venerdì 27 ottobre 2017


DOMENICA MATTINA-seguito di sabato notte-

Kelly tornò dopo circa 10 minuti:

“Hai bisogno del bagno, piccola? Hai sete?”

“Fa segno di si o no con la tua testolina” Fujiko annuì, ne aveva davvero bisogno. Sentiva il bisogno di bere e già da molto doveva usare il bagno. Kelly iniziò a slegarle le caviglie, poi i piedi, gli alluci e quindi le gambe, le ginocchia sopra e sotto, le cosce e infine sciolse la strettissima crotch-rope e rimosse anche il morbidoso “pon pon” che era piazzato ad accarezzarle le labbra della sua micetta. Quindi per ultima venne sciolta la cordicella che bloccava e incollava allo spacco del suo culetto il sacchetto di pelliccia che le ricopriva e fasciava interamente le mani fino alle dita, cordicella che passando più volte e avvolta e annodata strettamente proprio sotto la sua micetta, all’inizio delle cosce, non le permetteva di camminare.

Poi toccò ai numerosissimi bavagli cadere uno ad uno. Appena finito Kelly fece segno alla sua prigioniera di andare.

Fujiko dovette procedere lentamente a piccoli passi, aveva le gambe intorpidite per la lunga e totale immobilità impostagli per tanto tempo. Appena tornata Kelly le diede da bere, placando la sua sete,

“Cosa vuoi farmi? Lasciami andare, lo sai che Lupin ti ritroverà dovunque andrai se mi fai del male. E mi vendicherà”

“Io farti del male? Ma che dici mai piccola, io ti adoro! Non potrei mai fare del male alla mia bambolina preferita” Fujiko si calmò a quelle parole e si distese sul letto a riposarsi. Poi giocò la sua unica carta:

“Per favore non legarmi di nuovo le gambe, mi sento tutti i muscoli intorpiditi, non ti darò problemi lo giuro, non scapperò di nuovo” Kelly non rispose ma dopo pochi minuti la rimise in piedi e iniziò a slegarle anche la parte superiore del corpo. Le braccia, i polsi, i gomiti sopra e sotto, gli avambracci e la corda che collegava e bloccava i suoi polsi e gli avambracci stessi alla schiena, le corde che le scorrevano sopra, sotto e al centro dei suoi seni fasciandoli interamente, fu rimosso anche il morbido e soffice sacchetto di pelliccia che le chiudeva e ricopriva interamente le mani, fino alla punta delle dita. E per ultime Kelly le liberò le dita delle mani, sciogliendole una ad una.

“Cavolo, mi ha liberata! Adesso con un po’ di fortuna potrò agire” Pensò Fujiko.

“Non solo non ti farei mai del male, ma mi fido di te, piccola.”

“Adesso riposati, io ho un’altra cosuccia da sbrigare di là, poi tornerò da te, ma mi raccomando stà buona” disse Kelly e ritornò nell’altra stanza lasciando sola la sua preda. Fujiko esaminò la situazione.

Era inutile scappare di nuovo, sarebbe stata ripresa certamente come prima. E per scappare dove, poi? La porta scendeva in garage, garage che era chiuso, insomma troppo complicato. Doveva trovare un'altra via di fuga che per il momento non vedeva. Poi vide il guanto di pelliccia, Kelly l’aveva lasciato lì sul letto, accanto a lei.

Adesso era libera e la sua rapitrice non era a controllarla. Di colpo sapeva cosa fare.

Prese ad accarezzarsi col guanto, se lo passò sul viso, sul collo, sui suoi seni e i capezzoli, sull’ombelico, scese tra le sue gambe, era una carezza indescrivibile, morbidissima e soffice. Continuò ad accarezzarsi, sul viso, sul collo, i seni, l’ombelico, tra le gambe, ad aumentare la sua eccitazione c’era il fatto che il guanto era intriso dell’ “odore” di Kelly, quando se lo passava in viso inspirava sempre il suo profumo ammaliante e si sentiva in paradiso. Perse completamente il senso della realtà mentre si accarezzava, quel profumo ormai la dominava e quella morbida carezza la faceva impazzire, andò avanti per molti minuti, sentì per l’ennesima volta l’orgasmo arrivare..

“Brutta monella, ti avevo detto di stare buona!” era Kelly, era tornata e lei non se n’era accorta

“Lo vedi che non posso fidarmi di te! Poi ti lamenti! Sei una bambolina disubbidiente!” disse ironicamente. Fujiko non era legata nè imbavagliata mentre Kelly le strappava di mano il guanto, ma non ebbe il tempo di fare nè dire nulla, la sua dominatrice era lì a guardarla chissà da quanto tempo ed aveva già preparato tutto l’occorrente, infatti numerose matasse di corda e molti foulards e fazzolettoni erano poggiati su una sedia accanto al letto, in un attimo “La Gatta” la rigirò a pancia in giù e iniziò il suo lavoro preferito, trasformare Fujiko nella sua docile bambolina indifesa:

con una corda piegata in doppia iniziò a legarle i polsi incrociati dietro la schiena, avvolgendoli strettissimi e annodandoli saldamente più volte. Quando finì le dita di Fujiko, si agitavano inutilmente, tutti i nodi erano assolutamente fuori portata e impossibili da raggiungere. Poi i gomiti vennero avvolti dalle corde sia sopra che sotto, e uniti fino a toccarsi tra loro, il tutto fu annodato più volte strettamente e saldamente.

Kelly era davvero incazzata stavolta, si capiva dalla determinazione che ci stava mettendo a legarla. Le braccia subirono il solito trattamento, avvolte e strette da numerosissimi giri di corda, che passarono attorno alle spalle, sopra, sotto e tra i seni nudi di Fujiko, e infine il tutto fu strettamente annodato più volte, saldamente e inamovibilmente. Gli avambracci ugualmente vennero fasciati totalmente nelle corde con moltissimi giri, stretti e annodati in più punti, anche loro impossibili da slegare. Una lunga corda messa in doppia fu passata più volte attorno alla vita di Fujiko e usata per collegare e immobilizzare alla schiena i suoi polsi e subito un’altra corda molto più lunga fece lo stesso lavoro con gli avambracci. Venne avvolta da sotto i suoi seni fino all’ombelico, fino in pratica a raggiungere la corda che le stringeva i fianchi e immobilizzava i polsi alla schiena, ed è inutile dire che il tutto fu avvolto strettissimo e annodato in numerosi punti saldamente e inesorabilmente. In questo modo anche gli avambracci, legati a quella stessa corda vennero saldati letteralmente alla schiena. Fujiko quando alla fine sia i polsi che gli avambracci furono “sistemati” da Kelly era costretta a fare piccoli respiri, i suoi fianchi e l’addome erano davvero stritolati in tutti quei metri e metri di corda e faceva fatica a non lamentarsi. Quindi venne il momento della crotch-rope. Le corde scesero tra le sue gambe e risalirono tra le sue chiappe numerosissime volte, una più stretta dell’altra, le labbra della sue micetta le facevano male, Kelly era “cattiva” adesso, non c’era più niente di morbido e soffice, niente “pon pon” e niente sacchetto di pelliccia o guanto ad accarezzarla, la sua “Gatta Dominatrice” voleva solo farla soffrire. Quando diede lo strattone finale e annodò il tutto stavolta Fujiko strillò, e ancora una volta ricordò con paura il suo sogno.

Poi sentì il rumore dello scotch aperto e tirato:

“Metti le mani a pugno piccola, da brava” Fujiko poteva solo ubbidire stavolta. Con grande precisione Kelly fasciò e coprì interamente numerose volte le sue dita delle mani nello scotch da pacchi nero, rendendole inutilizzabili. Era davvero finita, con le dita libere, seppur i nodi erano irraggiungibili, almeno c’era qualche speranza di liberarsi, ma così oramai Fujiko poteva solo aspettare che Kelly la liberasse, da sola era impossibile farlo.

