martedì 10 ottobre 2017


SABATO SERA-seguito di GRAZIE LUPIN

“E’ inutile, sono stata sconfitta ancora una volta” pensò Fujiko, smettendo di lottare e immergendosi nuovamente in quel profumo ammaliante che la eccitava infinitamente da molte ore, e cominciò a far volare la mente, ritornando a come tutto era iniziato:

Era a casa sua, si rigirò un’ultima volta nello specchio in camera da letto, indossava un abito da sera lungo, scarpe nere a tacco alto e aveva su anche dei guanti lunghi fino al gomito di raso, neri. Sotto portava biancheria intima di pizzo nera, calze e reggicalze. Voleva essere elegantissima e sensuale al massimo. Lupin era lontano e lei aveva voglia di svagarsi. Sentì suonare il suo taxy e scese.

Dopo circa 10 minuti di marcia lo vide rallentare e fermarsi. La porta di dietro si aprì e qualcuno saltò su. Il taxy ripartì in fretta. Il tutto si svolse in pochissimi secondi.

Fujiko vide che seduta accanto a lei c’era Kelly, “La gatta”!

“Salve piccola, mi spiace, ma la tua serata finisce qui!” queste furono le sue uniche parole. In pochissimi minuti riuscì con una grande abilità e destrezza a spogliare Fujiko, togliendole anche mutandine e reggiseno, lasciandola completamente nuda. Fujiko si sentì imbarazzatissima ma non ebbe il tempo di protestare.

Dal borsone che aveva con lei, Kelly cominciò a tirar fuori numerose matasse di corda. In un attimo afferrò le braccia di Fujiko e rigirandola con forza iniziò a legarle i polsi appaiati dietro la schiena, con i palmi sovrapposti l’un l’altro.

“Maledetta, non ti permetterò di legarmi di nuovo!”

“Mi spiace per te, piccola, ma e già troppo tardi per impedirmelo..” la canzonò Kelly.

Nel mentre avvolse i polsi di Fujiko con numerosi giri di corda, annodando alla fine il tutto saldamente al centro, immobilizzandoli totalmente.

“Stavolta mi libererò e te la farò pagare, vedr..Mmmmh..” Fujiko non riuscì a finire la frase. Kelly nel frattempo aveva tirato fuori dal suo borsone un grosso fazzolettone, e dopo averlo appallottolato, glielo infilò interamente in bocca, senza fermarsi ne afferrò un altro, forse anche più grande del primo, e appallottolatolo glielo cacciò con forza in bocca, riempendola ancora di più. Alla fine Fujiko aveva la bocca talmente farcita e piena che le sue labbra non riuscivano a chiudersi.

Kelly subito le coprì la bocca con la mano, impedendole di sputare fuori i fazzolettoni. Era una mano forte e inamovibile, una mano da Dominatrice assoluta.

Fujiko smise di spingere con la lingua, capì che era inutile..,si sentiva le guance e la bocca quasi scoppiare, tanto erano gonfie e riempite dalla grandezza dei 2 fazzoletti.

“Mmmh..Mmh..” mugolò agitando la testa inutilmente, “La gatta” incurante delle sue proteste continuò decisa il suo lavoro,

Immediatamente un grosso fazzolettone venne stretto attorno alle sue guance, andava da sotto il suo naso fino al mento, venne rigirato fin dietro al suo collo e annodato strettissimo, Fujiko al momento della stretta, sentì i 2 grossi fazzoletti che le riempivano la bocca venire spinti ancora più in profondità e scenderle letteralmente in fondo alla gola. Ma non ebbe tempo di pensare troppo..

In pochi secondi un gigantesco foulard già precedentemente piegato a triangolo da Kelly, venne avvolto attorno alle sue guance e passato a coprirle anche il naso, scendendo fin sotto il mento, fasciandole tutta la parte inferiore del viso. Kelly lo rigirò dietro al suo collo e una volta lì lo annodò strettissimo.

Ma non si fermò qui.., con un altro fazzolettone le avvolse e strinse la bocca e le guance ancora una volta, passandolo da sotto il naso fino al mento e alla fine annodò saldamente il tutto dietro il suo collo. Il foulard sottostante, che le copriva il naso si compattò a quella forte stretta, diventando un tutt’uno col fazzolettone che lo ricopriva. Per questo motivo “l’odore” di Kelly le entrò prepotentemente nelle narici.. e Fujiko si eccitò subito respirandolo..

“Mm..Mmh..” Mugolò, per quel che poteva almeno, solo un leggero mugolio soffocato si sentì nell’auto. Ma Kelly sentendola ancora agitarsi, prese dal suo borsone l’ennesimo foulard, e stavolta con molta calma e precisione lo piegò a triangolo, e lo avvolse strettamente attorno alle guance di Fujiko. Lo rigirò attorno alla testa, ricoprendole per la seconda volta il naso e alla fine diede un’ultima fortissima stretta annodando il tutto dietro al collo.

Una volta finito “La Gatta” le diede una vera e propria sculacciata sul sedere, fortissima, Fujiko saltò letteralmente dal sedile, urlando per il colpo subito:

“….., ……” , niente, non una sola sillaba uscì dalle sue labbra imbavagliatissime e dalla bocca superfarcita. Kelly sospirò, finalmente soddisfatta dell’efficacia del bavaglio.

