UNA TENERA MATTINATA-seguito di una meravigliosa
nottata-
L’acqua
della doccia si chiuse. Kelly aveva finito di lavarsi. Aveva dormito una
favola. Si era risvegliata rilassata e ritemprata, nel corpo e nello spirito. Uscì
dalla doccia e con la massima calma si asciugò il corpo e i lunghi e ricci
capelli, quindi tornò in camera da letto. Guardò l’orologio sul comodino, ormai
era tardi per la colazione, avrebbe pranzato direttamente. Aveva impiegato esattamente
un’ora e mezza per lavarsi e asciugarsi. Era ancora tutta nuda e si rimirò più
volte nel grande specchio a parete della stanza, si vide più bella e attraente del
solito e la sua felicità e la soddisfazione le si leggevano negli occhi. Era
stata una nottata indimenticabile per lei, aveva perso il conto di quanti
favolosi e potentissimi orgasmi avesse avuto.
L’enorme
specchio rifletteva anche il letto..
Lei
era ancora lì, esattamente come l’aveva lasciata, completamente immobilizzata e
alla sua totale mercè, legatissima, imbavagliatissima, incaprettata e bendata
inesorabilmente, immobile, cieca e muta sul letto. A respirare ogni secondo che
passava, ininterrottamente il “suo profumo”, il “profumo dominante” della sua
Padrona..
“L’addestramento procede alla grande” ridacchiò Kelly ammirando la sua
indifesa bambolina, ormai ridotta a niente più che un pezzo d’arredamento, a un
qualsiasi mobilio in casa sua.
Si
avvicinò fino a farle sentire il suo respiro e si accorse che era sveglia..e
allora le accarezzò il seno destro e poi il sinistro. I suoi seni erano
rigonfi, legatissimi e stritolati nelle corde da troppe ore,
“chissà come soffre!” pensò con un po’ di rimorso Kelly,
“Ma è necessario, deve imparare” si disse severa. E anche il resto
del corpo non scherzava..
Erano
passate circa 12 ore da quando, appena arrivata, l’aveva legata così
severamente, poi prima di addormentarsi e senza lasciarla godere, l’aveva incaprettata
e bendata e lasciata così per tutta la notte e parte della mattinata.
Non
era caduta dal letto, era restata zitta e immobile come la sua Padrona le aveva
ordinato, per quanto non le fosse difficile farlo, impacchettata come era.
“Brava, sta imparando ad ubbidirmi, vuole ubbidirmi” si disse Kelly,
guardandola con orgoglio, come fosse una sua opera d’arte di inestimabile
valore.
Era
una posizione davvero scomodissima da sopportare, la testa ripiegata in modo
pazzesco, come le ginocchia e le gambe, la schiena inarcata al massimo, i suoi
splendidi e lisci capelli legati strettissimi e tirati in quel modo! C’erano
davvero chilometri e chilometri di corde ad avvolgere strettamente tutto il suo
corpo e metri di strati di scotch da pacchi a bloccarle e ricoprirle interamente
le mani e le dita, già legate in precedenza anche con le corde peraltro, senza
contare l’enorme bavaglio cui l’aveva sottoposta, con i 4 giganteschi fazzolettoni
piantatigli fino in gola e i 4 grandi e strettissimi foulards aggiunti, a
zittirla completamente. Anche
la benda era stretta e salda come fosse appena stata legata e annodata. Forse
aveva davvero esagerato stavolta.
“Ma è necessario, deve imparare” si ripetè Kelly.
Sentendo
prima il respiro accanto a lei e poi il tocco di Kelly, Fujiko strillò. Voleva essere liberata, l’eccitazione le era
passata da un pezzo, aveva tutto il corpo intorpidito, al dolore che sentiva dall’inizio
ai seni e alla micetta, causa le numerose strettissime corde che li
stritolavano e la spietata crotch-rope tra le labbra, una volta incaprettata
così severamente, si era aggiunto quello al collo, alla schiena, alle ginocchia
e alle gambe ripiegati tutti in quel modo pazzesco! Ed era incaprettata per i
capelli! Pazzesco! Il tutto era diventato insopportabile già dopo pochi minuti,
figuriamoci dopo tutte quelle ore.
Inutile
dire che dato l’enorme bavaglio, lo strillo fu appena udibile nella stanza. La
sua Padrona se ne accorse perché era esperta in queste cose.
“Ciao dormigliona, dormito bene?”