“La Gatta” una volta finito, ricontrollò con grande minuziosità il tutto, corda per corda e nodo per nodo, aggiustando le legature e stringendo i nodi dove lo riteneva necessario, e ripassò anche altre strisce di scotch attorno alle mani, alla fine ridotte a 2 bozzoli strettissimi e inamovibili di scotch da pacchi di colore nero incrociati dietro la schiena di Fujiko.

“Apri la tua boccuccia, su !” ordinò Kelly, ma Fujiko non si mosse. Non le piaceva che la si comandasse a bacchetta. Senza scomporsi Kelly le chiuse le narici del naso con 2 dita e aspettò tranquilla..

Appena Fujiko fu costretta ad aprire la bocca per respirare ci infilò dentro un enorme fazzolettone appallottolato in precedenza, e senza darle il tempo di fare nulla subito ne afferrò un altro, lo appallottolò e glielo ficcò in gola letteralmente, e con una mano trattenne i 2 enormi fazzolettoni nella bocca ormai spalancata di Fujiko. Le sue guance erano deformate, gonfissime e doloranti, un secondo dopo un ennesimo fazzolettone venne avvolto attorno alle guance di Fujiko, girato fin dietro alla testa e annodato più volte dietro al suo collo, strettissimo e saldissimo.

“Mmmhh..” quello che sarebbe stato un grido di dolore al momento della forte stretta al nodo, si trasformò in un leggero incomprensibile mugolio.. Kelly non aspettava altro.

“Perché fai così piccola, lo sai che io ti voglio zitta e buona”

“E tu invece continui ad agitarti, sei proprio incorreggibile!”, e così dicendo con studiata calma prese un suo foulard dalla sedia e lo piegò a triangolo, quindi lo avvolse stretto sul fazzolettone, facendolo passare a ricoprire anche il naso di Fujiko e scendendolo fin sotto il mento, rigirò e strinse il tutto fin dietro la testa e lo annodò saldamente dietro il suo collo. Un attimo dopo l’ennesimo fazzolettone ricoprì ancora il tutto, andava da sotto il naso fino al mento, avvolse strettamente le guance di Fujiko prima di essere annodato strettissimo dietro il collo. Infine il viso della povera Fujiko venne fasciato da un gigantesco foulard, che venne passato con cura a ricoprirle anche il naso e sceso fino al mento, stretto e rigirato attorno alle sue guance e annodato dietro il suo collo, a ricoprire e quasi saldare tutti quegli enormi bavagli tra loro, trasformandoli in uno solo. Alla fine del suo mostruoso imbavagliamento, Fujiko si sentì “sepolta” nel profumo di Kelly, lo sentiva dovunque, sul suo volto, nelle sue narici, si dimenticò della dolorosa stretta delle corde, e in pochi minuti si sentì eccitare tutta da quel profumo oramai così familiare per lei,

“il profumo della sua Dominatrice” che la fece sentire subito docile e indifesa tra le mani di Kelly.

Kelly le diede una pacchetta sulla testa e un bacino sulle guance imbavagliate,

“Ti adoro quando hai quegli occhioni da cucciola indifesa” e prese ad accarezzarla tra le gambe stuzzicandola con la crotch-rope, poi le mordicchiò i capezzoli, le orecchie, le accarezzò i seni nudi, la baciò dolcemente e con passione infinita. Fujiko continuamente palpata e maneggiata a piacimento da Kelly poteva solo respirare eccitata attraverso i profumati foulards della sua rapitrice ed eccitarsi ancora di più con il loro odore,

“Dai cucciola che e la volta buona” e continuò ad accarezzarla e palparla,

“Finalmente” pensò Fujiko che gemeva e si dimenava per quel che poteva, immobilizzata come era. Ma poi, ancora una volta Kelly si fermò proprio all’ultimo secondo, senza darle la possibilità di godere.

“Scusami, ma ho un improvviso bisogno del bagno” ridacchiò,

“Non te la sei presa, vero piccola?” la schernì sarcasticamente. Fujiko era stremata da quella continua tortura, era come passare dal paradiso all’inferno ogni volta. Perché Kelly si divertiva così tanto a tormentarla in quel modo? Perché?

Anche “La Gatta” era eccitatissima da quella situazione, trattare così Fujiko la faceva godere infinitamente, ma resistette a non toccarsi.

Appena tornata ammirò per pochi secondi la sua indifesa bambolina, tutta nuda, legatissima, imbavagliatissima e ormai completamente impotente tra le sue mani e quindi senza parlare riprese il suo lavoro.

Le caviglie di Fujiko furono letteralmente sepolte nelle corde, nascoste completamente da metri e metri di strettissima corda e il tutto fu annodato come da copione sul davanti per impedirle di raggiungere e sciogliere i nodi con le dita delle mani, anche se era come sempre impossibile farlo per Fujiko con le sue mani ricoperte e rinchiuse in 2 bozzoli di scotch da pacchi nero. Dopo le caviglie toccò agli alluci essere legati con una cordicella sottile e molto dolorosa da sopportare, alla fine il tutto fu annodato sul davanti delle dita. Un’altra corda messa in doppia fu rigirata più volte attorno ai suoi piedi, ma stavolta Kelly non li legò solo al centro, ma passò la corda fino a ricoprire tutta la pianta dei piedi, sopra e sotto, e una volta al tallone la corda fu rigirata e bloccata saldamente attorno alle caviglie, al di sopra di quella che già le legava, altri numerosi giri vennero fatti ad avvolgere e stringere ancora di più la presa sui piedi di Fujiko e infine molti forti e inamovibili nodi sul davanti delle caviglie conclusero e assicurarono il tutto anche stavolta.

PAZZESCO. Fujiko si sentì stritolatissima nelle corde e Kelly era ancora lontana dal finire la sua opera.

Ad uno ad uno fu la volta di gambe, ginocchia sopra e sotto e cosce, metri e metri di corde e centinaia di nodi coprivano il corpo immobilizzato di Fujiko alla fine. Kelly la sollevò sulle sue spalle e la trasportò in un’altra stanza, piazzandola davanti ad un grande specchio che la rifletteva interamente. La rigirò più volte avanti e indietro descrivendole con gioia il suo lavoro con le corde, i nodi, i bavagli e lo scotch, quasi come se la sua prigioniera fosse un’opera d’arte di cui vantarsi.

A quella vista Fujiko rimase sbalordita! Era praticamente coperta dalle corde in tutto il suo corpo, erano visibili solo una parte del suo collo, i suoi seni e i capezzoli, la sua micetta dolorante per la crotch-rope e il culo, le ginocchia, i talloni e le dita dei piedi tranne gli alluci, di cui si vedeva solo la parte finale date le cordicelle che li ricoprivano e legavano strettamente. Ma nonostante i suoi sforzi non potè evitare di eccitarsi a quella visione di impotenza e dominazione totale, l’impotenza sua e la dominazione completa e totale di Kelly su di lei..

Kelly si allontanò pochi secondi per ritornare indossando il guanto di pelliccia, Fujiko trasalì…

“La Gatta” subito prese per l’ennesima volta a palparla, maneggiarla e accarezzarla dolcemente e morbidamente, quando le passava sul viso indugiava sempre qualche secondo a coprirle il naso con il morbido guanto, facendole inspirare il suo “odore”, sapeva benissimo che “quell’odore” eccitava Fujiko da impazzire, e la tormentava in questo modo, per molte ore continuò a stuzzicarla senza però mai lasciarla venire, ogni volta si fermava sempre senza mai lasciarla godere.