Fujjko, si sentiva davvero soffocata da quei numerosissimi enormi bavagli, e con l’ultimo foulard aggiunto a ricoprirle ancora il naso, il profumo di Kelly ormai la “Dominava totalmente”, perennemente immersa in quell’odore non riusciva a pensare ad altro che alla sua “Gatta dominatrice”, ne era intossicata. Kelly la guardò per un istante, la prese tra le braccia e le stampò un bacio caldo e appassionato sulle sue labbra imbavagliate…

Fujiko che già era molto eccitata dalla situazione e dall’essere indifesa nella mani della sua rapitrice, a quel bacio si sentì quasi venire..

Ma furono pochi secondi di dolcezza, poi Kelly riprese il suo lavoro con la massima determinazione: passò quindi a legarle le caviglie, come al solito fece un lavoro perfetto, numerosi giri di corda fasciarono le caviglie di Fujiko e un nodo saldissimo bloccò il tutto sul davanti. Quindi fu la volta dei gomiti, legati sopra e sotto e stretti fino a toccarsi tra loro, anche gli avambracci furono legati e uniti fino a toccarsi, e sia gomiti che avambracci vennero bloccati con due nodi saldissimi. Una corda messa in doppia fu passata più volte ad avvolgere la vita di Fujiko, e usata per legarvi polsi e avambracci, immobilizzandoli alla schiena.

Quindi per Fujiko arrivò il momento della crotch-rope, una lunga corda fu collegata alla corda in vita e fatta scendere tra le sue gambe, risalendo dal didietro più volte, passata tra le chiappe del suo culetto, e a stuzzicarle continuamente la micetta. Anche le sue braccia subirono il solito trattamento, Kelly le avvolse in moltissimi giri di corda bloccandole al busto, corde che passavano sopra, sotto, e al centro dei suoi seni, quasi a dividerli l’uno dall’altro. Kelly le annodò strettamente e inamovibilmente in più punti. Le sue dita delle mani non furono risparmiate, vennero legate da Kelly una ad una, pollice con pollice, indice con indice, e così via..e poi fatte sparire in un sacchetto fatto di pelliccia, morbidissima e soffice pelliccia, dentro e fuori. Kelly lo bloccò ai polsi di Fujiko con delle cordicelle sottili che avvolse più volte e legò attorno ai suoi polsi, al di sopra delle corde che già li legavano. E appena finito di sistemare le mani della sua prigioniera nella pelliccia, tirò fuori dal suo borsone un guanto di pelliccia col quale iniziò ad accarezzarla lentamente tra le gambe, la accarezzò col morbido e soffice guanto e la baciò dolcemente più volte,

“Perché ti adoro così tanto quando sei ridotta a una docile e indifesa bambola tra le mia mani?” le disse mentre la stuzzicava. A quelle parole e sotto il magico tocco di Kelly, Fujiko si sentì ancora una volta eccitare tutta.., le carezze e i baci continuarono per almeno 10 minuti ma appena Kelly si accorse che Fujiko stava per godere si fermò. Fujiko era quasi con le lacrime agli occhi, perché Kelly si divertiva a tormentarla così? Perché?

Eccitata dalla sua dominazione totale su Fujiko, subito dopo Kelly tirò fuori dal suo borsone un grosso “pon pon” di pelliccia, morbidissimo e soffice e lo infilò tra le gambe di Fujiko, bloccandolo sotto la corda della crotch-rope, proprio al centro della sua micetta. In questo modo, ad ogni anche minuscolo movimento, Fujiko avrebbe assaporato non solo la crotch-rope ma anche la morbida carezza del pon pon, spinto ancora più dentro le sue labbra dalla strettissima corda.

D’improvviso Kelly prese a solleticare dovunque Fujiko, che fu “costretta” ad agitarsi e dimenarsi pazzamente, e subito il pon pon iniziò a fare il suo lavoro, accarezzando continuamente la sua micetta col suo morbido e soffice tocco. In nemmeno un paio di minuti, Fujiko fu di nuovo sull’orlo dell’orgasmo.

“Benissimo, funziona tutto perfettamente!” esclamò Kelly appena accortasi di questo. E si fermò di scatto, senza lasciarla godere neanche stavolta, e guardandola:

“O piccola, ma forse tu volevi venire? Mi spiace per te, ma ho deciso che non puoi.” Ridacchiò, soddisfatta del suo lavoro con le corde e il pelliccioso “pon pon”.

Fujiko non si mosse, sentiva il cuore batterle forte ed era come mezza stordita, per l’ennesima volta la sua dominatrice l’aveva portata vicinissima all’orgasmo e poi glielo aveva negato. Perchè, perché giocava così con lei! Si sentiva completamente impotente nelle sue mani…e questo la eccitava. Ma non potè pensarci a lungo, immediatamente delle cordicelle sottili le avvolsero gli alluci, legandoli e stringendoli fino a farli toccare l’un l’altro. Kelly annodò strettamente il tutto sul davanti e senza nemmeno un secondo di pausa, iniziò a fasciarle anche i piedi nelle corde. Numerosi giri di corda avvolsero i suoi piedi sopra e sotto, esattamente al centro, legandoli inamovibilmente insieme, e dopo l’ennesimo forte strattone Kelly annodò il tutto al centro sul davanti. Tutti i nodi erano irraggiungibili come sempre, impossibile per Fujiko raggiungerli e liberarsi con le sue mani legate dietro la schiena, anche se avesse potuto muovere le dita, già in precedenza legate nascoste e chiuse nel morbidissimo sacchetto di pelliccia da Kelly.

