere, potrei arrabbiami e tu non vuoi che mi arrabbi vero?” “Tu
devi ubbidirmi, o meglio, tu vuoi ubbidirmi, giusto?” E allora
semplicemente, ubbidì e continuò a fare l’unica cosa che poteva fare, l’unica
cosa che Kelly le permetteva di fare: guardare, aspettare e respirare,
guardare, aspettare e respirare, seppellendosi sempre di più ad ogni respiro
nel “profumo” di Kelly, la sua Padrona... la sua
Padrona.., altra parola che le riecheggiava continuamente nella testa.
Kelly
agli occhi di Fujiko era sempre più irresistibile! E Fujiko si sentì impazzire dall’essere
completamente immobilizzata mentre lei si spogliava sensualmente a pochi
centimetri di distanza, era affascinante e bellissima.
Il
suo fu un lungo, lento ed eccitantissimo spogliarello dedicato alla sua bambolina
indifesa, Kelly si eccitava tantissimo al pensiero che la docile e impotente
Fujiko ridotta in quello stato non poteva fare assolutamente nulla, a parte guardare,
aspettare e respirare il “suo odore”, guardare, aspettare e respirare il “suo
odore” come sempre. E più respirava più si sentiva irresistibilmente attratta
dalla sua Kelly, e ad ogni respiro la vedeva più bella e attraente. Davanti a
quello spettacolo per lei irresistibile, Fujiko voleva pazzamente strofinarsi
sui guanti di pelliccia per provare a sentire il loro morbido tocco sulla
pelle, voleva cercare pur legatissima come era, di muoversi e raggiungere
l’orgasmo..
Ma
“doveva ubbidirle”, o meglio “voleva ubbidirle”, quell’odore, quel profumo la
rendeva docile e sottomessa a Kelly che la dominava sempre di più. Non poteva o
meglio non voleva disubbidirle e perdere la sua Padrona. E tutto questo la eccitava incredibilmente.
“Ti adoro piccola mia, mi fai impazzire ridotta così!”
“Legatissima e imbavagliatissima, sei come una bambolina
indifesa nelle mia mani” le
disse Kelly oramai tutta nuda. Anche lei era eccitatissima. Anche lei oramai
aveva bisogno di legare, imbavagliare e dominare Fujiko, ne sentiva il bisogno sempre
più spesso e sempre di più, doveva farlo, non poteva farne a meno…E tutto
questo la eccitava incredibilmente.
Forse
anche lei come Fujiko aveva la “sua trappola”, anche se inconsapevolmente il
pensiero di Fujiko la dominava.
“Vuoi giocare con me, piccola? O preferisci essere liberata?” le
chiese
“Allora? Sto aspettando, rispondimi..”
“Vuoi essere liberata?” Nessunissimo movimento
avvenne da parte di Fujiko,
“Allora vuoi giocare con me?” Fujiko
immediatamente annuì come un’ossessa. Kelly sorrise beffarda, il suo “profumato
allenamento” funzionava alla grande. La sua bambolina oramai preferiva starsene
legata, imbavagliata e indifesa nelle sue mani piuttosto che essere liberata.
Fujiko non capiva perché l’aveva fatto, sapeva solo che
doveva farlo, doveva. Perché lei “voleva giocare con Kelly”, voleva..,
quell’odore che sentiva, quel profumo che respirava continuamente e
ininterrottamente la dominava completamente ormai..ne era dipendente..
“Brava piccola, sei riuscita a non farli cadere! Finalmente
inizi ad ubbidirmi”
rise Kelly afferrando e indossando i guanti di pelliccia.
Sdraiò
la sua prigioniera sul letto e dopo averle accarezzato i capelli e baciata
teneramente sulla bocca superimbavagliata iniziò a palpeggiarla lentamente con
i 2 morbidissimi e soffici guanti, i capezzoli, il collo, sulla fronte e sul
viso, tra le gambe, la rigirò passando sul suo culetto nudo, di nuovo ai
capezzoli, alle labbra della micetta…riprese a baciarla e a leccarle i
capezzoli, poi ritornò a palparla coi
morbidi guanti…Fujiko sotto le sapienti mani di Kelly iniziò a eccitarsi come
mai, all’inizio i seni le facevano male al minimo tocco, ma col passare dei
minuti l’eccitazione divenne più forte, anche la crotch-rope limitava il suo
godimento ma alla fine grazie alla morbidissima e soffice carezza dei guanti
sulla pelle superò il dolore e sentì l’orgasmo avvicinarsi, anche la sua
dominatrice se ne accorse:
“Ti piace vero piccola? Sei vicina all’orgasmo? Vuoi godere?” Fujiko
annuì pazzamente,
“E se come tua Padrona ti dicessi che non ti darò il permesso di
godere stasera? Mi ubbidirai?”