“Sappi che io sono sveglia da quasi 2 ore ormai, e ora
di alzarsi” e
non riuscendo a trattenersi a quella vista, la accarezzò tra le gambe dolcemente
e delicatamente più volte, le strizzò leggermente i capezzoli, scese di nuovo
tra le gambe, le accarezzò i seni, ancora la micetta, un’altra strizzatina ai
capezzoli.. andò avanti per molti minuti. Le piaceva troppo giocare così con la
sua bambolina, doveva farlo, voleva farlo..ne era dipendente. Fujiko la
dominava. Dominava la mente di Kelly inconsapevolmente.
Non
un fiato si sentì nell’aria né Fujiko si mosse di un millimetro,- non che
potesse farlo, legatissima e imbavagliatissima come era -, ma Kelly sapeva che era
vicinissima all’orgasmo, ormai conosceva bene la sua bambolina, i suoi limiti..
“Però, i miei bavaglioni funzionano davvero bene, questo qui e
ancora saldissimo dopo tutte queste ore..” disse con sarcasmo, ammirando i numerosissimi
sovrapposti foulards che zittivano completamente la sua prigioniera..
“Sono davvero brava, devi ammetterlo piccola, non potevi trovare
Padrona migliore” disse,
mentre con le mani continuava a stuzzicare la micetta e i seni di Fujiko,
“Anche se, forse, qualche foulards andrebbe ricontrollato, se proprio
il bavaglio si allentasse tu ci rimarresti molto male, vero piccola? Tu adori sentirti
avvolgere, fasciare e ricoprire il viso e il naso dai miei profumati foulards,
respirare forte attraverso di loro e perderti nel mio odore, lo so.”..e con la scusa di controllare
e stringere di nuovo alcuni nodi si fermò all’improvviso, lasciando la sua
prigioniera di nuovo insoddisfatta e frustrata sul più bello.. la giornata
iniziava come l’altra era terminata per la povera Fujiko.
Il
bavaglio fu risistemato, anzi rifatto da Kelly, l’enorme massa di stoffa dei fazzolettoni
che riempivano la bocca di Fujiko rimase al suo posto, mentre tutti i foulards
vennero tolti e rimessi al loro posto, se possibile stretti a annodati molto
più saldamente di prima, alla fine una nuova “ondata del profumo di Kelly”
seppellì letteralmente la sua indifesa prigioniera.
Poi
Fujiko sentì cadere le corde che la incaprettavano. Finalmente potè distendere
le gambe e far riposare il collo. Anche la benda cadde e il suo primo pensiero,
dopo qualche secondo per riabituarsi alla luce, fu per i suoi capelli! Lei ci teneva
tanto, Lupin le diceva che amava i suoi lisci e splendidi capelli,
“sono
unici, risplendono alla luce del sole, sono favolosi cheriè” le ripeteva
sempre. Adesso si erano rovinati, pensò.
Poi
fu interrotta:
“E il momento della punizione, non penserai che l’abbia
dimenticato, vero?”
“Punizione?” Fujiko agitò la testa più volte in segno di no,
“Sta buona, dopo ti libererò del tutto e potrai lavarti e
riposarti prima di pranzo. Ma devo punirti per la tua ribellione di ieri, lo
sai che devo farlo. Che Padrona sarei se ti perdonassi sempre?”
“Sempre? Quando mai mi hai perdonata!”, strillò dentro di
lei Fujiko.
La
sculacciata promessale! Se ne era completamente scordata. Si era ribellata a
Kelly quando l’aveva incaprettata!
“Ribellata? Ho solo strillato perché a stretto troppo i nodi! Una
reazione normalissima, la spina dorsale a momenti mi si spezzava in due
ripiegata in quel modo! Come il collo e le gambe!”
“E il foulards aggiunto al bavaglio? A momenti soffocavo! E la
stretta della benda? Pazzesca! Ma cosa pretende che diventi davvero una bambola
senza vita..?” tutti
questi pensieri riempirono la mente della povera prigioniera mentre si dimenava
come un’ossessa con la pochissima forza rimastale.
Kelly si incazzò per la reazione di Fujiko,
“Allora non vuoi proprio imparare? E io che pensavo che dopo tutta
la notte trascorsa legatissima, imbavagliatissima, incaprettata severamente e
bendata strettissima e sentendo ad ogni respiro continuamente e
ininterrottamente il mio profumo saresti finalmente diventata docile e
sottomessa al mio risveglio!” Fujiko lottò ancora, ma finì con l’inspirare
ancora di più l’odore di Kelly… alla fine infatti,
l’unica
conseguenza di questa sua inutile ribellione fu come sempre, respirare più
forte e più a lungo, molte volte l’odore di Kelly,
ricadendo nel suo incantesimo.. Kelly pazza di
rabbia le diede un fortissimo ceffone sulla guancia sinistra,
“Basta ti ho detto! Sei proprio incorreggibile!”