Ancora una volta un Bondage pazzesco per Fujiko.

“Adesso rimangono solo le mie cosce e le ginocchia, poi sarà finita!” pensò Fujiko, ma proprio in quel momento l’auto rallentò e si sentì come un garage aprirsi, l’autista stava parcheggiando. Erano arrivate.

“Eccoci qua! In perfetto orario sorellona” disse allegramente Tati, dal posto di guida. Era lei l’autista, la più piccola delle “Gatte”.

“L’ultimo ritocco alla mia docile bambolina e scendo.” rispose Kelly. Immediatamente, Fujiko venne bendata con un grosso foulard di stoffa piegato in doppia e avvolto e stretto attorno alla sua fronte e gli occhi, e annodato dietro la testa saldamente. Quindi venne sollevata da Kelly, che la caricò sulle sue spalle come fosse un fuscello, e scese dall’auto.

“Grazie del passaggio sorellina, di a Sheila di seguire il mio piano perfettamente e tutto filerà liscio. Ci sentiamo dopo”

“A dopo Kelly, e mi raccomando divertiti con la tua bambolina preferita!” rise Tati ripartendo. Kelly con la sua prigioniera in spalla iniziò a salire delle scale.

Fujiko era allo stesso tempo impaurita ed eccitata, dove l’aveva portata Kelly? Perché l’aveva sequestrata di nuovo? Non c’erano furti da fare al suo posto e non c’entrava niente Lupin stavolta. Lei era uscita solo per svagarsi in un normale sabato sera, niente di più. Con la benda non poteva vedere nulla, poi sentì una porta aprirsi, inspirò forte attraverso il bavaglio, riempiendosi come ad ogni respiro dell’inebriante odore delle sua dominatrice, e sperò che non esistessero i sogni premonitori, si ricordava ancora lo spaventoso incubo che aveva avuto solo pochi giorni prima, e le parole di Tati non lasciavano presagire niente di buono..
 

martedì 3 ottobre 2017

ecco il terzo capitolo della storia :

GRAZIE LUPIN- seguito di L’amore trionfa-

Le prime luci dell’alba ormai filtravano attraverso la finestra della sua stanza da letto, per tutta la notte si era inutilmente dimenata e rivoltata nel tentativo di uscire da quella situazione, e ormai senza più la forza nè la voglia di lottare iniziò a ripensare a tutto quello che era successo:

Quella mattina Lupin le aveva regalato un mazzo di fiori enorme, bellissimo e profumato, d’altronde era il suo compleanno.

“Stasera c’è già un tavolo prenotato per noi, cheriè!” le disse invitandola ad una splendida cena insieme nel miglior ristorante della città.

“Così ti dimenticherai di quella brutta avventura con quella gattaccia cattiva, ti ho preparato una sorpresa indimenticabile per il tuo compleanno, vedrai amore mio”

Fujiko si preparò per la serata, voleva essere bellissima, irresistibile. Indossò reggiseno e mutandine di pizzo nere, calze a rete, reggicalze, una magliettina attillata rossa con un’ampia scollatura sui seni e una minigonna cortissima di pelle che fasciava strettissimo il suo “lato B” facendolo risaltare in maniera favolosa e lasciava le sue gambe in completa mostra. Scelse delle scarpe rosse con tacco alto 15 centimetri. Ovviamente prima era stata 3 ore dal parrucchiere per manicure, pedicure e i capelli. Voleva far impazzire dal desiderio Lupin quella sera. Voleva dimenticare Kelly.

All’ora stabilita chiamò un taxy e si mise ad attenderlo. Voleva darsi una ripassata ai capelli e un ultimo sguardo al vestito nello specchio di fronte al suo letto ma appena aprì la porta della camera da letto sentì uscirne un profumo che le diede un senso di eccitazione.., lo riconobbe! Era l’odore indimenticabile del foulard di Kelly! Lei era lì, ne era sicura. Non ebbe il tempo di fare nulla.

Subito si sentì afferrare e bloccare le braccia dal didietro. Kelly con una mano le tappava la bocca, e velocemente le immobilizzò i polsi, legandoli incrociati dietro la schiena con molti giri di corda, annodando il tutto strettissimo alla fine.

Quindi passò a legarle le caviglie, Fujiko si dibatteva più che poteva ma in pochissimi secondi anche le sue caviglie erano immobilizzate, legate e unite strettissime una all’altra, avvolte con moltissimi giri di corde, che vennero annodate saldamente sul davanti delle gambe.

“Lasciami, lasciam...” Gridò, ma Kelly con una velocità e una forza incredibili appallottolò e le infilò in bocca una alla volta 3 fazzolettoni enormi,

“Mi piace quando ti agiti tanto piccola, pur sapendo che e inutile!” Rise divertita.

“Mmmhh..Mmmhh..” Fujiko spinse con la lingua cercando di cacciare fuori quegli enormi fazzolettoni ma non ci riuscì.