“Tu mi ubbidirai bambolina, vero?”
“Perché io non voglio che tu goda stasera”
“E tu devi ubbidirmi, tu vuoi ubbidirmi” E così dicendo Kelly si
fermò e
con i 2 morbidissimi e soffici guanti intrisi anche loro del suo “odore”, premette forte sul viso di Fujiko coprendole la
fronte, gli occhi e il naso facendola sprofondare completamente nel suo
profumo..
“E tu mi ubbidirai, vero?”
“Tu devi ubbidirmi o meglio, tu vuoi ubbidirmi” ripetè. L’indifesa
e docile Fujiko si sentì smarrita immersa in quell’ inebriante
e intossicante profumo, lo sentiva dovunque ed era eccitatissima, e mentre quel
profumo le inondava non solo le narici e i polmoni ma le sommergeva tutto il
suo viso e la testa avvolgendola totalmente, quelle parole le risuonavano nella
mente:
“Ti
piace vero piccola? Sei vicina all’orgasmo? Vuoi godere?” “E se come tua
Padrona ti dicessi che non ti darò il permesso di godere stasera? Mi
ubbidirai?”
“Tu
mi ubbidirai bambolina, vero?”
“Perché
io non voglio che tu goda stasera”
“E tu
devi ubbidirmi, tu vuoi ubbidirmi” “E tu mi ubbidirai, vero?” “Tu devi ubbidirmi o meglio, tu vuoi
ubbidirmi”, furono pochi interminabili minuti..poi Fujiko annuì, “doveva ubbidire”, lei “voleva ubbidire”
a Kelly,
la sua Padrona..la sua Padrona..ancora quelle parole..
Kelly sorrise, felice di aver domato la sua ribelle
prigioniera stavolta, Fujiko non si muoveva più, era come una statua immobile
sul letto accanto a lei. Guardandola e ripensando a tutto quel che era successo Kelly non
si trattenne più, alzatasi dal letto corse in bagno e dopo pochissimi minuti a
toccarsi coi 2 guanti di pelliccia venne in un orgasmo favoloso.
Solo
allora, sentendo quei mormorii inequivocabili di godimento, l’inerme Fujiko
ebbe un piccolo sussulto, ma un bacio di Kelly tornata a letto, che incollò dolcemente
insieme le loro labbra nonostante “il bavaglione” la riportò alla calma..
“Brava bambolina, bravissima. Sempre così ti voglio, zitta e
buona, docile e ubbidiente” e si sdraiò accanto a lei soddisfatta del risultato
ottenuto.
Fujiko girò la testa verso la sua Padrona mentre risentiva quelle
parole continuamente: “Brava bambolina, bravissima. Sempre così ti voglio, zitta
e buona, docile e ubbidiente” “Brava bambolina, bravissima. Sempre
così ti voglio, zitta e buona, docile e ubbidiente”…quella
notte non riusciva a vincere in nessun modo, lei doveva ubbidire a Kelly,
voleva ubbidire a Kelly…
Andarono
avanti così per almeno altre 2 ore. Dopo alcuni minuti serviteli per
riprendersi dallo spaventoso orgasmo avuto, “La Gatta” riprese a giocare con la
sua prigioniera. Moltissime altre volte portò vicinissima all’orgasmo Fujiko per poi negarglielo, come promesso. E ogni
volta le ripeteva le stesse parole e le stesse domande e l’inerme Fujiko ripeteva le stesse risposte, ricadendo sempre
più docile e impotente, completamente in suo potere, grazie al lavoro continuo
e ininterrotto dei suoi profumati e odorosi foulards..che dominavano ed
eccitavano pazzamente nello stesso tempo la povera prigioniera.
Quando alla fine Kelly, sfinita dai numerosi orgasmi raggiunti
giocando così con Fujiko, sentì arrivare il sonno, invece di liberarla le accarezzò, unì e tirò indietro i lunghi capelli
legandoli in una coda di cavallo con una corda e vi collegò delle corte corde
che aveva già legato saldamente e strettamente agli alluci e ai piedi di Fujiko, e con un’altra
corda di pochi centimetri che legò alle caviglie e collegò strettamente ai
polsi la incaprettò severamente per i capelli e il collo.
Talmente
severa e scomodissima fu la posizione impostale, che al
momento della stretta finale di Kelly un minuscolo quasi impercettibile
mugolio si udì uscire dalla bocca superfarcita di
Fujiko ..
“M…, m…., ……”
“Piccola che fai? Ti ribelli proprio adesso?”
“Che delusione, oramai avevamo finito per stanotte..”