“Ma sono sicura che altre 30 belle sculacciate sulle tue chiappette
nude ti insegneranno a comportarti col dovuto rispetto in presenza della tua
Padrona”
“Su, piccola monella, inizia a contare e mugola forte mi
raccomando, se anche una sola volta, non sento la tua vocina ricomincio
d’accapo ti avverto”
“Saranno 15 per ogni tua bella chiappa se ubbidisci bambolina”
ridacchiò crudelmente “La Gatta”
“SCIAK” “SCIAK!”
“SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!”
“SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK” “SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!”
“SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!” “SCIAK!”
“SCIAK!”…, Fujiko pensò
di essere perduta, era l’ennesimo trucco di KELLY per punirla di più, per
quanto strillasse, attraverso il suo gigantesco bavaglio, peraltro appena
rinforzato, non si sentiva assolutamente nulla, non poteva mugolare, e avrebbe
ricevuto chissà quante sculacciate in più..
“per
colpa sua e per aver disubbidito alla sua Padrona”..PAZZESCO!
“M…” “M..” “M…” “M…” “M..” “M…”“M…” “M..” “M…”“M…” “M..”
“M…”“M…” “M…” “M..” “M…”“M…” “M..” “M…” “M…” “M..” “M…”“M…” “M..” “M…” “M…”
“M..” “M…”“M…” “M..” invece per sua “fortuna”
i colpi di Kelly furono così duri e forti, e dovette strillare così forte, che un
piccolo, minuscolo mugolio si sentì ad ogni sculacciata! Salate lacrime alla
fine le solcavano le guance mentre singhiozzava, il suo culetto era infuocato..
oltretutto la corda della crotch-rope le aveva dato molto fastidio durante la
sculacciata, che era stata molto più dolorosa in quel modo, e Kelly
certamente lo sapeva.
Lo
sapeva ma era stata di nuovo spietata,
“perché si era ribellata, perché?” E singhiozzando si
immerse ancora nel profumo meraviglioso della sua Padrona..
“Perché gioca così con me? Perché ci gode tanto a trattarmi
così! Maledetta Kelly” strillò ancora dentro di lei, e facendo l’ennesimo forte e
lungo respiro affondò
nel profumo favoloso e intossicante di Kelly…si
sentì docile e indifesa, ancora una volta..
“Adesso, appena riesci ad alzarti, va a lavarti e non toccarti
assolutamente, capito?” comandò severa Kelly, mentre la slegava definitivamente. Una
ad una tutte le numerosissime corde liberarono ogni millimetro del suo corpo, anche
le mani e le dita vennero liberate dallo scotch che le avvolgeva e ricopriva da
ore, Fujiko si sentì senza forze, le gambe e il culetto le tremavano pazzamente
per la sculacciata appena ricevuta, non si reggeva in piedi. Sentiva
letteralmente dolore fino alla cima dei capelli..,
Dopo
tutto quel tempo delle forti fitte le colpirono gli arti e dovette strillare,
ma per fortuna durarono pochissimi minuti. Kelly non c’era, era uscita dalla
camera da letto appena liberatala, ma una volta tornata non le disse nulla per
quelle urla, sapeva che così tante ore legata in quel modo avrebbero portato a
quelle conseguenze causa la circolazione del sangue.
Anzi,
dopo averle liberato i seni prese ad accarezzarli dolcemente, erano quasi viola,
gonfissimi e sensibilissimi al minimo tocco.
“Perché mi costringi ad essere tanto cattiva con te, piccola? Io
ti amo, l’ultima cosa che vorrei al mondo e farti del male!”