Quando Kelly finì di farcirle la bocca, Fujiko la sentì piena in ogni suo millimetro. Ma Kelly non si fermò, con grande maestria subito passò un  grosso foulard attorno alle guance di Fujiko, stringendolo più che poteva e girandolo fin dietro al suo collo, annodando poi il tutto strettamente. In questo modo spinse ancora più in dentro i fazzolettoni che riempivano la bocca della sua povera preda. Al momento della stretta del nodo Fujiko si sentì soffocare, tanto in profondità erano stati spinti i 3 grossi fazzoletti. Se li sentiva davvero in gola.

Kelly iniziò a prendere altre corde. Accortasene Fujiko si dimenò e protestò gridando, o meglio mugolando con tutto il fiato che aveva.

“Mmmmhh..Mmmhh..mm..” Ma il suo forte mugolio ebbe solo l’effetto di far cambiare idea a Kelly.

“Vedo che bisogna aggiungere ancora qualcosa dolcezza!” E così dicendo si sfilò il grosso foulard che portava al collo e dopo averlo piegato a triangolo, fasciò e avvolse strettamente ancora una volta tutta la parte inferiore del viso di Fujiko, passandolo attorno alle guance e a coprire l’altro foulard che già le tappava la bocca, le ricoprì anche il naso stavolta, e dopo averlo rigirato fin dietro al suo collo, strinse il tutto se possibile ancora più forte, annodandolo fortissimo e saldissimo. Il foulard come sempre era intriso del suo profumo, e appena la “Gatta” finì di imbavagliarla, Fujiko era di nuovo immersa in quel meraviglioso, inebriante odore, e si eccitò ancora una volta..

Con l’aggiunta di quest’ennesimo foulard e della fortissima stretta data da Kelly, l’altro foulard sulla bocca e i fazzolettoni in gola si strinsero e compattarono ancora di più. Ma a Fujiko non importava, quel profumo, quell’odore di Kelly già la intossicava lentamente e voluttuosamente ancora una volta.

“Vediamo se adesso starai buona o continuerai a fare la gattina cattiva” le disse schernendola, dandole 2 fortissime pacche sul sedere..

“Mmh..Mm..” Per il dolore, si sentì appena un soffocato mugolio uscire dalla bocca di Fujiko e Kelly fu soddisfatta.

Senza parlare prese altre corde e realizzò una crotch-rope perfetta e strettissima che annodò tra le chiappe del culo di Fujiko e alla quale collegò i polsi legandoli e unendoli anche alla schiena. Quindi passò a legare i gomiti sopra a e sotto e le braccia al busto. Come sempre fece un lavoro perfetto. Corde strettissime e nodi saldissimi e impossibili da sciogliere. Quando finì, i gomiti di Fujiko si toccavano tra di loro e le braccia erano come saldate al busto, con le corde che si avvolgevano e passavano sopra e sotto i suoi seni e scendevano fino in vita. Kelly diede alcuni strattoni decisi agli ultimi nodi. Fujiko sentendosi legare sempre di più provò a muovere le sue dita, ma erano lontane da qualunque nodo. Immediatamente vide Kelly prendere un rotolo di scotch da pacchi argentato. Un secondo dopo il suono familiare dello scotch aperto e tirato risuonò nella stanza.

“Grazie piccola per aver agitato le tue dita, quasi me ne dimenticavo. Adesso metti le mani a pugno senza fare storie.”

Fujiko obbedì, che altro poteva fare? Sentì subito lo scotch avvolgersi sopra alle dita e alle mani serrandole, Kelly lo avvolse con la solita precisione passandolo e avvolgendolo anche attorno alle corde che immobilizzavano i polsi, ricoprendole e rendendo vana ogni possibilità di fuga. Fujiko sospirò, ormai non aveva più possibilità di liberarsi da sola.

Ma Kelly era ancora lontana dall’aver finito il suo lavoro.

Subito dopo toccò alle cosce e alle ginocchia sopra e sotto essere avvolte, legate e annodate anche loro strettissime e saldissime in numerosissimi metri di corda. E come sempre tutti i nodi erano stati fatti sul davanti in modo da impedire a Fujiko di poter usare le dita delle mani per cercare di sciogliersi, anche se avesse potuto usarle.

“Mamma mia, stavolta sono davvero legata come un salame! Ma almeno a finito!” pensò Fujiko che si sentiva davvero impotente e indifesa ridotta in quel modo.

Ma incredibile a dirsi, si sbagliava. Kelly iniziò a legarla di nuovo,

“Mmh..Mmm..!” protestò Fujiko, o meglio mugolò inutilmente e incomprensibilmente nel bavaglio.

“Sta buona, voglio solo metterti più comoda, alla fine mi ringrazierai” rise Kelly, mentre con altre corde collegò le ginocchia di Fujiko al collo, e strattonando forte le tirò fino a farle toccare e unire al suo petto e ai seni, annodando infine strettamente il tutto. Quindi un’altra corda fu usata per unire e legare caviglie, i piedi e i tacchi delle scarpe di Fujiko tra loro, e venne tirata fino a collegare le caviglie, i piedi e i tacchi stessi con i suoi polsi incrociati dietro la schiena, e subito ancora altre corde avvolsero strettamente le gambe di Fujko e vennero poi avvolte e strettamente legate anche attorno agli avambracci, unendoli tutti insieme e immobilizzandoli alla schiena..