“Ma per tua sfortuna sono troppo stanca per sculacciarti il tuo bel
culetto adesso, se ne parlerà domattina tardi” disse Kelly,
“Che dispiacere mi dai bambolina, pensavo finalmente di averti
domata, e invece, sigh.., dovrò rifare tutto daccapo!” Si alzò dal letto e
prese qualcosa dalla sedia di fronte,
“Per il momento dovrai accontentarti di questa piccola
punizione, il resto verrà appena mi sveglio” Improvvisamente
qualcosa coprì gli occhi e la fronte di Fujiko, “l’odore” come sempre era
inconfondibile, un profumatissimo foulard venne piegato in doppia e stretto fortissimo
attorno ai suoi occhi e alla fronte, girato e annodato strettissimo dietro la sua
testa. Il buio totale calò su Fujiko..
“Ma per poter dormire in pace e riposarmi dopo tanto lavoro ci
vuole anche qualcos’altro” e subito un ennesimo foulard gigante fu piegato
a triangolo, passato e allacciato saldissimo sopra la bocca e attorno alle guance
di Fujiko, a fasciarle la parte inferiore del viso e a ricoprirle anche il naso
e tirato tesissimo fin dietro al suo collo, e lì venne annodato più volte
strettissimo. Ancora una volta un’ondata del “profumo di Kelly” seppellì
Fujiko completamente, sofferente per la posizione della sue gambe, le
ginocchia, le spalle, il collo e della testa ripiegata in quel modo, l’indifesa
e di nuovo docile prigioniera provò a gridare qualcosa alla
sua Padrona, ma stavolta assolutamente niente si sentì attraverso il suo
gigantesco bavaglio..
“….., ….., …” adesso Fujiko era davvero immobilizzata
completamente, non un solo millimetro del suo corpo era capace di muoversi, e
il suo già spaventoso bavaglio era aumentato ancora, pazzesco!
“Prima di addormentarmi ti ripeterò di nuovo tutto quello che ti
ho detto finora, questo tuo atto di ribellione non mi e assolutamente piaciuto
piccola, ci vuole una ripassata” e così dicendo Kelly
si sdraiò accanto all’impotente Fujiko, poi:
“A dimenticavo, cerca di non muoverti troppo, potresti farti
male cadendo..” e le diede due forti schiaffoni sul culetto nudo, facendola
sobbalzare e tremare,
“Brava sei riuscita a non cadere, prova a farcela fino al mio
risveglio, perché se cadi e mi svegli dovrò punirti molto più duramente”
“se
cadi e mi svegli dovrò punirti molto più duramente” Pazzesco,
pensò Fujiko a quelle parole della sua Padrona..la sua Padrona..di nuovo
tornavano quelle parole..
“Adesso iniziamo la lezione..ascolta bene mi raccomando
monella”…
“Tu adori il mio profumo, vero? Tu ami pazzamente il mio odore!”
“Tu devi sentirlo continuamente nei tuoi polmoni, non puoi farne
a meno, devi respirarlo, vuoi sentirlo e vuoi respirarlo, ad ogni inspirazione
che fai deve inondare le tue narici, vuoi affondarci dentro continuamente e
ininterrottamente, oramai ne sei dipendente”
“Io non sono più Kelly “La Gatta”, la tua rivale, io sono la tua
Padrona”
“Io sola decido se tu godi o no, io sola posso darti il permesso
di farlo, e tu ubbidisci”
“Tu devi ubbidirmi, tu vuoi ubbidirmi, vero?”.. Kelly andò
avanti per molti minuti a ripetere ancora e ancora, di nuovo tutto alla sua
impotente e docile prigioniera prima di addormentarsi, erano ormai le 5 di
mattina, era stata una lunga e movimentata nottata e sarebbe stata una lunga
mattinata e una indimenticabile giornata per Fujiko.
Era stata lasciata legatissima, imbavagliatissima
e incaprettata e bendata sul suo letto, e faceva l’unica cosa che poteva fare,
l’unica cosa che la sua Padrona le permetteva di fare, respirare, ascoltare e
aspettare, respirare continuamente il suo profumo ammaliante, ascoltare le sue
parole dominanti e aspettare che si addormentasse e risvegliasse, senza
muoversi di un millimetro per paura di cadere, aspettando la sculacciata
promessale al risveglio di Kelly.. respirare continuamente il suo profumo
ammaliante, ascoltare le sue parole dominanti e aspettare che si addormentasse
e risvegliasse, senza muoversi di un millimetro per paura di cadere, aspettando
la sculacciata promessale al risveglio di Kelly..
e tutto questo la eccitava alla follia, la sua insoddisfatta e
frustrata micetta era inzuppata dai suoi umori….e Fujiko
chissà per quale strano motivo mentre continuava ad inspirare e a riempirsi del
profumo intossicante della sua dominatrice si accorse che era felice..
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