“Ma tu sei sempre così indisciplinata e ribelle, imparerai mai
ad ubbidirmi?” Era
cambiata, era come se la dolorosissima sculacciata inflittale l’avesse svuotata
da tutta la rabbia che sentiva verso di lei. Dopo alcuni minuti a guardarla,
sdraiata sul letto, sfinita e col culetto rosso fuoco per le forti sculacciate
avute aggiunse:
“Vieni bambolina, mi occuperò io di te” La prese nelle sue
braccia come una mamma affettuosa con la sua bambina e la portò in bagno. Una
volta lì la lasciò rilassarsi per molti minuti nella vasca da bagno che aveva
preparato, per questo si era allontanata, un mare di schiuma e bolle profumate
accolsero le stanche membra di Fujiko. Kelly
lavò e insaponò dolcemente e morbidamente tutto il suo corpo, si soffermò dove
i segni delle corde erano più chiari, alla micetta e ai seni, agli alluci anche
loro quasi viola, e alla schiena, le lavò e massaggiò dolcemente anche i
capelli, stritolati anche loro nelle corde per tutta la notte e la mattinata, Fujiko fu sorpresa, quella era la sua Kelly,
quella che amava e adorava. Dolce e premurosa con la sua bambolina. Era tornata.
Alla
fine la ripose sul letto e le asciugò i capelli, poi vide che erano ormai le 3
del pomeriggio:
“Adesso bisogna pensare al pranzo, e già molto tardi” allontanatasi prese
delle corde dal suo borsone e le legò i polsi incrociati dietro la schiena, non
forte, Fujiko non sentì dolore alla dura
stretta dei nodi, ma ugualmente erano impossibili da allentare. Ugualmente fece
con le caviglie legate unite una accanto all’altra. Non erano nodi strettissimi
e dolorosi, ma saldissimi e impossibili da sciogliere.
Infine
“La Gatta” tirò fuori un grosso fazzolettone, Fujiko
non capì perché, ma d’istinto prima che la sua Padrona parlasse spalancò la
bocca,
Kelly
si limitò a sorriderle con dolcezza, senza parlare.. , il grosso fazzolettone
venne appallottolato e infilato interamente nella sua bocca e subito un altro
lo seguì, e un grande, bellissimo foulard di Kelly fu aggiunto a ricoprire il tutto,
coprendo la bocca e le guance di Fujiko e tirato e annodato stretto dietro il suo
collo. Subito un altro foulards molto più grande e piegato a triangolo, fu
aggiunto da Kelly, ripassato sull’altro, sopra la bocca e attorno alle guance
di Fujiko e passato a coprirle anche il naso,
e infine tirato stretto dietro il suo collo e annodato saldamente e
strettamente. Una tempesta del “profumo di Kelly” invase le narici di Fujiko. Meraviglioso!
Anche
il bavaglio non era enorme e insopportabile, anzi. Ma certamente era fuori
discussione allentarlo o farlo cadere..erano pochi nodi ma saldissimi.
“Eccoti sistemata piccola, scusami ma vado di fretta, dovrai
accontentarti di solo polsi e caviglie legate e di un bel bavaglio profumato in
versione minuscola” le
sorrise Kelly,
“Qualsiasi cosa mugola forte e io arriverò da te, bambolina”
“E non guardarmi male, l’ho fatto per te, se non ti avessi
legata sicuramente avresti cercato di scappare e sarei stata costretta a
punirti ancora più duramente, lo sai anche tu” le diede un bacio sulle labbra imbavagliate,
dolce e passionale e se ne andò in cucina.
Fujiko
iniziò a ricadere nella trappola dei foulards, erano solo 2 stavolta, ma
l’effetto era identico, pochi minuti e pochi respiri ed era già di nuovo docile
e indifesa nelle mani della sua Padrona..
Kelly
stavolta era stata buona con lei, non sentiva nulla a polsi e caviglie, le
corde erano saldissime ma indolori al massimo. Dopo circa mezz’ora “la Gatta”
tornò a prenderla, caricandosela sulle sue spalle la portò in cucina, dove
pranzarono insieme. O meglio, Kelly la lasciò legata mani e piedi e le tolse
solo il bavaglio, imboccandola come fosse una neonata, le piaceva farlo, voleva
e doveva farlo, trattarla così la eccitava pazzamente, il pensiero di Fujiko
docile e indifesa nelle sue mani la dominava. Ne era dipendente.
Fujiko
era ancora stanca e non protestò stavolta, quando Kelly la riportò sul letto e
la imbavagliò di nuovo si limitò a mugolare dolcemente e si lasciò ricadere e
sommergere dall’ormai inebriante e intossicante profumo della sua Padrona,
voleva sentirlo ad ogni respiro che faceva, doveva sentirlo, ne era
dipendente..
e
mentre Kelly si sdraiava accanto a lei capì che era stanca ma felice, ed erano
solo le 4 e mezza del pomeriggio…
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