Adesso ginocchia, gambe, caviglie, piedi e tacchi delle scarpe erano inesorabilmente legate, unite e incollate letteralmente a petto, avambracci e ai polsi dietro la schiena.

Al momento che Kelly strinse il nodo finale Fujiko era davvero stritolata nelle corde e soffocata nei bavagli. Alla fine “La Gatta” l’aveva davvero impacchettata, interamente stretta e fasciata nelle corde. Chilometri di corde..come sempre. Senza contare lo scotch da pacchi alle mani e i numerosissimi bavagli che la riducevano al silenzio totale. PAZZESCO. UN BONDAGE PAZZESCO.

“Ecco, adesso sì che sei sistemata!” disse Kelly sollevandola dal pavimento come fosse un qualsiasi pacchetto da trasportare, e la poggiò sulla coperta di pelliccia che ricopriva il letto.

“Mmmhh..adoro questa morbida pelliccia piccola. Hai davvero buon gusto.” E dicendolo se ne andò, chiudendo a chiave la porta di casa.

Fujko si sentì morire, avrebbe voluto gridarle a squarciagola di non andarsene, non lasciarla lì, completamente indifesa e sola, e subito iniziò a dimenarsi, per quel che poteva, il tempo passava e lentamente strofinandosi sulla pelliccia e inebriandosi del profumo di cui era intriso il Bavaglio dopo poco si eccitò, anche la crotch-rope era efficacissima annodata tra le sue chiappe, la povera Fujiko poteva muovere solo la testa e ad ogni movimento si sentiva le narici riempire dell’odore della sua Dominatrice, provò ad allentare un po’i bavagli ma sembrava al contrario, che più si dimenasse più si stringessero attorno alla sua bocca e al naso.

Si agitò sulla morbida e soffice coperta di pelliccia, più il tempo passava e più si sentiva impazzire per il non potersi toccare, la crotch-rope, i profumati foulards, la pelliccia, e anche il fatto di essere stata legata e imbavagliata da Kelly, tutto la eccitava terribilmente, e lei non poteva muoversi di un millimetro! Sarebbe impazzita se qualcuno non l’avesse liberata al più presto e fatta venire!

Ed eccoci tornati al presente, oramai era l’alba e Fujiko non sapeva che fare, o meglio non c’era niente che potesse fare, impacchettata in quel modo, “La Gatta” l’aveva legata in una Ball-tied inestricabile, era praticamente impossibile per lei muovere un solo millimetro del suo corpo, ci aveva provato per tutta la notte inutilmente. Era sfinita ma finalmente si sentì la porta di casa aprirsi. Non ebbe paura, iniziò a mugolare rumorosamente, con quel poco fiato che le era rimasto provò ad attirare l’attenzione. Forse era Lupin? Non vedendola arrivare al ristorante era finalmente corso a controllare.

“Stà buona piccola, sono stanchissima” Le disse Kelly entrando in camera da letto. Era bellissima. Fujiko rimase affascinata da lei. Sentì il cuore batterle fortissimo. Non potè negare di essere felice che fosse Kelly e non Lupin.

“La Gatta” si abbassò verso di lei e cominciò ad accarezzarle il viso al di sopra del bavaglio, e poi le mordicchiò un orecchio, mentre con l’altra mano le passava tra le gambe, aiutandosi con la crotch-rope e stuzzicandola, quindi la baciò dolcemente mentre la rigirava nella coperta di pelliccia facendole sentire anche il suo morbido e soffice tocco sulla pelle, andò avanti per 10 minuti almeno e quando sentì Fujiko iniziare ad avvicinarsi all’orgasmo le stampò un bacio sul bavaglio dolcissimo e fortissimo, continuando a stuzzicarla e a rigirarla nella morbida e soffice pelliccia della coperta. Continuò finchè non la sentì dimenarsi e gemere rumorosamente, aveva raggiunto un orgasmo potentissimo.

“Perché mi piace così tanto legarti e imbavagliarti e averti alla mia mercè!” disse rivolta a Fujiko che aveva ancora gli occhi dilatati dal piacere sentito.

“Potrei rapirti definitivamente e tenerti sempre con me, come mio giocattolo personale, che dici?” le disse con sarcasmo.

“Ti piacerebbe da quanto vedo.” Fujiko si immaginò per un attimo perennemente tra le mani di Kelly e si sentì quasi venire di nuovo dalla gioia.  Poi Kelly si abbassò ancora una volta, prese tra le mani il volto di Fujiko e le disse:

“No, meglio di no. Perderei il gusto di rapirti, ed e così bello farlo..!”

“A presto piccola, e salutami Lupin. La cena era favolosa e lui sarà qui tra poco, come previsto. Ciao!” E se ne andò lasciando Fujiko ancora nel suo limbo di piacere totale.