“Tu godi quando io ti dico che puoi farlo, capito bambolina?” le diceva e la lasciava lì frustrata e sempre più eccitata.

Infine prese un altro guanto di pelliccia, e con non poco sforzo, sollevò leggermente la corda della crotch-rope e lo infilò tra le gambe di Fujiko, bloccandolo alle labbra della sua micetta. Sollevò i 2 foulards che ricoprivano il naso di Fujiko, poggiandole alle narici e sul viso l’altro guanto di pelliccia, e afferrato un altro suo grosso e profumato foulard, lo usò per bloccare il guanto in quella posizione, piegatolo a triangolo lo ripassò sul guanto stesso, posizionandolo e bloccandolo a ricoprire anche il naso, girando poi il foulard e annodandolo dietro la testa saldissimo come gli altri. PAZZESCO!

Fujiko si sentì sulla luna, mentre Kelly la impacchettava lei poteva vedere tutto nello specchio e alla fine guardandosi così ridotta, con i 2 soffici e morbidissimi guanti di pelliccia, uno ad accarezzarle e palparle le labbra della sua micetta e l’altro a coprirle interamente le narici e coperto dall’ennesimo foulard si eccitò come non mai in vita sua..le bastarono pochi respiri per arrivare quasi all’orgasmo, ora non c’era solo “l’odore” di Kelly ad eccitarla ma anche la morbida carezza del profumato guanto si univa a tutto questo, e lo stesso valeva per la sua micetta, provò a muoversi leggermente e sentì quella soffice e morbida peluria eccitarla pazzamente, Kelly le sorrise semplicemente, accarezzandole leggermente la micetta e il guanto al naso,

“Devo ammettere che stavolta con te o fatto un capolavoro! Non sei d’accordo?”

“Morbidissima, soffice e indifesa nelle mie mani, ti adoro mia dolce bambolina” e prese a scattarle numerose foto col telefonino. Fujiko si sentì in imbarazzo, ma non poteva fare nulla, poteva solo starsene lì inerme e aspettare, poi Kelly la baciò sulla bocca dolcemente e se ne andò senza parlare.

Ancora una volta la campana risuonò e Fujiko per l’ennesima volta tornò al presente, Kelly dopo averla lasciata lì, davanti allo specchio, si era certamente masturbata più volte, aveva sentito dei gemiti inconfondibili venire dal bagno. E questo non aveva fatto altro che aumentare la frustrazione e il tormento di Fujiko che anche volendo non poteva sottrarsi alla dolce tortura studiata per lei dalla sua dominatrice, doveva respirare per forza, e ad  ogni respiro il profumo dei foulards e del guanto di pelliccia alle sue narici la mandavano in estasi, insieme al morbido tocco che sentiva continuamente sulla pelle e che la intossicava ad ogni respiro di più, e lo stesso valeva per il guanto messo tra le sue gambe, ogni tanto doveva per forza muoversi, o almeno provare a muoversi nelle sue condizioni, e il morbido tocco del guanto di pelliccia insieme con la sua carezza soffice e morbidissima che sentiva continuamente alle labbra della sua micetta la mandava in paradiso, ma sempre senza poter soddisfare le sue voglie alla fine. NON POTEVA FARE NIENTE, ASSOLUTAMENTE NIENTE, ERA UN GIRO CONTINUO DI ECCITAZIONE  E NEGAZIONE TOTALE..Poi dei passi si avvicinarono:

“Eccomi qua piccola, scusami se ci ho messo un po’, ma ero occupata a festeggiare di là!” era Kelly, era tornata. Era bellissima nei suoi lunghi e ricci capelli, e con indosso la sua tuta da lavoro risplendeva letteralmente nelle prime luci del mattino:

“Sono le 5 di domenica mattina e ti porto ottime notizie mia morbida bambolina, il colpo e stato perfetto, tutto secondo i piani, e per questo ho deciso di farti un regalo.”

“Vedrai che ti piacerà” E prese ad accarezzarla e palparla per l’ennesima volta, altri dolcissimi baci sulla bocca, morbide e soffici carezze alla micetta e ai seni, ai capezzoli, al collo, dovunque, Kelly era di nuovo eccitatissima, vedere la “sua” Fujiko in quello stato, completamente alla sua mercè l’aveva eccitava di nuovo da morire, Fujiko gemette sotto i suoi numerosissimi bavagli e al guanto di pelliccia, si seppellì felicemente nel profumo della sua dominatrice che stavolta lasciò che la sua prigioniera godesse il suo tanto agognato orgasmo.

Fujiko si sentì impazzire dal godimento. Un orgasmo spaventoso, enorme, mai provato prima.., quando si riprese Kelly la abbracciò forte e le disse in un orecchio:

“Ora dovrò riportarti a casa, che peccato piccola.., ma vedrai che ci ritroveremo presto, non puoi sfuggirmi lo sai,” e le diede un altro bacio sulla  bocca imbavagliata, con una passione che Fujiko non aveva mai sentito prima..e in quel momento capì per l’ennesima volta che era felice.

SABATO NOTTE-seguito di SABATO SERA-

Un orologio lontano risuonò e Fujiko tornò al presente..

“Già le 3 di domenica mattina?” si sorprese. Era arrivata, o meglio Kelly l’aveva sequestrata e insieme a Tati l’avevano portata qui che era la sera del sabato. Fujiko impossibilitata a fare qualsiasi cosa ritornò con la mente a quello che era successo dopo il loro arrivo:

“Eccoci qua, piccola!” Kelly esclamò mentre la poggiava dolcemente su un letto. Fujiko sentì allentarsi e cadere la benda, poi Kelly parlò ancora:

“10 minuti e torno da te, goditi le corde e i bavagli nel frattempo” Fujiko notò che l’orologio di fronte a lei segnava le 10 di sera. Era passata un’ora esatta da quando era stata rapita da Kelly. Cercò ancora una volta di liberarsi, dimenandosi con forza più volte, ma fu inutile, riusciva solo ad eccitarsi di più, grazie alla carezza continua del grosso, morbidissimo “pon pon” di pelliccia piazzato da Kelly ad accarezzarle la sua micetta.

“Non posso restarmene qui così, devo fare qualcosa” pensò. Le sue caviglie, gli alluci e i piedi erano legatissimi, ma le cosce, le ginocchia e le gambe erano libere, si disse,:

“Saltellando posso raggiungere la porta e forse scappare con un po’ di fortuna”. Doveva almeno provarci. Sentì Kelly parlare al cellulare, prese un grosso respiro riempiendosi dell’“odore” della sua rapitrice e si alzò di scatto dal letto. Pian piano saltellando raggiunse la porta d’ingresso. Come avrebbe fatto ad aprirla? I polsi erano legati dietro la schiena, le dita delle mani legate una ad una, e il tutto poi era stato rinchiuso nel morbido e soffice sacchetto di pelliccia e bloccato alla sua schiena e sul davanti della vita. Ma non ebbe tempo di pensarci:

“Ma brava la mia bambolina! Cosa credevi di fare, eh?” Oh no, Kelly era tornata. Fujiko cercò di spingere la porta più forte che poteva ma fu inutile, in un attimo “la Gatta” la afferrò e la riportò sul letto.

“Che delusione mi hai dato piccola, non posso lasciarti 10 minuti da sola che cerchi di fuggire!” Fujiko non osò muoversi..