Dopo almeno un quarto d’ora Fujiko ripresasi, iniziò a fare due più due, c’era qualcosa che non andava in tutta questa storia, come aveva fatto Kelly a entrare? Doveva essere nascosta in casa sua da ore, ma come faceva ad avere le chiavi? Come aveva fatto a farsene una copia? E Lupin? Come mai era sparito? Avrebbe dovuto arrivare da ore a liberarla. Cavolo, erano passate tutta la sera e la notte! Aveva visto che non era andata all’appuntamento. Normalmente sarebbe schizzato come un fulmine da lei a vedere cosa le era successo. Poi si ricordò dell’ultima frase di Kelly:

“La cena era favolosa e lui sarà qui tra poco, come previsto.” Ma come faceva a saperlo? E quale cena?

Poi d’improvviso tutto le fu chiaro, Kelly era andata all’appuntamento con Lupin. A cena con lui, dopo averla legata, imbavagliata e impacchettata, lasciandola a casa totalmente immobilizzata e indifesa. Aveva preso il suo posto e aveva trascorso lei la serata con Lupin, e si era accordata con lui perché la liberasse a una certa ora, e in fretta era tornata a soddisfare le sue voglie.

“Oh Lupin!” pensò,

“era questa la serata indimenticabile che aveva preparato per me, mi ha davvero vista l’altra sera mentre mi masturbavo col foulard di Kelly. E lui che ha dato le chiavi di casa a Kelly, e lui che le ha detto di rapirmi di nuovo, e lui che mi ha organizzato questo grande regalo di compleanno.”

“Grazie, grazie per l’amore che provi per me.” Pensò, affondando il volto nella morbida e soffice pelliccia della coperta e inspirando ancora una volta il foulard intriso del profumo di Kelly che le copriva e fasciava il viso, restò ad aspettare il ritorno del suo Lupin, curiosa di sapere che scusa avrebbe inventato per non essere potuto andare alla sua cena di compleanno. E mentre l’odore di Kelly le riempiva le narici capì che ancora una volta era felice..

mercoledì 27 settembre 2017

ecco il seguito della prima storia, della serie Lupin/Occhi di Gatto

L’AMORE TRIONFA- seguito di Fujiko felice-

“E così volevi vendicarti? Volevi farmela pagare per quello che ti ho fatto? Mi spiace per te mia dolce Fujiko ma, non solo ti e andata male, ma adesso sarai tu ad assaporare la mia vendetta! Ti dimostrerò quanto so essere cattiva!”

Fujiko conosceva quella stanza, era la stessa dove era stata tenuta prigioniera. Riconobbe l’enorme specchio davanti a lei che copriva tutta la parete e dove poteva vedere perfettamente quale era la sua situazione. Ma non c’era più sul pavimento il morbido e soffice tappeto di pelliccia,.

Fujiko tremava, non solo per le parole minacciose di Kelly, anche perché era completamente nuda, nuda e immobilizzata, ma stavolta non era legata e mummificata con chilometri di corde, era stata bloccata su una croce greca. Le braccia e le gambe erano entrambe divaricate ed erano bloccate a forma di X.  Le dita delle mani le erano state chiuse a pugno, legate in quella posizione con delle corde strettissime e ricoperte totalmente da molti giri di nastro adesivo, che le sigillavano praticamente. E lo stesso era stato fatto per le dita dei piedi, legate una a una con cordicelle sottili e molto dolorose da sopportare e poi ricoperte interamente da numerosi giri di nastro adesivo. Le era impossibile usare le dita di mani e piedi ormai. Immobili, solo immobili potevano restarsene.

Le parve una cosa strana il fatto che le avessero legato e bloccato anche le dita dei piedi, ma non ci pensò molto data la sua situazione.

Le braccia erano bloccate in corrispondenza dei polsi e ai gomiti, non solo con robuste cinghie di cuoio ma anche con dei grossi lucchetti che le chiudevano inamovibilmente all’asta della croce, era quindi impossibile sciogliersi o allentare la presa, solo con la chiave Fujiko avrebbe potuto liberarsi.

Stesso dicasi per le sue gambe, erano bloccate alle ginocchia e alle caviglie, immobilizzate con cinghie di cuoio e chiuse all’estremità delle cinghie dai lucchetti. Stessa sorte era toccata alla vita, bloccata da due grosse e spesse cinghie strettissime che le causavano problemi a respirare normalmente data la loro forte stretta.

L’ultima cinghia Kelly l’aveva stretta, chiusa e lucchettata lei stessa attorno al collo di Fujiko. Avevo stretto al massimo possibile, all’ultima tacca disponibile, era davvero incazzata con Fujiko. Quasi la soffocò quando chiuse il lucchetto al collo.

Insomma era davvero impossibile per Fujiko liberarsi da sola, ancora peggio, nessuno poteva liberarla. Nemmeno Lupin poteva farlo stavolta, solo chi aveva le chiavi dei lucchetti poteva farla scendere da quella croce, quindi solo Kelly “La Gatta” poteva farlo. Pazzesco.

Kelly premette un bottone su una specie di telecomando che aveva tra le mani e Fujiko sentì come aprirsi qualcosa, poi dallo specchio davanti a lei vide tutto. Un’apertura si era creata nel muro dietro di lei e un macchinario infernale ne era uscito. C’erano degli enormi dildo avvitati su delle estremità e numerose fruste. Kelly gnignò leggermente di fronte alla sua indifesa prigioniera e premette un altro bottone. I bracci della macchina si allungarono e si posizionarono sotto Fujiko, i 2 enormi dildo, si infilarono lentamente sotto lo sguardo spietato di Kelly in entrambi i “buchi” della povera ragazza. Fujiko vedeva tutto dallo specchio ma non poteva fare assolutamente nulla, le sembrava di impazzire, poteva mai Kelly farle questo? Avrebbe voluto urlare dal dolore sentito, ma non poteva, un terzo enorme fallo di gomma le era stato ficcato in bocca da Kelly già da almeno 20 minuti, e a lei non restava che succhiarlo continuamente. Era enorme, almeno 25 centimetri lungo e molto molto spesso, come quelli che le avevano violato la micetta e il suo ano.

“Adesso che dici Fujiko, la mia vendetta e migliore della tua? Ahahahah!” Fujiko potè solo mugolare attraverso il gigantesco fallo che le riempiva totalmente la bocca scendendole fino in gola,

“Mmmmppffhh…Mmmmpffhh..Mmmmfph..”

“Ecco brava continua a ciucciare il tuo bel cazzone, ahahaha! Gli altri ti soddisfano? O sei rimasta delusa, e sgualdrina? Volevi vendicarti, volevi ammazzare me e le mia sorelline ma adesso la pagherai cara, molto cara.” Ad un gesto di Kelly, la macchina si avviò e fortissime frustate iniziarono a colpire sulla schiena Fujiko, facendola barcollare, se non fosse stata così ben legata alla croce sarebbe caduta già al primo colpo, e insieme alle frustate anche i dildo cominciarono a muoversi e vibrare dentro di lei. Pazzia, questa era pazzia..

Dimenticavo, sul corpo di Fujiko erano stati incollati degli elettrodi, bagnati ovviamente, sui capezzoli, vicino alla micetta, e su tutto il corpo, Fujiko all’iniziò non capì a cosa servissero ma adesso le era tutto chiaro. Servivano per far passare la corrente all’interno del suo corpo! Voleva ammazzarla, Kelly voleva ammazzarla davvero! Perchè aveva ascoltato Lupin? Lei non voleva fare del male a Kelly e alle sue sorelle, non voleva vendicarsi, ma non voleva che Lupin scoprisse che in realtà si era eccitata da morire durante la sua prigionia e che adorava Kelly..e il suo profumo. Era il suo segreto e non voleva rivelarlo a nessuno.

Mentre continuava quella tortura Fujiko ritornò con la mente al giorno del suo rapimento, a quello che era successo dopo che Lupin l’aveva liberata..:

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“E in questo modo la nostra vendetta sarà totale e completa, che ne dici cherie? Che poi sarebbe la tua vendetta, sei tu che sei stata maltrattata e segregata da quelle gattacce cattive. A me i gatti non sono mai piaciuti.”

“Lupin, tesoro, fermati un attimo con tutte queste chiacchiere. Ho bisogno del bagno.” Rispose Fujiko con aria assente, Lupin era giunto dopo pochi minuti come Kelly le aveva detto, l’aveva liberata da tutti quei chilometri di corde e dai numerosi bavagli cui “la Gatta cattiva” l’aveva sottoposta e subito aveva preparato un piano perfetto per vendicarsi della banda “Occhi di Gatto”. Un piano per ottenere la sua vendetta, o meglio la vendetta di Fujiko su Kelly.

Ma Fujiko in quel momento aveva altri pensieri, pensieri fissi che scorrevano nella sua mente. Oramai erano giunti a casa, Fujiko non vedeva l’ora. Una volta in bagno tirò fuori il foulard di Kelly, quello con cui era stata imbavagliata, e che la sua rapitrice le aveva regalato, e iniziò a strofinarselo in viso, passandoselo sulle guance, la fronte, e inspirando il suo forte odore, l’odore di Kelly. E automaticamente quasi senza accorgersene, prese a masturbarsi lentamente mentre riviveva nella sua mente tutto quello che le era accaduto solo poche ore prima, il rapimento, il risveglio, le corde che la mummificavano, il nastro adesivo alle mani e la stuzzicante crotch-rope tra le gambe, e il bavaglio, anzi i bavagli che l’avevano tenuta buona mentre era sequestrata. I 2 fazzolettoni ficcatigli in gola, il foulard a coprirle la bocca e l’ultimo, quello che aveva tra le mani, quello che le fasciava la parte inferiore del viso coprendole anche il naso e la imbavagliava definitivamente. Risentì per tutto il tempo pure il tocco del tappeto di pelliccia dove la sua rapitrice l’aveva tenuta poggiata, era così morbido e soffice, morbido e soffice..

“Mmmhh..Mmmhh..”, mugolò Fujiko.

E infine rivide lei, Kelly, la “Gatta cattiva” come le stava dicendo Lupin da più di 2 ore, la rivide nella sua bellezza, nel suo fisico scultoreo, i suoi lisci e lucenti capelli, ricci e lunghi sulle spalle, e più di tutto, ricordò annusando il foulard, il suo profumo, che per tutto il tempo della sua prigionia le aveva riempito le narici intossicandola lentamente e totalmente, eccitandola follemente, all’improvviso fu proprio come se stesse succedendo di nuovo in quel momento, Fujiko smise di ricordare e risentì le mani di Kelly che le accarezzavano e stuzzicavano la micetta attraverso la crotch-rope, e più di tutto risentì le labbra di Kelly che toccavano le sue, baciandola dolcemente con forza, unendole insieme in una passione mai sentita e provata prima. E mentre riviveva tutto questo, venne ancora una volta, eccitata come mai in vita sua.