“Vuoi farmi diventare cattiva stasera?” Kelly prese delle matasse di corda dal suo borsone:

“Penso sia meglio finire subito il mio lavoro, non voglio rischiare di nuovo di perderti, piccola” le disse e cominciò a tirar fuori dal suo borsone altre matasse di corda con le quali iniziò a immobilizzarle le cosce, che vennero legate strettamente e con moltissimi giri di corda e annodate saldamente sul davanti, quindi fu la volta delle ginocchia, sopra e sotto, anche loro come le cosce vennero legate strettissime e avvolte in moltissimi giri di corda, e alla fine il tutto fu annodato strettissimo sul davanti. Anche le gambe non furono risparmiate da Kelly, che le avvolse e strinse in numerosissimi giri di corda, fasciandole totalmente fino a raggiungere le corde che le legavano le caviglie, e poi annodò il tutto saldamente sul davanti.

“Almeno e finita” pensò Fujiko sospirando…ma si sbagliava. Kelly la rigirò a pancia in giù e con delle cordicelle sottili iniziò ad avvolgere il sacchetto di pelliccia che le ricopriva e chiudeva le mani, all’estremità inferiore, in corrispondenza delle sue unghie delle dita in pratica. Avvolse e legò il tutto più volte strettissimo prima di far passare le cordicelle sul davanti delle cosce, avvolgendo numerose volte appena sotto la sua micetta e all’inizio delle cosce. Alla fine annodò saldamente e strettamente il tutto sul davanti, in pratica aveva incollato le mani e il sacchetto di pelliccia al centro delle sue chiappe del culo. In questo modo come i polsi che erano già legati e collegati alla schiena e alla vita, adesso, anche le mani erano incollate inamovibilmente al centro del suo culetto. Kelly subito prese ad solleticare Fujiko. Il pon pon morbido alla micetta e la crotch-rope fecero il loro “solito” lavoro, ma anche il sacchetto di pelliccia così immobilizzato al centro delle sue chiappe a ogni movimento accarezzava e stuzzicava la povera Fuiko continuamente, Kelly ancora una volta aveva fatto un ottimo lavoro.

Kelly andò avanti per almeno 10 minuti, e alla fine la povera Fujiko “costretta” a dimenarsi e lottare, era di nuovo eccitata al massimo dal morbido tocco che sentiva alla sua micetta e anche al suo culetto. Ma anche stavolta Kelly non la lasciò godere.

“Benissimo, proprio come volevo, tutto perfetto.” E si fermò con assoluta noncuranza. Fujiko strillava dentro di lei, desiderava godere più di qualsiasi altra cosa in quel momento, ma poteva solo affondare per l’ennesima volta in quel profumo inebriante e sensuale che sentiva ininterrottamente nelle sue narici, era l’“odore” della sua dominatrice, che la intossicava sempre di più. Eccitandola ulteriormente. E che stava diventando una tortura.

“…., …..” frustrata provò a mugolare qualcosa ma assolutamente niente si sentì nella stanza.

“E inutile che provi a parlare piccola, goditi il tuo bel bavaglione e sta buona, che io ho da fare” disse Kelly vedendo che si agitava, e si allontanò di nuovo.

Kelly preparò del cibo che mangiarono insieme. Tolse solo i numerosi bavagli a Fujiko, rifiutandosi di sciogliere le corde e la imboccò lei. Trattarla in questo modo la eccitava. Erano ormai l’una di notte quando finirono. Kelly si allontanò ancora una volta per discutere con le sue sorelle.

“Staranno facendo qualche difficile colpo” intuì Fujiko..dopo una mezz’ora “la gatta” ritornò:

“Io non posso dormire, le mie sorelline potrebbero aver bisogno di me, per questo ho pensato alla tua compagnia per tenermi sveglia stanotte” le disse, e subito:

“O di nuovo voglia di te, piccola” le disse e tirato fuori di nuovo il suo guanto di pelliccia iniziò ad accarezzare Fujiko ancora una volta, lo passò tra le sue gambe, usando il “pon pon” alla sua  micetta per stuzzicarla di più, poi salì fino al collo, ai capezzoli, sul viso, rigirandola le accarezzò anche il culetto, usando il sacchetto di pelliccia alle mani, le accarezzò lentamente e morbidamente tutto il suo corpo nudo più volte, la micetta, le cosce, le gambe, l’ombelico, i seni, la schiena, le spalle, il collo, il viso, davanti e dietro per molti minuti, baciandola dolcemente sulle labbra man mano che anche lei si eccitava, le piaceva dominarla, avere il controllo totale sulla sua preda. Trattarla come la sua bambolina indifesa. Fujiko ovviamente si eccitò e iniziò a gemere, Kelly le tappò la bocca con la mano, continuando a palpeggiarla dovunque.

La forte presa di Kelly eccitava ancora di più Fujiko, la vedeva come una prova di forza, di dominazione totale nei suoi confronti da parte della sua rapitrice, ma come sempre quella sera, sul più bello Kelly si fermò, lasciando la sua prigioniera sempre più frustrata. Fujiko sbottò:

“Nooo, non puoi fermarti di nuovo, io non sono un oggetto con cui giocare, capito stronz..Mmmh..” Fujiko non potè finire la frase. Kelly le coprì di nuovo la bocca con la sua mano.

“Vedo che ci vuole qualcosa per tenerti buona e docile come prima piccola, ma tranquilla, la tua Kelly sa cosa fare” Fujiko tremò, si ricordava benissimo della Kelly cattiva del suo sogno, e non voleva rivederla. Perchè non era stata zitta? Perché?

“La Gatta” tirò fuori dal suo borsone molti fazzolettoni e foulards, Fujiko capì tutto..

Kelly appallottolò 3 grossi fazzolettoni e uno alla volta li infilò nella sua bocca, allargandola a dismisura, Fujiko spinse fuori l’ultimo, era troppo per lei! Ma Kelly lo ricacciò con forza e lo spinse ancora di più in fondo alla sua gola. Anche gli altri 2 data la spinta dell’ultimo, si saldarono letteralmente nella sua bocca, riempiendola completamente. Le sue labbra non potevano chiudersi e le guance erano deformate..immancabile arrivò il fazzolettone a coprirle la bocca e passarle attorno alle guance, strettissimo  e saldissimo come sempre, a spingere se possibile ancora più in dentro i 3 fazzolettoni e a chiudere le sue labbra e strizzare le guance, quando Kelly annodò il tutto dietro il suo collo Fujiko quasi soffocò e mugolò fortemente agitando la testa.

Kelly le diede un bacio sulla bocca imbavagliata,

“Perchè fai così piccola? Ma forse i miei bavagli ti piacciono? Per questo mi costringi sempre ad aggiungerne altri!” E così dicendo piegò un gigantesco foulard a triangolo e lo passò a ricoprire il fazzolettone, girandolo attorno alle guance di Fujiko e passandolo a coprirgli anche il naso, annodandolo strettamente dietro il suo collo più volte. Subito ne arrivò un altro, le fu passato da sotto il naso fino al mento, allacciato strettissimo attorno alle sue guance e annodato saldissimo dietro il suo collo!

Immediatamente Kelly infilò di nuovo il morbido e soffice guanto di pelliccia e iniziò a stuzzicare di nuovo Fujiko, accarezzandole la micetta e i capezzoli, Fujiko voleva resistere, ma non ce la fece, la diabolica Kelly sapeva benissimo come fare, quando vide che Fujiko resisteva, le bastò accarezzarla leggermente col grosso morbido pon pon di pelliccia e strofinarla col sacchetto di pelliccia tra le chiappe del culo, e le bastarono pochi minuti di carezze impellicciate, palpeggiamenti e toccatine per portare la sua prigioniera di nuovo sull’orlo dell’orgasmo. L’indifesa Fujiko cedette, era davvero al limite.

“Mssmmh..Ms.Mmmm..” “.si,siiii..stavolta si…” si agitò e mugolò così forte che si sentì sotto tutti quegli enormi bavagli..

“Lo sapevo piccola, non ti bastano mai, lo sapevo!” Kelly con la scusa dei bavagli si fermò di nuovo. E subito l’ennesimo profumato foulards venne fasciato attorno al viso di Fujiko, passato di nuovo a ricoprirle anche il naso e annodato saldamente dietro il suo collo. Subito dopo Fujiko, come in un film già visto venne rigirata sul letto da Kelly e una sonora sculacciata colpì ognuna delle sue natiche, stuzzicandola grazie al sacchetto di pelliccia, e l’indifesa Fujiko strillò e saltò sul letto dalla forza dei colpi subiti, ma non una parola si udì uscire dalle sue labbra, non una sola singola sillaba,

“….., …..”

“Brava bambolina mia, brava, così ti voglio, docile e sottomessa” Kelly la baciò di nuovo, un lungo, caldo, appassionato bacio unì le loro labbra per qualche minuto. Fujiko non potè fare altro che respirare il profumo di Kelly attraverso i foulards che le coprivano il naso, e si sentì eccitare alla follia.

Kelly sapeva benissimo l’effetto che il suo “odore” aveva su Fujiko, per questo i foulards con cui la imbavagliava erano sempre carichi del suo profumo, e Fujiko stava diventando sempre più “dipendente” dal suo odore. Quando non era imbavagliata, lottava e si dimenava, imprecando contro di lei, ma appena usava i suoi foulards, seppellendola nel suo profumo, Fujiko cambiava completamente, diventava docile e sottomessa. E a Kelly piaceva questo, si eccitava solo a pensarci e voleva avere Fujiko sempre più nelle sue mani.

“Brava piccola mia, su, questa e la volta buona, goditi il tanto desiderato orgasmo” Fujiko a quelle parole spalancò gli occhi,

“Finalmente!” Kelly come sempre prese ad accarezzarla e palpeggiarla dolcemente e lentamente col guanto di pelliccia, a baciarla come fosse una bambola indifesa tra le sua braccia, si eccitava da impazzire a tormentarla in quel modo, d’un tratto squillò il suo cellulare,

“Oh, che sfortuna! Decisamente questa non e la tua serata, piccola.”, e alzatasi, si allontanò per rispondere al cellulare.

Fujiko stava impazzendo, tutto questo era troppo:

il profumo dei foulards di Kelly che sentiva continuamente nelle narici e sul viso che la stordiva, tenendola in un perenne stato di eccitazione totale, l’essere tutta nuda  di fronte a Kelly, il morbidissimo guanto di pelliccia con cui Kelly l’ha accarezzava, i suoi dolcissimi e passionali baci, il soffice sacchetto di pelliccia che le ricopriva e avvolgeva totalmente le mani e la accarezzava tra le chiappe del culo, il pon pon di pelliccia morbidissimo e soffice che era stato legato e bloccato alle labbra della sua micetta e la faceva impazzire ad ogni minimo movimento, e la crotch-rope che accentuava il tutto, tutte cose che la eccitavano e stuzzicavano insieme, ma più di tutto la eccitava follemente l’essere alla totale mercè di Kelly, legatissima e imbavagliatissima come sempre, non ce la faceva più, desiderava godere più di ogni altra cosa al mondo, ma chissà per quanto tempo ancora la sua dominatrice voleva andare avanti a stuzzicarla e poi a negarle l’orgasmo..

martedì 10 ottobre 2017


SABATO SERA-seguito di GRAZIE LUPIN

“E’ inutile, sono stata sconfitta ancora una volta” pensò Fujiko, smettendo di lottare e immergendosi nuovamente in quel profumo ammaliante che la eccitava infinitamente da molte ore, e cominciò a far volare la mente, ritornando a come tutto era iniziato:

Era a casa sua, si rigirò un’ultima volta nello specchio in camera da letto, indossava un abito da sera lungo, scarpe nere a tacco alto e aveva su anche dei guanti lunghi fino al gomito di raso, neri. Sotto portava biancheria intima di pizzo nera, calze e reggicalze. Voleva essere elegantissima e sensuale al massimo. Lupin era lontano e lei aveva voglia di svagarsi. Sentì suonare il suo taxy e scese.

Dopo circa 10 minuti di marcia lo vide rallentare e fermarsi. La porta di dietro si aprì e qualcuno saltò su. Il taxy ripartì in fretta. Il tutto si svolse in pochissimi secondi.

Fujiko vide che seduta accanto a lei c’era Kelly, “La gatta”!

“Salve piccola, mi spiace, ma la tua serata finisce qui!” queste furono le sue uniche parole. In pochissimi minuti riuscì con una grande abilità e destrezza a spogliare Fujiko, togliendole anche mutandine e reggiseno, lasciandola completamente nuda. Fujiko si sentì imbarazzatissima ma non ebbe il tempo di protestare.

Dal borsone che aveva con lei, Kelly cominciò a tirar fuori numerose matasse di corda. In un attimo afferrò le braccia di Fujiko e rigirandola con forza iniziò a legarle i polsi appaiati dietro la schiena, con i palmi sovrapposti l’un l’altro.

“Maledetta, non ti permetterò di legarmi di nuovo!”

“Mi spiace per te, piccola, ma e già troppo tardi per impedirmelo..” la canzonò Kelly.

Nel mentre avvolse i polsi di Fujiko con numerosi giri di corda, annodando alla fine il tutto saldamente al centro, immobilizzandoli totalmente.

“Stavolta mi libererò e te la farò pagare, vedr..Mmmmh..” Fujiko non riuscì a finire la frase. Kelly nel frattempo aveva tirato fuori dal suo borsone un grosso fazzolettone, e dopo averlo appallottolato, glielo infilò interamente in bocca, senza fermarsi ne afferrò un altro, forse anche più grande del primo, e appallottolatolo glielo cacciò con forza in bocca, riempendola ancora di più. Alla fine Fujiko aveva la bocca talmente farcita e piena che le sue labbra non riuscivano a chiudersi.

Kelly subito le coprì la bocca con la mano, impedendole di sputare fuori i fazzolettoni. Era una mano forte e inamovibile, una mano da Dominatrice assoluta.

Fujiko smise di spingere con la lingua, capì che era inutile..,si sentiva le guance e la bocca quasi scoppiare, tanto erano gonfie e riempite dalla grandezza dei 2 fazzoletti.

“Mmmh..Mmh..” mugolò agitando la testa inutilmente, “La gatta” incurante delle sue proteste continuò decisa il suo lavoro,

Immediatamente un grosso fazzolettone venne stretto attorno alle sue guance, andava da sotto il suo naso fino al mento, venne rigirato fin dietro al suo collo e annodato strettissimo, Fujiko al momento della stretta, sentì i 2 grossi fazzoletti che le riempivano la bocca venire spinti ancora più in profondità e scenderle letteralmente in fondo alla gola. Ma non ebbe tempo di pensare troppo..

In pochi secondi un gigantesco foulard già precedentemente piegato a triangolo da Kelly, venne avvolto attorno alle sue guance e passato a coprirle anche il naso, scendendo fin sotto il mento, fasciandole tutta la parte inferiore del viso. Kelly lo rigirò dietro al suo collo e una volta lì lo annodò strettissimo.

Ma non si fermò qui.., con un altro fazzolettone le avvolse e strinse la bocca e le guance ancora una volta, passandolo da sotto il naso fino al mento e alla fine annodò saldamente il tutto dietro il suo collo. Il foulard sottostante, che le copriva il naso si compattò a quella forte stretta, diventando un tutt’uno col fazzolettone che lo ricopriva. Per questo motivo “l’odore” di Kelly le entrò prepotentemente nelle narici.. e Fujiko si eccitò subito respirandolo..