“Non svenire lurida schiava” la voce severa di Kelly la riportò al presente,

“adesso viene il bello, hai sopportato bene le frustate, non me l’aspettavo, vediamo se ti piace anche l’elettricità!”

“Mmmmppffhh…Mmmppffhh..” Provò a ribellarsi Fujko ma era impossibile, Kelly spinse l’ennesimo bottone e all’improvviso iniziò il supplizio, Fujiko sentì il fuoco attraversarle il corpo, si sentì letteralmente bruciare dal didentro, urlò a squarciagola e si dimenò ma era inutile, non poteva parlare né muovere nulla, la bocca era tappata in ogni millimetro dall’enorme fallo di gomma che stantuffava avanti e indietro e le dita di mani e piedi le erano state legate e immobilizzate in corde e numerosi strati di nastro adesivo, adesso capiva il perché. Avrebbe voluto arricciare le dita dei piedi e spalancare quelle delle mani per il dolore ma non potè fare nemmeno quello. Poteva solo soffrire mentre i dildo e la frusta continuavano il loro lavoro senza sosta.

Poi Kelly sorridendo beffardamente le mostrò il suo foulard. Quel foulard. Lo teneva tra le mani e preso un accendino cominciò a bruciarlo davanti a Fujiko che rimase inorridita, non poteva farlo, non poteva distruggere il simbolo del loro amore, non poteva , questo era troppo…noooooooooooooooooo…

“Fujiko, che hai? Amore che ti succede?” gridò Lupin afferrandola dal letto, Fujiko fu come risvegliata da un incubo, aprì gli occhi e vide che erano corsi anche Jigen e Ghemon a soccorrerla, Lupin la teneva tra le sue forti braccia e le diede alcuni schiaffetti vedendo che non si riprendeva..

“Cherie’, rispondimi, tutto bene?”

“Là, là..” indicò Fujiko con la sua mano incapace di parlare ancora stordita.., Lupin guardò in direzione della mano e vide appallottolato per terra un foulard, indicò a Ghemon di passarglielo e quindi lo mise tra le mani, era grande e morbido, ed emanava un buon odore. Subito lo passò a Fujiko,

“Questo amore? Vuoi questo foulard?” Fujiko non rispose, si tirò subito il foulard al petto e ispirando il suo buon profumo fece cenno a Lupin che andava tutto bene. Lupin, il suo Lupin, sempre lui, era corso subito a salvarla.

Gijen e Ghemon se ne andarono imprecando un po’, Lupin diede un bacio sulla fronte alla sua Fujiko, si alzò con calma e per ultimo si allontanò verso la porta, girandosi poi disse:

“Io lo conosco quello. E uno dei foulard con cui eri imbavagliata ieri, perché l’hai tenuto di nascosto? Mi avevi detto di buttare via tutto, che non volevi ricordare nulla di quella brutta avventura con la Gatta..,”

Fujiko divenne rossissima in volto, Lupin aveva lo sguardo sicuro, di quando aveva qualcuna delle sue geniali intuizioni, aveva forse capito tutto? Non gli rispose, non poteva, abbassò gli occhi e assaporò ancora una volta il sapore del foulard di Kelly, la sua Kelly.

Lupin senza aspettare risposta la guardò sorridendo e spegnendo la luce se ne andò. Fujiko era ancora scombussolata, appallottolò e si ficcò in bocca il grosso fazzoletto che teneva sempre sotto il suo cuscino, con la cinta di seta della sua vestaglia si coprì le labbra avvolgendosi le guance e annodandola dietro il collo bella stretta e infine si imbavagliò col foulard di Kelly, piegandolo a triangolo e fasciandosi il viso passandolo anche sul naso a coprire le sue narici, lo annodò strettissimo dietro il suo collo e si rigirò tra le lenzuola numerose volte fino a immobilizzarcisi dentro, a mummificarsi totalmente nelle lenzuola, e iniziò a strofinarsi sul materasso la micetta, assaporando e riempiendosi di nuovo dell’odore inebriante di Kelly, la sua Kelly, non quella crudele e spietata del sogno, la rivede ancora una volta, come quella mattina in bagno, mentre la legava con metri e metri di corda, la imbavagliava con fazzolettoni e foulards e le copriva anche il naso, e rivivendo e “sentendo” il suo bacio e il suo tocco sulla sua micetta ebbe un orgasmo favoloso, favoloso…

E mentre le si dilatavano gli occhi e tremava dal godimento immersa nel profumo di Kelly le parve di vedere la faccia stavolta allegra di Lupin che le sorrideva e le diceva:

“Tu non vuoi fare del male alle Gatte, vero cherie’? Allora non ci vendicheremo, non potrei mai fare del male a qualcuno che tu ami, lo sai tesoro. Perché anche io ti amo.”

Fujiko si sentì spalancare il cuore, era felice per le parole di Lupin, il suo Lupin, alla fine l’amore aveva trionfato, l’amore di Lupin per lei e l’amore suo per Kelly..