“Mm..Mmh..” Mugolò, per quel che poteva almeno, solo un leggero mugolio soffocato si sentì nell’auto. Ma Kelly sentendola ancora agitarsi, prese dal suo borsone l’ennesimo foulard, e stavolta con molta calma e precisione lo piegò a triangolo, e lo avvolse strettamente attorno alle guance di Fujiko. Lo rigirò attorno alla testa, ricoprendole per la seconda volta il naso e alla fine diede un’ultima fortissima stretta annodando il tutto dietro al collo.

Una volta finito “La Gatta” le diede una vera e propria sculacciata sul sedere, fortissima, Fujiko saltò letteralmente dal sedile, urlando per il colpo subito:

“….., ……” , niente, non una sola sillaba uscì dalle sue labbra imbavagliatissime e dalla bocca superfarcita. Kelly sospirò, finalmente soddisfatta dell’efficacia del bavaglio.

Fujjko, si sentiva davvero soffocata da quei numerosissimi enormi bavagli, e con l’ultimo foulard aggiunto a ricoprirle ancora il naso, il profumo di Kelly ormai la “Dominava totalmente”, perennemente immersa in quell’odore non riusciva a pensare ad altro che alla sua “Gatta dominatrice”, ne era intossicata. Kelly la guardò per un istante, la prese tra le braccia e le stampò un bacio caldo e appassionato sulle sue labbra imbavagliate…

Fujiko che già era molto eccitata dalla situazione e dall’essere indifesa nella mani della sua rapitrice, a quel bacio si sentì quasi venire..

Ma furono pochi secondi di dolcezza, poi Kelly riprese il suo lavoro con la massima determinazione: passò quindi a legarle le caviglie, come al solito fece un lavoro perfetto, numerosi giri di corda fasciarono le caviglie di Fujiko e un nodo saldissimo bloccò il tutto sul davanti. Quindi fu la volta dei gomiti, legati sopra e sotto e stretti fino a toccarsi tra loro, anche gli avambracci furono legati e uniti fino a toccarsi, e sia gomiti che avambracci vennero bloccati con due nodi saldissimi. Una corda messa in doppia fu passata più volte ad avvolgere la vita di Fujiko, e usata per legarvi polsi e avambracci, immobilizzandoli alla schiena.

Quindi per Fujiko arrivò il momento della crotch-rope, una lunga corda fu collegata alla corda in vita e fatta scendere tra le sue gambe, risalendo dal didietro più volte, passata tra le chiappe del suo culetto, e a stuzzicarle continuamente la micetta. Anche le sue braccia subirono il solito trattamento, Kelly le avvolse in moltissimi giri di corda bloccandole al busto, corde che passavano sopra, sotto, e al centro dei suoi seni, quasi a dividerli l’uno dall’altro. Kelly le annodò strettamente e inamovibilmente in più punti. Le sue dita delle mani non furono risparmiate, vennero legate da Kelly una ad una, pollice con pollice, indice con indice, e così via..e poi fatte sparire in un sacchetto fatto di pelliccia, morbidissima e soffice pelliccia, dentro e fuori. Kelly lo bloccò ai polsi di Fujiko con delle cordicelle sottili che avvolse più volte e legò attorno ai suoi polsi, al di sopra delle corde che già li legavano. E appena finito di sistemare le mani della sua prigioniera nella pelliccia, tirò fuori dal suo borsone un guanto di pelliccia col quale iniziò ad accarezzarla lentamente tra le gambe, la accarezzò col morbido e soffice guanto e la baciò dolcemente più volte,

“Perché ti adoro così tanto quando sei ridotta a una docile e indifesa bambola tra le mia mani?” le disse mentre la stuzzicava. A quelle parole e sotto il magico tocco di Kelly, Fujiko si sentì ancora una volta eccitare tutta.., le carezze e i baci continuarono per almeno 10 minuti ma appena Kelly si accorse che Fujiko stava per godere si fermò. Fujiko era quasi con le lacrime agli occhi, perché Kelly si divertiva a tormentarla così? Perché?

Eccitata dalla sua dominazione totale su Fujiko, subito dopo Kelly tirò fuori dal suo borsone un grosso “pon pon” di pelliccia, morbidissimo e soffice e lo infilò tra le gambe di Fujiko, bloccandolo sotto la corda della crotch-rope, proprio al centro della sua micetta. In questo modo, ad ogni anche minuscolo movimento, Fujiko avrebbe assaporato non solo la crotch-rope ma anche la morbida carezza del pon pon, spinto ancora più dentro le sue labbra dalla strettissima corda.

D’improvviso Kelly prese a solleticare dovunque Fujiko, che fu “costretta” ad agitarsi e dimenarsi pazzamente, e subito il pon pon iniziò a fare il suo lavoro, accarezzando continuamente la sua micetta col suo morbido e soffice tocco. In nemmeno un paio di minuti, Fujiko fu di nuovo sull’orlo dell’orgasmo.

“Benissimo, funziona tutto perfettamente!” esclamò Kelly appena accortasi di questo. E si fermò di scatto, senza lasciarla godere neanche stavolta, e guardandola:

“O piccola, ma forse tu volevi venire? Mi spiace per te, ma ho deciso che non puoi.” Ridacchiò, soddisfatta del suo lavoro con le corde e il pelliccioso “pon pon”.

Fujiko non si mosse, sentiva il cuore batterle forte ed era come mezza stordita, per l’ennesima volta la sua dominatrice l’aveva portata vicinissima all’orgasmo e poi glielo aveva negato. Perchè, perché giocava così con lei! Si sentiva completamente impotente nelle sue mani…e questo la eccitava. Ma non potè pensarci a lungo, immediatamente delle cordicelle sottili le avvolsero gli alluci, legandoli e stringendoli fino a farli toccare l’un l’altro. Kelly annodò strettamente il tutto sul davanti e senza nemmeno un secondo di pausa, iniziò a fasciarle anche i piedi nelle corde. Numerosi giri di corda avvolsero i suoi piedi sopra e sotto, esattamente al centro, legandoli inamovibilmente insieme, e dopo l’ennesimo forte strattone Kelly annodò il tutto al centro sul davanti. Tutti i nodi erano irraggiungibili come sempre, impossibile per Fujiko raggiungerli e liberarsi con le sue mani legate dietro la schiena, anche se avesse potuto muovere le dita, già in precedenza legate nascoste e chiuse nel morbidissimo sacchetto di pelliccia da Kelly.

Ancora una volta un Bondage pazzesco per Fujiko.

“Adesso rimangono solo le mie cosce e le ginocchia, poi sarà finita!” pensò Fujiko, ma proprio in quel momento l’auto rallentò e si sentì come un garage aprirsi, l’autista stava parcheggiando. Erano arrivate.

“Eccoci qua! In perfetto orario sorellona” disse allegramente Tati, dal posto di guida. Era lei l’autista, la più piccola delle “Gatte”.

“L’ultimo ritocco alla mia docile bambolina e scendo.” rispose Kelly. Immediatamente, Fujiko venne bendata con un grosso foulard di stoffa piegato in doppia e avvolto e stretto attorno alla sua fronte e gli occhi, e annodato dietro la testa saldamente. Quindi venne sollevata da Kelly, che la caricò sulle sue spalle come fosse un fuscello, e scese dall’auto.

“Grazie del passaggio sorellina, di a Sheila di seguire il mio piano perfettamente e tutto filerà liscio. Ci sentiamo dopo”

“A dopo Kelly, e mi raccomando divertiti con la tua bambolina preferita!” rise Tati ripartendo. Kelly con la sua prigioniera in spalla iniziò a salire delle scale.

Fujiko era allo stesso tempo impaurita ed eccitata, dove l’aveva portata Kelly? Perché l’aveva sequestrata di nuovo? Non c’erano furti da fare al suo posto e non c’entrava niente Lupin stavolta. Lei era uscita solo per svagarsi in un normale sabato sera, niente di più. Con la benda non poteva vedere nulla, poi sentì una porta aprirsi, inspirò forte attraverso il bavaglio, riempiendosi come ad ogni respiro dell’inebriante odore delle sua dominatrice, e sperò che non esistessero i sogni premonitori, si ricordava ancora lo spaventoso incubo che aveva avuto solo pochi giorni prima, e le parole di Tati non lasciavano presagire niente di buono..
 

martedì 3 ottobre 2017

ecco il terzo capitolo della storia :

GRAZIE LUPIN- seguito di L’amore trionfa-

Le prime luci dell’alba ormai filtravano attraverso la finestra della sua stanza da letto, per tutta la notte si era inutilmente dimenata e rivoltata nel tentativo di uscire da quella situazione, e ormai senza più la forza nè la voglia di lottare iniziò a ripensare a tutto quello che era successo:

Quella mattina Lupin le aveva regalato un mazzo di fiori enorme, bellissimo e profumato, d’altronde era il suo compleanno.

“Stasera c’è già un tavolo prenotato per noi, cheriè!” le disse invitandola ad una splendida cena insieme nel miglior ristorante della città.

“Così ti dimenticherai di quella brutta avventura con quella gattaccia cattiva, ti ho preparato una sorpresa indimenticabile per il tuo compleanno, vedrai amore mio”

Fujiko si preparò per la serata, voleva essere bellissima, irresistibile. Indossò reggiseno e mutandine di pizzo nere, calze a rete, reggicalze, una magliettina attillata rossa con un’ampia scollatura sui seni e una minigonna cortissima di pelle che fasciava strettissimo il suo “lato B” facendolo risaltare in maniera favolosa e lasciava le sue gambe in completa mostra. Scelse delle scarpe rosse con tacco alto 15 centimetri. Ovviamente prima era stata 3 ore dal parrucchiere per manicure, pedicure e i capelli. Voleva far impazzire dal desiderio Lupin quella sera. Voleva dimenticare Kelly.

All’ora stabilita chiamò un taxy e si mise ad attenderlo. Voleva darsi una ripassata ai capelli e un ultimo sguardo al vestito nello specchio di fronte al suo letto ma appena aprì la porta della camera da letto sentì uscirne un profumo che le diede un senso di eccitazione.., lo riconobbe! Era l’odore indimenticabile del foulard di Kelly! Lei era lì, ne era sicura. Non ebbe il tempo di fare nulla.

Subito si sentì afferrare e bloccare le braccia dal didietro. Kelly con una mano le tappava la bocca, e velocemente le immobilizzò i polsi, legandoli incrociati dietro la schiena con molti giri di corda, annodando il tutto strettissimo alla fine.

Quindi passò a legarle le caviglie, Fujiko si dibatteva più che poteva ma in pochissimi secondi anche le sue caviglie erano immobilizzate, legate e unite strettissime una all’altra, avvolte con moltissimi giri di corde, che vennero annodate saldamente sul davanti delle gambe.

“Lasciami, lasciam...” Gridò, ma Kelly con una velocità e una forza incredibili appallottolò e le infilò in bocca una alla volta 3 fazzolettoni enormi,

“Mi piace quando ti agiti tanto piccola, pur sapendo che e inutile!” Rise divertita.

“Mmmhh..Mmmhh..” Fujiko spinse con la lingua cercando di cacciare fuori quegli enormi fazzolettoni ma non ci riuscì.

Quando Kelly finì di farcirle la bocca, Fujiko la sentì piena in ogni suo millimetro. Ma Kelly non si fermò, con grande maestria subito passò un  grosso foulard attorno alle guance di Fujiko, stringendolo più che poteva e girandolo fin dietro al suo collo, annodando poi il tutto strettamente. In questo modo spinse ancora più in dentro i fazzolettoni che riempivano la bocca della sua povera preda. Al momento della stretta del nodo Fujiko si sentì soffocare, tanto in profondità erano stati spinti i 3 grossi fazzoletti. Se li sentiva davvero in gola.

Kelly iniziò a prendere altre corde. Accortasene Fujiko si dimenò e protestò gridando, o meglio mugolando con tutto il fiato che aveva.

“Mmmmhh..Mmmhh..mm..” Ma il suo forte mugolio ebbe solo l’effetto di far cambiare idea a Kelly.

“Vedo che bisogna aggiungere ancora qualcosa dolcezza!” E così dicendo si sfilò il grosso foulard che portava al collo e dopo averlo piegato a triangolo, fasciò e avvolse strettamente ancora una volta tutta la parte inferiore del viso di Fujiko, passandolo attorno alle guance e a coprire l’altro foulard che già le tappava la bocca, le ricoprì anche il naso stavolta, e dopo averlo rigirato fin dietro al suo collo, strinse il tutto se possibile ancora più forte, annodandolo fortissimo e saldissimo. Il foulard come sempre era intriso del suo profumo, e appena la “Gatta” finì di imbavagliarla, Fujiko era di nuovo immersa in quel meraviglioso, inebriante odore, e si eccitò ancora una volta..

Con l’aggiunta di quest’ennesimo foulard e della fortissima stretta data da Kelly, l’altro foulard sulla bocca e i fazzolettoni in gola si strinsero e compattarono ancora di più. Ma a Fujiko non importava, quel profumo, quell’odore di Kelly già la intossicava lentamente e voluttuosamente ancora una volta.

“Vediamo se adesso starai buona o continuerai a fare la gattina cattiva” le disse schernendola, dandole 2 fortissime pacche sul sedere..

“Mmh..Mm..” Per il dolore, si sentì appena un soffocato mugolio uscire dalla bocca di Fujiko e Kelly fu soddisfatta.

Senza parlare prese altre corde e realizzò una crotch-rope perfetta e strettissima che annodò tra le chiappe del culo di Fujiko e alla quale collegò i polsi legandoli e unendoli anche alla schiena. Quindi passò a legare i gomiti sopra a e sotto e le braccia al busto. Come sempre fece un lavoro perfetto. Corde strettissime e nodi saldissimi e impossibili da sciogliere. Quando finì, i gomiti di Fujiko si toccavano tra di loro e le braccia erano come saldate al busto, con le corde che si avvolgevano e passavano sopra e sotto i suoi seni e scendevano fino in vita. Kelly diede alcuni strattoni decisi agli ultimi nodi. Fujiko sentendosi legare sempre di più provò a muovere le sue dita, ma erano lontane da qualunque nodo. Immediatamente vide Kelly prendere un rotolo di scotch da pacchi argentato. Un secondo dopo il suono familiare dello scotch aperto e tirato risuonò nella stanza.

“Grazie piccola per aver agitato le tue dita, quasi me ne dimenticavo. Adesso metti le mani a pugno senza fare storie.”

Fujiko obbedì, che altro poteva fare? Sentì subito lo scotch avvolgersi sopra alle dita e alle mani serrandole, Kelly lo avvolse con la solita precisione passandolo e avvolgendolo anche attorno alle corde che immobilizzavano i polsi, ricoprendole e rendendo vana ogni possibilità di fuga. Fujiko sospirò, ormai non aveva più possibilità di liberarsi da sola.

Ma Kelly era ancora lontana dall’aver finito il suo lavoro.

Subito dopo toccò alle cosce e alle ginocchia sopra e sotto essere avvolte, legate e annodate anche loro strettissime e saldissime in numerosissimi metri di corda. E come sempre tutti i nodi erano stati fatti sul davanti in modo da impedire a Fujiko di poter usare le dita delle mani per cercare di sciogliersi, anche se avesse potuto usarle.

“Mamma mia, stavolta sono davvero legata come un salame! Ma almeno a finito!” pensò Fujiko che si sentiva davvero impotente e indifesa ridotta in quel modo.

Ma incredibile a dirsi, si sbagliava. Kelly iniziò a legarla di nuovo,

“Mmh..Mmm..!” protestò Fujiko, o meglio mugolò inutilmente e incomprensibilmente nel bavaglio.

“Sta buona, voglio solo metterti più comoda, alla fine mi ringrazierai” rise Kelly, mentre con altre corde collegò le ginocchia di Fujiko al collo, e strattonando forte le tirò fino a farle toccare e unire al suo petto e ai seni, annodando infine strettamente il tutto. Quindi un’altra corda fu usata per unire e legare caviglie, i piedi e i tacchi delle scarpe di Fujiko tra loro, e venne tirata fino a collegare le caviglie, i piedi e i tacchi stessi con i suoi polsi incrociati dietro la schiena, e subito ancora altre corde avvolsero strettamente le gambe di Fujko e vennero poi avvolte e strettamente legate anche attorno agli avambracci, unendoli tutti insieme e immobilizzandoli alla schiena..

Adesso ginocchia, gambe, caviglie, piedi e tacchi delle scarpe erano inesorabilmente legate, unite e incollate letteralmente a petto, avambracci e ai polsi dietro la schiena.

Al momento che Kelly strinse il nodo finale Fujiko era davvero stritolata nelle corde e soffocata nei bavagli. Alla fine “La Gatta” l’aveva davvero impacchettata, interamente stretta e fasciata nelle corde. Chilometri di corde..come sempre. Senza contare lo scotch da pacchi alle mani e i numerosissimi bavagli che la riducevano al silenzio totale. PAZZESCO. UN BONDAGE PAZZESCO.

“Ecco, adesso sì che sei sistemata!” disse Kelly sollevandola dal pavimento come fosse un qualsiasi pacchetto da trasportare, e la poggiò sulla coperta di pelliccia che ricopriva il letto.

“Mmmhh..adoro questa morbida pelliccia piccola. Hai davvero buon gusto.” E dicendolo se ne andò, chiudendo a chiave la porta di casa.

Fujko si sentì morire, avrebbe voluto gridarle a squarciagola di non andarsene, non lasciarla lì, completamente indifesa e sola, e subito iniziò a dimenarsi, per quel che poteva, il tempo passava e lentamente strofinandosi sulla pelliccia e inebriandosi del profumo di cui era intriso il Bavaglio dopo poco si eccitò, anche la crotch-rope era efficacissima annodata tra le sue chiappe, la povera Fujiko poteva muovere solo la testa e ad ogni movimento si sentiva le narici riempire dell’odore della sua Dominatrice, provò ad allentare un po’i bavagli ma sembrava al contrario, che più si dimenasse più si stringessero attorno alla sua bocca e al naso.

Si agitò sulla morbida e soffice coperta di pelliccia, più il tempo passava e più si sentiva impazzire per il non potersi toccare, la crotch-rope, i profumati foulards, la pelliccia, e anche il fatto di essere stata legata e imbavagliata da Kelly, tutto la eccitava terribilmente, e lei non poteva muoversi di un millimetro! Sarebbe impazzita se qualcuno non l’avesse liberata al più presto e fatta venire!

Ed eccoci tornati al presente, oramai era l’alba e Fujiko non sapeva che fare, o meglio non c’era niente che potesse fare, impacchettata in quel modo, “La Gatta” l’aveva legata in una Ball-tied inestricabile, era praticamente impossibile per lei muovere un solo millimetro del suo corpo, ci aveva provato per tutta la notte inutilmente. Era sfinita ma finalmente si sentì la porta di casa aprirsi. Non ebbe paura, iniziò a mugolare rumorosamente, con quel poco fiato che le era rimasto provò ad attirare l’attenzione. Forse era Lupin? Non vedendola arrivare al ristorante era finalmente corso a controllare.

“Stà buona piccola, sono stanchissima” Le disse Kelly entrando in camera da letto. Era bellissima. Fujiko rimase affascinata da lei. Sentì il cuore batterle fortissimo. Non potè negare di essere felice che fosse Kelly e non Lupin.

“La Gatta” si abbassò verso di lei e cominciò ad accarezzarle il viso al di sopra del bavaglio, e poi le mordicchiò un orecchio, mentre con l’altra mano le passava tra le gambe, aiutandosi con la crotch-rope e stuzzicandola, quindi la baciò dolcemente mentre la rigirava nella coperta di pelliccia facendole sentire anche il suo morbido e soffice tocco sulla pelle, andò avanti per 10 minuti almeno e quando sentì Fujiko iniziare ad avvicinarsi all’orgasmo le stampò un bacio sul bavaglio dolcissimo e fortissimo, continuando a stuzzicarla e a rigirarla nella morbida e soffice pelliccia della coperta. Continuò finchè non la sentì dimenarsi e gemere rumorosamente, aveva raggiunto un orgasmo potentissimo.

“Perché mi piace così tanto legarti e imbavagliarti e averti alla mia mercè!” disse rivolta a Fujiko che aveva ancora gli occhi dilatati dal piacere sentito.

“Potrei rapirti definitivamente e tenerti sempre con me, come mio giocattolo personale, che dici?” le disse con sarcasmo.

“Ti piacerebbe da quanto vedo.” Fujiko si immaginò per un attimo perennemente tra le mani di Kelly e si sentì quasi venire di nuovo dalla gioia.  Poi Kelly si abbassò ancora una volta, prese tra le mani il volto di Fujiko e le disse:

“No, meglio di no. Perderei il gusto di rapirti, ed e così bello farlo..!”

“A presto piccola, e salutami Lupin. La cena era favolosa e lui sarà qui tra poco, come previsto. Ciao!” E se ne andò lasciando Fujiko ancora nel suo limbo di piacere totale.

Dopo almeno un quarto d’ora Fujiko ripresasi, iniziò a fare due più due, c’era qualcosa che non andava in tutta questa storia, come aveva fatto Kelly a entrare? Doveva essere nascosta in casa sua da ore, ma come faceva ad avere le chiavi? Come aveva fatto a farsene una copia? E Lupin? Come mai era sparito? Avrebbe dovuto arrivare da ore a liberarla. Cavolo, erano passate tutta la sera e la notte! Aveva visto che non era andata all’appuntamento. Normalmente sarebbe schizzato come un fulmine da lei a vedere cosa le era successo. Poi si ricordò dell’ultima frase di Kelly:

“La cena era favolosa e lui sarà qui tra poco, come previsto.” Ma come faceva a saperlo? E quale cena?

Poi d’improvviso tutto le fu chiaro, Kelly era andata all’appuntamento con Lupin. A cena con lui, dopo averla legata, imbavagliata e impacchettata, lasciandola a casa totalmente immobilizzata e indifesa. Aveva preso il suo posto e aveva trascorso lei la serata con Lupin, e si era accordata con lui perché la liberasse a una certa ora, e in fretta era tornata a soddisfare le sue voglie.

“Oh Lupin!” pensò,

“era questa la serata indimenticabile che aveva preparato per me, mi ha davvero vista l’altra sera mentre mi masturbavo col foulard di Kelly. E lui che ha dato le chiavi di casa a Kelly, e lui che le ha detto di rapirmi di nuovo, e lui che mi ha organizzato questo grande regalo di compleanno.”

“Grazie, grazie per l’amore che provi per me.” Pensò, affondando il volto nella morbida e soffice pelliccia della coperta e inspirando ancora una volta il foulard intriso del profumo di Kelly che le copriva e fasciava il viso, restò ad aspettare il ritorno del suo Lupin, curiosa di sapere che scusa avrebbe inventato per non essere potuto andare alla sua cena di compleanno. E mentre l’odore di Kelly le riempiva le narici capì che ancora una volta era felice..